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11 dicembre 2011

Opere Pubbliche: Cresce il valore ma Diminuisce il numero dei Bandi

Nei primi sei mesi del 2011, in base ai dati rilasciati dal Cresme, il valore dei bandi di gara pubblicati ha registrato un consistente incremento (215,8 % rispetto al corrispondente periodo di riferimento). Sono stati 62 i bandi pubblicati per un importo complessivo a base d'asta di 127.926.068,38 Euro e un importo medio di 2.063.323,68 Euro contro i circa 600mila dello stesso periodo del 2010. All'Assessorato alle Opere Pubbliche, guidato da Marco Viérin, con apprezzabile onestà, si butta però subito acqua sul fuoco di una performance apparentemente da record, invitando ad una analisi più attenta. «Una lettura grezza del dato, che rendiconta dell’aumentare degli interventi a fronte però di una diminuzione del 25% del numero di opere - spiegano in Assessorato - potrebbe condurre a delle valutazioni forvianti sulla ripresa del comparto edile regionale. E’ noto infatti che le commesse maggiori sono pressoché sempre appannaggio di ditte esterne alla Regione, con una ricaduta parziale a livello locale in termini di subappalti, pur tenendo presente le condizioni di debolezza in cui operano i subappaltatori nonostante la tutela dell’Amministrazione». Per L'assessorato sono dunque i lavori di importo più contenuto a costituire «un'opportunità per le imprese locali».

I numeri del comparto del resto sono importanti: 2880 imprese (118 iscritte e 135 nel corso del primo semestre del 2011), circa 420 milioni di fatturato con un peso sul Pil pari al 12,5% e 7000 occupati. Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni, teme anche per il 2012 un calo del numero degli appalti, anche in virtù delle rinunce da parte di molte amministrazioni comunali ad usufruire dei fondi Fospi a causa delle ridotte risorse di bilancio. «Dato per scontato che c’è per tutti un calo di fatturato, - commenta - unito anche ad una difficoltà nella raccolta di finanziamenti, le imprese si stanno interrogando su come sfruttare al meglio le risorse ancora disponibili. Una possibile soluzione è il coordinamento e la programmazione dei lavori in appalto. In questa maniera le aziende possono pianificare meglio la loro partecipazione alle gare o comunque decidere se ristrutturare o ricollocare la loro attività».

In questa logica per Sapia uno strumento particolarmente utile è la creazione anche in Valle, come già fatto da altre amministrazioni regionali, di una centrale unica di appalto che gestisca i bandi di tutte le stazioni appaltanti. «Questo - prosegue il Presidente - permetterebbe anche una riduzione dei costi visto che molti sindaci non avendo uffici tecnici in grado di affrontare tutte le gare d’appalto talvolta devono esternalizzarle».

Anche Federico Jacquin, presidente della sezione edile di Confindustria Valle d'Aosta, non nasconde la sua preoccupazione per il settore. «La vera ripresa economica non può non ripartire dall'edilizia. Purtroppo constatiamo una riduzione dei margini e un crescere della burocrazia che finisce per incidere più del prezzo. Senza contare che pure il mercato privato, soprattutto per quanto riguarda la prima casa, non gode di buona salute».

Del resto, come sottolineato nell'ultimo rapporto di Banca d'Italia, la situazione negativa del comparto è confermata dalle indagini previsionali semestrali dell’ANCE Piemonte, che includono un campione di imprese valdostane, dalle quali emerge un peggioramento della dinamica del fatturato e dell’occupazione nel corso del 2011 rispetto all’anno precedente. «Secondo tali indagini, - si legge sull'ultima nota congiunturale - la quota di imprese che ha dichiarato l’intenzione di effettuare investimenti nel 2011 si è ridotta. L’attività di investimento risulterebbe frenata anche dalla dilatazione dei tempi di pagamento dei committenti».

Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio (OMI), dopo la breve ripresa registrata nel 2010, nel primo semestre del 2011 il numero di transazioni immobiliari a uso residenziale in regione è tornato a calare rispetto al corrispondente periodo dell’anno precedente (-0,8 per cento), sebbene in misura inferiore alla riduzione registrata nella media del Nord Ovest e dell’Italia (rispettivamente, -2,7 e -5,3 per cento). In base a elaborazioni su dati OMI, nel primo semestre dell’anno i prezzi degli immobili residenziali, al netto della variazione dei prezzi al consumo, sono lievemente diminuiti rispetto al corrispondente semestre del 2010 (-0,4 per cento).

2 giugno 2011

Il Settore Edile Fatica a Costruire la Ripresa

Il settore edile, sia pubblico che privato, stenta a costruire la ripresa nella piccola regione autonoma. Imprenditori e organizzazioni sindacali si affidano allo stesso termometro per dare concretezza al loro grido di allarme: i numeri della Cassa edile. «Guardando ai dati del 2011 - commenta Fabrizio De Gattis, responsabile di Filca-Cisl - dopo un calo sul fronte occupazionale nel mese di gennaio (-11) registriamo una crescita di 88 unità a febbraio e 76 a marzo rispetto al 2010, ma il ritardo rispetto al 2008, l’anno prima della crisi è ancora alto».


In effetti, tabelle alla mano, se prendiamo il mese di marzo le ditte iscritte alla cassa edile risultano 519 contro le 624 del 2008 e gli operai 2.583 contro i 3.119 del 2008. «In 20 anni – aggiunge De Gattis - non ho mai visto una crisi così pesante e così persistente. Per la prima volta si presentano presso i nostri uffici persone in cerca di lavoro con profili professionali tutt’altro che di base. In passato era normale che qualche extracomunitario ci contattasse per capire come orientarsi, ma oggi si tratta di persone che per la prima volta nella loro carriera lavorativa stentano a trovare lavoro».


Gli unici dati positivi del settore giungono dalle compravendite nel settore privato (il che non significa tout court nuove costruzioni). I dati dell’Osservatorio sul mercato immobiliare dell’Agenzia del territorio (OMI) mostrano un trend che seppure lentamente sembra volersi indirizzare verso i numeri pre-crisi. Nel 2010 ci sono state 1972 compravendite contro le 1887 del 2009 e le 2.165 del 2008. 


A ridare fiato al settore giunge l’approvazione su proposta dell’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin del Programma Fospi 2012/2014. Il fondo per speciali programmi di investimento le cui modalità di presentazione e di selezione dei progetti degli enti locali sono stabilite dalla legge regionale 48/1995. «A conclusione dell'istruttoria, effettuata con il supporto del Nucleo di valutazione e verifica delle opere pubbliche e delle strutture regionali competenti – ha sottolineato l’Assessore Viérin -  dei 23 progetti istruiti: 13 sono stati giudicati tecnicamente ed economicamente idonei e, pertanto, includibili nel programma per una spesa a valere sul Fospi di circa 34.159.115,00 e 10 non sono stati ritenuti includibili nel programma per carenze di tipo amministrativo e/o tecnico-economico. Tuttavia tenuto conto che le risorse finanziarie regionali Fospi stanziate per il triennio 2012/2014 ammontano a 21.090.909,00 euro, per ora risultano finanziabili integralmente soltanto i primi otto progetti e parzialmente il nono». 


Pur di fronte a questa iniziativa che dimostra l’impegno della pubblica amministrazione Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni non nasconde la sua preoccupazione per una congiuntura che non molla la presa sull’economia della piccola regione ai piedi delle Alpi. E questo in presenza anche di una classe imprenditoriale che ha cercato comunque di fare un primo passo più convinto verso l’aggregazione grazie alla costituzione di due consorzi –Dolmen e Costruttori Valdostani – costituiti entrambi da 14 aziende del settore.


 «L’importo del Piano Lavori delle Opere Pubbliche – spiega Sapia - è più o meno lo stesso, ma a diminuire è il numero dei lavori. Inoltre i ribassi sono sempre più consistenti. Il risultato è che cresce il ricorso al precariato con un numero elevato di contratti a tempo determinato, anche perché non si riesce a fare una programmazione precisa. I tempi di appalto sono ancora troppo lunghi. Non è più possibile attendere da 45 a 60 giorni per avere una risposta. A noi serve un calendario di attuazione degli appalti più preciso e l’accesso ai dati dell’Osservatorio in modo da poter intervenire in corso d’opera». Sapia denuncia anche il fatto che ormai lo strumento dell’offerta economicamente più vantaggiosa sia un’arma spuntata. «Un tempo – commenta – doveva mettere in evidenza le capacità dell’azienda attraverso la presentazione di una miglioria al progetto che si andava ad appaltare. Oggi le amministrazioni comunali rinunciano ad una parte del lavoro confidando sul fatto che sia regalato sul prezzo come miglioria. E’ il caso degli impianti di illuminazione o dell’arredo urbano». Per Sapia un aiuto alle aziende valdostane potrebbe venire dalle partecipate regionali. «Pubblicizzando maggiormente i loro bandi, soprattutto nel settore dell’energia o degli impianti a fune, sono convinto che ci potrebbero essere delle opportunità interessanti».

21 maggio 2011

Fospi: 92,1 milioni nel triennio 2012-2014

Il testo che ti propongo è una nota diffusa dall'Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin per i giornalisti. Mi sembra schematica ed efficace.


Premessa:

La legge regionale n. 48/1995 stabilisce le modalità di presentazione e di selezione dei progetti degli enti locali (Comuni e Comunità montane) ai fini del finanziamento al Fospi (Fondo per speciali programmi di investimento):
·         la selezione si basa sulla verifica dei requisiti di ammissibilità delle richieste e sulla valutazione tecnica ed economica dei progetti;
·         nel caso in cui le risorse finanziarie disponibili per il programma non siano sufficienti a finanziare tutte le domande ritenute idonee, viene stilata una graduatoria sulla base dei criteri di priorità stabiliti dalla legge;
·         la percentuale di compartecipazione finanziaria dell'ente locale viene calcolata ai sensi di legge sulla base all'importo totale dell'investimento (percentuale che varia da un valore massimo del 20% a valori via via più prossimi al 10%).

Programma 2012-2014:

- Entro il termine di legge del 31 ottobre 2010 sono pervenute all'Amministrazione regionale n. 26 richieste di inclusione nel programma Fospi 2012/2014 per un investimento complessivo di circa 92.120.403,00 euro;

Sono state sottoposte ad istruttoria n. 23 richieste in quanto i progetti di Ayas, Nus e Villeneuve, con DGR 3352 del 19 novembre, sono stati inclusi e finanziati nel precedente programma Fospi 2011-2013 a seguito della rinuncia al finanziamento da parte del Comune di Gressan (polo scolastico);

A conclusione dell'istruttoria, effettuata con il supporto del Nucleo di valutazione e verifica delle opere pubbliche (Nuvvop) e delle strutture regionali competenti (Direzione urbanistica, Direzione opere edili, Direzione opere stradali, Servizio pianificazione edilizia scolastica e universitaria, Servizio aree protette, Servizio gestione demanio e risorse idriche, Servizio geologico, Servizio valutazione impatto ambientale), dei 23 progetti istruiti:

·         n. 13 sono stati giudicati tecnicamente ed economicamente idonei e, pertanto, includibili
nel programma per una spesa a valere sul Fospi di circa 34.159.115,00;
·         n. 10 non sono stati ritenuti includibili nel programma per carenze di tipo amministrativo
e/o tecnico-economico.

Tenuto conto che le risorse finanziarie regionali Fospi stanziate per il triennio 2012/2014 ammontano a 21.090.909,00 euro (quindi non sufficienti a coprire le richieste dei 13 interventi includibili) sono stati applicati i criteri di priorità di legge (la cui applicazione è stata concordata con il Cpel) ai fini dell'elaborazione della graduatoria.

Dalla graduatoria risultano finanziabili integralmente i primi 8 progetti e parzialmente il 9°, Saint­Marcel (per euro 6.639.965,00 a fronte di euro 7.227.832,96 richiesti a valere su risorse regionali).

Restano idonei ma esclusi dal finanziamento per carenza di risorse finanziarie, gli ultimi 4 interventi in graduatoria (Valsavarenche, Etroubles, Arnad, Torgnon) pari a euro 12.480.337,33.

23 dicembre 2010

Conferenza stampa di Fine Anno: I Progetti (Economici) 2011 (3)

Terza post dedicato alla conferenza di fine anno della Giunta regionale. Ti ricordo che indico soltanto i progetti che, a mio avviso, hanno una ricaduta di tipo economico o comunque possono interessare il mondo delle imprese. Di conseguenza non trovi tutti gli assessorati e non trovi tutti i progetti. Qui trovi il primo e qui il secondo. Domani mattina il quarto ed ultimo.




Assessorato Opere Pubbliche, Difesa del suolo e Edilizia residenziale pubblica

L'Assessore Marco Viérin
Edifici pubblici
La messa in sicurezza degli edifici scolastici destinati alle scuole superiori del capoluogo, implica la realizzazione di un nuovo polo scolastico in regione Tzambarlet, in aggiunta a quello già in esercizio di via Chambéry, nel quale collocare, a turno e temporaneamente, le diverse istituzioni scolastiche interessate dagli interventi. Nel corso del 2011 sarà avviato l’affidamento dei lavori che comprenderanno anche la sistemazione della rete viaria circostante per un ammontare complessivo di spesa di circa 25 milioni di euro.
Analogamente, è previsto l’intervento di adeguamento della ex casermetta della Guardia di Finanza di Pollein per consentire, previa delocalizzazione, i lavori di sistemazione dell’attuale sede dell’Assessorato del turismo, sport, commercio e trasporti.
Infrastrutture viarie
Tra gli interventi più significativi sulla rete viaria regionale, da realizzare nel 2011, segnaliamo i lavori di ammodernamento della strada regionale n. 20 di Gressan e Aymavilles, arteria caratterizzata da elevati volumi di traffico, nel tratto terminale dell’abitato di Gressan, per una spesa complessiva di 2 milioni 800 mila euro.
Con riferimento al principale asse viario della Regione, è in programma un rilevante intervento sulla strada statale n. 26, in collaborazione con l’ANAS. Si tratta dei lavori di messa in sicurezza e riqualificazione del tratto che conduce al capoluogo regionale. Concluse infatti nel 2010 le complesse attività di confronto con le amministrazioni comunali interessate sulla base di apposito studio di fattibilità, nel corso del 2011 saranno avviate e definite le attività di progettazione.




Assessorato Territorio e Ambiente



L'Assessore Manuela Zublena

Legge per la riqualificazione del patrimonio edilizio
Si curerà il monitoraggio della legge anche al fine di eventuali modifiche alla normativa stessa.

Attività estrattive e parco minerario
Nel corso del prossimo anno si prevedono di avviare le attività di revisione della normativa regionale che regola il settore estrattivo, la valorizzazione dei siti dismessi e la raccolta dei minerali.
Sarà dato inoltre avvio all’iter di revisione del nuovo Piano regionale per le attività estrattive.





3 giugno 2010

Per l'Edilizia Arriva il Piano Lavori. Ma basterà?

In un settore edile sofferente per una crisi economica senza precedenti arriva una nuova iniezione di commesse regionali per il comparto regionale delle costruzioni. La Giunta regionale ha infatti adottato la delibera con la quale propone al Consiglio regionale l’approvazione del Programma regionale di previsione dei lavori pubblici per il triennio 2010/2012. Si tratta di 145 interventi per un costo complessivo delle opere ammontante a 224,45 milioni di euro per i quali le disponibilità finanziarie a valere sul bilancio regionale 2010-2012 ammontano nelle tre annualità a 150,59 milioni di euro articolati in 13,43 per il 2010, 67,96 per il 2011 e 69,21 per il 2012. 32 interventi riguardano territorio e ambiente, 21 turismo e beni culturali e 92 le infrastrutture. Per gli altri 21 interventi non ancora finanziabili la Regione ha comunque già dato il suo via libera ai comuni in merito alla loro fattibilità.

 «Le opere di interesse regionale, cosiddette grandi opere, - spiega l’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin (Stella Alpina) - non sono ricomprese nel Programma in quanto questi interventi data la loro rilevanza devono trovare fonti di finanziamento straordinarie, così come gli accordi di programma già stipulati o in corso di perfezionamento con le Amministrazioni comunali».
L’assessore Viérin evidenzia come nell’attuale programma sia stata effettuata «la scelta di privilegiare l’esecuzione di un maggior numero di interventi di entità minore suscettibili di esecuzione in tempi rapidi e, quindi, tali da produrre benefici più immediati per i fruitori e fornire, nell’attuale momento di crisi, maggiori opportunità agli operatori economici del settore».

Con la speranza che le imprese valdostane riescano a farsi strada in quella che sempre di più sta diventando una vera lotteria: la gara di appalto pubblica. Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni dice che «l’alto numero di aziende presente a molti appalti purtroppo non assicura una ricaduta sul territorio regionale di queste risorse finanziarie - sicuramente importanti - messe a disposizione dall’amministrazione regionale». «La realtà - aggiunge Sapia - è che il settore edile non riesce ancora a ripartire. Per il mercato privato si ripongono speranze nel piano casa, mentre per quello pubblico è necessario che le opere programmate per il 2010 siano appaltate entro l’estate. In questa maniera i suoi benefici effetti potrebbero già riverberarsi sull’anno in corso».

Preoccupato anche Federico Jacquin, presidente della sezione edili di Confindustria. «La volontà politica di venire incontro al settore esiste, ma a livello normativo gli spazi non ci sono più. Le nuove leggi - precisa - non vanno mai nella direzione di una maggior semplificazione. Si fa tutto sempre più ingarbugliato. Inoltre il mercato privato è completamente fermo. La mia impressione però è che non si tratta principalmente di un problema economico. Chi ha disponibilità economiche non sa cosa fare e ha paura di sbagliare. Il risultato è che non si fa niente. E’ la paralisi».

16 aprile 2010

Edilizia Residenziale Pubblica: la Prima Graduatoria con la Nuova Legge e il Bilancio dell'Arer

Nel corso del mese di aprile si potranno verificare concretamente sul campo gli esiti delle modifiche apportate dalla legge 16 del 17 giugno 2009 alla 39 del 1995, disciplina che in Valle d’Aosta stabilisce i criteri generali per l’assegnazione, la determinazione dei canoni e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Il 1° aprile la Commissione di edilizia residenziale pubblica ha infatti formato la graduatoria provvisoria dei partecipanti al bando di concorso per l'assegnazione di alloggi di e.r.p. nel Comune di Aosta. Le domande pervenute sono 652, di cui 206 accolte (31,6%) e 446 escluse (68,4%). Dei 652 partecipanti 486 hanno cittadinanza italiana o di Stato Ue e 166 di Stato non appartenente all'Ue. La graduatoria provvisoria è stata pubblicata dal Comune di Aosta ed è visibile sul sito dell’Azienda regionale per l’edilizia residenziale (Arer). Per prenderne visione cliccate qui.

L’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin ha caldeggiato a lungo questo provvedimento che mira ad assegnare «una maggiore autonomia di scelta agli Enti locali, i quali nella predisposizione dei bandi possono assumersi per la prima volta la responsabilità di definire alcuni requisiti di accesso e relativi punteggi. Fra questi il periodo minimo di residenza in Valle d’Aosta pari a 8 anni». L'obiettivo, a detta dell’assessore già pienamente raggiunto nel caso del capoluogo regionale, è consentire ai Comuni valdostani, che devono assegnare alloggi di edilizia residenziale pubblica, la predisposizione di bandi di assegnazione «che tengano conto e rispondano con maggiore efficacia alle variate condizioni socio-economiche della popolazione». In questa logica è stata introdotta la graduatoria permanente ed unica da aggiornare annualmente. Un provvedimento che ovviamente ha richiesto sul fronte tecnico l’intervento dell’Arer. «Siamo stati coinvolti in un lavoro congiunto - spiega il Presidente Giulio Grosjacques - del personale della nostra azienda unitamente a quello del settore casa del Comune di Aosta e dell’Assessorato. Un lavoro che mi sembra abbia dato buoni frutti».

Attualmente l’Arer gestisce o amministra 1.712 unità di questi gli alloggi dati in affitto sono 671. Un patrimonio immobiliare che crescerà ancora già a partire dal 2010. In primavera sarà infatti ultimata la costruzione dei 78 alloggi (11,1 milioni la spesa), situati nel Quartiere Dora di Aosta, da destinare alla nuova graduatoria per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica situati nell’ambito territoriale del capoluogo regionale entro il 30 giugno 2010. L’impegno è chiaramente indicato nella delibera 3.691, approvata l’11 dicembre 2009, che come ogni anno definisce gli «indirizzi della Regione al Consiglio
d’amministrazione dell’Arer per l’individuazione di interventi di edilizia residenziale pubblica da attuare per
l’esercizio 2010». La lista della spesa mette in particolare in evidenza dieci interventi per un valore complessivo pari a circa 42 milioni di euro. Fra questi spicca il Contratto per il Quartiere Cogne con i suoi 82 alloggi per il quale l’obiettivo da raggiungere è costituito dalla consegna e dall’avvio dei lavori. «Non nascondo - precisa Grosojacques - che con l’acuirsi della crisi economica il nostro lavoro si è fatto sempre più delicato in quanto ci rapportiamo proprio con quei ceti socialmente deboli che rischiano fortemente di essere definitivamente emarginati dalla società civile, precipitando in situazioni di disagio sociale che è nostro compito cercare per quanto possibile di evitare».

Attenzioni che sono state anche alla base dell’elaborazione del Piano triennale 2010/2012 per l’edilizia residenziale. «Il piano - conclude il presidente -, approvato dal Consiglio Valle, è frutto di una concertazione a tutto campo, poiché nasce su proposta della Giunta regionale, d’intesa con il Consiglio permanente degli enti locali e sentita la Consulta regionale della casa».

Ora però la partita si sposta a livello nazionale. A breve saranno trasferite alla Regione Autonoma Valle d'Aosta le norme in materia di edilizia residenziale pubblica. Il Consiglio Valle ha approvato nei giorni scorsi lo schema di decreto legislativo approvato dalla Commissione paritetica circa due anni fa, ma che solo recentemente è stato licenziato dal Consiglio dei ministri. Lo schema dovrà ora andare al Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Con questo provvedimento, come ha precisato il consigliere unionista
Luciano Caveri (che è anche membro della Commissione paritetica di nomina regionale), vengono riconosciute alla Regione le funzioni relative alla definizione dei criteri per favorire l'accesso al mercato delle locazioni dei nuclei familiari meno abbienti, nonché gli interventi concernenti il sostegno finanziario al reddito.

20 marzo 2010

Costruttori Valdostani: un 2010 che Preoccupa

Trecento lavoratori in meno, una diminuzione del 10% degli iscritti alla cassa edile, 4.494.838 di ore lavorate contro i 5.032.840 del 2008, un monte salari calato di 2.890.000 euro. Roberto Sapia, presidente di Cna Costruzioni, annuisce senza esitazioni mentre sente snocciolare il cahier de doléances illustrato nei giorni scorsi dal segretario uscente della Fillea Cgil, Gabriele Matterana, nella relazione che ha introdotto i lavori del Congresso regionale della Federazione italiana lavoratori legno, edili e affini.

Cinquemila addetti in Valle d'Aosta che lavorano in 2.950 ditte, pari al 72% delle imprese operanti in Valle d'Aosta il comparto Costruzioni della piccola regione autonoma per i maggiori responsabili delle associazioni di categoria si prepara ad un 2010 forse ancora più difficile dell’anno precedente. «Nel 2009 – osserva Sapia – le imprese hanno affrontato la crisi sfruttando la propria liquidità o quella messa a disposizione ad esempio attraverso le misure anti-crisi, ma c’è da chiedersi se le nostre aziende hanno ancora “benzina” sufficiente per il 2010». Per Sapia sono molte le imprese che hanno ridotto il personale. «Pochi sono stati impiegati e molti hanno aperto partita Iva senza rendersi esattamente conto di cosa ciò significasse. Il risultato è che ci sono aziende che aprono e chiudono nell’arco di un anno».

Una criticità che per il presidente dei costruttori di Cna rende sempre più necessaria la definitiva approvazione di una disciplina a livello nazionale che sottoponga l’accesso alla professione all’acquisizione di una specifica preparazione professionale e tecnica degli imprenditori del settore. «Oggi siamo al paradosso – spiega – che per aprire un esercizio commerciale devo rispettare un iter alquanto complesso, mentre se voglio costruire case mi è sufficiente aprire la partita Iva e posso essere operativo nel giro di pochi giorni».

Buone notizie sembrano arrivare dal Piano operativo 2010 dei lavori pubblici presentato alla Consulta il 2 marzo. «Presentando il Piano oggi – ha spiegato in quell’occasione l’Assessore regionale alle Opere Pubbliche Marco Viérinraggiungiamo l’obiettivo di recuperare quasi due mesi rispetto ai tempi dello scorso anno. Resta l’impegno, che perseguiremo con determinazione, di riuscire a restringere ancora i tempi per arrivare, ci auguriamo già dal 2011, ad illustrare il Piano alla Consulta alla fine di gennaio». Il nuovo piano prevede anche importi di spesa maggiori rispetto al 2009, passando da 45 milioni agli attuali 50. «Inoltre, questo Piano – conclude - si caratterizza per un numero significativo di “piccoli” interventi, forse quelli più concreti e di cui i valdostani sentono immediato bisogno, offrendo allo stesso tempo l’opportunità a più soggetti di partecipare agli affidamenti per la realizzazione degli stessi».

Le associazioni di categoria, pur apprezzando l’impegno della pubblica amministrazione evidenziano però un collo di bottiglia piuttosto arduo legato proprio al settore degli appalti pubblici. «Lavorare con il pubblico è sempre più difficile  – commenta Federico Jacquin, presidente della sezione edile di Confindustria Valle d’Aosta – ma non è un problema della pubblica amministrazione. Per un appalto del comune di Saint-Pierre del valore di 400mila euro le imprese ammesse alla gara erano 206, molte provenienti da fuori regione. E’ come comprare un biglietto della lotteria». Sapia evidenzia come sia sempre più diffuso il problema della commercializzazione dell’appalto. «Esistono imprese – conclude Sapia – il cui obiettivo principale consiste nel vincere la gara sapendo che comunque riusciranno a trovare un’azienda valdostana disposta a fare il lavoro. Credo che sia necessario fare rispettare il più possibile le normative sul subappalto. Diversamente questo costituirà un problema insuperabile». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 17 marzo 2010)

11 gennaio 2010

Conferenza Stampa di Fine Anno (2)

Secondo post sulla conferenza stampa di fine anno. Il primo lo potete trovare qui.

Un duro colpo
L’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Giuseppe Isabellon ha proposto all’assemblea alcune brevi
riflessioni sullo scandalo che ha colpito il mondo della zootecnia valdostana. «Si tratta, purtroppo, - ha
dichiarato l’assessore – di un duro colpo per un comparto già in sofferenza a causa della crisi economica.E’ assolutamente necessario, in questo momento, difendere il settore rurale valdostano, che con il suo lavoro contribuisce al mantenimento delle nostre tradizioni e alla salvaguardia del nostro prezioso territorio. Auspico fortemente che l’opinione pubblica comprenda che la stragrande maggioranza dei nostri agricoltori opera nel rispetto delle regole e ci offre prodotti di qualità, tra cui spicca la Fontina Dop, il formaggio valdostano per eccellenza che vanta tentativi di imitazione in tutto il mondo».

Sostenibilità ambientale
L’Assessore al Territorio e Ambiente Manuela Zublena ha ribadito il suo personale impegno e della Giunta verso la sostenibilità ambientale. «È questo impegno – ha detto Zublena - che ci ha condotto a ricercare nuove soluzioni per il trattamento dei rifiuti, individuando scenari meno impattanti sull’ambiente e più compatibili con gli indirizzi europei in materia di gestione dei rifiuti, volti alla minimizzazione nella produzione dei rifiuti, al riciclo, riutilizzo e riuso degli stessi. L’impegno locale, nella declinazione di questi principi, ha come più ampio punto di riferimento il contesto globale con tutte le problematiche di maggiore rilievo. E sulla scena globale l’oggi delle questioni è senza dubbio il tema dei cambiamenti climatici».

Creatività e cultura
L’Assessore all‘Istruzione e Cultura Laurent Viérin ha precisato come «creatività e Cultura, motori strategici di sviluppo economico e identità, siano le due parole chiave che rappresentano al meglio l’azione dell’Assessorato nel 2009 e le prospettive del prossimo anno. Creatività e cultura assumono, nell’odierno scenario di crisi economica e di valori, un ruolo strategico nelle politiche di sviluppo di una comunità e nella valorizzazione dei suoi caratteri peculiari. L’identità valdostana si basa, infatti, su una cultura che permette di coniugare consapevolezza e conoscenza, qualità e progresso, risorse per la memoria delle tradizioni e benessere diffuso».

Un anno importante
L’Assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti Aurelio Marguerettaz ha ricordato che «Il 2009 è
stato un anno importante per il turismo, per le novità introdotte in materia di programmazione strategica e per gli appuntamenti di rilievo che hanno caratterizzato l’estate. Per quanto riguarda la strategia turistica, si sono concretizzate due importanti novità: la realizzazione per la prima volta per la nostra Regione di un piano di marketing e l’istituzione dell’Office régional du tourisme. Il piano di marketing, elaborato con la partecipazione di tutti gli attori del settore, rappresenta un utile strumento per definire e coordinare adeguatamente una strategia turistica efficace».

Politica della casa
L’assessore alle Opere pubbliche, Difesa del suolo ed Edilizia residenziale pubblica Marco Viérin ha spiegato come «Nella politica della casa le risposte alle aspettative dei cittadini sono state finalizzate alla semplificazione e alla riduzione dei tempi nelle procedure per il sostegno alla locazione, per i contributi per i tetti in lose, per la concessione di mutui agevolati, per i finanziamenti all’ARER per l’”erp” e agli Enti locali per l’emergenza abitativa, anche grazie all’introduzione di criteri di equità premianti l’anzianità di residenza e la composizione dei nuclei familiari. Nel settore delle opere pubbliche, sono state modificate le modalità di gestione delle gare di affidamento degli incarichi professionali al fine di semplificarne le procedure e di conseguenza di ridurre i tempi del ciclo di realizzazione del lavoro pubblico, con particolare riferimento
alle opere minori»

Prima di tutto il lavoro
Infine il Presidente della Giunta Augusto Rollandin ha spiegato come «Nel 2009, le politiche del lavoro
sono state per la Presidenza, ma, più in generale, per tutto il Governo regionale, materia sulla quale tracciare le linee guida per il futuro della Valle d’Aosta. Futuro occupazionale, sociale ed economico. Un futuro fondato sulla concretezza e sulla solidità che solamente un’attività lavorativa stabile può garantire». «L’impegno che mi sento di assumere per il 2010 – ha aggiunto il presidente - è che la nostra azione sarà ancora fortemente orientata alle politiche del lavoro. Cosa fare e con quali metodologie intervenire rappresenterà la nostra principale preoccupazione, con particolare riguardo ai giovani, ai precari e ai disoccupati. Passeremo ora alla fase di sviluppo dei progetti e alla realizzazione degli obiettivi che il Piano delle politiche del lavoro ha evidenziato». Il documento, quest’anno, è stato il risultato della concertazione con le forze politiche e sindacali e con le parti sociali, nonché di un particolare impegno da parte delle strutture dell’Amministrazione. «È stato questo un esempio - ha concluso - di come la collegialità nell’affrontare i problemi rappresenti l’unico percorso possibile perr arrivare a risultati efficaci e condivisi».

16 novembre 2009

Opere pubbliche: Aziende Edili Preoccupate per il 2010


103 cantieri aperti sui 152 lavori previsti dal Piano annuale pur a fronte di un contenzioso che in Valle d’Aosta è cresciuto del 40%. Sono questi i numeri forniti dall’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin (Stella Alpina) e dal capo del dipartimento opere pubbliche e edilizia residenziale Edmond Freppaz per dimostrare agli imprenditori edili che il Piano operativo dei Lavoro Pubblici 2009 sta mantenendo fede alle promesse fatte.

I numeri dell'Assessorato
Al 30 di settembre 2009 sono 115 gli interventi per i quali è stata ultimata la procedura di affidamento e 126 quelli per i quali è stata avviata. Entro fine anno la procedura sarà avviata per 133 interventi pari all’87,5%. Il piano complessivamente vale 41 milioni di euro e al terzo trimestre erano stati messi in campo lavori pari a 30,9 milioni. «Nell’aprile 2009, in sede di presentazione del piano operativo - commenta Viérin - era stata manifestata la previsione di realizzare entro l’anno almeno il 90% dei 152 interventi ricompresi nel piano operativo, oltre ad altri 8 interventi ipotizzabili sulla base di successive disponibilità finanziarie. Quest’ultima tranche di lavori ha permesso di aggiungere altri 4,75 milioni alla dotazione del piano. Altri dieci milioni si sono aggiunti con gli interventi eseguiti in somma urgenza in occasione di singoli eventi calamitosi, evidentemente non programmabili». «I dati rilevati dai nostri uffici - conclude l’assessore - dimostrano che non siamo lontani dall’obiettivo e confido nel quarto trimestre per raggiungerlo e che l’amministrazione regionale ha saputo fare la sua parte anche in un momento difficile». Sulla crescita del contenzioso Freppaz spiega come sia stato favorito dal ricorso all’appalto con migliorie, una tipologia di gara che per la sua complessità offre più appigli, rispetto ad esempio ad un appalto al massimo ribasso, per contestare l’aggiudicazione di un lavoro.

Il 2010 preoccupa
E gli imprenditori? Se i dati alla mano presentati dall’assessore hanno fatto rientrare le contestazioni più vivaci sul Piano Lavori, di cui si erano fatte portatrici anche alcune forze di opposizione, la preoccupazione per l’anno prossimo resta palpabile. «La mia impressione - commenta Federico Jacquin, presidente della sezione edile di Confindustria Valle d’Aosta - è che siamo in piena crisi e il sistema non permetta né a noi imprenditori né alla Regione di fare quello che si potrebbe fare. Quando ci sono imprenditori che pur di prendere un lavoro propongono ribassi del 50% che sono chiaramente insostenibili qualcosa non funziona». Una preoccupazione condivisa dal presidente dell’Associazione Artigiani Marino Vicentini. «A fronte di certi ribassi servono più controlli durante il corso dei lavori e se si riscontrano anomalie deve esserci una clausola in base al quale il lavoro passa automaticamente al secondo arrivato». Antonio Belfiore, 61 anni, imprenditore edile di Aosta da 32 e referente di Confartigianato per il settore edile non nasconde il suo disappunto. «Mi sono confrontato con alcuni colleghi - racconta -. Onestamente tutti questi lavori non si percepiscono. La situazione è grigia e confesso di essere molto preoccupato soprattutto per il prossimo anno». Una preoccupazione condivisa da Roberto Montrosset, vicepresidente di Assoedili, che allo stesso tempo cerca di stemperare le polemiche dei giorni passati. «Prendiamo atto dei dati dell’assessore - precisa - tuttavia il piano lavori di quest’anno è anche il risultato di un’organizzazione avviata da tempo prima che la crisi si facesse più sensibile. Credo che ora sia fondamentale, nel rispetto dei ruoli, impegnarsi per il piano lavori 2010 che dovrà aiutare un settore dove la vita di molte aziende sarà seriamente messa a rischio».

Le gare bandite
Questa preoccupazione per il futuro trova una certa concretezza nei dati forniti da Esservices, società che offre servizi alle imprese, specializzata nell’elaborazione e nella gestione di informazioni inerenti le Gare d’Appalto online bandite nella Regione Valle d’Aosta e nel Piemonte. Nel 2008, nei primi dieci mesi, l’importo delle gare di lavori ad evidenza pubblica bandite dall’amministrazione regionale è stato di 35,23 milioni contro i 32,84 del 2009. E’ diminuito anche il numero delle gare, passato da 27 a 16. Il dato si fa però ancora più critico se si mettono a confronto tutte gli enti pubblici (cioè anche Comuni e Comunità Montane, Consorzi di miglioramento fondiario ed altri). Si passa infatti da 172,46 milioni del 2008 ai 146,24 del 2009. Le gare qui sono scese da 144 a 110. Va però precisato che dalle statistiche sono state escluse tutte le gare classificate come project financing oltre a cinque grandi opere come, ad esempio, la funivia del Monte Bianco che di solito per le loro dimensioni non sono appannaggio di imprese locali.

28 marzo 2009

Messaggi in bottiglia - 51: L'assessore Viérin ha incontrato gli edili

Come si legge in un comunicato stampa della Giunta regionale l'Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin ha incontrato rappresentanti di Confindustria, C.N.A. Costruzioni, Confartigianato e dell’Associazione Artigiani della Valle d’Aosta CLAAI per esaminare le condizioni del settore edile in Valle d’Aosta, condividendo una generale valutazione di difficoltà. Qualche edile vuole raccontarmi qualcosa sia dell'incontro che della situazione che sta vivendo?

21 dicembre 2008

Come va l'industria valdostana?

Il secondo mio articolo pubblicato sul rapporto Valle d'Aosta del Sole 24 Ore di martedì 16 dicembre 2008.

«Le aziende che lavorano per il mercato esterno alla Valle d’Aosta, in particolare quelle che si rivolgono al comparto automobilistico e a quello degli elettrodomestici, chiaramente risentono pesantemente della crisi in essere». Giuseppe Bordon, presidente di Confindustria Valle d’Aosta, non si tira indietro nel disegnare uno scenario di criticità per l’industria nella piccola regione autonoma, colpita da una difficoltà produttiva «che si è manifestata – osserva il Presidente - in modo davvero repentino». La tradizionale trimestrale previsionale elaborata dall’associazione aveva infatti individuato a luglio alcuni primi segnali di debolezza, poi trasformatisi nei mesi di settembre e ottobre in drastici cali di produzione. In effetti l’ultima indagine, elaborata dal direttore Edda Crosa, è figlia del clima che si sta vivendo in questi giorni ed evidenzia un deterioramento delle aspettative sull’evoluzione del ciclo economico «Il peggioramento del quadro economico locale complessivamente considerato – scrivono gli estensori della indagine - si riflette soprattutto sul versante della produzione, dell’utilizzo degli impianti e dell’occupazione che evidenziano una flessione rispetto al trimestre precedente». In affanno anche il settore delle costruzioni tanto da indurre l’amministrazione regionale, su suggerimento dell’Assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin (Stella Alpina), ad aprire un tavolo con tutti gli operatori del settore per individuare provvedimenti «territorialmente efficaci a sostegno del comparto». Una situazione già complessa che in Valle si interseca con un tessuto imprenditorialmente in massima parte composto da microimprese, spesso sottocapitalizzate che patisce fortemente «un rallentamento del meccanismo dei pagamenti come sta avvenendo oggi». Del resto Infocamere conferma che su 14.557 imprese 11.553 non superano i 15.000 euro di capitale sociale. In particolare focalizzando l’attenzione sulle attività manifatturiere non si può non notare come su 1.107 soltanto 19 superano il milione. Anche la nota semestrale di Banca d’Italia, redatta dalla locale filiale di Aosta diretta da Giuseppe Manitta, coglie un quadro congiunturale negativo. Nell’industria la domanda e la produzione hanno registrato dinamiche negative in quasi tutti i comparti; le esportazioni di prodotti in metallo si sono ridotte in misura significativa, anche per effetto dell’andamento dei prezzi. «Le previsioni delle imprese industriali per i prossimi mesi – si legge nella nota - delineano un quadro di perdurante stagnazione. Nell’edilizia, l’attività ha rallentato, risentendo dell’indebolimento della domanda nel settore residenziale. Nel terziario, il deterioramento congiunturale ha interessato soprattutto il commercio al dettaglio». Il segnale più preoccupante, secondo l’indagine, sarebbe costituito dal fatto che l’attività di investimento è rimasta debole. In base al sondaggio della Banca d’Italia, effettuato su un campione di imprese valdostane con oltre 20 addetti, la quota di imprese che ha rivisto al ribasso la spesa per investimenti fissi programmata per il 2008 è superiore a quella che ha indicato una revisione in aumento. Le indicazioni delle imprese per il 2009 segnalano una spesa per investimenti sostanzialmente in linea con quella prevista per l’anno in corso. Anche il mercato interno però non sfugge alla fragilità del momento. «I consumi delle famiglie sono calati anche a causa un notevole crollo della fiducia. Istituti bancari e Confidi stanno studiando d’intesa con la Regione delle soluzioni per ridare fiato ad entrambi i soggetti».
Recentemente con un accordo tra Regione e Ministero del Lavoro, è stata estesa la concessione della cassa integrazione guadagni straordinaria e l’indennità di mobilità anche alle imprese, con più di 15 dipendenti, che hanno esaurito la possibilità di usufruire dei trattamenti di integrazione salariale previsti dalla normativa vigente; alle imprese del settore casa da gioco, con più di 15 dipendenti; ai settori impianti a fune, metalmeccanico, editoria, stampa e riproduzione di supporti registrati. Si tratta, in particolare, di possibili interventi a favore di Tecdis/Tectel, Casinò de la Vallée e dei lavoratori apprendisti. I fondi messi a disposizione sono pari a 1,6 milioni di euro.

15 settembre 2008

Il prezziario edile regionale non piace ai costruttori valdostani

La continua corsa al rialzo dei prezzi delle materie prime
sta mettendo in grave difficoltà le imprese di costruzioni valdostane che nella migliore delle ipotesi si devono confrontare con lavori appaltati sulla base di prezziari che nel giro di sei mesi saranno già completamente fuori mercato. Una torta complessivamente stimata in circa 200 milioni, circa due terzi del Pil del settore valutato, ma l’impennata dei prezzi sta cancellando i margini per le imprese. L’esempio più eclatante di questa folle corsa è il ferro che nell’ultimo semestre ha visto crescere il suo prezzo di oltre il 178%. Epicentro della crisi l’Elenco prezzi 2008 per l'esecuzione di lavori pubblici di interesse regionale (art. 42 della legge regionale 20 giugno 1996, n. 12, e successive modificazioni ed integrazioni) - approvato con deliberazione della Giunta regione del 27 giugno 2008, n. 1955. «In realtà – osserva Alfonso Montrosset, presidente di Cna Costruzioni alcuni prezzi sono già in partenza fuori mercato e la situazione si fa ancora più complicata se si tiene conto del fatto che l’impresa edile per vincere l’appalto deve applicare anche ulteriori ribassi ad importi già fortemente critici». Per Montrosset il documento nasce da un procedimento infelice già all’origine. «I prezzi – aggiunge – sono stati fissati attraverso una sorta di indagine di mercato, ottenuta tramite una media dei prezziari già esistenti elaborati da regioni con caratteristiche analoghe alla realtà valdostana. Ma i successivi aggiornamenti si sono limitati a tenere conto dell’inflazione. Soltanto per quello del 2008 si è fatto uno sforzo in più, valutando l’incidenza di determinate materie prime, cioè cemento, ferro e carburanti. L’attuale documento ha una tabella che potrebbe tenere conto della variazione del prezzo ma non viene quasi mai presa in considerazione in quanto il suo utilizzo è facoltativo». L’imprenditore vede un’unica via di uscita. «Il metodo migliore – spiega Montrosset - è quello che sta utilizzando la Camera di Commercio, cioè l’analisi dei prezzi. Si tratta di costruire un modello in cui i costi per l’esecuzione di un’opera siano attentamente suddivisi in modo da tenere conto delle oscillazioni di tutti i materiali e le lavorazioni, senza limitarsi agli aggiornamenti inflazionistici».

L’azione della Chambre è particolarmente apprezzata anche perché ha coinvolto, all’interno di dieci gruppi tecnici, un’ottantina di professioni, in rappresentanza degli Ordini professionali e delle Associazioni di categoria, impegnati ad esaminare gratuitamente le differenti voci, in modo da giungere ad una analisi dettagliata dei singoli costi ed elaborare così un primo listino pilota per la formulazione dei prezzi edili di riferimento in Valle d’Aosta nei rapporti tra privati, artigiani e piccole/medie imprese. «A livello regionale, invece, finora – si rammarica Montrosset – è sempre mancata la condivisione delle scelte in merito ad uno strumento così importante con le associazioni di categoria. Alcuni correttivi sono stati fatti, ma quando il prezziario ci viene sottoposto è sempre troppo tardi. Spero che il lavoro fatto dalla Chambre possa essere utilizzato anche da tutto il comparto pubblico. In alternativa sarebbe auspicabile la reintroduzione dell’istituto della revisione prezzi come in passato».

Una speranza condivisa anche da Flavio Bertino, consigliere della sezione edile di Confindustria Valle d’Aosta. «In Regione l’attenzione al problema c’è, ma manca il metodo che garantisca una revisione automatica dei prezzi». Il dialogo è difficile anche con i comuni, attori sempre più rilevanti nel settore. Cna denuncia come molte municipalità spesso non predispongano gli appalti sulla base degli ultimi prezzari disponibili. «Attualmente in gara – sottolinea il responsabile di Cna – ci sono lavori appaltati addirittura con il prezzario del 2003. Abbiamo chiesto l’aggiornamento tramite lettera alle stazioni appaltanti, ma senza ottenere risposta. Potrebbe intervenire l’autorità di vigilanza nazionale ma si tratta di un procedura lunga e complessa e per giunta poco efficace in quanto l’Autorità non può imporre le sue indicazioni. Un’altra strada potrebbe essere allora quella di impugnare il bando davanti al Tar ma alla fine quante sono le aziende disposte a percorrerla». Critiche anche dal settore dell’impiantistica. Per Mauro Papagni, presidente di Cna Installazioni e impianti, il documento presenta alcune carenze dal punto di vista della tipologia di impianti previsti. «Il comparto – commenta – in questi ultimi anni si è particolarmente evoluto e il prezziario si presenta soprattutto carente per quanto riguarda il settore dei rinnovabili. Ci sono poche voci e, per giunta, elaborate in maniera non corretta. Tuttavia va detto che per noi la criticità maggiore sta nel rapporto con l’impresario. Per prendere un lavoro un’impresa artigiana è spesso costretta a sconti considerevoli e questo danneggia tutti». L’assessore alle Opere Pubbliche Marco Viérin sostiene di avere chiari i problemi del settore. «C’è un nodo però di difficile risoluzione: garantire un prezzo adeguato alle opere in esecuzione e allo stesso tempo evitare di dover ricorrere a continue variazioni del prezziario per il modificarsi dei prezzi delle materie prime». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 10 settembre 2008)

20 agosto 2008

Marco Viérin: prima rendiamo dignitoso l'esistente poi penseremo alle nuove grandi opere (2)

Seconda parte dell'intervista all'Assessore alle Opere Pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica Marco Viérin (Stella Alpina). La prima la trovate qui.

La grande opera del prossimo quinquennio sembrerebbe essere l’interramento della rete ferroviaria e la creazione di una metropolitana leggera…
Come tutti sappiamo è allo studio la realizzazione del teleriscaldamento per la città di Aosta. Visto che per realizzare questa opera la società interessata sta orientandosi verso la soluzione dei cunicoli sotterranei posti a circa sei metri sotto il manto stradale che assicurerebbero vantaggi di tempi e costi in quanto non presenterebbero né il problema dei resti archeologici né quello legato allo spostamento di tutte le reti, fibre ottiche o scavi fognari che siano, tanto vale invece di realizzare un cunicolo di tre metri di diametro farne uno di sei metri. Questo ci risolverebbe molti problemi.

Cioè?
Si tratta di una metropolitana leggera che seguirebbe due direttrici principali: dall’Arco d’Augusto all’area di Corso Battaglione e dall’Ospedale alla stazione per la cabinovia di Pila. In questa maniera si lascerebbero le auto fuori dalla città.

Ciò significa che anche il trasporto pubblico subirebbe modifiche?
Ma certamente. Inoltre in questi cunicoli potrebbe anche passare tutta la raccolta dei rifiuti in maniera pneumatica. A Parigi si fa già così. E’ chiaro che si tratta di un progetto a medio-termine. Senza contare un simile intervento non farebbe crescere il numero di cantieri in superficie con tutti i disagi che spesso questo comporta. Noi con questi progetti non vogliamo bloccare la città ma rilanciarla, inoltre una simile soluzione assicura anche grossi vantaggi per quanto riguarda la manutenzione. In questi tunnel passano tutte le infrastrutture ad eccezione della rete gas.

L’interramento della ferrovia porterà ad un nuovo volto della città che si espanderà verso l’area Cogne…
Naturalmente. Oltretutto mi ricordo che già diversi anni fa’, nel 1994, avevo lanciato la proposta di costruire il nuovo stabilimento della Cogne oltre il Buthier. Una proposta che sottoposi più volte, purtroppo inutilmente, all’allora assessore all’Industria Demetrio Mafrica. Sono convinto che si sarebbero risparmiati tanti soldi dei contribuenti. Oggi non è più possibile.

Il suo assessorato si occupa anche di edilizia residenziale pubblica. Stanno aumentando le nuove povertà questo comporterà un ripensamento della legge?
Il problema casa è molto delicato. Il livello di povertà si è innalzato anche in Valle d’Aosta e, per la prima volta, ha coinvolto famiglie da generazioni residenti in Valle. Noi dobbiamo partire da questa situazione e dare un messaggio forte, fare delle scelte e uno dei punti sui quali si dovrà lavorare sarà anche sulla residenza storica. Sull’assegnazione delle case popolari va fatta una riflessione più approfondita.

Altre novità?
Una, credo importante, di metodo. Ho sdoppiato l’orario di ricevimento. Al mattino del martedì soltanto i primi cittadini, mentre i privati potranno incontrarmi su appuntamento, in questa maniera si ovvia alla spiacevole usanza che gli amministratori hanno la precedenza. So che anche i sindaci sono favorevoli per evitare situazioni spiacevoli.

19 agosto 2008

Marco Viérin: prima rendiamo dignitoso l'esistente poi penseremo alle nuove grandi opere (1)

Propongo in due puntate anche ai lettori dell'on-line l'intervista all'Assessore Marco Viérin che ho pubblicato sulle colonne del Corriere della Valle. Prosegue così il ciclo d'interviste agli assessori della Giunta Rollandin. Come sempre sono ben accetti i commenti (il link lo trovate alla fine del post). Soprattutto da parte dei rappresentanti dei settori interessati.

Se si entra negli uffici del neo-eletto assessore all’opere pubbliche, difesa del suolo ed edilizia residenziale pubblica Marco Viérin (Stella Alpina), al quinto piano di via Plouves, ci si imbatte non soltanto in pile di dossier, ma in pile di scatoloni pieni di dossier. E’ il risultato da un lato dello sdoppiamento dell’assessorato con la rinascita del dicastero dell’Ambiente e dall’altra della volontà del neo-eletto di rimettere mano alla macchina a 360°.

La domanda, visto lo scenario, è d’obbligo, quali sono i primi dossier che avete ripreso in mano?
Il mio obiettivo è entro settembre di conoscere a fondo il funzionamento della struttura, a partire dai vari servizi, dalle esperienze e professionalità che vi operano all’interno. Solo grazie ad una approfondita analisi è possibile raggiungere i due obiettivi che mi sono dato in questa prima fase: da un lato la semplificazione delle procedure, cioè meno tempi di attesa per il cittadino, dall’altro la razionalizzazione anche interna del lavoro. Che inevitabilmente è carente visto che abbiamo un assessorato dislocato su cinque sedi. Questo forzatamente significa meno efficienza, meno efficacia e più costi per l’amministrazione.

Sul programma di maggioranza è indicata chiaramente l’intenzione di fare alcune modifiche in materia di imprese artigiane.

Sono previste altre novità?
Farei una premessa. Io credo che si debba pensare più ad interventi che migliorino la fruibilità delle opere pubbliche già esistenti, che le rendano più sicure e decorose. Questo significa che alcune grandi opere nuove si possono fare, ma occorre anche rimettere mano a quelle già esistenti. Strutture in disuso, mezze abbandonate o poco utilizzate sono uno spreco di risorse che non possiamo e non dobbiamo permetterci. Faccio un esempio di quella che sarà la mia filosofia nel condurre questo assessorato: costruire strade parallele al tratto autostradale Quart e Aymavilles e non fare la battaglia per trasformare questo tratto in tangenziale è secondo me un errore. E’ un ragionamento importante anche dal punto di vista turistico. Penso ad esempio al tratto che dal casello di Quart porta ad Aosta. E’ un pessimo biglietto da visita.

E la legge?
La normativa va rivista. E’ una nostra priorità. Ma non può essere fatto in poco tempo. In autunno quando avrò inquadrato il funzionamento della macchina dell’assessorato incontrerò subito le associazioni di categoria di imprese e professionisti. Non sarebbe stato serio farlo due giorni dopo la nomina. Nella mia attività politica sono stato abituato al fatto che prima di tutto si deve comprendere il contesto dove si è chiamati ad operare. Nessuno ha la verità in tasca e perciò serve avere capacità di ascolto, di mediazione, ma poi c’è il tempo della decisione. E da qui si inizierà lavorare su una ipotesi di revisione della legge sugli appalti avendo ben chiari due obiettivi. Da un lato il miglioramento dell’efficienza e della qualità delle opere che passa anche attraverso un radicamento delle imprese coinvolte. Sempre di più constato che i lavori realizzati da imprese provenienti da fuori valle, spesso da molto distante, dopo qualche anno presentano difficoltà e lacune. L’impresa che lavora per la sua comunità, secondo me, inevitabilmente garantisce un lavoro migliore dovendone in qualche maniera rispondere di fronte ai propri concittadini. Dall’altro la necessità di dare, nella sezione degli incarichi, maggiori opportunità. Vorrei perciò inserire il principio della rotazione e, soprattutto, dare la possibilità a giovani professionisti di crescere, magari attraverso un affiancamento. Per fare questo bisogna valutare in maniera diversa il curriculum, altrimenti i professionisti più anziani finiscono per non avere avversari e, allo stesso tempo, i nostri giovani non riescono a migliorare il loro percorso professionale. E’ uno scenario da evitare. Va garantito il ricambio. (Continua)

1 luglio 2008

Tra pochi minuti parte la tredicesima legislatura: ecco la giunta Rollandin III

Il conseil Fédéral, ieri sera, ha detto «oui». Oggi a partire dalle 9 la Giunta Rollandin III otterrà anche l'ok dal Consiglio regionale. Ecco i nomi, per ora ancora ufficiosi: Manuela Zublena (Ambiente-Urbanistica), Giuseppe Isabellon (Agricoltura), Ennio Pastoret (Attività produttive), Laurent Viérin (Istruzione e Cultura), Albert Laniece (Sanità e Politiche sociali), Aurelio Marguerettaz (Turismo, Sport, Commercio e Trasporti) dell'Union Valdôtaine, Claudio Lavoyer (Bilancio e Finanze) della Fédération Autonomiste e Marco Viérin (Opere pubbliche) della Stella Alpina. Il tutto sarà completato da Alberto Cerise (Uv) alla Presidenza del Consiglio coadiuvato dal Vice André Lanièce (Stella Alpina) e dal consigliere-segretario Emily Rini (Uv). Le nomine delle opposizioni (Vida Vive-Renouveau, Pdl e Pd) saranno rese note durante la seduta. Opposizioni che dovranno confrontarsi per la prima volta anche con la nomina di due presidenze di commissione - Istituzioni e autonomia e Servizi sociali -, un'apertura inedita, che giudico interessante, da parte del Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin. Se avete commenti, anche sull'andamento della giornata, visto che molti immagino seguiranno la seduta via internet anche dal luogo di lavoro, non esitate ad inviarmeli.
 

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