10 giugno 2008

Valle d'Aosta: Giornata economia 2008 (seconda puntata)

Seconda puntata della presentazione della relazione dell'economista Massimo Lévêque, presentata alla Giornata dell'Economia promossa dalla Chambre.

L’import e l’export
Dopo la crescita di quasi il 20% fatta registrare nel 2006, le esportazioni valdostane continuano la loro corsa nel 2007 incrementandosi di un ulteriore 48% raggiungendo l’ammontare di quasi 870 milioni di euro. Le importazioni, pur crescendo a ritmo sostenuto (+35%), si incrementano meno dell’export e si assestano a 542 milioni di euro: il saldo commerciale sull’estero nel 2007 è ancora ampiamente positivo e pari a 328 milioni di euro contro i 188 del 2006 (+74% ). Conseguentemente il grado di apertura dell’economia valdostana (import+export su PIL) si amplia ulteriormente passando dal 24% circa del 2005 al 35% circa del 2007. Il positivo trend delle esportazioni valdostane costituisce un dato ormai costante dal 2003, anno in cui l’ammontare totale di beni venduti all’estero rappresentava solo il 40% di quello registrato nel 2007

Le imprese e gli addetti
Dopo la flessione del 2006, nel 2007 il numero di imprese registrate torna a crescere seppur di poco per l’effetto dell’aumento delle iscrizioni (+0,6%) ed il calo delle cessazioni (-0,8%). Il tasso di natalità torna dunque ad incrementarsi (6,7% contro il precedente 6,3%) mentre contestualmente scende al 6,4% il tasso di mortalità (6,9% nel 2006). Sulle 14.758 imprese registrate, risultano attive 12.795 (l’86,7% ), anch’esse in crescita rispetto al dato del 2006 (+67 in valore assoluto, pari allo 0,5% in più). La dinamica delle imprese valdostane risulta lievemente inferiore a quella media nazionale (+0,8%) e del Nord-Ovest (+1,0%) anche se è superiore a quella del Trentino-Alto Adige, dove il numero di imprese rispetto all’anno 2006 risulta pressoché stabile (+0,1%) . Al di là delle oscillazioni annue, il trend di lungo periodo evidenzia una sostanziale stabilità del numero di imprese in Valle (14.758 nel 21007 contro le 14.586 del 1998, l’1,2% in più). In Piemonte, nello stesso periodo, il numero di imprese è cresciuto del 7,6%, a Trento dell’8,7%, a Bolzano del 4,8%. L’andamento in Valle d’Aosta non è stato peraltro omogeneo nei diversi settori: continua il calo del numero di imprese agricole (-2,3% tra il 2006 e il 2007 e -30,2% rispetto al 1998) e delle imprese industriali (-5% dal 1998) mentre cresce il numero di imprese del comparto edile (+32% rispetto al 1998) e dei servizi (+6,6%), anche se nell’ultimo triennio anch’esse mostrano nel complesso una sostanziale stabilità.
Continua la crescita delle imprese aventi come forma giuridica la società di capitale: nel 2007 esse sono 1.943, il 2,9% in più dell’anno precedente e quasi il 45% in più rispetto al 1998.Le società di persone sono stabili nell’ultimo biennio mentre continua, seppur di poco, la riduzione delle ditte individuali.Le imprese aventi forma societaria sono nel 2007 il 42% del totale (complessivamente esse sono 6.191) contro il 36% del 1998. A livello nazionale, lo stesso dato è pari al 40%, anche se le società di capitale sono oltre il 20% del totale mentre in Valle d’Aosta esse superano di poco il 13% . Le ditte individuali rappresentano comunque ancora più della metà del totale delle imprese valdostane (il 55%) mentre continua la crescita delle imprese con altre forme giuridiche (cooperative) legata allo sviluppo del no-profit e della cooperazione sociale.
Quasi la metà (48%) delle nuove iscrizioni del 2005, è rappresentato da nuove imprese, in linea con il trend degli ultimi anni. In aumento invece il numero di nuovi imprenditori (115 ogni 100 nuove imprese) e tra di essi la quota di donne (164 pari al 30,6%). Per fasce di età, resta consistente (oltre ¾) la quota di nuovi imprenditori di età compresa tra 25 e 49 anni mentre si riduce la percentuale di “giovani” (10 su cento contro 19 su cento nel 2002) ed aumenta la quota degli “over 50” (13 su cento). Settorialmente, la quota di nuove imprese risulta superiore alla media in agricoltura (57%), nella filiera del legno (55%) e nelle costruzioni (52%). Inferiore alla media invece la quota di nuove imprese nei settori del commercio (45%) e degli alberghi e ristoranti (37%).
612 sono gli imprenditori extra-comunitari attivi in Valle d’Aosta, (il 4,1% del totale imprese) apparentemente in calo rispetto all’anno 2006. In realtà, dal 2007 non sono più inclusi gli imprenditori di origine rumena (36 nel 2006, di cui 2/3 nel settore edile). Il confronto, al netto dei cittadini rumeni, indica una crescita tra 2006 e 2007 comunque del 3,2% .
Costruzioni e commercio, pressoché in egual misura, assorbono ciascuno circa un quarto delle imprese extra-comunitarie; segue la ristorazione con 81 imprese (il 13%). Un imprenditore su tre è di provenienza nordafricana ed il 20% è di origine latino-americana.
A livello nazionale, la quota di imprenditori extra-comunitari è superiore al dato valdostano. Anche in Piemonte e in Trentino tale incidenza è pari al 6% mentre per la Provincia di Bolzano il valore è di poco inferiore a quello della Valle d’Aosta(3,8%).
Il mercato del lavoro in Valle d’Aosta continua ad evolvere positivamente evidenziando tassi di occupazione tra i più alti del Paese, sia a livello globale sia con specifico riferimento all’occupazione femminile. Le donne rappresentano in Valle il 43% degli occupati (contro il 39 nazionale, il 42 del Nord-Ovest e il 41% del Nord-Est) con un tasso di occupazione sulla popolazione in età lavorativa (15-64 anni) del 58,5 %.
Specularmente, anche i livelli di disoccupazione sono in Valle d’Aosta tra i più bassi d’Italia e, tra i disoccupati, la quota di disoccupazione di lunga durata si colloca al di sotto dell’1%. La distribuzione settoriale degli occupati in Valle d’Aosta mostra elementi peculiari riassumibili in: a) una maggior terziarizzazione, sia nei confronti della media nazionale, sia delle macro aree settentrionali;
b) all’interno del comparto industriale, già relativamente sottorappresentato, la marcata presenza di occupazione nel settore edile;
c) una più forte percentuale di occupati in agricoltura, che non trova corrispondente riscontro nella ripartizione settoriale del valore aggiunto regionale.

9 giugno 2008

Valle d'Aosta: Giornata economia 2008 (prima puntata)

Terzo appuntamento con la Giornata dell'Economia 2008 organizzata dalla Camera di Commercio della Valle d'Aosta. Propongo ai visitatori del blog un tentativo di sintesi suddiviso in tre puntate. Ovviamente proporrò anche una versione cartacea sul Corriere della Valle d'Aosta in edicola questo venerdì corredata di qualche tabella in più. Per gli amanti dei documenti originali ecco il link al sito della Chambre.

«Puntare sulle nostre specificità di regione alpina, andando a risolvere i problemi e le criticità che conosciamo e che affrontiamo quotidianamente, per esportare poi le soluzioni». E’ questa la ricetta suggerita dal presidente della Chambre per consolidare il trend nuovamente positivo dell’economia vadostana. «Dopo un 2005 caratterizzato da luci e ombre e un 2006 che faceva intravedere un cambio di tendenza, il 2007 – ha aggiunto Pier Antonio Genestrone - rappresenta infatti un anno di ripresa con positivi segnali congiunturali della situazione socio-economica valdostana». A trascinare la Valle d’Aosta in questa crescita sono state essenzialmente le due componenti legate ai consumi e le esportazioni, trainate dalla crescita della Cogne Acciai Speciali. Non mancano, però, le criticità: tessuto produttivo caratterizzato da dimensioni imprenditoriali ancora troppo ridotte; poche imprese operanti nei settori specializzati o ad alta tecnologia; malgrado gli aiuti messi in atto dalla Regione si fa ancora poca ricerca e sviluppo; poca attrattività per le imprese esterne; per la prima volta dal 2005, i processi di delocalizzazione del lavoro superano quelli di attrazione e i flussi di investimento sono in calo dal 2004. «Di fronte a questo quadro, ritengo inutile – ha spiegato il presidente della Chambre - andare ad investire in settori dove altri, già strutturati e con esperienza alle spalle, stanno lavorando. Dobbiamo piuttosto continuare a puntare su iniziative come Rigenergia che contribuiscano a far diventare la Valle d’Aosta una regione d’eccellenza per particolari nicchie produttivo-commerciali, utilizzando al meglio le eventuali collaborazioni con il nostro polo universitario».

E’ toccato poi all’economista Massimo Levêque illustrare nel dettaglio il quadro economico valdostano.

Il quadro economico
In Valle d’Aosta nel 2006 il ciclo economico regionale è tornato in terreno positivo ed il PIL ha superato, a valori correnti, i 4 milioni di euro, per effetto della domanda interna (+4,6%) e per il positivo andamento dell’export (+19%). Le stime Unioncamere per il 2007 indicano ancora una crescita sostenuta, superiore al dato medio nazionale, ancora trainata dall’andamento delle esportazioni (+48%) e da collegare anche al relativo ritardo con cui in Valle si è trasmessa la ripresa dell’economia nazionale verificatasi nel 2006. Nel 2007, il PIL pro-capite torna ad essere il primo tra le regioni italiane (ed il 4° tra le province preceduto solo da Milano, Bologna e Roma) per l’effetto combinato della crescita dell’economia e dell’andamento demografico, relativamente meno dinamico rispetto a quello delle aree più direttamente concorrenti. Con oltre 34 mila euro, esso è superiore del 32% a quello medio nazionale, di quasi il 23% a quello piemontese e del 3,7% a quello della provincia di Bolzano.
Nel triennio 2004-2007, la variazione del PIL pro-capite in Valle d’Aosta è stata particolarmente sostenuta, superiore a quella registrata sia nel Nord-Ovest (7%) sia nel più dinamico Nord-Est (8,6%). La dinamica di Bolzano, meno della metà del dato medio nazionale, è però da ricondurre al forte incremento demografico registrato piuttosto che ad un tasso di crescita dell’economia locale particolarmente basso.
Il valore aggiunto valdostano nel 2006 è pari a 3,244 milioni di euro (+2,6% a valori correnti rispetto al 2005).
In costante calo dal 2003 la componente proveniente dall’agricoltura (da 50 a 43 milioni di euro a valori correnti), nel 2006, la composizione del valore aggiunto regionale è largamente terziaria (oltre 73%, di poco inferiore alla percentuale di Bolzano), con un peso contenuto dell’industria in senso stretto (poco meno del 14% in lieve, costante ripresa nell’ultimo quinquennio).
Da rilevare, secondo la ricerca, l’importanza per l’economia locale del comparto delle costruzioni che, grazie anche all’importante ruolo giocato dalla domanda pubblica, dal 2002 rappresenta più del 10% del valore aggiunto regionale, in lenta ma progressiva crescita nel tempo. Tale valore risulta quasi doppio rispetto al dato nazionale e comunque assai al di sopra di quello delle aree territoriali prese a confronto.

Redditi, consumi e patrimonio delle famiglie
In Valle d’Aosta, il reddito disponibile pro-capite supera i 20 mila euro ed è di poco superiore a quello medio del Nord-Ovest. Esso tra il 2004 e il 2005 è cresciuto meno rispetto alle aree di confronto ed il suo peso in rapporto al PIL è, come nelle due province autonome, inferiore al dato medio nazionale. Anche a livello di famiglie, tenuto conto della diversa composizione nei diversi territori, il reddito lordo disponibile delle famiglie valdostane si colloca ben al di sopra della media italiana anche se la composizione media delle famiglie valdostane, schiacciata sulle prime due classi dimensionali, genera un valore medio totale per famiglia relativamente meno distante dal dato medio italiano (+8%) rispetto a quello pro-capite (+24%). Nel 2006, i consumi finali delle famiglie in Valle d’Aosta assommano a 2,685 milioni di euro, il 66% del PIL, in crescita del 4,6% rispetto all’anno precedente ed hanno rappresentato uno dei traini alla crescita economica dell’anno. Ad essi si aggiungono i consumi delle pubbliche amministrazioni (oltre 1 milione di euro nel 2005, pari al 27% del PIL) che in Valle d’Aosta rappresentano una quota di prodotto superiore a quella delle altre aree prese a confronto (a Bolzano 24%, a Trento 23%, nel Nord-Ovest 16%, nel Nord-Est 17%, a livello nazionale 20%). Tra i “consumi delle famiglie”, la quota di consumi alimentari si mantiene al di sotto del 12% del totale, in linea con il dato della Provincia di Bolzano. Il differenziale con il dato nazionale è rilevante ed è determinato, oltre che dal buon livello di benessere di cui gode la Comunità valdostana, anche dalla componente turistica della domanda. Il valore del patrimonio delle famiglie valdostane è stimato da Unioncamere per il 2006 in quasi 29 miliardi di euro di cui circa 2/3 costituito da attività reali (terreni e abitazioni).
Rispetto all’anno precedente, tale valore si è incrementato del 10% (contro il 7,6% medio nazionale) anche per l’andamento fatto registrare dai valori immobiliari che, soprattutto nelle aree turistiche e nel capoluogo, si sono incrementati in termini reali.
Le attività finanziarie (il 35,4% del totale e in crescita dell’8% rispetto al 2005), per il 60% (circa 6 miliardi di euro) sono costituite da valori mobiliari e per la restante parte sono rappresentati da depositi e riserve.Il dato medio per famiglia, poco al di sopra dei 500 mila euro, nel 2006 supera quello di Milano e colloca la Valle d’Aosta al primo posto tra le regioni/province italiane per dotazione patrimoniale con un differenziale

7 giugno 2008

A proposito dell'effetto virale

Vi invito a visitare con un po' di ritardo un articolo di Luigi Ferro dove si parla del mio blog. E' molto utile per comprendere quali possono le dinamiche di internet anche per una micro-esperienza come quella che sto portando avanti in questi mesi. Da leggere.

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: una cittadinanza consapevole

«Occorre che il programma amministrativo privilegi la prevenzione piuttosto che la cura, l’assistenza, o la rimozione del disagio». Sono parole dette dall’Avvocato Giovanni Salghetti-Drioli, già sindaco di Bolzano, in occasione dell’incontro, promosso da Mons. Giuseppe Anfossi, in collaborazione con il Celva, come momento di formazione per i sindaci valdostani. Il tema era particolarmente specifico: «Il ruolo del Sindaco nella società che cambia – gli equilibri sociali tra identità e integrazione». Eppure alcuni passaggi, come quello appena citato,
ben si adattano all’amministratore tout court. Salghetti-Drioli proseguiva sottolineando «come la qualità della vita non dipende solo dal livello di istruzione e di formazione, ma dalla forza morale, dalla fiducia in se stessi, dallo spirito di sacrificio, dalla capacità di risparmio e di resistenza al consumismo, dal grado di conoscenza dei servizi socio-culturali, dal senso civico». Un futuro che rischia di essere compromesso però dalla bassa natalità e da una società che inevitabilmente invecchia. E’ un’intuizione non nuova per la nostra Diocesi. Nel 2003, infatti, con il contributo degli uffici pastorali, proponemmo sulle colonne del Corriere un appello-riflessione in vista della tornata elettorale per chi desiderava dialogare con la comunità cristiana. Un testo che, purtroppo, non ebbe nel dibattito politico la eco che meritava. Anche allora si parlava di immagini di futuro e vi era un punto che ritornava più volte: l’immagine del villaggio, che insieme richiama al passato e si proietta nella società globale. «Vorremmo
poter definire la Valle d’Aosta
– si leggeva – non già un’isola felice, ma un piccolo villaggio del mondo globale,villaggio che si onora di essere abitato da gente sobria, solidale, accogliente». E nel testo era espresso l’auspicio «di ritornare ad essere una comunità solidale, come quella che sapeva organizzare la vita di villaggio con il lavoro volontario di tutti e che ha costruito sentieri, canali, terrazzamenti e chiese in ogni villaggio». Un luogo che non fa del guadagno il proprio metodo di misura, che sa vivere con intelligenza e creatività le proprie tradizioni. Un luogo che vive il turismo come un’occasione privilegiata di mettere in pratica il valore cristiano dell’accoglienza. «Un luogo – era scritto – di rispetto e di dialogo, di accoglienza e di proposta di qualità, che offra ai turisti il meglio della propria cultura basata sulla collaborazione e sulla cooperazione». Oggi lo scenario regionale ci mostra troppo spesso un eccesso di individualismo che da danno per la comunità sempre più diventa danno perfino per il singolo che se ne fa interprete. E’ curioso come un testo rivolto ai politici parlasse prima di tutto al popolo che abitava fra quelle montagne. E, in realtà, anch’io oggi, dopo aver scritto ai futuri consiglieri, voglio rivolgermi a voi, cittadini valdostani, perché si può aver scelto la classe politica cui affidare il futuro della nostra regione ma non si può venire meno al dovere di una cittadinanza consapevole. Un dovere fatto di vigilanza e di amore per la propria regione senza spirito di parte, di disponibilità a dare il proprio contributo alla pubblica opinione, magari anche dalle pagine di questo settimanale. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 5 giugno)

6 giugno 2008

L’Associazione delle Regioni viticole d’Europa ha festeggiato i 20 anni di attività e ha approvato la «Déclaration de Reims»

Il presidente del Cervim François Stévenin, in rappresentanza anche della Valle d’Aosta, ha partecipato all’Assemblea plenaria dell’Arev, l’Associazione delle Regioni viticole d’Europa, che si è tenuta a Reims, nella regione francese Champagne-Ardenne, il 30 e 31 maggio.
Nell’occasione sono stati festeggiati i 20 anni di attività dell’Arev, che conta 70 Regioni associate di 17 Paesi Europei e alla guida della quale è stato nominato Jean-Paul Bachy, presidente della Champagne-Ardenne.
Nei due giorni di lavoro l’Assemblea ha approvato un documento della massima importanza per i produttori ed i consumatori, chiamato «La Déclaration de Reims», nel quale sono state ribadite una serie di posizioni:

- l’Arev richiama la sua opposizione alla soppressione dei diritti di impianto e chiede agli Stati dell’Unione Europea di non deliberare sulla abrogazione dell’attuale sistema se dopo il 2012;

- l’Arev si è sempre pronunciata contro l’indicazione del «cépage» e del «millesime» sulle etichette dei vini da tavola perché una tale misura va contro gli sforzi di miglioramento della qualità e rischia di creare confusione fra i consumatori, l’Arev chiede all’Unione Europea, come minimo, di controllare con rigore l’autenticità delle indicazioni d’origine ;

- l’Arev sottolinea che le pratiche enologiche secolari, controllate, costituiscono un «atout» per il mercato e l’autorizzazione di nuove pratiche può essere rilasciata solo quando si dimostri l’interesse generale dei produttori e dei consumatori;

- l’Arev riafferma che il programma di estirpazione non deve portare alla scomparsa di vigneti storici che rivestono che rivestono notevole importanza socio-economica, paesaggistica e di bio-diversità: va salvaguardata la specificità di intere zone, in particolare per quanto riguarda i vigneti in forte pendenza, per i quali vi è sempre stato il forte impegno del Cervim.

5 giugno 2008

Il Rollandin-pensiero sul fare impresa

Oggi, alla giornata dell'Economia organizzata dalla Chambre, l'assessore al Bilancio Aurelio Marguerettaz ha detto chiaramente che la prossima legislatura dovrà giocarsi tutta sui temi economici. E la politica - aggiungo io - avrà molto da dire. Anzi da fare. Di conseguenza è chiaro che il pensiero sulla materia del futuro Presidente della Giunta diventi estremamente significativo, trattandosi di un soggetto che si confronta annualmente con un bilancio regionale che nel 2008 ha pareggiato sulla cifra di 1,62 miliardi di euro. In attesa però di fare una chiacchierata con il futuro inquilino di Place Deffeyes vi propongo una piccola anticipazione invitandovi a rileggere l'articolo in cui Augusto Rollandin, allora Presidente di Cva, mi raccontava la sua esperienza di imprenditore. Per quelli che poi credono ai programmi, rinvio alla lettura della sintesi pubblicata sul Corriere della Valle di quello del Centro autonomista dove si vagheggia di «identità economica montana», concetto accattivante, ma forse un po' troppo astratto. Per chi cerca invece qualcosa di più concreto consiglio di leggere il post dove metto i tre programmi a confronto.

Cresce il peso di Finaosta nell'economia regionale. La mappa delle partecipazioni della finanziaria

Cresce il peso di Finaosta nell’economia valdostana (nella tabella tutte le partecipazioni della finanziaria regionale). Nel 2007 l’importo delle erogazioni derivanti dai quattordici fondi di rotazione (dipendenti da altrettante leggi) attualmente in essere hanno toccato quota 132,53 milioni di euro (contro i 121,27 del 2006 e i 74,27 del 2005). Dal 1982 ad oggi la Finanziaria regionale, con un azionariato diviso fra Regione Autonoma Valle d’Aosta (77,55%), Unicredito (10,71), Sistema Iniziative locali della San Paolo (10,70), Banca Mps (0,56) e Avi Servizi (0,49), ha erogato 2,3 miliardi di euro a 27.601 soggetti. Il bilancio approvato la scorsa settimana dal Consiglio di amministrazione, presieduto da Giuseppe Cilea, e che sarà sottoposto all’attenzione dell’Assemblea dei soci il 27 giugno (una delle probabili prime uscite ufficiali del Presidente in pectore della Giunta regionale Augusto Rollandin ndr), evidenzia un utile netto di 12,51 milioni con una patrimonio netto pari a 183. Si tratta di dati in significativa crescita anche se il confronto con il periodo precedente è reso più complesso dalla nuova stesura del bilancio con i criteri Ias-Ifrs, come previsto dal regolamento UE 1606/2002 e dal provvedimento della Banca d’Italia del 14 febbraio 2006. Il confronto è perciò possibile soltanto con il secondo semestre 2006, al termine del quale l’utile netto di esercizio ha toccato quota 4,58 milioni. «La gestione di grandi progetti per conto della Pubblica Amministrazione - si legge nella relazione sulla gestione del Cda che accompagna il bilancio d’esercizio 2007 – l’attività di consulenza rivolta alla ristrutturazione e consolidamento del tessuto economico locale, il coordinamento e il supporto dall’attività delle società controllate sono state le tematiche entro le quali si è sviluppata l’attività». Cilea in particolare ricorda, fra le azioni più significative, l’attività di studio che sta portando alla costituzione, per ora non ancora formalizzata, di una società con l’Augusta Westland allo scopo di crare una scuola di soccorso alpino nella piccola regione autonoma; il sostegno dato al settore della ricerca e sviluppo attraverso l’erogazione nel corso dell’anno di quattro milioni relativi ad undici progetti e la deliberazione di altri 9,5 milioni; l’ingresso della finanziaria nella compagine societaria dell’Associazione Forte di Bard per lo sviluppo del turismo culturale, con l’inserimento di un proprio componente nel Cda; il completamento, con un investimento di dieci milioni, dei lavori della nuova sede, spostata da un’area più periferica al centro cittadino, a poche centinaia di metri dal Palazzo regionale; senza dimenticare gli importanti impegni di spesa nel settore degli impianti a fune: 102 milioni per permettere alla partecipata «Funivie Monte Bianco» di realizzare l’impianto di Punta Hellbronner e 29 milioni alla «Pila spa» per l’adeguamento tecnologico della telecabina Aosta-Pila. «Nell’ambito delle tradizionali attività sul mercato finanziario – ci tiene a sottolineare Cilea -, una quota degna di nota continua ad essere rappresentata dagli interventi di locazione finanziaria in regime convenzionato. Nel 2007 sono state effettuate erogazioni per un totale di due milioni a fronte di 41 operazioni di leasing pari ad un controvalore complessivo di tre milioni. Alla data di chiusura del bilancio l’accordato complessivo a favore delle società di leasing risultata pari a circa 41 milioni di cui 22 di impegni ancora da erogare». E il futuro? «Inevitabilmente, anche in virtù delle normative europee – spiega Cilea – andremo verso una gestione in house di Finaosta. Lo ritengo inevitabile per sgombrare gli ultimi dubbi sulla nostra operatività Già ora del resto il nostro unico cliente è la Regione». «Una delle caratteristiche principali di questa società – prosegue il Presidente - è che accanto ad una azione di proposta di possibili soluzioni di sviluppo del tessuto economico valdostano c’è sempre una disponibilità immediata a rispondere alle più varie esigenze dell’amministrazione regionale. La nostra elasticità, derivante dalla natura privatistica della società, ci consente di dare risposte alla Regione con modalità e tempi che l’ente pubblico non sempre riesce a garantire». Una mission che inevitabilmente, in un momento di importanti cambi ai vertici politici regionali in seguito alla tornata elettorale del 25 maggio (dalla presidenza Caveri a quella Rollandin) pone la finanziaria in un momento di attesa. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 4 giugno 2008)

4 giugno 2008

Giornata dell'economia 2008

Un focus sul turismo e uno sull’imprenditoria femminile costituiranno gli approfondimenti della «Giornata dell’economia 2008», in programma alle ore 16 di domani, giovedì 5 giugno, presso l’Aula magna dell’Università della Valle d’Aosta. Nel corso dell’incontro, che sarà introdotto dal presidente della Chambre Pierantonio Genestrone e dal presidente della Regione Luciano Caveri, interverranno l’autore della ricerca Massimo Lévêque e il docente universitario Gianluigi Gorla.

3 giugno 2008

A proposito di Confidi

Il Confidi industriali cambia strategia
Il Consorzio Industriali cambia strategia. Riconfermato alla presidenza Federico Jacquin per un altro triennio nell’ultima assemblea ha informato l’assemblea che l’annunciata fusione con «Fidindustria Biella» è sfumata. «Dopo attenta valutazione, - ha spiegato il Presidente - l’operazione di fusione non si è concretizzata in quanto non c’erano le condizioni ambientali e finanziarie, ma soprattutto sono sopravvenute importanti novità legislative che hanno profondamente cambiato il quadro di riferimento in cui operano i confidi». Ora il consorzio punta ad avere le mani libere ma soprattutto, forte di una significativa patrimonializzazione, a far crescere i volumi delle proprie garanzie. In questa direzione va la decisione assunta nella seduta privata di approvare la modifica statutaria in base alla quale il Consorzio può operare nei confronti «di tutti i settori produttivi e anche fuori Valle». Jacquin ha specificato come sulla nuova strategia abbia inciso anche la finanziaria 2008 attraverso al quale il legislatore ha modificato il quadro di riferimento dei confidi con due importanti novità. «La prima novità – ha sottolineato il neo-confermato presidente - riguarda il fatto che anche i “confidi 106” possono concedere, alla pari dei “confidi 107”, garanzie a favore dell’amministrazione finanziaria per la rateizzazione dei debiti fiscali. Seconda novità è che la gestione dei fondi pubblici di agevolazione, finalizzati all'abbattimento dei tassi di interesse, può essere svolta non solo dai “confidi 107”, ma anche dai “soggetti 106” a condizione che il contributo venga erogato esclusivamente a favore di imprese consorziate e che il confidi svolga unicamente la funzione di mandatario all'incasso e al pagamento per conto dell’ente pubblico, che permane titolare esclusivo dei fondi». Su quest’ultimo passaggio Jacquin ha fatto notare come i confidi valdostani gestiscano, per conto della Regione Autonoma Valle d’Aosta, fondi pubblici di agevolazione ai sensi della Legge regionale 27 novembre 1990 n. 75. «Si tratta – ha dunque precisato - di contributi in conto interesse erogati ai soli associati, in via automatica e senza svolgere alcuna istruttoria; pertanto la legge regionale in oggetto rientra pienamente nell’ipotesi prevista dalla finanziaria 2008».

Assemblea Confidal (Albergatori)
Giovedì 22 maggio, presso il centro congressi dell’hotel Miage di Charvensod, si è tenuta l’Assemblea Generale Ordinaria della CONFIDAL, societa cooperativa di garanzia collettiva fidi fra gli albergatori, le imprese turistico-ricettive, commerciali ed attività di servizi della Valle d’Aosta. Questi i dati più significativi: i 270 soci della cooperativa rappresentano il 70% circa delle Aziende Alberghiere delle Valle d’Aosta, gli affidamenti globali ammontano ad euro 24.581.738, gli affidamenti a breve termine sono a euro 10.709.479 e il fondo rischi è pari ad euro 2.659.891 con il 2007 da contabilizzare ed ha un rapporto, per ogni azienda affidata, di euro 11.271,00; il patrimonio societario, in rapporto sempre ad ogni azienda affidata, è di 29.891 euro; l’esposizione media per azienda è di euro 82.803; le garanzie rilasciate dal Confidi ammontano a euro 9.760.734 mentre le garanzie personali ricevute dai soci testimoniano 2.458.174 euro. L’utile netto del 2007 è di euro 691.784 di cui 484.248 euro andranno ad incrementare il Fondo Rischi mentre 207.535 euro implementeranno la Riserva legale.
L’Assemblea Generale ha eletto all’unanimità, per il triennio 2008/2010, i cinque amministratori. Si tratat di Pericle Calgaro (Presidente), Renzo Truchet (Vice Presidente), Silvana Perucca, Giuseppe De Michelis e Luciano Maquignaz. Per il Collegio dei Sindaci sono stati nominati Corrado Girardi (Presidente), Gianni Odiso (Effettivo), Paolo Pressendo (Effettivo), Franca Bertelli (Supplente) e Roberto Piaggio (Supplente).

1 giugno 2008

Un successo il Festival dell'economia di Trento

Si conclude domani il Festival dell'Economia di Trento. Un evento che sta destando un crescente interesse. Ad esempio oggi si è discusso del tema «Democrazia e imprese in cerca di regole certe». Per chi volesse saperne di più ecco il sito.

31 maggio 2008

La ricerca della C.G.I.A. di Mestre sul pubblico impiego

Si parla spesso della C.G.I.A di Mestre e delle ricerche che fa. L'ultimissima è di oggi ed è sul pubblico impiego dal titolo «Statali: uno su tre lavora nella scuola». Inutile dire quanto questa ricerca interessi la Valle d'Aosta. Come piccolo regalo di giornata vi offro perciò una sintesi con tanto di tabelle realizzata dalla stessa associazione. Qualche post di riflessione sarebbe gradito anche perchè il tema dei costi e dell'efficienza della pubblica amministrazione è sicuramente un pilastro fondamentale dello sviluppo economico di una regione.

Spunti di riflessione - 26: Elezioni regionali in Valle d'Aosta: Capacità di ascolto e idee di futuro

Propongo il consueto editoriale pubblicato questa settimana sul Corriere della Valle d'Aosta.


I più stupiti del successo elettorale sembravano proprio gli unionisti. E in parte è comprensibile. Da un lato c’era il timore che l’onda lunga del Pdl sommergesse anche la Valle. Dall’altra non riuscivano a capire quanto fosse il peso della dissidenza unionista e fin dove potesse arrivare l’Alleanza progressista autonomista.
Il risultato finale sarà il Consiglio più regionalista nella storia di questa regione. Ben 22 consiglieri contando i 17 dell’Uv e i 5 di Vda Vive e Renouveau.
Oltre naturalmente agli autonomisti di scuola Dc, cioè la Stella Alpina, e alla Fédération autonomiste che porta in Consiglio regionale Claudio Lavoyer (un tempo Adp) e Leonardo La Torre (in passato sindaco socialista di Aosta). Per le forze nazionali lo spazio è esiguo: quattro seggi al Pdl e tre al Pd. L’Arcobaleno è ko. Il Centro autonomista insomma ha ricevuto un mandato ampio con il 61,94% dei consensi e con l’indicazione cristallina (le oltre 13.000 preferenze a Augusto Rollandin) di chi dovrà presiedere il futuro Governo regionale. Quasi che l’elettore volesse invitare il mouvement ad evitare le lacerazioni e le tensioni che portarono alla nascita della Giunta guidata da Carlo Perrin con tutto quello che ne seguì.
Ora però è giunto il momento di mettersi al lavoro. La scorsa settimana, in uno scritto che ho scoperto apprezzato, ho sviluppato alcune riflessioni sull’attività del futuro Consiglio regionale, in particolare della Giunta. Oggi voglio principalmente limitarmi a fare ai 35 consiglieri i miei migliori auguri di buon lavoro.
Un’unica annotazione. Rollandin nelle varie interviste rilasciate ha sottolineato l’importanza del
saper ascoltare e del dare risposte alla gente nel più breve tempo possibile. Una capacità di decidere che parte, però, da una conoscenza approfondita del problema attraverso i suoi protagonisti. Mi sembra un modus operandi apprezzabile. Credo, però, che accanto alla risoluzione dei tanti problemi contingenti occorra anche individuare una vocazione, un’idea di futuro per questa regione. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 29 maggio 2008)

30 maggio 2008

Quattro atleti per la Bcc Valdostana









Con lo slogan Campioni per definizione - Banca per tradizione» la Bcc Valdostana, presieduta da Martino Cossard, con la consulenza della Sanguinetti Comunicazione, lancia la sua nuova campagna istituzionale 2008 e lo fa unendo la propria immagine a quella di quattro atleti valdostani particolarmente noti: Abele Blanc, Bruno Nex, Gloriana Pellissier e Elisa Brocard. L'obiettivo è rafforzare la familiarità e la prossimità dell'istituto con il territorio regionale in modo da consolidare clienti e soci attuali e acquisirne di nuovi. I successi di questi sportivi diventano, in qualche maniera, i successi della Bcc Valdostana. Come lo sport presuppone passione dedizione, così la banca lavora da sempre mettendo in pratica i valori della cultura valdostana. Un legame forte, quello che queste immagini vogliono suggerire, che la Bcc promuoverà attraverso una campagna di affissioni, pubblicità sui media locali, calendari, agende, perfino cartoline che potete vedere leggendo questo post. Si potranno vedere anche alcuni filmati attraverso dei «totem interattivi» posizionati, per ora, nella sede centrale di Piazza Arco d'Augusto e nelle filiali di Gressan e Saint-Christophe. «I monitor - conclude Cossard - potranno essere consultati attraverso il «touchscreen» e offriranno un ricco pacchetto di informazioni nell'ottica della trasparenza bancaria. Il cliente potrà stampare quello che più lo interessa».

29 maggio 2008

Via delle Indie: nuova linea di integratori alimentari a base di alghe distribuiti nelle farmacie

Una nuova linea di prodotti, a base di alghe, per l’integrazione alimentare con il marchio «Aramen 1.9.7.», sarà presentata dalla società Via delle Indie di Champdepraz, al Forte di Bard Venerdì 6 giugno. Saranno presenti, in qualità di relatori, personalità di spicco del settore nutrizionale ai quali è affidato il compito di illustrare le peculiarità della nuova linea di prodotti che sarà distribuita esclusivamente dalle farmacie. «La nuova linea – conferma Raffaele Bellizia, amministratore della società - utilizza il metodo di abbattimento della carica batterica nei prodotti alimentari messo a punto dall’azienda». La lavorazione studiata dalla «Via delle Indie» parte dall’esigenza di fornire all’industria un prodotto corretto microbiologicamente. L’azienda ha perciò concentrato la sua ricerca, effettuata nell’ambito dell’apposita legge legge regionale della Valle d’Aosta, sull’obiettivo di realizzare un metodo che fosse in grado di controllare ed abbattere le cariche batteriche. «Si tratta di sanificare il prodotto vegetale mantenendone però intatte le proprietà organolettiche - sottolinea Bellizia – conservando i principi attivi e le caratteristiche dello stesso prodotto, come profumo, sapore e quant’altro». La conclusione positiva del progetto di ricerca e sviluppo sull’abbattimento delle cariche batteriche nei prodotti alimentari rappresenta un esempio di sinergia tra l’amministrazione pubblica e l’impresa. Raggiunto tale obiettivo, la Via delle Indie, rispondendo a quella che è la sua missione: natura, salute e benessere, ha deciso di percorrere la strada degli integratori alimentari. «La scienza sottolinea come un’alimentazione corretta possa prevenire o addirittura curare determinate patologie, - conclude Raffaele Bellizia - quindi l’azienda si è inserita nel mondo degli integratori con un prodotto nuovo: l’alga fresca». L’alga viene raccolta nel mare dell’Irlanda 24 ore prima di essere recapitata nello stabilimento di Champdepraz. Il nuovo prodotto, ricco di antiossidanti, grazie ai risultati ottenuti nel corso del progetto di ricerca e sviluppo finanziato dalla Regione VDA, sarà batteriologicamente corretto e distribuito nelle farmacie con il marchio ‘Aramen 1.9.7.».

Camera di Commercio: Genestrone punta all'Osservatorio economico e al Centro Fiere

«Se avessimo creato la Camera soltanto per portare avanti l’attività istituzionale, prima in capo a vari assessorati, inutile dire che non se ne sentiva il bisogno. Noi dobbiamo incidere sullo sviluppo economico della Valle d’Aosta». Pier Antonio Genestrone, 63 anni, presidente dell'Ascom Confommercio Valle d'Aosta, un passato democristiano di cui va particolarmente fiero, confermato nei giorni scorsi alla presidenza della Chambre Valdôtaine, così commenta il lavoro svolto dalla sua Chambre nell’ultimo biennio. Soprattutto ora che un voto quasi plebiscitario (24 suffragi favorevoli e tre nulli) dopo il primo mandato parziale (settembre 2005 – maggio 2008), durante il quale è subentrato al dimissionario Piero Roullet, gli permetterà di rimanere in carica fino al 2013 e poter porre le basi definitive per il futuro dell’ente che nel 2007 ha messo in campo una disponibilità di spesa di 3,3 milioni di cui 0,82 utilizzati per interventi economici con immediata ricaduta sul territorio. Due gli eventi vetrina dell’attività della Chambre: Rigenergia, giunta alla seconda edizione, e Buyinvda, proposto per la prima volta quest’anno. «Ci tengo a sottolineare – precisa Genestrone – che si tratta di iniziative realizzate quasi completamente in house e che hanno fatto registrare da subito numeri importanti per la nostra regione, destando interesse in tutta l’area del Nord Ovest».
Rigenergia, con i suoi 3.000 metri quadrati di superficie coperta, 80 espositori e 20 convegni, ha visto passare 20.000 visitatori, ha messo in palio 39.000 euro per gli Istituti superiori valdostani e per tre neolaureandi su temi energetici. E poi ha coinvolto circa 700 studenti iscritti alle aule energetiche, e ha garantito 190 contatti alla Borsa di cooperazione. «Resta inteso che – ha aggiunto il presidente della Chambre - di fronte ai dati della seconda edizione, Rigenergia deve proseguire anche nel 2009. Per il prossimo anno sarà necessario però perfezionare quegli aspetti che hanno rivelato alcune criticità e potenziare ulteriormente gli atout sui quali intendiamo puntare per far diventare la nostra fiera uno degli eventi più importanti dell'euroregione “Alpi-Mediterraneo” in materia di energia».
Ottimi anche i risultati di Buyinvda. La borsa internazionale del turismo di montagna, organizzata dalla Chambre Valdôtaine e dalla Regione Valle d'Aosta, in collaborazione con la Casa da Gioco di Saint-Vincent, ha assicurato agli operatori presenti quasi duemila incontri commerciali complessivi, equivalenti ad una media di sessantuno per ogni operatore valdostano con picchi di ottanta per alcuni espositori e con minimi che non sono scesi mai sotto i cinquantacinque. Ma non saranno soltanto questi i soli pilastri dell’attività della giunta camerale nel futuro quinquennio. Fra le priorità indicate da Genestrone, e illustrate anche in occasione della sua rielezione, figurano la realizzazione di uno spazio fieristico stabile, una sede tutta per la Chambre, la costituzione con la Regione di un Osservatorio economico e la defnizione, lavoro già avviato da alcuni mesi, di un prezzario del settore edile per il mercato privato, senza dimenticare l’attuazione di un progetto per la riorganizzazione delle operazioni di carico e scarico nel centro storico del capoluogo regionale. «In particolare su quest’ultimo punto – osserva Genestrone – siamo molto vicini alla definitiva individuazione dell’area». Ma Genestrone guarda con interesse anche al rafforzamento dei contatti con la rete camerale. «Ho recentemente partecipato in Piemonte – conclude il Presidente – ad un incontro di Unioncamere per illustrare il progetto di costituzione da parte del sistema camerale di una banca di garanzia in grado di garantire finanziamenti alle piccole e medie imprese italiane pari a 55 miliardi di euro. Si tratta di un nuovo strumento che affianca e – sia chiaro – non sostituisce l’attuale sistema dei consorzi. Come Valle d’Aosta guardo con grande interesse a questo progetto e intendo seguirne con attenzione gli sviluppi». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 28 maggio 2008)

I componenti del Consiglio direttivo
Oltre a Genestrone, fanno parte del Consiglio Elisabetta Allera (turismo), Giuseppe Balicco (agricoltura), Guido Bertolin (industria - piccole imprese), Alberto Celesia (commercio), Emilio Cenghialta (servizi alle imprese), Luigi Cerise (cooperazione), Martino Cossard (credito e assicurazioni), Gabriele Costa (artigianato), Edda Crosa (servizi alle imprese), Mauro Filippi (organizzazioni sindacali), Ferruccio Fournier (trasporti e spedizioni), Pierluigi Genta (Commercio - piccole imprese), Leopoldo Gerbore (turismo), Cesare Grappein (trasporti e spedizioni), Giulio Grosjacques (industria), Roberto Jorioz (ordini professionali), Ezio Mossoni (agricoltura - piccole imprese), Corrado Pallais (commercio), Demetrio Papagni (artigianato), Monica Pirovano (industria), Carmelo Polito (consumatori), Mario Felix Risso (artigianato), Nicola Rosset (turismo), Giuseppe Sagaria (servizi alle imprese), Eugenio Salmin (artigianato), Roberto Franco Sapia (artigianato) e Ezio Sartor (artigianato).

E quelli poi eletti nella Giunta
Giuseppe Balicco (agricoltura), Ferruccio Fournier (trasporti e spedizioni), Pierluigi Genta (Commercio - piccole imprese), Leopoldo Gerbore (turismo), Giulio Grosjacques (industria), Demetrio Papagni (artigianato), Monica Pirovano (industria), Mario Felix Risso (artigianato) e Roberto Franco Sapia (artigianato) sono i consiglieri eletti nella Giunta camerale che affiancheranno il presidente Pierantonio Genestrone nel prossimo quinquennio. La votazione si è svolta nel pomeriggio di ieri, mercoledì 28 maggio, nel corso della seconda riunione del Consiglio camerale, durante la quale si è proceduto anche all’elezione del Collegio dei Revisori dei conti (Germano Gorrex, Jean-Pierre Charles e Marco Linty membri effettivi, Jean-Claude Favre e Alda Frand-Genisod membri supplenti).

«Il fatto che la Giunta precedente sia stata confermata per otto noni (Sapia è l’unico nuovo eletto in sostituzione di Sergio Enrico non più in Consiglio camerale), credo che possa rappresentare un giudizio positivo sul nostro operato e un attestato di fiducia per la gestione dei prossimi cinque anni di attività. Fatta la squadra, – ha spiegato Genestrone in una nota – sarà nostro compito iniziare subito a progettare e programmare le prossime edizioni di Rigenergia e BuyIn’Vda e a portare a termine entro fine anno il prezzario delle opere edili, oltre che il progetto di carico e scarico all’interno del centro storico di Aosta. Le altre due priorità improcrastinabili riguardano invece l’individuazione della nuova sede della Chambre e il passaggio dell’organico regionale, questioni sulle quali saremo chiamati a trovare delle soluzioni insieme al futuro Governo regionale».

28 maggio 2008

I sapori di Bonne Vallée: gioie e fatiche di un'impresa famigliare

Un forno antico all’opera, un’intera famiglia al lavoro per una notte intera e al mattino, cotti i pani, «un’aroma che è difficile descrivere, ma che non si dimentica» così Monica Genestreti, racconta il lavoro alla Cascina Mamy a Vert (il forno si trova però a Hône ed è utilizzato per alcune particolari produzioni), frazione di Donnas, che, con il marito Ezio Chappoz e il cognato Silvio, manda avanti l’azienda «Bonne Vallèe». La cascina sorge circondata da campi di mais di «Spinosa rossa», «spinosa nera» e «isola», varietà tipiche di quest’area e del vicino canavese da diverse generazioni. E presto la produzione si amplierà con la coltivazione della segala, un necessità resa impellente dalla improvvisa crescita dei prezzi delle materie primi, uno dei tanti effetti di una globalizzazione che si fa sentire nel micro come nel macro. «Il mais che produciamo – osserva Monica - nasce da un terreno concimato esclusivamente con letame che reperiamo nella zona da aziende zootecniche e che stocchiamo nei pressi dei campi con anticipo di almeno sei mesi per fertilizzare il terreno in modo equilibrato». Il mais macinato direttamente costituisce così uno dei principali ingredienti dei prodotti di pasticceria della piccola azienda agricola. «La nostra farina di mais – aggiunge Genestreti - è utilizzata nella cucina tradizionale valdostana per la preparazione di prelibate “miasse” e per la classica polenta integrale. Le miasse sono sottili veli di farina di mais macinata fine cotti in uno speciale attrezzo di ferro. Dopo la cottura si farciscono con qualche cucchiaiata di “salignun” cioè una ricotta aromatizzata con cumino, sale e peperoncino». E’ poi ricchissima la produzione di biscotti di mais, di castagne, di segale e bren. Senza dimenticare il «Farin’el», un dolce rustico a forma di pan carré che permette interessanti accostamenti con i salumi. O la «Flantze», dolce di pasta frolla integrale di farina di frumento e segale, burro e frutta secca che si ben accompagna a del vino passito o dolce, e la «Micoula», un dolce povero in cui prevale il gusto della farina di segale e frumento e quello delle castagne, e la ricca produzione di biscotti. Il tutto senza conservanti, coloranti e aromi. «Dalla terra alla tavola» come recita l’accattivante slogan che accompagna il marchio «Bonne Vallée». L’ambiente agreste non deve però trarre in inganno. Fare un’impresa nel settore alimentare è estremamente complesso come ci confessa Monica. «Gli adempimenti sono davvero tanti. Si tratta anche di leggi con una loro logica condivisibile ma tenerne conto nel loro insieme è davvero difficile. Si va dalla Hccp da aggiornare, alle analisi delle acque ogni quattro mesi, ai tamponi ambientali per verificare la sanità dei prodotti. E poi c’è la 626, la tracciabilità dei prodotti. Abbiamo a che fare con l’Usl, con i Nas. Ricordarsi tutto quando si è una piccola azienda è davvero difficile. Occorre essere molto organizzati. Con una battuta verrebbe da dire che ci vuole uno che lavora e uno e mezzo che scrivono». Tuttavia la voglia di fare impresa non manca a Monica, Ezio e Silvio e non molto distante dalla loro azienda agricola, nel dicembre del 2005, hanno inaugurato l’agriturismo «Lou Rosé». «Abbiamo ristrutturato un’antica cascina – ci spiega Monica - detta Cascina Rosè risalente al 1700. La struttura è dotata di 6 camere per un totale di 13 posti letto, il servizio offerto è di pernottamento con prima colazione. E’ un investimento fatto anche pensando al futuro dei nostri tre figli». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 22 maggio 2008)

27 maggio 2008

Elezioni regionali 2008: In Valle d'Aosta i venti nazionali spirano alla loro maniera

Propongo una anticipazione di quanto leggerete sul Corriere della Valle di questa settimana che, ovviamente, dedicherà ampio spazio alle elezioni regionali. Non ho ricevuto ancora mail di commento all'ultima tornata elettorale. Un peccato visto che nella sola giornata di lunedì i visitatori di questo blog sono stati oltre 300.

I venti nazionali spirano alla loro maniera in Valle d’Aosta. Se da un lato non sospingono la Pdl come alle ultime politiche, dall’altro azzerano, anche nella nostra regione, la presenza dell’Arcobaleno fra le mura, a lungo amiche, di Place Deffeyes. Ma l’affinità sicuramente più evidente tra l’elettore valdostano e quello italiano è la precisa volontà di assicurare una governabilità quinquennale con un’indicazione quasi non negoziabile su a chi deve toccare questo compito. Insomma se la legge elettorale italiana non era del tutto bipolarista ma alla fine ha comunque semplificato il sistema politico, anche quella regionale (la cui paternità spetta al presidente dell’Uv Guido Cesal consigliere uscente che, per gli strani giochi della sorte, non siederà fra i banchi del Consiglio in qualche maniera da lui stesso creato) non era presidenzialista, ma i valdostani hanno votato come se lo fosse. I 13.836 voti di Augusto Rollandin lasciano davvero pochi dubbi al riguardo. E così il Consiglio regionale per la sua tredicesima legislatura avrà una maggioranza di ventitre consiglieri (17 Uv, 4 Stella Alpina e 2 Fédèration Autonomiste). All’opposizione siederanno otto consiglieri dell’Alleanza progressista autonomista (cinque per Vallee d'Aoste Vive/Renouveau Valdôtain e tre per il Partito Democratico) e quattro per il Partito della Libertà. La maggioranza uscente passa da 23 consiglieri contro i 25 della tornata precedente. Cresce la Pdl di un seggio (da 3 a 4). Sparisce, come già sottolineato, dal Consiglio regionale, l'Arcobaleno e in Consiglio esordisce Vda Vive-Renouveau con 5 seggi che di botto si ritrova ad essere la seconda forza politica della Regione. Il Pd prende idealmente il posto dei Ds e perde un seggio (da 4 a 3). Il confronto tout court con il risultato di cinque anni fa non rende però giustizia del successo unionista. Una valutazione corretta del trend non può non tenere infatti conto delle due recenti tornate di elezioni politiche del 2006 e del 2008 e delle varie diaspore che hanno colpito il movimento, successivamente al 2003. Eventi che se analizzati sotto la giusta luce confermano l’egemonia politica dell’Union sulla Regione. Centrodestra e centrosinistra, per loro stessa ammissione, hanno fatto segnare score decisamente inferiori alle attese.

Il voto nella regione
Il risultato sul territorio è stato assolutamente omogeneo. Anche il capoluogo regionale come già nel 2003 non ha tradito l’Uv che ha raccolto 6.641 suffragi staccando nettamente il Popolo della libertà che, con il 14,54%, è diventata la seconda forza ad Aosta e raccogliendo, da sola, più voti della coalizione dell’Alleanza autonomista progressista. Oltre che in città l’Union ha vinto con percentuali spesso al di sopra del 50% in altri 66 comuni. I restanti sette sono stati appannaggio di VdaVive-Renouveau (Rhêmes-Notre-Dame, Torgnon e Valsavarenche), di Stella Alpina (Allein e Pollein) e Fédération Autonomiste (Pontey e Saint-Denis), comuni dove le liste vincitrici presentavano o il primo cittadino, ad esempio Albert Chatrian per Torgnon, oppure leader indiscussi come Marco Viérin (Pollein) o Claudio Lavoyer (Pontey).

26 maggio 2008

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: ecco i nomi dei 35 consiglieri. Rollandin da record.

Completo il quadro con i 35 consiglieri eletti. Augusto Rollandin ha stabilito un nuovo record di preferenze. Oltre 8000 preferenze di distacco dal secondo dell'Union e oltre 11.000 dal Presidente della Giunta regionale uscente Luciano Caveri. Il suo successo in termini di suffragi personali era facilmente pronosticabile, ma credo che pochi avrebbero ipotizzato simili score e soprattutto simili distacchi.

Partito della libertà: Massimo Lattanzi (1.595), Enrico Tibaldi (1.406), Alberto Zucchi (993) e Cleto Benin (915)

Stella Alpina: Marco Vierin (3.171), André Laniece (2.179), Dario Comé (1.660) e Francesco Salzone (1.578)

Federation autonomiste: Claudio Lavoyer (1.390) e Leonardo La Torre (1.238)

Union Valdotaine: Augusto Rollandin (13.836), Giuseppe Isabellon (5.167), Aurelio Marguerettaz (4.042), Laurent Viérin (3.950), Albert Laniece (3.405), Alberto Cerise (2.985), Luciano Caveri (2.770), Emily Rini (2.531), Ennio Pastoret (2.284), Andrea Rosset (1.933), Mauro Bieler (1.913), Salvatore Agostino (1.759), Alberto Cretaz (1.742), Manuela Zublena (1.723), Helene Imperial (1.682), Carlo Norbiato (1.665) e Diego Empereur (1.657)

Renouveau Valdotain/Vallee d'Aoste Vive: Roberto Louvin (3.936), Albert Chatrian (1.515), Giuseppe Cerise (1.110), Patrizia Morelli (1.030) e Alberto Bertin (898)

Partito Democratico: Raimondo Donzel (1.441), Carmela Fontana (987) e Gianni Rigo (859).

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: la ripartizione dei seggi

A onor di cronaca propongo la suddivisione dei 35 seggi del Consiglio regionale della Valle d'Aosta per la prossima legislatura: Partito della libertà 4 seggi - Stella Alpina (4) -Federation Autonomiste (2) - Union Valdotaine (17) -Vallee d'Aoste Vive/Renouveau Valdotain (5) - Arcobaleno (0) -Partito Democratico (3) seggi. La maggioranza uscente (Uv - Stella Alpina e Fédération) si ritrova così con una maggioranza di 23 consiglieri contro i 25 della tornata precedente. Cresce la Pdl di un seggio (da 3 a 4). Sparisce dal Consiglio regionale l'Arcobaleno e in Consiglio arriva Renouveau con 5 seggi. Il Pd prende il posto dei Ds e perde un seggio (da 4 a 3). Il confronto con il risultato di cinque anni fa non rende però giustizia al successo unionista. E' un risultato che, almeno come trend, deve tenere conto delle due tornate di elezioni politiche e delle varie diaspore che hanno colpito il movimento che conferma indubbiamente la sua egemonia politica sulla Regione. E ora attendiamo i nomi dei futuri 35 consiglieri cui ricordo la mia famosa lettera.

Elezioni regionali in Valle d'Aosta: giochi fatti, centro autonomista oltre il 60%

L'Union Valdôtaine va verso un risultato davvero eccezionale. Supera da sola il 44% e come coalizione si attesta al 62%. Risultato negativo per il Popolo della libertà che supera di un soffio il 10% e per l'Alleanza progressista autonomista che non raggiunge il 30%, praticamente la stessa percentuale raggiunta in occasione della tornata referendaria. Un responso elettorale chiarissimo che lascia davvero pochi dubbi. Anche il quadro che si sta delineando a livello di preferenze con un Rollandin saldamente in testa con oltre 5000 preferenze non ammette molte repliche.

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: il trend per il centro autonomista si conferma e cresce

A giudicare da come stanno andando i seggi aostani credo che le mie previsioni per quanto riguarda il centro autonomista possano essere riviste verso l'alto. Anche gli alleati sono in significativo recupero. Deludenti i risultati di Pdl e centro sinistra autonomista, dove brilla principalmente Renouveau che, probabilmente, ha sottratto qualche suffragio agli alleati. Salvo incredibili sorprese è l'ennesima riprova che Politiche e Regionali sono mondi a parte non raffrontabili. Rollandin nelle preferenze è già in testa. Ora la gara è tutta nella nuova maggioranza che si sta andando a delineare. Chi vincerà in casa Uv e, soprattutto, da chi sarà composto il nuovo drappello di consiglieri?

Elezioni regionali in Valle d'Aosta 2008: vendiamo la pelle dell'orso prima del tempo

Facciamo quello che non si dovrebbe mai fare. Vendiamo la pelle dell'orso prima del tempo. Il trend attuale fa pensare ad un successo già al primo turno del Centro autonomista con però un pesante riequilibrio all'interno della coalizione. La Fédération è a rischio (una profezia che si è autoavverata?) e la Stella Alpina (complice anche la defezione di Ivo Collé nella vallata del Gran San Bernardo) non sembra brillare. In merito alla coalizione di centro sinistra autonomista il risultato finale potrebbe rinbalzare tra la buona performance di Nicco (38%) e lo zoccolo duro referendario (28%). Vda Vive-Renouveau ha portato via qualche suffragio all'Union che però in molti casi è stato compensato con elargizioni involontarie provenienti dagli alleati. Il Pd non sembra riuscire a sfondare l'area diessina, ma bisogna attendere Aosta. Ragionamento molto simile anche per la Pdl. Mi voglio però sbilanciare in una previsione.

Centro autonomista 52-55%

Centro sinistra autonomista: 31-34%

Pdl: 15-17%

Scrivetemi le vostre previsioni. Non si vince niente salvo la soddisfazione di azzeccarci. I più audaci sono invitati anche a dire la loro sulle preferenze. Dove si fermerà Augusto Rollandin? E soprattutto chi ci sarà nelle piazze d'onore? Quali assessori potrebbero non tornare più fra i banchi del Consiglio? Quesiti da thriller...

Elezioni regionali 2008 in Valle d'Aosta: ultimo atto

Urne finalmente chiuse. L'affluenza finale per le elezioni regionali in Valle d'Aosta 2008 si attesta al 74,27% contro il 77,18% del 2003. Confesso che già scorrendo l'affluenza comune per comune ci si potrebbe lanciare in qualche considerazione interessante. Ma non vorrei atteggiarmi a novello Nostradamus. Su questa tornata elettorale è davvero difficile sbilanciarsi. Anche perchè sono fortemente convinto che, per quanto ravvicinati, non si potrannno sovrapporre gli esiti delle politiche 2008 con ciò che le urne ci diranno entro le tredici circa di oggi.
Come già fatto per le politiche durante la giornata vi offrirò qualche piccolo commento. Ma sono interessato anche alle vostre analisi. Le più interessanti saranno pubblicate sul numero del Corriere della Valle d'Aosta di questa settimana che, ovviamente, avrà tantissime pagine dedicate alle elezioni regionali. Mi raccomando però evitate l'anonimato.

25 maggio 2008

Concorso "miglior imprenditore": votate, votate, votate, ma, soprattutto, scrivete, scrivete, scrivete.

Sono ormai 126 i voti raccolti in dodici giorni dal Concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano» (potete esprimere la vostra preferenza nella colonna di destra). Evito per ora di commentare i primi suffragi in quanto la durata del concorso mi consiglia di farlo più avanti. La risposta, per ora, mi pare positiva anche se chiedo ancora ai visitatori del blog di invitare il maggior numero di persone ad esprimere il proprio parere. In particolare noto con rammarico di non aver ricevuto nessuna mail di commento sul concorso. Neppure di critica. Siccome nei prossimi giorni intendo spiegare quale futuro vorrei dare a questo concorso vorrei potermi confrontare con l'opinione di qualche visitatore. In particolare sto valutando in quale maniera rendere leggermente più democratico il meccanismo di selezione dei futuri candidati al premio per il 2009. Sempre che, ovviamente, l'interesse manifestato, in questi primissimi giorni, continui.

24 maggio 2008

I liquoristi contestano la sospensione dell'esenzione fiscale

«Mediamente tra un prodotto a tassa pagata ed uno senza accisa c’è una differenza di almeno due euro». Nicola Rosset, a.d. della Saint-Roch e referente di Confindustria Valle d’Aosta per il settore liquori, non ci sta e contesta le motivazioni che hanno portato alla sospensione in Valle d'Aosta, a partire dal 30 aprile, del meccanismo di esenzione fiscale per le ditte che importano o producono alcol, zucchero e birra. «La sospensione temporanea – aveva spiegato l'assessore regionale alle attività produttive, Leonardo La Torre - è stata decisa per capire come mai i prodotti arrivano al consumatore finale senza evidenti vantaggi di prezzo, è necessario studiare nuovi meccanismi che consentano a tutti i valdostani di beneficiare di questa opportunità offertà». Rosset, in via riservata, ci mostra anche una tabellina dove sono riportati alcuni dati sensibili della sua attività commerciale e che mettono in evidenza la maggior convenienza dei prodotti commercializzati sul territorio regionale. Ma come è possibile che le parti siano così distanti? Va premesso che il ddl non è mai piaciuto ai diretti interessati. Le sezioni valdostane di Confindustria, Confcommercio e Confesercenti, già due anni fa’, avevano bocciato all’unisono con un documento unitarioil disegno di legge regionale, appena approvato dal Consiglio. Pur condividendo la necessità di disciplinare ex novo una materia sino ad ora normata da una legge del 1949 (n.623 «Concessione alla Valle d’Aosta dell’esenzione fiscale per determinate merci e contingenti») ed un successivo regolamento del 1973, si sono fortemente dette critiche nei confronti di un ddl nato, «con una scarsa consultazione dei destinatari della norma» (imprese di produzione, grossisti e commercianti) tanto da essere arrivate pochi giorni prima della presentazione del disegno di legge in Consiglio regionale a chiederne il ritiro «in modo da poterlo rielaborare, con spirito di collaborazione e con serenità, per giungere ad un testo condiviso che, tutelando i consumatori e l’Amministrazione regionale, sia applicabile dalle imprese». Il tavolo di concertazione non è mai stato avviato e le successive delibere hanno perpetrato un meccanismo ritenuto dalle imprese troppo oneroso richiedendo una gestione separata dei prodotti in esenzione. «Ma non solo – prosegue Rosset – la Regione non ha mai attivato dei controlli seri sulla rete commerciale e, soprattutto, non ci ha mai messo a disposizione la pagina web per facilitare la comunicazione dei dati come previsto dalla legge». Lo scontro si è poi acuito con i risultati dello studio, predisposto da Finaosta, per valutare la «prima applicazione di sistemi di monitoraggio della gestione dei generi contingentati previsti dalla legge 16/2006» in base al quale i prezzi dei prodotti che godono dell’esenzione non sono inferiori ai prezzi di prodotti identici venduti senza esenzione fiscale sia in Valle d’Aosta che in Italia. «Sono due le considerazioni da fare: prima di tutto che la ricerca sostiene che la differenza di prezzo deve essere pari all’accisa e questo non è assolutamente scritto nella legge. Anzi le imprese avrebbero dovuto poter recuperare sul valore dell’accisa eventuali oneri aggiuntivi derivanti dall’applicazione della legge». «Inoltre – conclude Rosset – le rilevazioni sono state fatte su campioni molto limitati, senza medie ponderate e, soprattutto, non fra esercizi omogenei. Ho personalmente rilevato alcuni prezzi presso l’ipermercato Gros Cidac di Aosta dai quali emerge chiaramente come il consumatore finale che acquisti i medesimi prodotti in esercizi commerciali omogenei, ad esempio ipermercati, usufruisce di notevoli vantaggi». Difficoltà che però non dovrebbero comunque minare il buon momento del settore. Il comparto dei liquori prevede nel prossimo triennio di crescere di circa il 42%: dai 31 del 2007 ai 44 ipotizzati nel 2010. Il rischio è che la sospensione fino a fine anno potrebbe slittare e a quel punto a rimetterci potrebbero essere principalmente i consumatori. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 21 maggio 2008)

23 maggio 2008

Spunti di riflessione - 25: Elezioni regionali in Valle d'Aosta: Cari futuri consiglieri regionali, vi chiedo...

Come sempre propongo anche on line, all'interno di questo spazio che normalmente chiamo "Spunti di riflessione", il fondo uscito sull'ultimo numero del Corriere della Valle di giovedì 22 maggio. L'intento è quello di raccogliere le opinioni dei visitatori su quello che scrivo. Sono apprezzate anche le critiche. L'auspicio ovviamente è che queste letture non siano sostitutive del Corriere cartaceo, ma un invito a dedicare del tempo alla sua lettura. Magari, se se ne condivide i contenuti, abbonandosi. L'argomento, come è facilmente immaginabile dal titolo, è la tornata elettorale del 25 maggio. Buon voto a tutti.

Vi scrivo quando ancora non conosco le vostre facce. E lo faccio proprio ora perché desidero
che nessun si senta escluso da quello che dirò. Sì, è vero, qualche viso posso anche immaginarlo, ma vorrei rassicurarvi che queste poche righe sono raccomandazioni accorate di chi, in quanto cittadino di questa Valle, ha soprattutto a cuore il futuro di questa regione.

Vi chiedo prima di tutto amore per il popolo - e utilizzo questo concetto nell’accezione cattolica che poteva essere di un De Gasperi o di un La Pira - e non per le clientele, intese come piccoli egoismi da soddisfare. Le fortune immeritate di pochi rendono feroce il malcontento di tanti.

Vi chiedo poi amore per la competenza più che per la piaggeria. Vi chiedo l’umiltà di accettare ruoli per i quali vi sentite davvero preparati e non perché il partito o il movimento deve riempire una casella.

Vi chiedo la capacità di apprezzare una buona proposta anche quando arriva dalla parte avversa.

Vi chiedo più professionalità nella politica e meno politici di professione.

Chiedo a chiunque si farà carico del difficile servizio di opposizione di evitare inutili demagogie e demonizzazioni. Le ragioni vanno sostenute con fatti concreti, diversamente sono parole che inutilmente scaldano poltrone.

Vi chiedo maggior disponibilità ad accettare le critiche provenienti dalla società civile e ad interrogarvi se davvero le vostre scelte siano le migliori possibili.

Vi chiedo più concertazione. Mi sembra di dire una banalità, ma non è possibile che determinate leggi, riguardanti il settore economico ad esempio, siano state predisposte confrontandosi poco, tardi o, peggio, per nulla con le categorie economiche. Ma allo stesso tempo vi esorto anche a non dimenticare che non sempre il consenso delle parti interessate può essere il miglior metro per valutare la bontà di un provvedimento.

Vi chiedo di dire subito che cosa farete nei primi 100 giorni affinché i programmi che avete predisposto non si riducano ad un semplice obbligo di legge.

Vi chiedo di rispettare il cittadino a tal punto da non trasformare mai un suo diritto in concessione o favore politico.

Non parlo dell’onestà in quanto la considero un pre-requisito del vivere civile. Anzi a voi chiedo di più, cioè di non porvi neppure in situazioni in cui possiate semplicemente apparire disonesti. Lo stesso ragionamento vale per la distinzione tra politica come servizio e politica come esercizio del potere. Raccomandarvela sarebbe offendere la vostra intelligenza.

Vi prego però di non smentirmi subito dopo il 25 maggio.

Traforo del Gran San Bernardo: 50° anniversario della Convenzione italo-svizzera del 23 maggio 1958

Ricevo dalla Sisex, la società italo-svizzera, che gestisce il traforo del Gran San Bernardo, il seguente comunicato stampa, in occasione dell'importante anniversario, che volentieri pubblico.


Cinquant’anni fa, il 23 maggio 1958 a Berna, veniva siglato l’accordo tra lo Stato Italiano e la Confederazione Elvetica che stabiliva la realizzazione del Traforo stradale del Gran San Bernardo. Con questa importante opera, primo collegamento autostradale attraverso le Alpi. i due Stati hanno inteso sviluppare, promuovere e rafforzare i rapporti.
La costruzione e la gestione dell’opera sono state affidate, a SITRASB SpA (per l’Italia) e a TGSB SA per la Svizzera; l’accordo di Berna ha previsto inoltre la costituzione di una società mista italo-svizzera di gestione (SISEX SA).

Il 19 marzo 1964, dopo circa 6 anni di lavori, il Traforo è stato inaugurato. Da quella data ad oggi, circa 24 milioni di veicoli sono transitati attraverso questo itinerario.
Le società di gestione sono tuttora impegnante nel mantenimento e nell’ammodernamento della struttura affinché il traforo del Gran San Bernardo possa contribuire ancora a lungo a consolidare gli scambi turistici, culturali e commerciali tra la Valle d’Aosta e la Romandia e possa ancora giocare un ruolo importante come via di comunicazione tra il nord e il sud dell’Europa.


Traforo del Gran San Bernardo, il 23 maggio 2008

Per SISEX SA
Sig. Lorenzo Chentre (Presidente di SITRASB SpA )
e Sig. Daniel Schmutz (Presidente di TGSB SA)

22 maggio 2008

Federico Jacquin confermato alla guida del Confidi Industriali

Federico Jacquin, giovedì scorso, è stato confermato presidente del Confidi Industriali. Con lui nel direttivo Flavio Bertino, Giuseppe Bordon, Giulio Grosjacques, Alfredo Lingeri, Roberto Mussino, Paolo Musumeci, Pierre Noussan e Nicola Rosset. Durante l’Assemblea, alla quale sono intervenuti il Presidente della Giunta Luciano Caveri e gli assessori Aurelio Marguerettaz (Bilancio) e Leonardo La Torre (Attività Produttive), Jacquin ha informato l’assemblea che l’annunciata fusione con «Fidindustria Biella» è sfumata. «Dopo attenta valutazione, - ha spiegato il Presidente - l’operazione di fusione non si è concretizzata in quanto non c’erano le condizioni ambientali e finanziarie, ma soprattutto sono sopravvenute importanti novità legislative che hanno profondamente cambiato il quadro di riferimento in cui operano i confidi». Jacquin come sempre ha fotografato lo stato di salute del Consorzio che nel 2007 ha fatto registrare un forte incremento dello stock dei finanziamenti complessivi, facendo registrare al 31 dicembre 2007 quota 79,2 milioni contro i 68 dell’anno precedente, di cui €40,3 milioni per fidi a breve (€32,8 milioni nel 2006) e €38,9 milioni per mutui (€35,2 milioni nel 2006). Le pratiche deliberate nel 2007 sono state 384 (compresi i rinnovi), di cui 76 relative ad operazioni a medio/lungo termine, per un totale complessivo di €39,1 milioni di fidi garantiti. «Il patrimonio del consorzio al 31 dicembre 2007 – ha sottolineato Jacquin - ammonta a 11,0 milioni di euro rappresentato da 0,3 milioni di Fondo consortile, 9,3 di Fondi rischi e 1,4 di Fondi disponibili». «Il consorzio – ha coincluso il confermato Presidente - è intervenuto nel corso del 2007 a copertura di insolvenze per € 139.000. Nel corso del 2007 ci sono stati altresì € 106.000 di recuperi per contenzioso pregresso, per cui le perdite effettive sono state € 33.000 pari allo 0,10% delle garanzie in essere (0,56% nel 2006)». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 22 maggio 2008)

20 maggio 2008

Grido di allarme di Cna Valle d'Aosta per il settore artigiano: cresce la mortalità delle imprese nel breve periodo

Cna lancia il suo grido di allarme per il settore artigiano. «L’attuale saldo positivo tra iscrizioni e cessazioni – osserva il segretario regionale Cesare Grappein dimostra che è ancora alta la voglia di fare impresa, ma se si va al di là del puro dato quantitativo constatiamo che sono in costante aumento le aziende che aprono e chiudono nel giro di un biennio, talvolta perfino un anno. Un elemento che denota una evidente fragilità del settore». Il messaggio alle istituzioni è chiaro. Occorre ridare centralità ad un settore come quello artigiano che, nella piccola regione autonoma, dà lavoro a circa 9000 addetti. «La pmi artigiana – precisa il segretario regionale - va sostenuta e non lasciata sola ad attraversare il guado della probabile stagnazione dell'economia. Gli attuali numeri positivi non sono un reale sintomo di salute del settore». Se si analizzano i numeri la situazione valdostana con 418 registrazioni contro 326 cessazioni nel 2007, su uno stock complessivo di circa 4200 aziende (382 contro 376 l’anno precedente), appare sicuramente confortante, ma Cna Valle d’Aosta dal suo osservatorio associativo ribadisce come il dato vada attentamente contestualizzato e, in collaborazione con la sede centrale romana, sta sottoponendo i dati in merito alle cessazioni delle imprese artigiane ad un severo controllo, puntando a tracciare la durata media della aziende costituite negli ultimi anni. «Molte aziende artigiane – aggiunge Grappein - chiudono a neppure un anno dalla loro costituzione schiacciate da un carico burocratico sempre più insostenibile per le microimprese valdostane che difficilmente superano i tre dipendenti». Per Grappein il dato di crescita è anche inficiato dalla nascita delle cosiddette imprese satelliti, soprattutto nel settore delle costruzioni: il più dinamico come dimostrano in generale i dati in possesso di Infocamere: 281 iscrizioni contro 180 cessazione nel corso del 2007. « Sono aziende – osserva Grappein - costituite da dipendenti che si mettono in proprio, ma che poi continuano a lavorare con la stessa azienda come unico cliente». Quali le cause di tanta fragilità? «Le imprese valdostane – risponde Grappein - chiudono i battenti perché non hanno gli strumenti per stare sul mercato, perché, ad esempio, si trovano in difficoltà nel preparare la partecipazione ad un appalto». Insomma il mondo dell’imprenditore artigiano tra 626, Hccp, privacy, Durc, regolamento versamento contributivi, nuove norme in materia di impianti (decreto 37/2008) si è terribilmente complicato e per Cna occorre correre ai ripari prima che la valanga degli adempimenti abbia il sopravvento sulla voglia di diventare imprenditori. «Paradossalmente – prosegue Grappein – non sono tante le aziende che chiudono perché non hanno lavoro, ma ce ne sono parecchie che non riescono a portare avanti il loro progetto di azienda». Quali ricette adottare? «Come associazione – risponde Grappein – siamo convinti che si debba passare da una idea di amministrazione che autorizza ad una di impresa responsabile. Servono procedure più snellebe severità nei controlli. Tanto, già ora, le nostre aziende sono controllate il doppio rispetto alle altre regioni. Sono convinto che si potrebbero perfino ridurre i contributi spettanti al settore se soltanto si riuscisse ad alleggerire la pressione fiscale e burocratica. La famosa impresa in un giorno appare ancora un’utopia». In questa azione Grappein intravede un ruolo importante per le associazioni di categoria. «Gli artigiani – commenta – sono sempre meno interessati alla tutela politico-sindacale. Vogliono un’associazione che sappia affiancarli ed aiutarli ad affrontare l’infittirsi delle normative». «Faccio un esempio: – dice Grappein - nel recente nuovo testo unico in materia di sicurezza le sanzioni sono state raddoppiate». «In un simile contesto – aggiunge - un’associazione di categoria deve porsi come obiettivo di aiutare le imprese a mettersi in regola. Vanno aperti dei tavoli di lavoro con l’Amministrazione regionale dove si riesca a far comprendere che le micro-imprese tipiche del nostro territorio hanno spesso bisogno di un sostegno per adeguarsi in maniera efficiente alle nuove normative, statali o regionali che siano. Le piccole dimensioni regionali impongono una maggior collaborazione tra istituzioni e associazioni di categoria affinché i problemi sul tappeto possano essere risolti ricorrendo il meno possibile al sistema sanzionatorio». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 14 maggio 2008)

Luca Minini (Mdm) riconfermato Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori

Si è riunito ieri, lunedì 19 maggio, il nuovo Consiglio Direttivo del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Valle d'Aosta, eletto nell'Assemblea del 14 aprile. Il Consiglio è composto da Luca Minini (M.D.M. S.r.l.), che è stato riconfermato presidente, dai vicepresidenti Giulio Vuillermoz (Tecnomec S.r.l.) e Guido Bertolin (Salumificio Maison Bertolin S.r.l.) e dai componenti Ettore La Carrubba (Alpicar S.r.l.) e Antonella Cestonaro (Ser.Val. Servizi Valle d'Aosta S.r.l.). Fra i prossimi impegni del neo-rieletto Consiglio la decisione di ospitare il 4 luglio, al Forte di Bard, l'Assise triennale e la Giunta annuale del Gruppo Giovani Imprenditori del Piemonte.

Elezioni regionali in Valle d'Aosta: tutto quello che c'è da sapere

Il titolo è alquanto pretenzioso. Ma l'obiettivo è molto semplice e, credo, concreto. Veicolare in un unico post tutto quello che può essere utile per farsi un'idea sulla prossima tornata elettorale del 25 maggio, e così non può mancare il riferimento a wikipedia, cui ho dato un modesto contributo, dove trovate un'esauriente spiegazione della nuova legge elettorale; a tutto quello che ho scritto in questo blog sull'argomento, compresi i mie editoriali, e, infine, al sito della Regione, con tutte le informazioni utili del caso su come si vota. Insomma in pochi clic potete prepararvi all'evento. Ah... dimenticavo. Volete sapere come è andata cinque anni fa? Le Regionali 2003 sono a vostra disposizione qui. Buona lettura. Ovviamente sul Corriere della Valle troverete ulteriori approfondimenti cartacei.

19 maggio 2008

Dora (STMicroeletronics) prevede di assumere 15 ricercatori nel 2008

Un futuro nella ricerca. E’ quello che potrebbe regalare la Dora spa a quindici giovani ricercatori nel corso del 2008. La DORA S.p.A. svolge attività di ricerca e sviluppo nel settore della microelettronica presso l’area Espace (edificio D) e la Pépinière d'Entreprises ad Aosta. La società, fondata nel 2000, è stata rilevata al 100% nel 2002 dalla STMicroelectronics, produttore globale indipendente di semiconduttori e leader nello sviluppo, produzione e commercializzazione di soluzioni integrate per un’ampia gamma di applicazioni microelettroniche, ed ha conseguentemente ampliato il proprio campo di ricerca. I principali settori in cui la società svolge la propria attività sono: comunicazione e trasmissione di dati audio e video utilizzando le linee dell'alimentazione elettrica a 220V; gestione dell'alimentazione nei sistemi portatili (notebook, palmari, ecc.) e nei sistemi per networking (LAN switches, routers, IP Phone); conversione di potenza per applicazioni automotive, consumer, computing; LED driving ; controllo motore per robotica e lo studio degli ElectricalOverStress nei circuiti integrati e ricerca di nuove strutture di protezione. «Per ciascuno di questi settori di ricerca – spiega il site manager Roberto Gariboldi - l’attività di DORA va dallo studio di sistema, alla definizione delle nuove architetture fino alla progettazione dei prototipi, alla loro validazione sperimentale e allo sviluppo dei programmi di collaudo». Presso il Centro di Ricerca e Sviluppo valdostano lavorano circa 50 ricercatori altamente qualificati, il 90% dei quali è laureato in discipline scientifiche. L’età media è intorno ai 28 anni. E la società prevede di aumentare gli organici con altri 15 ricercatori entro fine 2008. La società è molto attenta a valorizzare le risorse del territorio come dimostra il corso di microelettronica avanzata nella facoltà di Ingegneria del Politecnico di Torino che sta realizzando sia presso la sede di Verres per la laurea di primo livello, che presso la sede di Torino per la laurea specialistica. «L'intenso rapporto di collaborazione con istituzioni accademiche e scolastiche – precisano ancora Gariboldi - comprende programmi di stage sia durante il corso di studi sia post-diploma e post-laurea. La capacità di innovazione di Dora ha permesso di depositare domanda per una decina di brevetti e di pubblicare lavori di grande valore tecnico-scientifico». Fra i tanti realizzati si può citare quello riguardante il miglioramento dell’apparato di trasmissione di un dispositivo per il trasferimento di segnali dati e video utilizzando le linee elettriche, in ambito domestico. «Nel brevetto – spiega Gariboldi - viene ideato un nuovo metodo, associato alla protezione dell’informazione tramite codifica, per massimizzare la velocità di trasmissione del sistema a seconda della qualità della linea elettrica». Una ricerca che continua. Presso il centro tecnologico Dora, entro l’anno 2008, si completeranno, ad esempio, le seguenti attività: la realizzazione di un nuovo dimostratore per applicazioni di tele-lettura sulle linee elettriche. «In particolare, - aggiunge Gariboldi - il dimostratore è caratterizzato dalla presenza di un processore digitale, che permette di ridurre le dimensioni del sistema e di renderlo più flessibile, in vista di nuovi sviluppi futuri». La Dora prevede anche di realizzare dimostratori per alimentare il processore di controllo ed il processore grafico dei computer portatili secondo le attuali richieste di efficienza ed integrazione. «In quest'ambito – conclude Gariboldi - rivestirà particolare importanza lo studio delle architetture di controllo per tali regolatori e quello dell'integrazione al fine della riduzione dei componenti esterni». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 15 maggio)

18 maggio 2008

Le vodke Moskovskaya e Stolichnaya da Châtillon a Bologna

Nel mio girovagare su internet ho scoperto che le vodke russe Moskovskaya e Stolichnaya, acquisite dalla Savio di Châtillon nel 1998, purtroppo dal 2005 non fanno più tappa in Vallée, ma sono commercializzate dalla Fratelli Rinaldi Importatori di Bologna. Di conseguenza ho corretto il mio post perchè mi sono reso conto che, così come era scritto, sembrava far pensare che ancora oggi le due vodke rinvigorissero il riparto fiscale valdostano. O almeno così mi era parso di capire...

Spunti di riflessione - 24: Informazione: essere capaci di dare risalto al bene

Vi propongo l'editoriale che ho pubblicato questa settimana sul Corriere della Valle d'Aosta.

Dobbiamo «essere capaci» di «dare risalto al bene che sappiamo presente ovunque e disseminato fin nei luoghi più reconditi del nostro Paese». No ad un’informazione che «troppo spesso demolisce e dissacra». Con queste parole il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha aperto giovedì a Milano i lavori del convegno nazionale dei direttori e dei collaboratori degli Uffici diocesani per le comunicazioni sociali su «Lo sguardo quotidiano». Ai lavori era presente anche una mini-delegazioni del Corriere ed è stata un’importante occasione per rimotivare l’impegno settimanale di offrire un’informazione diversa. Mi sono chiesto che cosa significhi per il Corriere dare risalto al bene e mi sono subito venute in mente le pagine che stiamo dedicando agli oratori o quelle che presentano le varie comunità parrocchiali prima della visita pastorale. Ma è anche dare risalto al bene l’inchiesta che stiamo facendo sul mondo delle imprese. In molti si stupiscono che, anche in una congiuntura così difficile, ci siano aziende in grado di ben figurare anche al di fuori dei confini regionali. Ma dare risalto al bene non vuol dire dimenticarsi di un mondo caratterizzato da mille contraddizioni, nichilista fino alla schizofrenia che, allo stesso tempo, accorda una fiducia quasi fideistica alla conoscenza scientifica e tecnologica e manifesta scetticismo e relativismo quanto alla capacità dell’uomo di conoscere la verità, come evidenziato dal docente di filosofia morale alla Cattolica di Milano Francesco Botturi, sempre durante i lavori del convegno lombardo. Un mondo dove la libertà di scelta individuale è un valore primario estremo. Non conta se ciò che è stato scelto sia bene o male, ma solo se è stato scelto, perché è la forma dell’essere scelto che attribuisce valore al contenuto. Ma dalla frantumazione dell’esperienza, dalla verità che si fa molteplice deriva un senso di angoscia cui si deve dare una risposta. Per Bagnasco «il bene che raccontiamo dev’essere realistico, possibile, attraente»; occorre, al tempo stesso, fissare anche «l’attenzione sulle realtà che vedono la dignità umana colpita, la vita minacciata, la salute compromessa. Il male ci interpella sempre - avverte - e non dobbiamo occultarlo, ma va raccontato con ietà, evitando compiacenze e ogni suo uso strumentale volto a catturare attenzione». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 15 maggio 2008)

17 maggio 2008

Il potere del potere

Con un po' di ritardo in merito al famoso "fattaccio" dell'Agenzia delle Entrate, cioè la pubblicazione on line di tutte le dichiarazioni dei redditi degli italiani, segnalo un interessante articolo di Andrea Monti, avvocato ed esperto di diritto d'autore e contenuti digitali, pubblicato su «Nòva», dal titolo «Il potere del potere».
 

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