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13 aprile 2009

La politica valdostana (e non solo) secondo Google...

Per questa Pasquetta vi regalo un post un po' pià ameno del solito che mi è stato ispirato da un mio amico blogger (di cui potete leggere qui). Non so quanti di voi sanno dell'esistenza di «Google suggest», comunque, facendola breve, posso dirvi che si tratta di una funzionalità del noto motore di ricerca che ti suggerisce le ricerche più popolari mentre digiti le tue chiavi.

Tanto per capirci se scrivi nella finestrina di Google «Valle d'Aosta» i risultati suggeriti sono 9.810.000, «Monte Bianco» 866.000 (ma «Mont Blanc» fa 12.900.000 un dato da meditare in termini di promozione turistica...). «Aosta» da sola non c'è, ma se ci metti a fianco la parolina «turismo» spuntano fuori 948.000 risultati. E se ci metti «terme(?)» ne escono 4.380.000. «Courmayeur» fa 1.730.020, «Valtournenche» 1.580.000 mentre «Breuil Cervinia» si ferma a 459.000. Impressionante «Saint-Vincent» con 54.300.000 risultati.

E la lista potrebbe continuare e badate che già queste poche righe meriterebbero ragionamenti piuttosto approfonditi visto che internet ormai è lo strumento principe del business turistico.
Ma io di altro oggi vi voglio parlare. Se fosse il mondo di internet a votare cosa succederebbe nel nostro Consiglio regionale? Chi è il più internettiano del reame? Con Google suggest lo scopriremo...

Piccola premessa. Alcuni nomi godono del vantaggio di avere numerosi omonimi lungo lo stivale. Preciso anche che in alcuni casi la ricerca dei nomi è stata fatta senza accenti.
Il giochetto si presta a mille applicazioni e offre davvero moltissimi spunti di discussione. Segnalatemi le idee più curiose o i risultati delle vostre ricerche più sorprendenti.

La classifica

2.870.000 Leonardo La Torre (Fédération Autonomiste)
1.770.000 Carmela Fontana (Pd)
1.230.000 Imperial Hélène (Uv)
875.000 Patrizia Morelli (Renouveau-VdaVive)
597.000 Salvatore Agostino (Uv)
305.000 Emily Rini (Uv)
266.000 Alberto Zucchi (Pdl)
177.000 Alberto Bertin (Renouveau-VdaVive)
152.000 Alberto Cerise (Uv)
106.000 Gianni Rigo (Pd)
96.900 Massimo Lattanzi (Pdl)
45.900 Luciano Caveri (Uv)
34.300 Enrico Tibaldi (Pdl)
31.200 Mauro Bieler (Uv)
30.400 Augusto Rollandin (Uv)
23.900 Marco Viérin (Stella Alpina)
23.600 Albert Chatrian (Renouveau-VdaVive)
22.200 Laurent Viérin (Uv)
21.100 Robert Louvin (Renouveau-VdaVive)
19.700 Albert Lanièce (Uv)
13.300 Ennio Pastoret (Uv)
12.500 Aurelio Marguerettaz (Uv)
10.400 Raimondo Donzel (Pd)
9.550 Manuela Zublena (Uv)
8.840 Giuseppe Isabellon (Uv)
8.540 Gabriele Maquignaz (Uv)
4.560 Anacleto Benin (Pdl)

Nessun risultato per Giuseppe Cerise (Renouveau-VdaVive); Dario Comé (Stella Alpina); Alberto Crétaz (Uv); Diego Empereur (Uv); André Lanièce (Stella Alpina); Claudio Lavoyer (Fédération Autonomiste); Piero Prola (Uv); Andrea Rosset (Uv) e Francesco Salzone (Stella Alpina).

23 aprile 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta: un candidato ogni 506 abitanti

Sette liste, 245 candidati, tre programmi: due comuni con da una parte le forze autonomiste, Uv, Stella alpina e Fédération, e dall’altra i partiti di centro sinistra, cioè Arcobaleno, Partito Democratico, Vallée d’Aoste Vive/Renouveau, e uno individuale, quello del Popolo della libertà. Sono questi i numeri ufficiali della prossima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio Valle che il 25 maggio eleggerà i 35 consiglieri che daranno vita alla tredicesima legislatura. In pratica ai nastri di partenza si ripresentano le stesse forze (o quasi) che già hanno animato le elezioni politiche. Come sempre attraverso il Corriere della Valle e il blog seguirò l’evolversi della campagna elettorale proponendo alcuni approfondimenti differenziati. Lo spazio dedicato sul blog nasce dalla convinzione che politica ed economia siano due mondi destinati ad interfacciarsi. Nel frattempo vi propongo l’elenco degli aspiranti consiglieri. Uno ogni 408 elettori oppure uno ogni 506 abitanti. Scegliete voi. Le liste sono presentate secondo l’ordine di presentazione presso la cancelleria del Tribunale di Aosta. Vi ricordo, infine, che sarà la prima tornata di votazioni con la nuova legge elettorale.

VDA VIVE-RENOUVEAU
1 Silvio Barrel, 2 Giancarlo Barucco, 3 Alberto Bertin, 4 Luciano Bonino, 5 Mario Borgio, 6 Marzia Bortoli, 7 Ilda Broccard, 8 Dario Carmassi , 9 Alberto Carral, 10 Giuseppe Cerise, 11 Chantal Certan, 12 Albert Chatrian, 13 Maria Liliana Cornaz, 14 Franco Crestati, 15 Claudia De Santis, 16 Clemente Dupont, 17 Piero Galbiati, 18 Maria Cristina Gatti, 19 Marco Gheller, 20 Candido Henry, 21 Roberto Louvin, 22 Flavio Martino, 23 Iris Morandi, 24 Patrizia Morelli, 25 Patrizia Nuvolari, ,26 Livio Perron, 27 Andrea Piccirilli, 28 Donato Ronc, 29 Raffaella Roveyaz, 30 Luciano Scarlatta, 31 Sandro Théodule, 32 Paolo Trevisan, 33 Renzo Vicquéry, 34 Cleta Yeuillaz, 35 Giuseppe Zanfini

STELLA ALPINA
1 Giuseppe Andretto , 2 Mauro Baccega, 3 Nicoletta Biancalana, 4 Luigi Bracci, 5 Luca Bringhen, 6 Vincenzo Caminiti , 7 Giorgio Collura, 8 Dario Comé, 9 Katia Contini, 10 Paolo Contoz , 11 Stefano Crescenzo, 12 Anna D’Agostino, 13 Giuseppe D’Alessandro, 14 Luigi De Franco, 15 Agnese Di Trani, 16 Gianluca Fea, 17 Jean Pierre Feo, 18 Renato Fey , 19 Ester Fonte, 20 Luca Girasole, 21 André Lanièce , 22 Roberto Malcuit, 23 Pierluigi Marquis, 24 Erik Patrocle, 25 Stefano Pellicanò, 26 Massimo Peppellin, 27 Massimiliano Ponzetti , 28 Erika Ramolivaz, 29 Francesco Salzone, 30 Laura Simoncello, 31 Adriano Sposato , 32 Elio Stacchetti, 33 Alberto Vaglio, 34 Marco Viérin, 35 Dario Vuillermoz

ARCOBALENO
1 Carlo Curtaz , 2 Fabio Armand, 3 Vincenzo Bacca, 4 Dino Barmasse, 5 Marco Belardi, 6 Maria Clorinda Benedetti , 7 Renato Besenval , 8 Maria Rosa Bonel, 9 Alessandro Bortot, 10 Concetta Bracci , 11 Francesco Buratti, 12 Sonia Chabod, 13 Savino Corcella, 14 Simona D’Agostino, 15 Stefania Daniele, 16 Ilio Dolci, 17 Gianpaolo Fedi, 18 Clotilde Forcellati, 19 Sergio Gal, 20 Alexandre Glarey, 21 Ruggero Grivon, 22 Gabriella Manganoni , 23 Agnese Molinaro, 24 Armando Mormile, 25 Pier Giuseppe Paoloni, 26 Antonella Pellissier, 27 Giacinta Prisant , 28 Maria Teresa Riggio, 29 Gabriele Scattolin, 30 Renata Vairetto , 31 Piero Valleise, 32 Anna Vaser, 33 Ugo Venturella, 34 Maurizio Zardo, 35 Piero Zulian

PARTITO DEMOCRATICO
1 Rachida Adlani, 2 Giovanni Aloisi , 3 Maria Angelini , 4 Tiziana Annovazzi , 5 Roberto Avetrani , 6 Elio Bertolin, 7 Enrico Bich, 8 Luciano Boccazzi, 9 Vincenzo Calì, 10 Giulio Cappa, 11 Ornella Cheillon, 12 Filippo Costa, 13 Rosa Domenighini , 14 Raimondo Donzel , 15 Vanni Florio, 16 Carmela Fontana, 17 Elvis Francisco, 18 Paolo Gianfranceschi , 19 Renato Gigliotti, 20 Moreno Gradizzi , 21 Rita Grandilli, 22 Erika Guichardaz, 23 Cristina Jannel , 24 Onofrio Lombardo, 25 Mariagrazia Lumetta, 26 Silvia Nicco, 27 Laurino Réan, 28 Gianni Rigo, 29 Giuseppe Rollandin, 30 Giovanni Sandri , 31 Costantino Soudaz, 32 Nicodemo Spatari, 33 Emanuela Vassoney, 34 Raffaella Vicentin, 35 Giovanna Zanchi

UNION VALDOTAINE
1 Salvatore Agostino, 2 Mauro Bieler, 3 Gioia Brunod , 4 Luciano Caveri, 5 Alberto Cerise, 6 Guido Cesal, 7 Teresa Charles, 8 Daniele Collomb, 9 Alberto Cretaz, 10 Emilio Danna, 11 Bruno Domaine, 12 Diego Empereur , 13 Laura Filetti, 14 Elso Gerandin , 15 Remy Herren , 16 Hélène Impérial , 17 Giuseppe Isabellon , 18 Albert Lanièce, 19 Erik Lavevaz , 20 Gabriele Maquignaz, 21 Aurelio Marguerettaz , 22 Osvaldo Naudin , 23 Carlo Norbiato, 24 Ennio Pastoret, 25 Flavio Peinetti , 26 Lucia Pellissier, 27 Renato Praduroux, 28 Piero Prola, 29 Ezio Riccio, 30 Emily Rini , 31 Augusto Rollandin, 32 Andrea Rosset , 33 Adriana Viérin, 34 Laurent Viérin, 35 Manuela Zublena

PARTITO DELLA LIBERTA’
1 Antonio Albanese 2, Domenico Aloisi, 3 Maria Antonietta Barbalace, 4 Anacleto Benin, 5 Luciana Bethaz, 6 Davide Borgis, 7 Damiano Boson, 8 Marco Castiggion, 9 Lina Cavagnet , 10 Eliseo Delle Donne, 11 Antonio Di Giuseppe, 12 Hélène Fonte, 13 Dario Frassy, 14 Giuseppe Gambardella, 15 Neva Giovannini, 16 Michele Grosso, 17 Massimo Lattanzi, 18 Luca Mantione, 19 Paolo Minuzzo, 20 Orlando Navarra, 21 Eddy Ottoz, 22 Andrea Paron, 23 Fabrizio Pascal, 24 Marino Pasquettaz , 25 Ivan Rollet, 26 Gabriele Scannella, 27 Erik Seletto, 28 Pasquale Siciliano, 29 Riccardo Taraglio, 30 Giuseppina Territo, 31 Enrico Tibaldi, 32 Ettore Viérin , 33 Susanna Zadkovich, 34 Giovanni Zani, 35 Alberto Zucchi

FEDERATION AUTONOMISTE
1 Leonardo La Torre, 2 Claudio Lavoyer, 3 Francesco Amato, 4 Paolo Annibalini, 5 Cristina Bo, 6 Nicodemo Calabrese, 7 Giuseppe Canonico, 8 Albertino Carradore, 9 Sonia Cid Ybic , 10 Mauro Cometto, 11 Claudio Dalle, 12 Patrizia Diemoz, 13 Paolo Fary, 14 Fulvio Favre, 15 Maria Cristina Ferrero, 16 Simona Gennaro, 17 Antonio Gramazio, 18 Antonio Grosso, 19 Salvatore Luberto, 20 Chiarina Mancuso, 21 Andrea Marconi , 22 Nadia Moltedo, 23 Walter Musso, 24 Francesco Napoli, 25 Simonetta Ottoz, 26 Antonello Parisi, 27 Guglielmo Piccolo, 28 Luciano Saraillon, 29 Luca Spadaccino, 30 Rita Spadotto, 31 Guido Théodule, 32 Eugenio Torri, 33 Maria Cristina Vasini, 34 Paolino Verducci , 35 Carlo Viérin

19 aprile 2008

Spunti di riflessione - 20: Uno sguardo sul risultato elettorale in vista del 25 maggio

Propongo ai miei visitatori l'editoriale di Roberto De Vecchi pubblicato questo giovedì sul Corriere della Valle attualmente in edicola. E' un'analisi molto approfondita del voto a livello nazionale in vista delle Regionali del 25 maggio. Credo sia una lettura utile per riflettere.


La tornata elettorale si è conclusa con non poche sorprese, sia nella nostra Valle, sia nell’insieme del Paese. Si è prodotta, nella situazione italiana, quella svolta che ci si aspettava già nel 2006, dopo che un referendum aveva cancellato il sistema proporzionale per sostituirlo col maggioritario. Maggioritario che, anziché ridurre i partiti li aveva moltiplicati, rendendo ancora più complicato il sistema politico. Il numero dei partitini e la loro smania di essere sempre visibili avevano reso la vita politica un continuo susseguirsi di contrasti, di «distinguo» e di incapacità di decidere. Questo ha profondamente deluso gli Italiani. E’ stato un malessere generale che ha accompagnato tutta l’esistenza del Governo Prodi, che pur governando con oculatezza economica, ha dato l’impressione di essere paralizzato dall’intolleranza ideologica dell’estrema sinistra.
In questa situazione, dobbiamo proprio a Veltroni e alla sua scelta di «correre da solo» la semplificazione del quadro politico che consentirà, speriamolo, una migliore governabilità dell’Italia. Per ora è solo un’impressione, ma mi sembra di poter dire, sintetizzando al limite del paradosso, che se nel 2006 il principale scopo delle due coalizioni era quello di sconfiggere l’avversario, nel 2008 si è maggiormente puntato su una proposta di governo. Non è un salto da poco: sul piano culturale i due schieramenti escono entrambi più compatti e più credibili. Si sono criticati tanto i partiti, ma è proprio dal loro rinnovamento e dalla formazione culturale dei loro dirigenti che può venire il rinnovamento di tutto il Paese. In questa visione, se tale aspetto dovesse consolidarsi avremmo comunque fatto un gran passo avanti, chiunque avesse vinto le elezioni.
Ha vinto Berlusconi, che ha saputo coagulare attorno a sé la destra, facendola rientrare a pieno titolo nell’alveo democratico. Bertinotti ed i suoi escono di scena dopo aver provocato per ben due volte, direttamente o indirettamente, la caduta di un governo capeggiato da Prodi. Paladina del fondamentalismo laicista, la sinistra radicale è stata la testa d’ariete di tutte le battaglie che hanno tentato di scardinare i valori morali della famiglia, negandone la funzione sociale ed equiparandola ad altre forme di convivenza, dove viene escluso a priori qualsiasi impegno verso la società. L’odio verso il cristianesimo, condiviso purtroppo da altri settori più salottieri, non ha pagato: nessuno di coloro che hanno dato copertura ideologica ai facinorosi che hanno impedito al Papa di parlare alla Sapienza siede in Parlamento.
Tra gli obiettivi che si è dato il Partito Democratico vi è anche quello di cercare una sintesi tra valori laici e cattolici; speriamo di non assistere più alle battaglie dove ognuno ascolta se stesso e non riconosce all’altro il diritto di parlare. Si dovrà necessariamente passare attraverso un «ascolto dell’altro», che rifugga dalla dichiarata volontà di considerare laicità l’assenza di ogni religione o valore morale. E’ invece proprio la presenza di valori etici condivisi la garanzia di una vera laicità. E il risultato elettorale, che in prima battuta ha segnato una sconfitta per il PD, in una opposizione seria e costruttiva potrebbe invece indicargli la via per il suo consolidamento ideale e culturale, condizione indispensabile per renderlo protagonista di una vera democrazia dell’alternanza.
A destra vi è la sorpresa della Lega, che ha sostituito la sinistra nel raccogliere il disagio delle classi più in difficoltà: in certe aree del Nord-est i voti sono proprio passati direttamente dall’estrema sinistra alla Lega, che ha saputo salire, nella strategia politica e nel contatto con la gente, quei gradini che ha disceso la sinistra radicale. Mentre ha retto, nonostante la difficile situazione, l’Unione di Centro guidata da Casini, assieme alla Rosa Bianca di Pezzotta e Tabacci, due grandi intelligenze del mondo cattolico che potranno sicuramente mettere a frutto la loro presenza, basandosi sulla forza culturale che viene dai loro ideali e dalla loro preparazione.
E in Valle? Forse non è ancora arrivata l’onda d’urto del cambiamento che ha toccato il resto del Paese, ma qualcosa è cambiato. Il risultato di sostanziale parità dei due schieramenti impone innanzi tutto di presentarsi uniti di fronte al Parlamento nella difesa degli interessi regionali. Ma non solo per «giocare in difesa»: anche nel governo della nostra «Petite Patrie» è auspicabile che dalle elezioni del 25 maggio venga fuori un assetto culturalmente più elevato, nel quale gli schieramenti concorrano, nel rispetto dei rispettivi ruoli, alla soluzione dei problemi concreti, rinunciando ad usare quegli stessi problemi come pretesto per contrastare lo schieramento avverso.
La Valle d’Aosta ne ha bisogno, sia per il suo sviluppo economico e sociale, sia soprattutto per recuperare, dalla sua secolare tradizione, quella forza morale e quei valori etici di solidarietà e di attaccamento alla propria terra che il compianto Canonico Giovanni Domaine ci ha splendidamente sintetizzato nella bellissima canzone O ma verda Vallaye: «Lo Bon Dzeu, lo terroir, notra mama son la force de no valdoten!». Come cattolici, senza pretendere di dettare condizioni al mondo politico, per l’affermazione di quei valori siamo pronti a collaborare con tutti.


Roberto De Vecchi

15 aprile 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta: la cronaca della giornata elettorale

Vi propongo un'anticipazione di quanto troverete sul Corriere della Valle di questa settimana, in edicola a partire da venerdì. Un Corriere ampiamente dedicato alla tornata elettorale con servizi, interviste, fotografie e, ovviamente, tutti i risultati comune per comune.

Roberto Nicco (Alleanza Autonomista Progressista) e Antonio Fosson (Vallée d’Aoste) sono i due nuovi parlamentari della Valle d’Aosta. Il primo, candidato alla Camera, ha vinto di misura con 29.311 voti (39,12%) contro i 28.439 (37,84%) di Ego Perron in un testa a testa davvero appassionante fino agli ultimi venti seggi quando Nicco ha dimostrato di avere ancora fiato per correre la sua corsa fino in fondo e ampliare il suo vantaggio. Il secondo si è aggiudicato la sfida più agevolmente con 29.186 voti (41,39%) contro i 26.375 (37,4%) del senatore uscente Carlo Perrin. Poco meno di tremila voti che hanno permesso al neoeletto senatore di fare una corsa in scioltezza, perdendo la sfida soltanto di una manciata di voti (7.103 contro 7.512) perfino nel capoluogo regionale, da sempre più ostico alle forze regionaliste. Nel 2006 il senatore uscente Augusto Rollandin aveva raccolto soltanto 5.402 suffragi (26,6%) contro i 9.121 (44,9%) di Perrin. Un gap ad Aosta quasi annullato che unito alla riconquista di numerosi comuni, nel 2006 appannaggio del Galletto, ha reso la strada di Fosson meno accidentata. Operazione non riuscita invece a Perron che nel capoluogo ha accusato un distacco di quasi duemila voti (8.396 contro 6.470), determinanti per il risultato finale.

Gli altri schieramenti
Rispetto al 2006 lo scenario degli altri sfidanti si è semplificato. Da otto liste in gara si è passati a cinque. Il Popolo delle Libertà alla Camera e al Senato ha fatto registrare score percentuali e assoluti leggermente migliori rispetto al 2006: Giuseppe Gambardella ha raccolto 13.877 suffragi (18,52%) contro i 13.374 di Massimo Lattanzi (17,0%) e Cleto Benin ha toccato quota 12.166 (17,25%) contro gli 11.505 (15,6%) di Luigi Magnani. La Lega Nord al Senato con Sergio Ferrero ha sfiorato il 3% (2.081 voti contro i 1.573 del 2006) e alla Camera con Patrizio Giovannacci ha fatto ancora meglio arrivando al 3,1% (2322 suffragi contro i 1566 dell’ultima tornata elettorale). Un risultato generato esclusivamente dalla presenza del simbolo visto che i due candidati hanno fatto pochissima campagna elettorale sul territorio regionale. Nessuna sorpresa per il risultato di Azione Sociale con Alessandra Mussolini: Marinella Monza al Senato ha raccolto soltanto 712 voti (1,01%) e Giancarlo Borluzzi alla Camera 1066 (1,42%). Nel 2006 la lista era arrivata al 2% con una candidatura di eccezione come quella di Alessandra Mussolini.

Il clima in sala stampa
I primi risultati del senato fanno pensare ad un film a parti invertite rispetto al 2006. Fosson vince un po’ dappertutto con convinzione. Recupera alcuni comuni che nel 2006 avevano improvvisamente cambiato casacca e dove Perrin mantiene il punto riduce il distacco. L’impressione è che Aosta potrebbe diventare decisiva. In realtà già all’ottantunesima sezione scrutinata il risultato appare delineato. Fosson ha sino ad allora il 43,5% dei voti contro il 36%, la forbice appare ormai incolmabile. Inoltre le prime sezioni di Aosta che compaiono sui teleschermi confermano che il trend di Perrin nel capoluogo regionale non è assolutamente quello del 2006. Nel frattempo arrivano i primi risultati della Camera. Fino alla sezione 50 il trend appare simile a quello di Fosson, addirittura alcuni risultati farebbero pensare ad un successo più rotondo. Interpellato per un primo commento Rudi Marguerettaz, coordinatore regionale di Stella Alpina, preferisce attendere che il risultato di Perron si comprenda meglio. E non è soltanto per scaramanzia. Le prime sezioni di Aosta fanno presagire un cambio di marcia. Di lì a poco inizia un testa a testa impressionante. Poco dopo le 19 Nicco è ancora in testa per una manciata di voti. 17.835 contro 17.799. Da quel momento in poi il distacco lentamente si allarga. Intanto in sala stampa è arrivato anche Fosson per le interviste di rito. Il suo arrivo in solitaria fa pensare più d’uno che il risultato di Perron possa essere compromesso. Si sa il siège solitamente batte quasi sempre la sala stampa sul tempo. Fosson non conferma e invita a tenere gli occhi sui teleschermi dove il gap tra i due sfidanti appare ancora colmabile. A distanza di mezz’ora arriva anche Guido Cesal, il presidente dell’Union. Conferma. Perron dovrebbe perdere di circa 600-700 voti. Si sbaglierà di poco. L’incrocio è fatto. Una soluzione che non piace affatto al presidente dell’Uv. «E’ la soluzione peggiore. Si ritorna ai tempi di Pierre Fosson e Ruggero Millet, per noi una delle legislature peggiori – commenta a caldo –. Dovremmo riflettere a lungo sul significato di questo voto. Di positivo c’è che è stata chiaramente battuta la dissidenza autonomista che oggi ha portato acqua al mulino della sinistra, l’altra vincitrice di questa tornata elettorale insieme all’Union». Analisi ovviamente non condivisa da Elio Riccarand, coordinatore regionale dell’Arcobaleno per il quale il progetto dell’alleanza autonomista progressista ha comunque raggiunto un risultato importante. «Va valorizzato il lavoro fatto e si deve proseguire con l’alleanza in vista delle regionali lavorando su un programma comune» conclude Riccarand. In sala stampa anche il Presidente della Giunta Luciano Caveri che sceglie un profilo di «compostezza istituzionale». Concede l’onore delle armi a Carlo Perrin, si dice vicino a Perron, fa gli auguri a Nicco e abbraccia idealmente Fosson «sicuro che sarà un grande Senatore della Valle d’Aosta».

I candidati
In sala stampa dalle prime ore ci sono Sergio Ferrero e Patrizio Giovannacci della Lega Nord. Non si vedranno invece né Borluzzi e Monza di Azione Sociale (assenze già note per motivi personali) né Gambardella e Benin del Pdl. Poi, quando è ormai certa la sconfitta, si presenterà Carlo Perrin. Seguito da Antonio Fosson che si presta alle interviste di rito. Più tardi anche Ego Perron si presenterà ai giornalisti. «Sono convinto di aver fatto il mio dovere fino in fondo – spiegherà – ho comunque recuperato diecimila voti. Guardando ai risultati credo che qualcuno a metà campagna si sia convinto di aver già vinto e si è messo a pensare alle regionali. Comunque non ho nulla da rimproverarmi. Sono a disposizione dell’Union Valdôtaine e della coalizione». Infine Roberto Nicco. Il riconfermato deputato con una battuta accenna «alle larghe intese fatte dai valdostani» riferendosi al voto incrociato. Un commento che però si rivela anche una possibile lettura politica visto che lo stesso Nicco non manca di sottolineare come «nei due programmi elettorali dell'Alleanza autonomista progressista e del centro autonomista ci sono punti comuni che ci consentiranno di lavorare insieme, come il principio dell'intesa, la richiesta di un parlamentare europeo per la Valle d'Aosta e la legge sulla montagna». La stretta di mano tra senatore e deputato sarà il preludio di un lavoro comune? Di certo per entrambi la legislatura non sarà semplice visto che il loro voto non è più determinante né alla Camera né al Senato.

14 aprile 2008

Nicco-Fosson: avviata la coabitazione

Ormai la notizia è di dominio pubblico. Roberto Nicco alla Camera e Antonio Fosson al Senato sono i nuovi parlamentari valdostani. Dopo oltre vent'anni (allora toccò all'abbinata Pierre Fosson e Ruggero Millet) si ripropone l'inedito scenario con Fosson e Nicco. Come più d'uno ha commentato in sala stampa le «larghe intese le hanno fatte i valdostani». Per il Presidente dell'Union Guido Cesal è un risultato su cui ci sarà molto da riflettere all'interno del movimento. Fosson e Nicco con molto fair-play si sono stretti la mano in sala stampa. La coabitazione è appena cominciata e in un parlamento dove il voto valdostano, sia alla Camera sia al Senato, non è così determinante come un tempo ci sarà parecchio da lavorare.

Nicco sempre in testa

Rettifico. Dopo 105 sezioni Nicco dimostra di non avere nessuna intenzione di cedere ed è avanti di una manciata di voti: 17.835 contro 17.799. Incredibile. Un risultato che mi sorprende, non tanto per il valore del candidato, quanto perchè i valdostani non amano molto incrociare il voto. Si va verso una gran finale.

Fosson-Perron verso Roma?

Il trend alla Camera non appare molto differente. L'abbinata Fosson-Perron appare proiettata verso Roma. Probabilmente intorno alle 20 ci sarà la conferma degli eletti. Nel frattempo molti sguardi in sala stampa si orientano verso le infografiche nazionali per comprendere i nuovi scenari. Pdl e Lega Nord appaiono destinate al governo del paese. Disfatta della Sinistra Arcobaleno. Al senato in 136 sezioni su 150 i voti di distacco sono 3000.

Fosson-Perrin: il margine comincia ad allargarsi in maniera incolmabile

Il vantaggio di Fosson su Perrin comincia davvero ad essere significativo. Oltre 2000 voti sono davvero tanti. La rimonta di Perrin ad Aosta mi appare a questo punto davvero difficile, anche perchè anche nel capoluogo Fosson sta facendo registrare un'ottima performance. Per rispetto dei contendenti non mi spingo oltre nel trarre le mie inevitabili conclusioni.

Il galletto rincorre il Leone: aspettiamo i vostri commenti

La grande kermesse è partita. Dai primi risultati giunti in sala stampa il Galletto nei paesi sembra essere destinato a rincorrere il Leone. Il risultato di Fénis poi (l'attuale sindaco è candidato di Renouveau alle Regionali) non è di buon auspicio. Potrei sbagliarmi ma saranno i voti di scarto di Aosta a decidere questa tornata elettorale. Fatemi sapere le vostre prime impressioni. Mi interessano anche i commenti sui risultati nei paesi.

ElezioniVda: La Valle d'Aosta al voto

Per chi volesse seguire lo spoglio dei voti completamente on line oltre al sito di Aostasera segnalo anche il blog di Daniele Mammoliti, nato ad hoc per seguire l'odierna tornata elettorale. In particolare trovate una interessante selezione dei link della politica regionale. Un benvenuto a Daniele tra chi cerca di fare informazione e offrire occasioni di riflessione on line.

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 6 - : dite cosa ne pensate

Sono oltre 100 mila i valdostani chiamati a votare. Oggi alle 15 si chiuderanno le operazioni di voto e si darà il via allo spoglio. Come ho già anticipato sul Corriere della Valle della scorsa settimana la redazione del Corriere sarà in sala stampa per poter raccontare nel migliore dei modi l'evento elettorale. In attesa che il settimanale arrivi giovedì nelle case degli abbonati e venerdì in edicola (con l'unica eccezione del chiosco di Piazza Chanoux che già intorno alle 9 di giovedì ha già il suo Corriere della Valle fresco di giornata) dopo le 15 di oggi potete scrivermi al blog (cliccando più in basso su commenti) le vostre impressioni, analisi, domande sulla tornata elettorale. I post più interessanti troveranno spazio anche sul numero in edicola. Come spunto per la riflessione vi propongo il mio editoriale sulle elezioni pubblicato sul Corriere la scorsa settimana.

Un confronto serio sui problemi della comunità valdostana
In «II lavoro intellettuale come professione» il sociolo­go e filosofo tedesco Max Weber definisce la lungimi­ranza come «la capacità di lasciare che la realtà operi su di noi con calma e raccoglimento interiore». Afferma­zione che rilancia l'impegnativa e coinvolgente questio­ne di una possibile «spiritualità politica» cristiana e/o laica. Paolo Bustaffa, direttore del Sir, utilizza questa ci­tazione, in un suo recente editoriale, per richiamare il filo della responsabilità che attraversa e va oltre il tem­po che precede il voto. Da una parte la responsabilità di chi si candida a guidare politicamente un Paese, dal­l'altra la responsabilità di chi deve decidere a quale po­litico affidare il governo dello stesso Paese. Per entram­bi il luogo della lungimiranza, il luogo in cui «dialogare sui destini dell'uomo», è prima di tutto la coscienza da cui parte e ritorna la passione per la verità. Tutto que­sto per dire quanto sia importante il voto di Domenica e Lunedì e quanto sia importante quando il popolo è chiamato a scegliere e i candidati a farsi scegliere. Anche se in Ita­lia le ricorrenze elettorali talvolta si rincorrono un po' troppo e di certo lasciano poco spazio alla riflessione. E così per noi valdostani l'appuntamento del 13 e 14 aprile è il primo balzo del salto triplo che ci porterà ad una nuova maggioranza regionale, dopo il 25 maggio. Rispetto al 2006 lo scenario si è leggermente modifica­to. Dalle coalizioni si è passati a progetti di partito più nella logica del bipolarismo europeo, anche se soltan­to dopo l'esito elettorale si potrà realmente capire se si tratta di concreti progetti- politici o di operazioni di facciata. E in cui dovrà rileggersi l'identità dei parla­mentari valdostani chiunque essi siano. Rispetto a due anni fa il panorama politico regionale appare meno magmatico. Il governo regionale ha portato avanti il suo lavoro per un biennio in una relativa stabilità dopo lo scossone delle politiche che aveva consegnato una significativa maggioranza agli attuali parlamentari uscenti. Rispetto a due anni fa rimane però attuale l'auspicio, già espresso da Roberto De Vecchi in un editoriale sul Corriere della Valle, cioè che «l'elezione del deputato e del senatore della Valle d'Aosta in un unico collegio, preziosa garanzia per la rappresentati­vità della Valle d'Aosta, deve anche essere l'occasione per la ripresa di un confronto serio sui problemi della comunità valdostana: dal lavoro alla famiglia, dai gio­vani alla vasta area del disagio, specialmente. quello gravissimo dei malati mentali, dall'uso corretto del ter­ritorio alla trasparenza della pubblica amministrazio­ne, favorendo il confronto con la società civile e in collegamento costante tra amministrazione regionale e parlamentari valdostani». E rimane attuale l'invito ad andare a votare, a vincere una certa disaffezione verso la politica, palpabile, che di certo non aiuta a trovare la cura di un sistema partitico talvolta troppo lontano dai veri problemi della gente.

Fabrizio Favre

4 aprile 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 5 - : Ego Perron e Antonio Fosson

Si conclude qui il viaggio fra i candidati valdostani per le elezioni politiche 2008. L’ultima puntata è dedicata alla lista Vallée d’Aoste.


Vallée d’Aoste

Ego Perron (Camera)

Classe 1967, componente del Consiglio Valle dal 1993 è Presidente del Consiglio regionale dal dicembre 2002 e Presidente della Commissione internazionale per l’educazione e gli affari culturali permanenti dell’Apf e componente del Coordinamento della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali.


Antonio Fosson (Senato)

Classe 1951, medico chirurgo all’ospedale di Aosta, è stato eletto nel 2003 nelle liste dell’UV con 3677 voti. E’stato cofondatore dell’Associazione valdostana Paraplegici e fondatore e responsabile fino al 2003 del Banco Alimentare della Valle d’Aosta. Fino ad ora ha ricoperto l’incarico di Assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali.


Il quesito

In materia di sviluppo economico, quali sono i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e all’Italia su cui intendete impegnarvi se sarete eletti?



La risposta

Crediamo nell’impresa quale motore dello sviluppo economico della Regione e del Paese. Per questo riteniamo necessarie alcune riforme che possano garantire agli imprenditori i giusti sgravi fiscali per gli investimenti, per la sicurezza sul luogo di lavoro ma soprattutto per la ricerca. E’ necessario aumentare i finanziamenti agevolati alle imprese per i nuovi investimenti e ridurre le imposte sul trasporto delle merci e sulle esportazioni. Ci impegneremo anche per agevolare il commercio elettronico e l’interscambio tra le imprese affinché si formino dei veri consorzi artigiani capaci di competere per qualità in maniera sinergica. Dovremo altresì operare per agevolare ulteriormente il sistema alberghiero e per legare la cultura al turismo e al naturalismo affinché il label Vallée d’Aoste si trasformi in risorsa autosostenibile capace di futuri sviluppi per l’intera Regione.

3 aprile 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 4 - : Giuseppe Gambardella e Cleto Benin

Quarto appuntamento con i candidati alle elezioni politiche valdostane. Al centro sempre il tema dello sviluppo economico. Oggi tocca al Popolo della Libertà.

Il Popolo della Libertà




Giuseppe Gambardella (Camera)


Ha 61 anni, ed è sposato con 3 figli. Laureato in Economia e Commercio e Dottore Commercialista. Ha rivestito i seguenti incarichi: Direttore Generale dell’Agenzia delle Entrate, Presidente del Collegio dei Revisori dei Conti, Membro della Commissione Paritetica Stato Regione.


Cleto Benin (Senato)


Ha 59 anni. Titolare della ET Holding S.p.A. (Eurotravel, Travelshop, ET Hotels & Resorts). Incarichi in Valle d’Aosta: Presidente della Fondazione per la Formazione Professionale Turistica; Membro del Consiglio Esecutivo della ADAVA; Delegato alla Presidenza della FIAVET; Consigliere della Banca d'Italia.


Il quesito

In materia di sviluppo economico, quali sono i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e all’Italia su cui intendete impegnarvi se sarete eletti?


La risposta
I provvedimenti utili per l’Italia sono le proposte contenute nel programma nazionale del Popolo della Libertà, assolutamente in linea con le reali necessità del Paese. Gli stessi interventi potranno essere applicati per la Valle d’Aosta, oltre ad altre iniziative puramente locali, come ad esempio migliorare le vie di comunicazione (sia ferroviarie che autostradali, con particolare riferimento all’attraversamento del centro di Aosta), creare le opportunità fiscali e finanziarie per attirare investimenti e creazione di nuove imprese nella nostra regione, e soprattutto sviluppare il turismo, che rappresenta la nostra prima risorsa economica, e che è rimasto privo di qualsiasi strategia per ormai troppo tempo. Sarà inoltre necessario definire una legge per gli aiuti all’economia di montagna, oltre ad una legge quadro per il Parco del Gran Paradiso, e una nuova norma per sancire il principio dell’Intesa Stato-Regione, a difesa della nostra autonomia, messa in pericolo da atteggiamenti controversi dell’attuale governo della Valle d’Aosta.

2 aprile 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 3 - : Patrizio Giovannacci e Sergio Ferrero

Terzo appuntamento con le elezioni politiche valdostane. Vi ricordo che il Corriere della Valle di questa settimana offre una panoramica ancora più ampia sui programmi dei candidati in corsa per il parlamento italiano. Oggi tocca ai candidati della Lega Nord.



Lega Nord


Patrizio Giovannacci (Camera)



55 anni, originario di Sant’Angelo Lodigiani, da quattro anni ad Antey-Saint-André, ristoratore e commerciante.


Sergio Ferrero (Senato)



63 anni, maestro di sci ed esperto in produzioni cinematografiche.


Il quesito

In materia di sviluppo economico quali sono i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e all’Italia su cui intendete impegnarvi se sarete eletti?


La risposta

A livello italiano si deve prima di tutto far volare Malpensa e la Padania attraverso Tav, Pedemontana, gli assi stradali e ferroviari di Sempione, Gottardo e Brennero, regionalizzare le autostrade e potenziare il trasporto fluviale. In materia fiscale è necessario che la riscossione delle imposte spetti solo ed esclusivamente alle regioni. In merito alla Valle d’Aosta il problema prioritario da affrontare a Roma è sicuramente la modernizzazione della tratta ferroviaria Chivasso-Aosta-Pré-Saint-Didier e la sua eventuale elettrificazione. Si può creare una sorta di metropolitana leggera e veloce in modo da raggiungere facilmente il collegamento con la Tav, e questo servirebbe anche ad incrementare il turismo nella nostra Regione. Altro argomento importante è l’introduzione dell’equo Canone Agrario in modo che sia i padroni che gli agricoltori siano favoriti e vengano così valorizzati tutti i terreni agricoli, gli alpeggi e i prodotti tipici.

1 aprile 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 2 - : Giancarlo Borluzzi e Marinella Monza

Secondo giorno di presentazione dei candidati alle elezioni politiche valdostane. Ricordo che ulteriori approfondimenti potete trovarli sul Corriere della Valle d'Aosta attualmente in edicola.

Azione sociale con Alessandra Mussolini




Giancarlo Borluzzi (Camera)


Friulano di nascita, vedovo con due figli, laurea in architettura e progettista strutturale. Giramondo con amore per la montagna, che l’ha portato in Valle dopo studi a Torino. Dichiara di non volersi piegare a quella sagra della bugia a 360 gradi che è la politica locale.



Marinella Monza (Senato)


Nata a Milano, sposata e un figlio, laurea in architettura e attività di progettazione di interni. Giramondo, con amore ripartito tra la montagna e il mare dell’Andalusia ove spesso si rifugia, si è spinta in politica non accettando che ai figli venga imposta una cultura linguistica inutile per fini ideologici assurdi.


Il quesito
In materia di sviluppo economico quali sono i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e all’Italia su cui intendete impegnarvi se sarete eletti?


La risposta

La spesa pubblica, oggi pari al 40% del PIL , va ridotta e riqualificata per spostare risorse verso gli investimenti, accrescendo così la produttività del sistema Italia. Una nuova organizzazione si impone: lo Stato e i Comuni sono imprescindibili, ma in mezzo va posta una sola entità , fatta di miniregioni o maxiprovince (la Valle resterebbe immutata ), con strutture e personale adeguato ma non sovrabbondante. Una spesa pubblica ridisegnata permetterebbe di ridurre le tasse, incrementando così quel potere d’acquisto che crea sviluppo costante nell’interesse di tutti. Anche i rapporti finanziari Stato-Regioni vanno rivisitati in un’ottica di solidarietà nazionale, senza creare parassitismi che limitano la spinta alla libera imprenditoria. Purtroppo, per improduttiva demagogia, la politica parla solo di tasse da ridurre, ma questo obiettivo è correlato allo snellimento dell’elefantiaca macchina statale, che dovrebbe nel medio e lungo termine spostare prsonale dal pubblico al privato.

31 marzo 2008

Elezioni politiche in Valle d'Aosta 1 - : Roberto Nicco e Carlo Perrin

Anche quest’anno come Corriere della Valle ho proposto (nel numero che trovate ancora in edicola) tre domande uguali per tutte le cinque liste che si confronteranno durante questa campagna elettorale. L'obiettivo, come già negli anni scorsi, è quello di offrire un aiuto per meglio conoscere i candidati in gara. Quest'anno offro questo piccolo servizio anche al popolo di internet.

Questi sono i tre quesiti che ho posto le cui risposte potete leggere sul Corriere della Valle di questa settimana:
1°) Quali sono le priorità per l’Italia del prossimo quinquennio?
2°) Perché gli elettori dovrebbero votarvi?
3°) Quali sono i problemi valdostani che ritenete debbano essere affrontati anche a livello nazionale?

Vi è poi una quarta domanda che ho sottoposto ai candidati esclusivamente per il blog. Il quesito, chiaramente, è di natura economica ed è il seguente:
In materia di sviluppo economico quali sono i provvedimenti utili alla Valle d’Aosta e all’Italia su cui intendete impegnarvi se sarete eletti?

Nel proporre le risposte delle varie liste seguo rigorosamente l'ordine alfabetico. Una lista al giorno,a partire da oggi, per cinque giorni.


Autonomie-Liberté-Democratie




Roberto Nicco (Camera)


Docente di ruolo in materie letterarie, poi ricercatore presso l’Istituto Storico della Resistenza in Valle d´Aosta, è stato consigliere comunale e regionale (XI e XII legislatura), Assessore all'Ambiente, territorio e trasporti e Vicepresidente del Consiglio. Eletto deputato nel 2006, è membro della IX Commissione Trasporti della Camera.


Carlo Perrin (Senato)


Da sempre ha occupato funzioni amministrative importanti quali Sindaco di Torgnon, Assessore regionale all’Agricoltura e alle Risorse Naturali e Presidente regionale. Eletto il 10 aprile 2006 Senatore della Repubblica, fa parte del gruppo parlamentare ‘Per le Autonomie’ e ricopre la carica di vice-Presidente della XIV Commissione permanente Politiche dell’Unione europea.


La risposta

Prioritaria per la Valle d’Aosta è la tutela dell’Autonomia, specialmente quella finanziaria e decisionale. Fondamentali sono altresì gli interventi finalizzati alla riduzione della pressione fiscale e alla lotta al precariato, grave fonte di instabilità. Per ciò che concerne la piccola-media impresa si ritengono doverosi tutti quei provvedimenti congrui a fronteggiare le ricorrenti crisi industriali colpenti anche la realtà valdostana e a sostenere il rilancio del settore, soprattutto a favore della ricerca e dell’innovazione. Necessari sono altresì gli interventi tesi alla tutela della montagna e di tutte quelle attività industriali, commerciali, turistiche e agricole in essa praticate in modo tale che queste siano valorizzate e facilitate, anche economicamente. Sotto tale profilo si ritiene essenziale incentivare la presenza di attività commerciali e artigianali, specie di artigianato locale, le produzioni tipiche e le attività agricole ed agrituristiche nei comuni montani e promuovere specifiche iniziative in campo turistico rivolte, in particolare, ai giovani, alle scuole e agli anziani.
 

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