19 aprile 2011

Secondo Trimestre: una Ripresa ancora Lenta


Come di consueto pubblico il report dei risultati dell'indagine previsionale trimestrale elaborata da Confindustria Valle d'Aosta.

Gli indicatori economici più recenti evidenziano, in modo più marcato, come si stiano rafforzando i segnali di miglioramento della congiuntura internazionale. Sebbene questo sia un avviso molto positivo, non vuol dire che la crisi sia ormai alle spalle perché la situazione rimane aperta a scenari che interessano in modo diseguale le diverse aree, da azienda ad azienda e da settore a settore.

Conseguente è il clima di incertezza che continua a tenere “sotto scacco” i mercati e non cambia la corsa della ripresa, che rimane ancora molto lenta. Una situazione che si riflette nella nostra regione. L’elaborazione dei dati emersi dalla rilevazione del secondo trimestre 2011 manifesta, con qualche variazione sulla precedente, una situazione di mantenimento dell’economia locale.

Il tasso di utilizzo degli impianti indica un debole cedimento e rimane ancorato al valore medio di periodo calcolato dal 2009; il carnet ordini rafforza gli ordinativi a tre mesi, mentre si accentua ulteriormente la criticità nei ritardi degli incassi rilevando un netto peggioramento sul precedente periodo (il 60% degli intervistati).

Le attese degli imprenditori valdostani per il periodo aprile-giugno 2011, pur evidenziando un quadro complessivamente caratterizzato da valutazioni positive, portano segnali di prudente ottimismo legati alla previsione di un Pil che, secondo le prospettive del Centro Studi di Confindustria, per quest’anno crescerà dell’1,1%, nel 2012 dell’1,3% e nel 2013 dell’1,5%.

La conferma giunge soprattutto dagli indicatori della produzione e degli ordinativi totali: il 22% del campione delle aziende aderenti all’indagine esprime un giudizio di crescita dell’economia della “Valle”, mentre il 72% la considera stazionaria (57% precedente indagine).

Scendendo nel dettaglio, le previsioni segnalano in crescita sia i livelli produttivi +15,6% sia gli ordini +22,5%, influenzati in modo significativo dalle esportazioni +37,5%, in un contesto in cui più di tre quarti degli intervistati vedono costante il livello occupazionale.

L’indice previsionale di miglioramento degli ordinativi si riflette positivamente nella crescita della produzione e sembra dare energia agli investimenti, particolarmente a quelli destinati alle sostituzioni per il mantenimento dell’efficienza strutturale dell’impresa. I dati del settore manifatturiero guidano al rialzo le variazioni, mentre le aziende dei servizi subiscono una contrazione di periodo che sembra essere influenzata dal raffreddamento della domanda.

In generale, comunque, c’è un maggiore clima di fiducia e lo dimostrano le nostre aziende che, seppur in presenza di impegni finanziari appesantiti dalle difficoltà dei mercati e dalla carenza di programmazione economica, “non mollano” e sono sempre più protese a cogliere le opportunità pur di raggiungere lo scopo imprenditoriale.

C'è qualche imprenditore on line che vuole dirci qualcosa su questa ripresa?

L'auto del Futuro secondo Paola Carrea (4)

Quarto e ultimo post dedicato all’intervista pubblica fatta il 3 marzo, presso l'incubatore di Aosta, dal sottoscritto a Paola Carrea (Magneti Marelli) sul tema «L’auto del futuro», all'interno del ciclo «I Dialoghi dell'Innovazione».
Qui trovi il primo. E il secondo.
 E il terzo.

C’è anche chi sta lavorando ad un’auto interamente governata dal computer, anche tenendo conto del fatto che le statistiche dicono che il 90% degli incidenti in auto è causato da errore umano…
Già da anni stiamo lavorando a veicoli che si muovono completamente in automatico, anche se siamo molto lontani dal lancio produttivo perché il contesto vero della strada è molto critico, complicato. Si fa davvero fatica a riprodurre tutte le situazioni che si possono individuare lungo la strada. Sarebbe però fattibilissimo immaginare di avere delle corsie dell’autostrada dedicate a dei plotoni di veicoli: le auto entrano, si schiaccia un pulsante – lo abbiamo già fatto – e si arriva dall’altra parte dell’autostrada, ti sganci dal plotone, schiacci il bottone e inizi a guidare tu.  Per fare questo c’è bisogno di molta intelligenza artificiale e di sistemi particolarmente complessi e in questo senso si parla di auto guidata dal computer, facendo però molta attenzione che un computer è un computer, è un po’ come un telefonino. Se cade la linea richiamiamo. Però se sono in auto e ho bisogno attraverso l’e-call che parta la chiamata di soccorso io ho bisogno che parta perché rischio di morire e non accetto che qualcuno mi dica “scusa è caduta la linea”. E lo stesso vale per il computer. Noi stessi quando abbiamo iniziato a lavorare con Microsoft all’inizio degli anni 2000 abbiamo dovuto spiegare a questi signori che sull’auto non esiste il “control alt del” per resettare tutto. Quindi c’è bisogno di un computer con gradi di affidabilità, robustezza, vibrazioni elevati, capacità di sopportare i -40 e i +80°, cioè di un Pc molto sofisticato. Ad essere veramente realistici - e pensando a quello a cui stanno oggi lavorando i costruttori di automobili - potremmo ipotizzare non un computer, ma come minimo a tre. Oggi sulla macchina ci sono più di 80 centraline elettroniche e circa 3 chilometri di cavi che mettono in comunicazioni l’alzacristalli, lo specchietto, etc. E’ ovvio che tutto questo va razionalizzato. C’è ad esempio il consorzio Autosar che sta cercando di dire facciamo degli hardware comuni - da cui questa idea dei 3 computer – uno dovrà gestire cambio e motore, l’altro sospensioni e parti non meccaniche e l’altro body, infotaiment, cioè tutto quello che si trova nella plancia. Questi tre computer dovranno comunicare fra di loro attraverso degli standard in parte già definiti, in parte in via di definizione. E ci saranno dei grossi player – tra cui anche Marelli - che saranno gli sviluppatori prevalentemente dell’hardware e del livello base del software, cioè capacità di questi computer di dialogare con la macchina. Le strategie poi - cioè come voglio controllare il motore, il sistema di navigazione che voglio metterci sopra, la capacità dei fari di girare a destra, sinistra, insieme con il volante - possono essere di terze parti. Si rompe il concetto che chi offre una centralina per il veicolo la offre in blocco e ne è responsabile e nasce l’idea di poche centraline e tanti software di terze parti. Ci sono costruttori di software che si stanno arricchendo o comunque investendo molto per arricchirsi con licenze che venderanno ai diversi fornitori di hardware perché se vuoi fare quella una certa cosa io ti do il mio software, ma tu mi paghi la licenza. Un po’ come si è arricchita la Microsoft...
I costruttori sono favorevoli?
Sono proprio loro a volerlo perché diventano molto più competitivi. Ad un certo punto potranno scegliere i pezzi di software dai migliori svincolati dalle soluzioni hardware. L’unico aspetto negativo è che oggi il coltello dalla parte del manico è in mano ai tedeschi. Oggi stanno dettando le regole del Consorzio Autosar Bmw, Wolkswagen che lavorano molto con dei software e provider tedeschi. Così hanno un vantaggio competitivo rispetto a noi che facciamo comunque parte dei consorzi, però dobbiamo cercare di essere molto più presenti.

O che diventi qualcosa di europeo...
Lo sarà di sicuro. La rete di bordo sul veicolo si chiama Can (Controler area network) ed è standardizzata per tutte le centraline con la famosa interfaccia Can. I francesi avevano provato ad osteggiarlo e si erano inventati il Van (veicolar area network), ma il Can è stato standardizzato a livello europeo dai tedeschi. Si tratta di non perdere il treno.

Diventa necessario anche un dialogo fra chi costruisce le auto e chi le strade. Sono due mondi chiamati a comunicare fra loro….
Si deve fare molto in questa direzione. E’ inutile che chi fa automobili continui a lavorare all’auto intelligente, chi fa strade alla strada intelligente e i due mondi viaggino in parallelo senza mai incontrarsi. Non è sostenibile dal punto di vista economico. Il paradosso è che l’auto può essere un po’ meno intelligente e la strada pure se le due cooperano e cooperando costano un po’ di meno e siamo tutti più contenti e soprattutto più sicuri. E’ chiaro che dal punto di vista degli interessi ognuno vuole enfatizzare quello che sta realizzando anche se bisogna cedere qualcosa da entrambe le parti. E’ un dialogo fondamentale anche se difficile da mettere in piedi perché gli attori sono tanti. Dieci anni fa quando già parlavamo di ecosistema di mobilità, di far parlare l’auto con l’infrastruttura in pochi capivano, oggi avverti invece che c’è interesse. Iniziano ad esserci dei player attivi per andare in quella direzione. Una cosa che aiuterà tantissimo sarà la normativa e la legislazione perché risolve il problema degli standard. In Brasile il governo ha detto che tutte le auto devono dialogare con l’infrastruttura attraverso uno specifico protocollo e se le auto non hanno il protocollo non sono omologabili. Oggi tutte le auto sarebbero in grado di parlare tra di loro. Arrivare ad uno standard de facto senza una normativa è impossibile.

A che punto siamo con i carburanti alternativi?
Sull’elettrico si stanno ipotizzando dei nuovi paradigmi di mobilità. Ad esempio delle pensiline dove l’auto arriva, viene sollevata e fa il proprio cambio pacco batterie e riparte. C’è però la necessità di monitorare come vengono utilizzate queste batterie perché se si scarica più dell’80% si danneggia molto rapidamente e allora non tutti sono disposti a fare il cambio del proprio pacco batterie con chi non le cura alla stessa maniera. Anche l’ibrido metano/idrogeno vede dei test molto significativi anche se l’idrogeno è ancora molto lontano per motivi di costo. Un pieno di idrogeno qualche anno fa costava 200 euro e riuscivi a fare un centinaio di chilometri. Più vicino lo sforzo sulle regolazioni delle centraline controllo motore per migliorare le perfomances. Poi c’è il metano, dove Fiat è leader, che sta procedendo molto bene. E in Brasile – anche se si deve fare sempre i conti con la sostenibilità del sistema – c’è il bio-fuell, cioè l’utilizzo della canna da zucchero per ricavare carburante. Qui si trovano molti distributori. Lì però ci sono enormi estensioni, in Europa non sarebbe sostenibile perché consumo molto di più per recuperare il materiale per realizzare il carburante in questione. Anche se mi dicevano dei giornalisti brasiliani che già lo scorso anno hanno avuto problemi perché stanno rendendosi conto che conviene vendere lo zucchero più che il bio-fuell data la crisi in alcuni Paesei produttori di zucchero. Poi ci sono degli esperimenti come recuperare i gas dalla spazzatura. Però sono iniziative molto di nicchia e a livello industriale non sono ancora state prese in considerazione

I trend di sviluppo della mobilità sono impressionanti… L’auto privata è davvero un modello così irrinunciabile?
Oggi i dati dell’Istat dicono che quando ad una persona viene chiesto perché invece dell’autobus per recarsi a lavorare preferisce l’auto privata le risposte che si intuiscono è che l’autobus è un po’ da poveri. Al di là di questo aspetto d’immagine che in alcuni paesi c’è, in maniera altresì provocatoria rispondo no. Nel futuro si vedono molto bene dei paradigmi di mobilità pubblica individuale. Immaginiamoci delle auto in car sharing messe a disposizione del pubblico e quando uno arriva in un posto la lascia in un posto ad hoc dove qualcun altro la prende e si muove a sua volta. Abbiamo fatto noi un esercizio di questo genere su Torino con 10mila vetturette di questo tipo e ne è risultato che si riuscirebbe a gestire molto bene la mobilità nella downtown di Torino eliminandoli trasporto privato. Poi per ridistribuire queste macchine – ma qui andiamo proprio nel futuro – si fa in modo che quando ci si accorge che la distribuzione delle auto è troppo periferica i veicoli in automatico ripartono e si avvicinano alle zone dove statisticamente si sa che potrebbe esserci una richiesta. Alla sera le auto si riconcentrano nelle zone periferiche per il rientro dal lavoro. Volevamo fare una flotta significativa per Torino 2011, per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ma non ci siamo riusciti. Stiamo invece equipaggiando una flotta significativa di smart in quanto Mercedes ha lanciato un progetto denominato “car2go” che parte proprio da questo presupposto. Prendi l’auto con una smart card, ti muovi, la lasci e così via. E quindi concetti di trasporto pubblico individuale, così ti muovi in autonomia, sono validi. Ci vogliono gli hub logistici. Ci sono già dei modelli nuovi di trasporto pubblico collettivo fatto a domanda e si tratta di iniziative che andrebbero aumentate in quanto contribuirebbero alla sicurezza e alla fluidificazione del traffico. Togliere auto dalla strada spesso diventa l’unico modo in grado di migliorare la mobilità e così nuovi paradigmi di mobilità, magari un po’ bizzarri, si stanno facendo strada. (fine)

18 aprile 2011

Lettere (di un Valdostano) da Barcellona: la Valle d'Aosta e i Paesi baschi

Nelle prossime settimane dopo l'apprezzato «Lettere da Londra» di Gilles Quey arriva «Lettere da Barcellona» di Federico Martire, universitario valdostano in terra iberica dove sta portando a termine il suo Phd.

Tanto per iniziare a fare la conoscenza della nuova firma di ImpresaVda ti segnalo un paper accademico scritto dallo stesso Martire, in qualità di teaching-research fellow all'Università di Torino, con un collega dell'Universitat de Barcelona.

Si tratta di una comparazione politico-economica dei sistemi fiscali della Valle d'Aosta e dei Paesi Baschi spagnoli. «lLaspetto che li accomuna - osserva Martire - è l'asimmetria rispetto al sistema in vigore nella quasi totalità del resto del territorio di Ita e Spagna»).

Qui trovi una versione sintetica del Paper sul sito de iMille.

L'Auto del Futuro Secondo Paola Carrea (3)

Terzo dei quattro post dedicati all’intervista pubblica fatta il 3 marzo, presso l'incubatore di Aosta, dal sottoscritto a Paola Carrea (Magneti Marelli) sul tema «L’auto del futuro», all'interno del ciclo.
Qui trovi il primo. E il secondo. 

Lei ci ha mostrato un enorme mercato legato al settore della sicurezza e della gestione del traffico, mentre molti di noi erano abituati, soprattutto leggendo i giornali, a ragionare sui cosiddetti motori verdi...
Non voglio farvi credere che questo terzo pilastro non sia fondamentale. Bisogna però sempre tenerli tutti e tre molto uniti. Da studi che abbiamo fatto viene fuori con evidenza che il solo utilizzo delle tecnologie ICT può impattare sulla Co2 anche fino al 15%. Una percentuale altissima ed una tecnologia che oggi è disponibile. E’ chiaro che c’è la necessità di un ecosistema adeguato. Non dipende soltanto dal veicolo.

Tempo di green-mobility…
Sembrerebbe che tutte quelle policy che anni fa avevano ammazzato il motore elettrico siano state distrutte. La politica ha cambiato direzione e anche molti costruttori automobilistici ci stanno credendo. Sulle batterie si sta investendo davvero molto. Posso raccontarvi una bella esperienza. Abbiamo sviluppato per esempio il Kers per la Formula 1, andando a recuperare molta energia nelle decelerazioni e dalle frenate. Ovviamente la Formula 1 è un posto dove simili sperimentazioni si possono fare. Ora, partendo da questa tecnologia, stiamo sviluppando la 500 elettrica. Ci sono insomma tecnologie che nascono in un settore estremo e poi diventano fondamentali anche per il veicolo elettrico più tradizionale. Esistono delle batterie molto performanti e molto contenute. Non era difficile immaginarlo visto quello che è successo sui telefonini. Nel 91 avevamo dei padelloni enormi con un pacco batteria insieme ad una cornetta di telefono ed oggi siamo arrivati ad avere dei telefonini piccolissimi. Noi stiamo lavorando ad esempio con STMicroeletronics su nuove tecnologie. Le batterie sono un’area dove c’è molta debolezza e se dovessi consigliare ad uno studente dove puntare, dove crescere, sicuramente questa è un’area dove c’è ancora molta ignoranza. Tutte le scatole telematiche al loro interno hanno le batterie – milioni e milioni – perché in caso di crash perdo tutta l’alimentazione, perdo tutti i dati del veicolo, ma la chiamata d’emergenza deve partire. Sono pochissimi i fornitori, quasi monopoli, pochissimo anche il know how nelle imprese. Poi c’è l’ibrido. Toyota ci ha creduto ai tempi e ha fatto bene. Oggi c’è un nuovo concetto di ibrido metano-idrogeno. E’ più fattibile anche dal punto di vista della distribuzione, grazie ala rete del metadonodotto. Si tratta di una soluzione meno onerosa, su cui stiamo lavorando. E poi c’è il Fuell cell che, paradossalmente pareva il futuro e oggi invece si è molto rallentato. Deve essere chiaro che alcuni veicoli green saranno di nicchia. Si deve perciò continuare a lavorare su veicoli con benzina, gasolio, più convenzionali diciamo, ma gestiti da centraline di controllo motore particolarmente sofisticate e capaci di contenere e ridurre le emissioni.

Quindi su questo versante lei non vede ancora una grande espansione…
Magari verrò smentita, però confrontandomi anche con persone più esperte di me per il momento si parla di una nicchia di mercato, non della mass market.

Riprendendo il suo suggerimento all’ipotetico studente ricordo anche che in alcuni suoi interventi lei spesso utilizza il concetto di trasversalità della conoscenza. In cosa consiste?
Molte volte di un settore specifico si conosce tutto. Ti capita poi mentre lavori di inciampare in altri settori, ad esempio quello delle infrastruttura, nel nostro caso specifico si trattava proprio del Traforo del Monte Bianco, e lì scopri che le centraline messe a bordo strada per monitorare il traffico e gestire i semafori hanno dei prezzi molto alti, molto più costose delle centraline motore che posizioniamo su un automobile e ti rendi conto che dal punto di vista delle performances sono più degradate di quelle delle centrali motore. Preciso però che si tratta di una soluzione risalente a diversi anni fa. Oggi non so. Trasversalità della tecnologia significa comunque capire che una determinata tecnologia sviluppata per un settore può essere trasportabile in un altro, garantendo un vantaggio competitivo. La stessa domotica può crescere attraverso tecnologie che arrivano dal consumer o dall’automotive. Ad esempio, inseguendo soluzioni telematiche per l’automobile abbiamo incontrato i produttori di container che stavano cercando delle soluzioni per tracciare i loro carichi. Ed è nato il tracking container. E così abbiamo lanciato le basi per un business parallelo diverso dal nostro e comunque con alto potenziale. (continua)

17 aprile 2011

La Cina (con Grivel) si apre all'Alpinismo

Un team di alpinisti scelti dal governo cinese,  allenati da Thomas Bubendorfer e attrezzati di materiali Grivel  saranno i primi alpinisti “ufficiali” cinesi. Per la prima volta il governo di Pechino decide di puntare in maniera ufficiale sullo sport della montagna e di iniziare un percorso che possa portare giovani cinesi e tibetani a diventare guide di montagna. 

Due membri del team hanno già  fatto parte della spedizione di scalatori cinesi che hanno portato nel 2008 la fiaccola olimpica sul monte Everest in occasione delle olimpiadi di Pechino.Già allora la spedizione aveva utilizzato materiali Grivel. L’azienda valdostana gode di una posizione di rilievo nel mercato cinese.

Bubendorfer è  uno dei più famosi arrampicatori al mondo in solitaria. Un alpinista che ha fatto dell’estremo la sua sfida. A soli 21 anni aveva già realizzato 30 solitarie. Per primo ha salito l’Eiger in sole 4 ore e 50 minuti (il team inglese che era con lui ci impiegò 3 giorni) e la parete Nord del Cervino in 3 ore e 50 (il team giapponese che era con lui ci impiegò 5 giorni).

Bubendorfer - che collabora da diversi anni con l’azienda valdostana considerandola la più affidabile  nel panorama mondiale delle attrezzature di montagna - è stato contattato dalla CTMA (Chinese Tibetan Mounteneering Association) per  formare alcuni giovani, scelti tra i migliori arrampicatori Cinesi e Tibetani. 

Il programma è strutturato su due anni.

2011: In cooperazione con il gigante tedesco  della chimica Lanxess, che conta 6 grandi impianti in Cina, sono stati selezionati 6 giovani forti arrampicatori che hanno trascorso 2 settimana in Austria a Febbraio  per imparare a  salire le cascate di ghiaccio. I giovani erano accompagnati da un esponente del governo , da un giornalista e da un operatore della televisione cinese.
In autunno il team si riunirà in Tibet per imparare a  salire nuove  montagne e nuove vie  impegnative (oltre i 6.000 metri). Per l’esattezza tenteranno la scalata di 5 cime vergini  (tre ancora senza nome) molto difficili. Pare che una di queste assomigli molto al nostro Cervino. Anche qui il team verrà seguito da 2 cineoperatori.

2012: Il team dei giovani guidato da Bubendorfer, insieme ad alcuni membri del governo e ad alcuni media selezionati  verranno  poi a Courmayeur  per tentare alcune vie dure sul Monte Bianco. 

«Viste le enormi potenzialità del mercato cinese - ci spiega Betta Gobbi di Grivel - ci auguriamo che la Regione Valle d’Aosta sappia cogliere l’occasione in modo da presentare ai giovani alpinisti e ai futuri clienti cinesi il lato valdostano del Monte Bianco e non solo, come spesso accade, quello francese».
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Dopo questo allenamento il team tenterà una cima di 7.500 mt ancora inviolata in Tibet. Nella primavera del 2012 verranno organizzate una serie di conferenze in Cina, Korea, Giappone e Singapore.

Società di Servizi: Falsa Partenza?

La firma sull’atto costitutivo della società del Presidente della Giunta Augusto Rollandin davanti al notaio Antonio Marzi è già stata fatta. E per i primi di maggio, assicura sempre il presidente, tutti saranno al lavoro grazie alla neonata Società dei Servizi. Fedele Borre, 65 anni il prossimo 12 giugno, un cursus honorum politico di tutto rispetto prima sui banchi del Consiglio comunale di Aosta e poi su quelli del Consiglio regionale fino alla recente esperienza alla guida della Fondation Grand Paradis, sarà il nuovo presidente della Società di Servizi.

La nomina è giunta con la delibera 648 del 21 marzo 2011 che approva atto costitutivo e relativo statuto della società per azioni, a totale partecipazione pubblica, per l’erogazione di servizi strumentali all’esercizio dei compiti istituzionali della Regione. Provvedimento che con una dotazione di 950mila euro dà gambe alla legge regionale 20 dicembre 2010, n. 44 che disciplina la costituzione della società secondo gli ormai noti meccanismi, di derivazione comunitaria, dell’in house providing.

Quale la ratio del provvedimento? Fare in modo che il rispetto del patto di stabilità con i suoi vincoli in materia di personale pubblico non calasse come una scure su tutta una serie di professionalità precarie. Come ribadito dal presidente Rollandin l’unica soluzione concreta in grado di «garantire una prospettiva per i lavoratori che vi hanno sempre lavorato a tempo determinato». Sul banco degli imputati la manovra di stabilizzazione finanziaria estiva che ha previsto una forte riduzione delle diverse modalità contrattuali a tempo determinato.

Una scelta che improvvisamente ha posto in bilico oltre un migliaio di posti di lavoro. La nuova società punta così a farsi carico dei servizi e dei lavoratori che sino ad ora li svolgevano con l'obiettivo, da una parte, di non abbassare il livello quantitativo e qualitativo dei servizi offerti e, dall'altra, di continuare a garantire, tramite i servizi affidati alla società, i livelli di occupazione. «E' vero che i servizi e le funzioni – ha spiegato in aula Andrea Rosset, relatore del disegno di legge, - attualmente resi all'interno della pubblica amministrazione con la costituzione della nuova società saranno esternalizzati, ma nel reclutamento si terrà comunque in considerazione l'esperienza finora maturata all'interno dell'amministrazione».

A sancirlo l’accordo siglato con i sindacati nei giorni scorsi in base al quale hanno un peso preponderante l’anzianità di servizio nei cantieri forestali oltre a quella personale. Perfetta la teoria anche se la settimana scorsa sulla pratica si è aperto un fronte duramente conflittuale con i sindacati (con una manifestazione di piazza dai toni accesi davanti al Palazzo regionale) che su alcuni temi permane.

Del resto i numeri in gioco non sono piccoli. Sono infatti ben cinque le attività e i servizi, un tempo competenti all’amministrazione regionale e che ora saranno gestiti dalla Società guidata da Borre: «l’assistenza e il sostegno, anche educativo, alle persone affette da patologie fisiche o psichiche, ai disabili e agli anziani; l’assistenza a favore di individui, comunità e famiglie allo scopo di prevenire e risolvere situazioni di bisogno e di favorire la piena autonomia, attivando relazioni di aiuto personale e sociale oltre che organizzando e promuovendo prestazioni e servizi; lo svolgimento di attività di formazione ed aggiornamento nel campo dei servizi alla persona; l’organizzazione e l’assistenza nelle attività di valorizzazione e custodia dei beni culturali, nonché nella gestione di attività culturali o fieristiche e il supporto nella gestione dei cantieri di lavoro per l’esecuzione in amministrazione diretta degli interventi di cui alle leggi regionali 27 luglio 1989, n. 44 (Norme concernenti i cantieri forestali, lo stato giuridico ed il trattamento economico dei relativi addetti), e 4 agosto 2009, n. 26 (Interventi a favore degli enti locali per l’adeguamento e la realizzazione di opere minori di pubblica utilità)».

Se, insomma, si tiene conto che gli operai forestali sono 730, quelli edili 80 e gli operatori delle mostre altrettanti – anche in assenza di numeri ufficiali - si fa in fretta ad ipotizzare che siano più di un migliaio i lavoratori che vivono nell’incertezza. Per ora l’unico dato sicuro sono le domande di assunzione giunte alla salva precari, anche se fra queste ve ne sono alcune presentate per la prima volta: 1243 per i cantieri forestali e 168 per gli operai dei lavori pubblici.

16 aprile 2011

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (97): 23,6 milioni per i Fondi di Rotazione e Mostra dedicata ad Andy Warhol

ATTIVITA’ PRODUTTIVE


Contributi imprese
Sono stati concessi contributi in conto capitale a favore di piccole e grandi imprese industriali e artigiane che hanno presentato domanda negli anni 2010 e 2011. L’impegno di spesa è di 872 mila euro. Sono stati inoltre concessi contributi a favore di 65 beneficiari, per un impegno di spesa di 234 mila euro, ai sensi della legge regionale n. 3 del 2006 Nuove disposizioni in materia di interventi regionali per la promozione dell’uso razionale dell’energia.

BILANCIO, FINANZE E PATRIMONIO

23,6 milioni per fondi di rotazione in Agricoltura e Turismo
L’Esecutivo ha approvato l’autorizzazione alla società Finaosta a trasferire la somma complessiva di euro 23 milioni 600 mila euro per le opere di miglioramento fondiario in agricoltura e nell’ambito delle attività turistico ricettive e commerciali. (delibera 840)


ISTRUZIONE E CULTURA

Le opere di Andy Warhol ad Aosta
Nell’ambito del programma delle attività espositive, è stata approvata l’organizzazione della mostra invernale al centro Saint-Benin di Aosta, che dal 25 novembre 2011 all’11 marzo 2012 ospiterà settanta opere di Andy Warhol, il massimo esponente della Pop Art americana ed artista di culto. Le opere, realizzate tra il 1957 e il 1987, presentano oltre al celebre autoritratto dell’artista americano, i profili di artisti come Marylin Monroe, Mick Jagger e Liza Minelli. (delibera 854)

La Camera di Commercio ad Art a Firenze
E’ stato deliberato il contributo alla Camera valdostana delle imprese e delle professioni per la partecipazione dell’Assessorato alla 75a edizione di Art, la mostra internazionale dell’artigianato in calendario a Firenze dal 30 aprile all’8 maggio. (delibera 894)

15 aprile 2011

Il Dottor Andrea Nicola sulla Rivista «Monsieur»

Andrea Nicola
Complimenti a Andrea Nicola. Proprio mentre in questi giorni molti hanno ricevuto l'invito per assistere il 23 aprile, alle 18, al Grand Hotel Royalet Golf di Courmayeur, alla presentazione della sua ultima creatura - una crema solare di montagna con l'imprimatur delle Guide Alpine di Courmayeur, l'olio di noci valdostane della Maison Bertolin e l'estratto oleoso di calendula fornito dall'Institut Agricole Régional - lui compare a tutta pagina sull'ultimo numero di Monsieur, la rivista dell'uomo extravagante, presentato come colui che «ha saputo fare dei propri nome e professione un inno alle naturali e salutari doti del territorio». 


Su Monsieur, maschile di target molto alto, dedicato all'uomo di charme, l'articolo a firma di Augusto Bassi (con  foto bellissime di Carlos Jones), si intitola «Erbe di casa mia» e  si legge «del proprio negozio Nicola ha fatto una boutique di savoir-faire cosmopolita, ma nei prodotti che portano il suo nome ha voluto instillare puri estratti di cultura valdostana».

La Promozione Turistica: Istruzioni per l'Uso

Gli amici di Turismok su Aostasera tengono un'interessante lezione sulla promozione turistica del nuovo millennio. Vi segnalo i link perchè meritano attenzione: lesson 1 e lesson 2.
I commenti sono come sempre ben accetti.

14 aprile 2011

L'auto del Futuro secondo Paola Carrea (2)


Secondo dei quattro post dedicati all’intervista pubblica fatta il 3 marzo, presso l'incubatore di Aosta, dal sottoscritto a Paola Carrea (Magneti Marelli) sul tema «L’auto del futuro», all'interno del ciclo. Qui trovi il primo.

Quali sono i principi fondamentali della mobilità sostenibile?
Provo a sintetizzare attraverso tre parole chiave. Prima di tutto la sicurezza. La Commissione Europea ci sta chiedendo i “zero incidenti” e noi siamo ancora molto lontani. Purtroppo più del 90% degli incidenti è dovuto ad errore umano. E quindi sicurezza significa prevenire l’errore umano. Perché poi una volta che questo è avvenuto si deve garantire un soccorso in tempi rapidi. Immagino che avrete sicuramente sentito parlare della direttiva europea sulla chiamata di emergenza che dovrebbe essere operativa a partire dalla fine del 2013 e che obbligherà tutti i veicoli ad essere dotati di un sistema telematico o come qualcuno lo ha definito un air bag elettronico? In questa maniera in seguito ad incidente, ad una esplosione di air bag nel giro di 20 minuti sarà mandatorio intervenire con ambulanza, carabinieri – perché i primi 20 minuti possono servire a salvare la vita. Si tratta di sicurezza post crash, ma, in realtà, molto bisogna lavorare su quella pre-crash. E quindi su sistemi preventivi basati su telecamere che riescono a capire se l’utente sta uscendo di strada perché si è addormentato o se c’è un ostacolo fermo. Oltre alle telecamere si tratta di utilizzare anche sistemi radar o basati su tecnologia laser. Il radar riesce a vedere nella pioggia o nella nebbia fitta quando il nostro occhio umano non scorge nulla. Però ha un grosso limite: vede tutto, e vede anche il guard rail di una curva di fronte a te e lo interpreta come un ostacolo. E’ molto importante imparare a discriminare. Ci sono ancora tanti algoritmi basati su intelligenza artificiale, data processing, signal processing da mettere a punto. Si può fare precenzione anche attraverso l’integrazione di questi sistemi con sistemi di comunicazione. Negli Usa c’è un progetto enorme che si chiama Intellidrive. Qui tutte le case automobilistiche stanno investendo sulla comunicazione veicolo-veicolo perché  potrebbe rivelarsi utilissima nel segnalare la presenza di ghiaccio, di acqua-planning, insomma pericoli sulla strada, tempo reale.

Che tempistiche ha questa direttiva?
Entro il 2013 tutte le case automobilistiche devono mettersi in regola. Si tratta di una tecnologia che aprirà un mondo. Un’esperienza per noi della Magneti Marelli già vissuta in Brasile dove si sta per approvare una legge finalizzata a favorire il recupero del mezzo rubato a causa dell’alto numero di furti perpetrati a mano armata nel Paese. E’ un fenomeno diffuso. Io stessa quando mi reco in Brasile viaggio oltre che con l’autista anche con una guardia del corpo. La legge in questione si chiama «rastreador», cioè tracciamento. Se il veicolo è rubato dopo che si è spento il motore con la chiave non si riaccende più, scatta il blocco motore. La legge purtroppo sta subendo qualche ritardo. Da due anni ne aspettiamo l’approvazione. Da notare che finito di sviluppare questo oggetto i costruttori automobilistici si sono chiesti: adesso che metto una scatola telematica sul veicolo che cos’altro posso fare? Un veicolo dotato di telematica è per eccellenza un sensore di dati di traffico – così come lo sono già i telefonini, però con molta più precisione- e quindi posso usare i dati che provengono dal veicolo per ridistribuire informazioni di traffico.

E questo è il secondo pilastro?
Sì. Quindi sicurezza e infomobilità: dai servizi di traffico, ai servizi assicurativi. Oggi questi sistemi si diffondono molto in after-market, cioè dopo che il veicolo è stato comprato, allo scopo di ottenere uno sconto assicurativo. Domani con la scatola a bordo di tutti i veicoli si pagherà soltanto il servizio e non sarà necessario ripagare la scatola. Ci sarà la possibilità di fare effetto volano grazie a questi decreti per tutto un mondo di servizi che stiamo aspettando già da parecchi anni. Non sono ancora decollati e chi ha investito nei servizi non sta ancora guadagnando quello che il suo business model gli aveva fatto sperare, ma è soltanto questione di tempo. Del restol’Europa ha investito tantissimo per il sistema satellitare Galileo in competizione con il GPS su cui sono basati tutti i nostri Tom Tom e navigatori satellitari vari. Qual è l’enorme differenza fra il Galileo e il GPS? E’ la certificazione del dato, cioè l'essere capaci di confermare che quel giorno lì, a quell’ora lì, in quel momento lì io mi trovavo lì con la mia macchina o il mio telefonino. Ora dopo che l’Europa ha investito tantissimo in Galileo ci obbligherà ad usarlo. E come farà? Con queste leggi. L’e-call è per eccellenza una di queste. Un’altra legge che sta arrivando – per la quale alcuni Paesi membri sono già molto attivi è l’e-tool, il pagamento elettronico del pedaggio. Oggi in Italia conosciamo tutti il Telepass di Società Autostrade. L’e-tool prevede un pagamento pedaggio fre-flow. Tu entri in una zona in cui devi pagare il Galileo traccerà il tuo percorso e assegnerà la cifra al gestore in base ai chilometri in gestione. La Francia ha fatto per prima a livello europeo un enorme gara per tutto il territorio nazionale per il pagamento pedaggio per i camion. Nel 2012 i 600mila camion presenti sulle strade francesi dovranno avere un pagamento pedaggio elettronico. E’ un’opportunità enorme. La Francia è il primo Paese ad aver fatto una gara, poi toccherà al Belgio. L’Olanda l’aveva già fatta e poi l’ha interrotta. Pensate che l’Olanda intende far pagare il bollo con un simile sistema di pagamento, quindi non solo i camion, ma pensa in grande e intende partire con tutti i mezzi. Tenete conto che in merito a queste tecnologie gli analisti dicono che ci sarà necessità di 17 milioni di soluzioni telematiche. Oggi after market, domani – ma domani è ieri – bisognerà essere capaci di integrare la scatola telematica dell’e-call con quello che manca per fare anche un pagamento pedaggio. Di conseguenza occorre avere questa visione sinergica, integrata e il coraggio di investire. Purtroppo molte aziende a causa della crisi e del fatto che apparentemente ciò che più conta è vedere tutti i mesi il numerino che dice se hai venduto oppure no, non riescono ad investire su tecnologie che già nel breve avranno un grande futuro. (continua)

Pasqua: una Festa per noi, un Aiuto per loro.

Come sempre questo blog non manca di ricordarsi del cosiddetto Altro mercato. Lascio così spazio ad una proposta che arriva dalla Bottega del Mondo della Cooperativa Lo Pan Nër di Via De Tillier, 28 ad Aosta.

La Pasqua sta per arrivare e coinvolgerci con la sua tradizionale festa. Colombe e uova di cioccolato la fanno da padrone e ci tentano non soltanto per la loro dolcezza. Realizzate dalla sapiente pasticceria italiana, contengono gli ingredienti del commercio equo e solidale. 

Il nUOVO Mondo, l’uovo di cioccolato bio al latte o fondente, nasce con il cacao della Repubblica Dominicana e dell’Ecuador (i produttori sono Conacado e Mcch) e lo zucchero di canna del gruppo paraguayano Manduvirà. Ad avvolgerlo è la raffinata carta seta prodotta a mano da Mcc in Bangladesh. 

Per i più esigenti torna anche quest’anno l’uovo di cioccolato al latte bio ricoperto interamente con anacardi tostati in granella provenienti da India e Brasile (Elements e Coopercajou), racchiuso in una scatola in sinamay decorata con fiori (Ccap, Filippine). Imperdibili le sorprese: scacciapensieri e burattini artigianali dall’indonesia, Perù, India, Sri Lanka, Filippine e Nepal. In ogni uovo un vasto mondo di progetti e di speranze!

La colomba è simbolo di pace per eccellenza. La dolce Paloma di Altromercato parla di pace concretamente attraverso le sue mandorle dalla martoriata Palestina; parla di tolleranza vera con l’uvetta del Sud Africa; parla di riscatto dalla povertà grazie allo zucchero dal Costa Rica; parla di donne del Bangladesh che lavorano e mantengono la loro famiglia realizzando la confezione in carta artigianale nei tanti colori vivaci.

E poi ancora: campanelle, pulcini, coniglietti, gallinelle per ornare la tavola e il giardino nel periodo pasquale. Tutto l’occorrente per la Pasqua equa e solidale lo si trova nella Bottega del Mondo della Cooperativa Lo Pan Nër di Via De Tillier, 28 ad Aosta

La festa è più bella se è condivisa.

13 aprile 2011

L'auto del Futuro secondo Paola Carrea (1)


Paola Carrea (Magneti Marelli)
Ti propongo in quattro post il testo - sbobinato dal sottoscritto e riletto dalla diretta interessata - dell’intervista pubblica fatta il 3 marzo, presso l'incubatore di Aosta, dal sottoscritto a Paola Carrea (Magneti Marelli) sul tema «L’auto del futuro», all'interno del ciclo «I Dialoghi dell'innovazione». Credo che questo testo metta bene in evidenza il livello dei contenuti proposti in questi incontri.

Lei ha partecipato all'apertura del Salone di Ginevra. Quali notizie ci porta?
Il primo messaggio importante che ho portato da Ginevra è che quest’anno per la prima volta, dopo due-tre anni di scarsa partecipazione, il salone era stracolmo di gente. Significa che qualcosa si sta di nuovo muovendo. Per quanto riguarda le automobili è impressionante lo sforzo che tutti stanno facendo con l’elettrico, dal concept – presentato fra l’altro dai nostri migliori designer italiani – al prodotto vero e proprio. Soprattutto i costruttori tedeschi hanno fatto vedere alcuni veicoli a trazione completamente elettrica. Interessante anche l’ibrido. Grossa presenza anche di coreani, che, tra l’altro, stanno facendo un market-sharing in Europa significativo. Stanno crescendo davvero molto. Quasi tutti i veicoli poi sono ormai equipaggiati con display. Attraverso un display è possibile visualizzare delle informazioni che possono arrivare dall’esterno oppure dall’ interno per il guidatore. Consistente presenza di sistemi infotelematici di bordo, anche molto avanzati. Quadri di bordo sostituiti dai display. In pratica il consumer sta arrivando sull’automobile. Veicoli di bassa gamma nuovi, poche novità sul medio e, di nuovo, novità significative sull’alto di gamma, anche perché alcuni car maker europei hanno come primo mercato la Cina e in Cina i veicoli più venduti e di magior successo successo sono legati all’alto di gamma.

Si allarga la parte «verde»…
Si allarga il consumer su veicolo. Quando descrivo questi sistemi telematici intendo veicoli capaci di connettersi in maniera sicura con un telefono cellulare e visualizzarne le informazioni direttamente sul quadro di bordo. Sistemi attraverso i quali puoi sentire il tuo Mp3 comodamente. Quello che noi chiamiamo in gergo un po’ tecnico simless portability. Siamo oramai abituati ad avere nel nostro palmare, nel nostro telefono cellulare tutta una serie di servizi e quando saliamo sul veicolo vogliamo usufruirne alla stessa maniera. Si inizia poi a ragionare sul wifi, cioè sulla possibilità di scaricare dati da veicolo o ricevere su veicolo attraverso degli hot spot.

Noi siamo abituati al fatto che la tecnologia evolva a grande velocità. In questo settore invece ad improvvisi scatti in avanti possono alternarsi imprevisti rallentamenti. Qual è la sua esperienza in questo senso?
Io porto sempre un esempio. Nel 2000 abbiamo presentato a Torino la Nea. Si trattava di un concept realizzato su brand Lancia e doveva essere la macchina del 2020. Su quest’auto abbiamo messo di tutto: internet, sensori perché l’auto guidasse da sola e riconoscesse il pedone che attraversava la strada, ecologia. Un veicolo che ancora oggi è molto attuale. Anche se sul versante della sensoristica c’è ancora molto da fare prima di arrivare in produzione, per ragioni di costo, ma anche di sicurezza. Perché se io dico che con il sistema presente su quest’auto tu non avrai una collisione e poi avviene bisogna poter stabilire di chi è la colpa. Bene. Su quest'auto così avveniristica però non avevamo messo la presa Usb. Nel 2005 i primi costruttori automobilistici, tra cui anche Fiat, sono usciti in produzione con un veicolo pubblicizzato attraverso lo slogan della «sesta porta», cioè la porta Usb. Nel 2000 in realtà non sapevamo ancora che sarebbe arrivata l’ Usb. Poi è arrivata è andata in produzione e ha avuto una diffusione incredibile. Da dove arriva questa chiavetta? Dal consumer. Questo significache i un’attenzione forte il settore automobilistico e i centri di ricerca devono riservarla a tecnologie che provengono da un mondo che non è “sicuro” per eccellenza – anzi è molto lontano da questi concetti - ma che è molto invasivo. Ha ormai conquistato tutti noi e pretendiamo di averlo sul nostro veicolo. (continua)

Maurizio Goi ospite a ImpresaVda su Radio Proposta in Blu


Carissimo visitatore, metto on line la puntata dell'8 aprile, ospite  di «ImpresaVda», Rossana Diana di Venette Waste, con la quale abbiamo riflettuto su un tema molto particolare: la moda eco-sostenibile. Qui - se te la sei persa - puoi trovare la puntata registrata.

Venerdì 15 aprile, alle 10, sarà invece mio ospite, Maurizio Goi, presidente di Cna,  il mondo artigiano al centro della nostra chiacchierata.
Ti ricordo che ImpresaVda è disponibile a dare voce ai tuoi dubbi, ai tuoi quesiti, ai tuoi commenti critici. Scrivi a: diretta@radiopropostainblu.it.

Anche a trasmissione terminata non esitare a mandare una tua impressione o a lasciare un tuo commento anche su questo blog. Sarà apprezzata anche la segnalazione di un ospite che vorresti fosse invitato in trasmissione. Anche le autosegnalazioni di imprenditori desiderosi di far conoscere i loro progetti aziendali sono ben accette. Ne farò buon uso.

Non dimenticare che è possibile ascoltare Radio Proposta anche sul tuo pc: clicca qui.

Se non conosci ancora la radio ti segnalo le sue frequenze: Courmayeur 103.8 - La Salle 93.7 - Saint-Nicolas 107.6 - Aosta 107.8 - Saint-Vincent 107.4 - Bassa Valle 107.8 - Brusson 88.5 - Ayas 107.6 - Valtournenche 107.6 - Valle del Gran San Bernardo 107.6 e Valgrisenche 88.0.
Buon ascolto.

12 aprile 2011

Aostasera.it al Festival Internazionale del Giornalismo


Segnalo con piacere che gli amici di Aostasera.it interverranno alla quinta edizione del Festival internazionale del Giornalismo che si è aperto oggi, martedì 12 aprile, a Perugia.

«L’erba del vicino è sempre più verde» è il titolo del Journalism lab, promosso dall’Anso (Associazione Nazionale Stampa on line) in programma venerdì 15 aprile alle 14.30, che vedrà il confronto tra giornalisti di media tradizionali (carta stampata e televisione) e i colleghi del web.

La discussione ruoterà attorno al ruolo dell’informazione locale, realtà in costante crescita e in controtendenza se paragonata all’informazione nazionale dei grandi quotidiani.

Al dibattito saranno presenti altri due giornalisti valdostani oltre a Nathalie Grange, direttore di Aostasera.it: Andrea Bettini, giornalista presso la sede Rai della Valle d’Aosta e Enrico Martinet, della redazione della Stampa di Aosta.

Si confronteranno con Alessandro Biancardi editore e direttore di primadanoi.it e Guido Zoagli editore e coordinatore di redazione di alguer.it 

11 aprile 2011

Agrifood Club - Golosario 2011 premia anche il Salumificio Maison Bertolin

Marilena Péaquin riceve il premio da Massobrio e Gatti
Agrifood Club, la rassegna dedicata ai prodotti alimentari di qualità, che con oltre 200 si svolge in concomitanza con Vinitaly, Sol ed Enolitech, si arricchisce quest'anno di un'importante novità: il Premio Agrifood Club - Golosario.

Il riconoscimento è stato istituito in collaborazione con Paolo Massobrio, ideatore de Il Golosario, e con il  giornalista e critico enogastronomico Marco Gatti.

Un'iniziativa che ha voluto accendere ancora più i riflettori sui prodotti che con il loro prestigio trainano l'export italiano di quel sistema unico e che il mondo ammira rappresentato da vino, olio extravergine di oliva e prodotti agroalimentari. E che ha visto nella categoria «Salumi», premiata anche un po' di Valle d'Aosta con il Salumificio Maison Bertolin noto per il suo lardo di Arnad Dop.

Ecco l'elenco dei premiati, nell'edizione Agrifood Club - Golosario 2011
Sfiziosità
Colimena di Avetrana (Ta), con il Tonnetto;
CalabriaIttica di Anoia (Rc): con la Delizia di alici;

Distillati e Liquori
Antica Valle Francescana di Bastia Umbra (Pg): con il Nocino e aceto balsamico;
Natur Med di Cosenza: con il liquore Liquorizia
Ravera Arturo Walter di Cherasco (Cn): con il Liquore al Cioccolato

Confetture e mieli
Agricola Bonanno Domenico di Campobello di Mazara (Tp): con la Marmellata di Fichi d'India;
Mielotecaitaliana di Montezemolo (Cn): con la Confezione dei mieli d'Italia.

Dolci e cioccolati
T'A Milano di Milano: cioccolatini ripieni di pistacchi, dragées alle fragole;
Odilla Chocolat di Torino: col cioccolatino Felicin Vigna di Roncaglia.
Giraudi di Castellazzo Bormida (Al): con il cioccolatino al gorgonzola

Formaggi
Consorzio Tutela Formaggio Monte Veronese di Soave (Vr): Monte Veronese;
Consorzio Valorizzazione prodotti razza Bruna Italiana di Bussolengo (Vr): Parmigiano di Bruna
Valle del Bonamico di Locri (Rc): Pecorino di capra - 24 mesi.

Salumi
Prosciuttificio Crosare di Visentin & c. di Crosare di Pressana (Vr): Prosciutto crudo veneto - stagionato 18 mesi;
Dal Massimo Goloso di Coredo (Tn): Schiena di maiale affumicata.
Salumificio Maison Bertolin di Arnad (Ao): Lardo di Arnad. 

Bevande & Birre
Birrificio Artigianale Abbà di Livorno Ferraris (Vc): birra La Farinella (a base di farina di riso)
Mastri Birrai Umbri di Giano dell'Umbria (Pg): birra speciale Rossa artigianale (a base di cicerchia umbra)
La Spina Santa Liquori di Bova Marina (Rc): Bergotto, bevanda a base di bergamotto

Paste e risi
Riseria La Pila di Isola della Scana (Vr)
Pastificio Marella di Gioia del Colle (Ba)
Pasta dei Coltivatori Toscani - Consorzio Agrario di Siena

Menzioni speciali
All'Accademia delle 5T e alla Gastronomia Beltrami è stata assegnata la Menzione speciale per premiare la loro attività di scoperta e promozione delle piccole e grandi imprese che fanno l'eccellenza dell'agroalimentare italiano.

Ricerca di Infocamere sulle Imprese Italiane: Aosta Cresce ma lentamente

Il 2010 si è chiuso con un buon risultato per il sistema delle imprese italiane. Alla fine dell’anno, il bilancio anagrafico tra le aziende nate e quelle che hanno cessato l’attività ha fatto registrare un aumento di 72.530 unità, in crescita dell’1,2% rispetto all’anno precedente. L’esito positivo rappresenta il saldo migliore dal 2006 ed è dovuto alla ripresa delle nuove iscrizioni, risultate pari a 410.736 unità (miglior risultato degli ultimi tre anni) e al contemporaneo rallentamento del flusso delle cessazioni, pari a 338.206 unità (il valore più
contenuto degli ultimi quattro anni). Del ritorno alla ‘normalità’ della dinamica imprenditoriale non ha beneficiato il comparto artigiano che, nei dodici mesi del 2010 (pur migliorando il bilancio rispetto al 2009) ha perduto circa 5mila aziende. Al 31 dicembre scorso, pertanto, le imprese che risultano iscritte ai Registri delle Camere di commercio sono 6.109.217, delle quali 1.470.942 (il 24,1%) artigiane.

Saldo positivo anche per la Valle d'Aosta: 911 imprese nate contro 878 cessate. Il tasso di crescita valdostano è però molto basso: 0,23% contro una media italiana dell'1,19%. Capovolgendo la classifica Aosta è quattordicesima fra i comuni dove si cresce meno.

Numeri che segnalo (con ritardo) contenuti nella tradizionale nota di Movimprese su natalità e mortalità delle imprese italiane. Puoi trovarla qui.

Da leggere (questa un po' più fresca) anche la nota sull’analisi sull’andamento dei titolari di imprese individuali nel corso del quinquennio 2005-2010, sempre in base ai dati elaborati da InfoCamere. La trovi qui.

10 aprile 2011

25 milioni per Migliorare l'Attrattività delle Aree Industriali Valdostane

L'incubatore di Aosta
Migliorare l’attrattività delle aree industriali regionali, con un investimento stimato in circa 25 milioni in parte finanziato nell’ambito del Programma operativo FESR Competitività regionale 2007/2013, e mettere in campo azioni di marketing territoriale più aggressivo. L’amministrazione regionale ha ormai affidato alla società partecipata Vallée d’Aoste Structure, guidata da Livio Sapinet, insieme alla proprietà e gestione delle aree, anche l’incarico di attrarre nuovi insediamenti, mantenendo gli attuali, e garantendo elevati standard di qualità dell’offerta immobiliare e di servizi. «Tra le altre attività finalizzate a migliorare l’attrattività per le imprese - spiega l'Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret - vi sono il rafforzamento dell’attività di tutoraggio alle imprese da parte degli uffici regionali nelle fasi di insediamento e l’attivazione di un nuovo processo insediativo, atto a rendere più chiaro e più rapido il percorso delle imprese interessate. Infine, si intende, in prospettiva di medio-lungo periodo, migliorare l’attrattività per le imprese attraverso la valutazione di nuovi strumenti di incentivazione basati sulla selezione di eccellenze - chiamata di idee, bandi per il trasferimento tecnologico tanto per fare alcuni esempi - e/o caratterizzati da meccanismi particolarmente innovativi, ad esempio l’acquisto pre-commerciale».

Le aree
Sono cinque le aree presenti sul territorio regionale: i parchi industriali Espace Aosta nel capoluogo regionale e Ex-Ilssa Viola di Pont-Saint-Martin con i loro due incubatori e il polo tecnologico di Verrès (area dove è presente in forze il Politecnico di Torino e considerata ideale per dei spin off), senza contare tutta una serie di singole aree industriali dislocate in varie località della regione. Uno degli ultimi conferimenti (delibera 3628/2010) riguarda due immobili siti a Pont-Saint-Martin e uno a Saint-Vincent per un valore di 3,63 milioni. «Sono tre le parole chiave – osserva Sapinet – che guidano la nostra azione: attrattività, promozione e immagine coordinata. Quest’ultimo punto in particolare consiste nel proporre un “pacchetto insediativo Valle d’Aosta” composto da soluzioni logistiche, infrastrutture e servizi, ma anche e soprattutto da un sistema di incentivi e agevolazioni messe a disposizione dall’Amministrazione Regionale». Da notare che la Regione ha conferito a Vallée d'Aoste Structure, per un valore complessivo di 51 milioni di Euro, 28 fabbricati e complessi industriali, 3 aree industriali concesse in superficie a terzi e 5 aree non edificate. Questo complesso di immobili si è aggiunto allo stabilimento Tecnomec di Arnad e allo stabilimento siderurgico di Aosta, già di proprietà di Vallée d'Aoste Structure.

Le leggi
Sono ben sette le leggi in grado di offrire agevolazioni alle imprese: da quella in materia di ricerca e sviluppo («ritenuta una delle migliori a livello italiano» sottolinea Sapinet) alla sicurezza aziendale passando per l’innovazione. L’impegno finanziario, attraverso fondi europei, si concentrerà comunque sul fronte infrastrutturale.

Gli interventi
Ecco l’elenco dei principali interventi previsti per il 2011: progettazione del nuovo edificio RP in Area Espace Aosta destinato ai servizi per la formazione professionale; progettazione del nuovo edificio N sempre in Area Espace Aosta con la realizzazione di lotti produttivi di piccole e medie dimensioni, destinati a nuovi insediamenti o alla post-incubazione, cioè per quelle aziende che dopo 5 anni fuoriescono dalle Pépinières ed hanno la necessità di trovare una collocazione definitiva; riconversione di parte degli dell’edificio ex-Zincocelere in Area industriale ex-Ilssa Viola di Pont Saint Martin, per realizzare lotti produttivi di piccole e medie dimensioni, destinati a nuovi insediamenti o alla post-incubazione; infrastrutturazione in fibra ottica delle aree industriali, realizzazione dei sistemi di videosorveglianza e di telegestione delle reti idriche e tecnologiche e realizzazione del sistema di illuminazione del parco industriale nell’Area Espace Aosta.

Il futuro
«L’attuale copertura delle aree è di circa l’85%. – conclude il presidente di Vallèe d’Aoste Structure - Nel giro di un anno confidiamo di avere gli incubatori a regime, mentre gli edifici di re insediamento che saranno costruiti nei prossimi due anni dovrebbero ospitare molte delle imprese che usciranno dagli incubatori. Del resto la percentuale di riuscita di queste imprese è del 75% e la nuova strategia di comunicazione dovrebbe permetterci di insediare nuove start up nelle pépinières». Sapinet è ottimista. «Anche l’area di Châtillon dove un tempo sorgeva la Tecdis ha finalmente incontrato una manifestazione di interesse molto importante proveniente da una società che opera nel fotovoltaico».

9 aprile 2011

Michel Vallet (Feudo di San Maurizio): Quel Vino Dedicato a mio Figlio e a mio Padre

A destra Michel Vallet

Ho invitato Michel Vallet (Feudo di San Maurizio) alla mia trasmissione radiofonica quasi al buio. Mi ero accorto che i suoi voti nel mio sondaggio dedicato ai produttori di vino crescevano giorno dopo giorno tanto che una sera a cena con degli amici ho ordinato una bottiglia di Mayolet. Mi è piaciuta molto e anche i miei amici hanno apprezzato. Poi ho visitato il suo sito con attenzione e ho scoperto che per lui fare il viticultore era una scelta di vita. Mi è bastato. In questi giorni di Vinitaly mi sembra una buona idea riportarti la nostra chiacchierata.

Tu hai scritto sul tuo sito di aver scelto questo lavoro contro gli stereotipi della vita moderna…
Sono partito con questo progetto proprio perché volevo andare contro tutto ciò che è il logorio moderno. Si è trattato di una piccola rivoluzione personale. Ho dimenticato gli aspetti economici, e ho deciso di avere una vita fatta da me. Lavorare in agricoltura fa sì che io possa svegliarmi di notte per un imbottigliamento o una etichettatura e di giorno dedicarmi ad andare a sciare con la famiglia e così ottenere il massimo da uno stile di vita sano.

Una vita regolata dalla natura…
Tutti ridono perché io dico: alle 7 di sera non disturbatemi perché vado a dormire visto che sono stanco. Quando è buio vado a dormire e quando è giorno - prima che canti il gallo - canto io.

Coltivare la vigna nella tua famiglia era una tradizione oppure si è trattato di una novità assoluta?
Mio nonno era un agricoltore serio: mucche, vino, mele, lavorava alla Cogne. Si occupava sempre di mille cose ed era un uomo che credeva molto alla solidarietà. Io sono cresciuto con questa filosofia di vita. La generazione successiva ha un po’ dimenticato, anche  perché eravamo nei momenti difficili del dopoguerra. Io praticamente ho ricominciato tutto da capo. Non avevo nessuna proprietà. Sono partito da zero.

Parliamo un po’ dei vini che produci?
Il mio lavoro lo si fa per passione e non per danaro e in Valle c’è tutto quello che serve per sviluppare questa passione. Quando ho incominciato era l’89 e ho scelto di impiantare la prima vigna di Muller Thurgau perché allora era un vino di moda, richiesto e anche raccomandato dai tecnici regionali. Da quel giorno ne è passato davvero tanto di tempo e adesso lavoro otto ettari.

In Valle sono tanti otto ettari. Quante bottiglie sono?
Da disciplinare sono circa 100mila. Io ho scelto di produrne meno di quarantamila.

Quindi altissima qualità…
Si proprio per scegliere di fare il massimo della qualità. E da quel 1989 da quando ho deciso di impiantare la prima vigna io lavoro tutti gli autoctoni. Ho 35 vigne in questo momento. E anche questa è un po’ una cosa assurda perché il mondo della viticultura normalmente in otto ettari produce un vino, io invece produco 12 tipologie di vino.

Uno non si annoia insomma…
Ogni giorno è una scoperta nuova. Basta un 5% di Fumin in un Petit Rouge e ottieni un tono completamente diverso. Sembra un vino da invecchiamento. Questi abbinamenti me li scelgo, me li invento durante la stagione e poi anno dopo anno cerco di arrivare al meglio.

E’ una formazione fatta sul campo o c’è stato qualche aiuto?
Assolutamente tutta sul campo, tutta esperienza, tutta farina del mio sacco. Certo si ruba anche a destra e a sinistra. Si valuta il lavoro degli altri per copiare al meglio. Ma i vini sono il risultato delle mie scelte. Rappresentano la mia personalità.

L’etichetta Feudo di San Maurizio ha comunque un buon riscontro sul mercato?
A livello economico questo mi permette di avere dei dipendenti che mi aiutano nella stagione estiva che è la più faticosa. E soprattutto mi danno il vantaggio di avere il mio vino in diversi mercati e di essere conosciuto un po’ in tutto il mondo. Esporto in America, Svezia, Belgio. Mi arrivano tante domande, tante curiosità da tutto il mondo. Questo è il bello di questo lavoro perché l'aspetto economico vale fino ad un certo punto. Ci sono attività molto più redditizie.

Una domanda un po’ crudele. Qual è il vino di cui vai più fiero?
La risposta è scontata. Son tutti figli miei.

Immaginavo che fosse una domanda difficile. Proviamo a dirne due o tre?
Un aspetto interessante è la mia scoperta di vitigni nuovi. Sono stato fra i primi in Valle d’Aosta a ripiantare il fumin, che è stato il mio primo autoctono. Sono ormai circa 12 anni che lo lavoro. E poi ho proseguito con  il Mayolet e il Cornalin, e anche qui sono stato fra i primi in Valle. In questo momento poi sono l’unico produttore di Vuillermin a livello commerciale. Ce n’è soltanto un’altra sperimentale dell’Institut agricole. Tutti vini con notevoli riconoscimenti sia dalla critica che dal pubblico. Ma quello che mi dà più soddisfazione è un vino nato quasi per caso, prodotto con uve raccolte precocemente, appena dopo la colorazione delle uve, l’invaiatura, e poi messe in cassetta. Un esperimento nato perché ho voluto rubarlo agli uccelli e ai tassi che mi mangiavano tutta l’uva. Quell’anno quell'uva è stata dimenticata in un cantuccio ed è stata fatta fermentare in primavera. Uva rossa completamente passita che ha dato un risultato eccellente: 16 gradi con un residuo zuccherino. Questo vino si chiama Pierrot e si può dire che è l’Amarone dei Torrette. E’ una lavorazione simile all’Amarone, ma più predisposta all’invecchiamento perché ha una acidità superiore essendo stato raccolto precocemente ed è questo, secondo me, il vino che mi contraddistingue: l’unico passito rosso valdostano.

Perché Pierrot?
E’ una bella storia. Quest’uva è stata dimenticata l’anno in cui è mancato mio papà. Poi in quello stesso anno è nato mio figlio Pierre e ho voluto dare un nome che lo ricordasse. Una staffetta tra chi non c’è più e chi è appena nato. I Pierrot poi nel gergo di Voltaire sono gli uccellini quindi richiama anche quei famosi furti d’uva di cui accennavo prima.

Un’immagine con davvero tanti significati. Sono anche storie che affascinano l’appassionato di vino che non cerca soltanto il vino buono – questo è scontato – ma insegue anche emozioni, ricordi. In cantina piace una simile passione narrativa, ovviamente quando è vera come la tua…
E’ un atout che mi gioco. Mi viene naturale e rende molto dal punto di vista pubblicitario. Io non spendo un euro di pubblicità. La mia pubblicità sono io e la mia vita.

Una novità aziendale da raccontare in esclusiva ad ImpresaVda?
Il mio cervello è vulcanico. Attualmente ho grossi progetti ma è ancora un po’ presto per parlarne.

E allora un sogno imprenditoriale da realizzare?
Il mio sogno sarebbe che più gente si avvicinasse al mio settore. Mi fanno piangere le persone che tutti i giorni devono andare a lavorare in centro città e farsi mezz’ora o un'ora di coda per cercare un posteggio. Noi facciamo una vita completamente diversa, anche se purtroppo anche noi siamo afflitti sempre di più dalla burocrazia. Il sogno sarebbe qualcosa che cancella tutta questa burocrazia, rende tutto più semplice. Mentre invece adesso ogni giorno che passa c’è una tenuta di registri in più. Il mio sogno più che imprenditoriale riguarda la vita quotidiana delle persone, cioè riuscire a fare la nostra rivoluzione legata al risparmio – carburante, stress, tempo – dedicandoci di più a noi stessi, grazie ad una piccola attività in proprio.

Delibere di Giunta: Segnalazioni per le Aziende (96): Arev, Progetti di Ricerca e Golf

AGRICOLTURA E RISORSE NATURALI


2,25  milioni per l'Arev
E’ stato adottato il programma regionale concorsi, rassegne e mercati concorso, per l’anno 2011, presentato dall’AREV. L’impegno di spesa è di 2 milioni 250 mila euro.


ATTIVITA’ PRODUTTIVE


Contributi alle imprese
E’ stato concesso un contributo di 60 mila euro ad un’impresa di Pollein, ai sensi della legge regionale n. 3 del 2009 Interventi regionali per lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile. Sono stati inoltre assegnati contributi per 80 mila euro, a sostegno della internazionalizzazione del sistema produttivo regionale, a favore di piccole e medie imprese industriali e artigiane, un contributo di mille euro ad una società cooperativa sociale di Aosta, un ulteriore contributo di 449 mila euro ad un’impresa di Arnad per la realizzazione di un progetto di sviluppo sperimentale e due contributi (per un ammontare di 860 mila euro) a due imprese, per la realizzazione di progetti di ricerca industriale.


BILANCIO, FINANZE E PATRIMONIO


Contributo Confidi Vts
La Giunta ha deciso l’integrazione dei contributi di cui alla legge regionale n. 75 del 1990, a valere sull’esercizio 2009, da erogare al consorzio di garanzia fidi Confidi Cts Vda. L’impegno di spesa è di 31 mila euro.


TURISMO, SPORT, COMMERCIO E TRASPORTI


300nila euro per i campi da golf

Sono stati infine assegnati contributi, per l’anno 2011, a favore dei gestori dei campi di golf per le spese relative al ripristino funzionale da realizzarsi all’inizio della stagione ed alla manutenzione straordinaria dei campi. L’impegno di spesa è di 300 mila euro.
 

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