19 ottobre 2008

Sondaggio: no alla politica nell'arena...

Il sondaggio sulla mucca leghista (leggetevi qui il post) non ha raccolto i suffragi sperati. 25 voti sono poco più di un respiro. Il risultato finale, che cito, più per onor di cronaca, vede 18 voti contrari (72%) alla presenza del bovino sponsorizzato alla Bataille contro 7 favorevoli (28%). Ai posteri l'ardua sentenza.
A proposito, se non lo sapete ancora, in prima categoria (vedi foto) ha vinto «Merleun» (Azienda agricola Verney di Gressan), nella seconda «Feisan» (Michele Bionaz di Brissogne ) e nella terza «Promesse» (Patrick Brocard di Pollein). Sul Corriere della Valle di venerdì cronaca e foto dell'evento.

L'Ivat tutela e aiuta l'artigianato tipico valdostano

«L’IVAT riveste un ruolo delicato nel quadro della tutela della tradizione. Più che un lavoro, in questo frangente si parla di missione. Esistono dei regolamenti che hanno stabilito quali siano le caratteristiche dell’artigianato di tradizione, ma i regolamenti devono essere interpretati e messi in pratica». Così si legge nel sito dell’«Institut Valdôtain de l’Artisanat typique» a ulteriormente sottolineare il ruolo di questo ente così particolare a favore del mondo dell’artigianato tipico. Ma non solo l’Ivat ha anche il compito di favorire la commercializzazione di questi prodotti. «E direi che mai come quest’anno – osserva il Presidente Rudy Marguerettaz, coadiuvato dal direttore Roberto Valletabbiamo dato un contributo importante in questa direzione». In effetti anche se in termini di fatturati il 2008 non si discosterà molto dal 2007 sembra essere aumentata l’incidenza della vendita tramite gli esercizi dell’Ivat sui fatturati dei singoli artigiani professionisti. «Molte delle persone che vivono di artigianato tipico – commenta Marguerettaz – ci hanno detto di aver ridotto la vendita all’interno dell’atelier, mentre i nostri negozi tutto sommato hanno tenuto. Anzi in alcune zone, ad esempio Aosta e Courmayeur, siamo cresciuti. Negativi invece i risultati di Cogne e Gressoney». Dal 2008 gli uomini dell’Ivat in realtà si aspettavano di più. Scorrendo l’ultimo bilancio approvato infatti per l’anno in corso era ipotizzata una crescita del 20% rispetto ai 564.760,48 del 2007. Molte delle speranze del trend positivo si concentravano sull’apertura del nuovo esercizio di Bard. «Questa apertura – precisa Marguerettaz – è avvenuta molto più tardi del previsto. In effetti il punto vendita è operativo soltanto dal mese di luglio e, inoltre, per ora non è stata ancora avviata una adeguata campagna di promozione. Non va poi dimenticato che, a fronte di un forte aumento dei visitatori, a causa dell’incidenza della congiuntura economica sui consumi, registriamo una diminuzione della spesa media. Speriamo che gli effetti positivi si evidenzino nel 2009». Di grande interesse anche l’impegno dell’Ivat a fianco del Politecnico di Torino e su richiesta dell’associazione di mobilieri «Lo Rabot», presieduta da Fabrizio Varisellaz di Verrès, di avviare una serie di studi, attraverso l’elaborazione di alcune tesi di laurea, sulla definizione di una nuova linea di arredo valdostana. «L’obiettivo – spiega Vallet – è creare una rete trasversale a diverse imprese artigiane che unite possano finalmente far fronte all’invasione di numerose ditte non valdostane che propongono il loro mobilio montano non tradizionale. In questa maniera si vuole soddisfare le esigenze di enti collettivi proponendo mobili da ufficio o da albergo. Commesse che attualmente sono appannaggio di aziende provenienti da fuori regione».
L’impegno dell’Ivat è anche fortemente concretizzato sulla realizzazione del Museo dell’artigianato di Fénis. «La struttura – sottolinea Marguerettaz – sarà pronta per i primi mesi del 2009. Il sogno sarebbe di farcela per Sant’Orso ma preferiamo non sbilanciarci. Gli ultimi ritocchi, il Museo è ormai pronto all’80%, nascondono sempre grandi insidie». «Il Museo – conclude Marguerettaz - vuole creare un percorso fatto di materie prime, linee estetiche, tecniche e idee che salvaguardi un’arte e un’identità indissolubilmente legate tra loro e che le renda fruibili al grande pubblico. È proprio per questo che questa struttura non è stata concepita come un mero luogo di conservazione e salvaguardia di manufatti artigianali, ma come un progetto di comunicazione nel quale gli oggetti d’uso “spariti” dalla vita quotidiana e vere e proprie sculture vengono esposti e fatti condividere dalla comunità che li ha creati». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre 2008)

Cna Valle d'Aosta fa nascere Sogeval per far crescere le imprese artigiane

Questa volta ci occupiamo di una impresa che deve aiutare chi deve fare impresa. Il 27 ottobre con la firma dal notaio nascerà la «Società di Gestione Valdostana » (Sogeval), società costituita dalla Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa della Valle d’Aosta (Cna), presieduta da Giuseppe Censi, in collaborazione con un gruppo di professionisti già da tempo operanti in Valle d’Aosta. La sede dell’azienda, che offrirà i suoi servizi alle oltre 1200 imprese iscritte alla Cna, sarà ad Aosta, in via Garin 1, di fronte all’Agenzia del Lavoro, e potrà contare su un direttore responsabile, oltre a due figure sempre presenti in struttura, senza dimenticare il già citato gruppo di professionisti. «Da tempo – osserva il segretario regionale Cesare Grappein come associazione di categoria ci siamo resi conto della necessità di ampliare i servizi offerti agli associati. Un obiettivo che vogliamo raggiungere garantendo alle nostre imprese in un’unica struttura tutte le professionalità fondamentali per poter continuare la loro attività. Un passo avanti molto importante visto che sino ad ora avevamo un ruolo principalmente di filtro». «In questa maniera – aggiunge Grappein - aiuteremo a crescere e a consolidarsi le nostre aziende. Il nostro servizio però non va a sostituire la rete di professionisti già operantiosul territorio ma permette alle nostre aziende di usufruire di servizi sino ad ora poco utilizzati. Ad esempio le seguiremo nella predisposizione dei programmi Fse».
Uno dei settori Sogeval si impegnerà maggiormente sarà quello della formazione, non soltanto quella obbligatoria, ma anche continua. «Penso, ad esempio, all’esperienza delle botteghe professionalizzanti o all’organizzazione di corsi di informatica per i dipendenti » precisa il segretario. Ampia la gamma dei servizi offerti grazie ai quali sarà possibile fare un check-up completo alla propria attività imprenditoriale. Per quanto riguarda il settore dell’organizzazione
Sogeval intende infatti offrire consulenze utili per l’analisi sul campo dei fabbisogni, il rispetto delle nuove normative in materia di sicurezza ed ambiente, il conseguimento di sistemi di qualità e certificazione, lo sviluppo delle risorse finanziarie e la definizione di interventi mirati sull’organizzazione dell’impresa in ogni settore: dalla progettazione, alla promozione dell’immagine e del prodotto, alla gestione della produzione e della catena logistica, al controllo di gestione, fino alla gestione delle tecnologie. Le voci della formazione toccano invece materie
come ricerca e sviluppo, orientamento, management, formazione delle imprese, progetto sicurezza e apprendistato. «Per quanto riguarda l’orientamento – sottolinea Grappein – intendiamo portare la conoscenza del mercato del lavoro nelle scuole valdostane in modo da sviluppare lo spirito di imprenditorialità nei giovani. Sul fronte della ricerca ci proponiamo invece di favorire la creazione di laboratori di innovazione mirati alla sperimentazione di nuove metodologie». Info: tel 0165.31587 - (Pubblicato sul Corriere della Valle d’Aosta del 25 settembre 2008)

18 ottobre 2008

Decolla il business di Valgrisa: è finalmente tempo di prêt-à-porter montagnard

Cresce del 25% il fatturato di Valgrisa, azienda simbolo del «prêt-à-porter montagnard», rispetto al 2008 e allarga i suoi orizzonti con nuovi capitali e nuovi soci. La griffe (di cui ho già scritto in passato) nata per volontà, e un po’ per scommessa, tra Andrea Nicola, Alessandra Fulginiti (moglie di Andrea e oggi amministratore delegato), Luciano Barbera, nome notissimo della moda italiana e internazionale e Rita, sua consorte, dopo aver potuto contare sull’esperienza del manager Jean-Claude passerin D’Entrèves, ha accolto nel team Silvia Tambosco e il marito Nicola Rosset, oltre che ad di Saint-Roch un lunga esperienza nel marchio internazionale Napapijry, brand di fama internazionale nato proprio in Valle d’Aosta e oggi in mano statunitensi. Un fatturato che sfiorerà i 400mila euro e che si sta trasformando in un volàno importante per l’artigianato locale oltre che in una interessante operazione di comunicazione dell’immagine della Valle d’Aosta sui media della moda di alta qualità. Tutti i capi prodotti fanno riferimento alla Valle d’Aosta: o per l’uso di materie prime (come la rarissima lana Rosset) o di lavorazioni autoctone (come la tessitura a Valgrisenche e a Champorcher) o per la storia contenuta nel capo (come nel caso di Chasse Royale, che riprende l’uniforme dei Guardia Caccia di re Vittorio Emanuele II). Il primo capo lanciato da Valgrisa è stato il capospalla chiamato Lodra’: il nome è quello del tipico tessuto realizzato a Valgrisenche dalla cooperativa Les Tisserand. Le forme sono quelle della giacca che indossavano le guide di Courmayeur nel XIX secolo, rese attuali dalla maestria di Luciano Barbera. La rarità, quindi la numerazione di ciascuna giacca, deriva dalla scarsità del vello di queste rare pecore Rosset, iscritte nei registri della F.A.O. delle razze in via d’estinzione: solo 1.600 capi, che fanno di questa razza una delle meno diffuse al mondo. «Valorizziamo il lavoro di queste cooperative – spiega Fulginiti – commercializzandoli nei più prestigiosi negozi di abbigliamento in Italia e all’estero. Denver, Gstaad, Bruxelles, Hannover e Mosca (Bosco di Ciliegi, all'interno dei Magazzini GUM) sono state le prime località dove la moda valdostana è entrata con forza e con risultati di vendita decisamente soddisfacenti».
Un impegno importante che però si scontra con il fatto che simili lavorazioni incontrano sempre meno il favore delle nuove generazioni. «Dal punto di vista economico - conclude Fulginiti - c’è molto interesse, e diversi nostri clienti desiderano visitare le Cooperative dove vengono prodotti i capi. Noi vorremmo trovare un modo per incentivare i giovani ad avvicinarsi a questa attività». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest dell'8 ottobre)

17 ottobre 2008

Un po' di Vallée anche nel Golosario 2009

Ormai seguire le guide è diventato quasi un lavoro. E così dall’8 al 10 novembre tocca alla presentazione de «Il Golosario 2009» (Comunica Edizioni, 25.00 euro), la guida alle 1.000 e più cose buone di Paolo Massobrio (sul quale ho spesso scritto in passato). Nella guida ci sono i Top Hundred 2008 ovvero i 100 migliori vini d'Italia che quest'anno, per la settima edizione, saranno premiati nell'ambito di Golosaria: la rassegna di cultura e gusto del Club di Papillon che si terrà a Milano all'Hotel Melià (via Masaccio, 19) dall'8 al 10 novembre.
Anche qui c'è un po’ di Valle d’Aosta.

Tre i nominativi:
Didier Gerbelle - Vallée d'Aoste Torrette Superiore Vigne "Tsancognein" 2006;
La Crotta di Vegneron - Vallée d'Aoste Nus Malvoisie Flétri "Nonus" 2006
e La Vrille - Vallée d'Aoste Fumin 2005


Ma le segnalazioni non terminano qui. Fra i ristoranti di charme spunta l’Hermitage di Breuil – Cervinia (citato anche nel mio concorso del miglior imprenditore valdostano). Una curiosità: nella guida i produttori e le eccellenze gastronomiche della Valle sono introdotte dall'alpinista Abele Blanc.

Valfidi: otto borse di studio in memoria di Gianni Padovani

Mercoledì 15 ottobre, presso la Sala Conferenze della Biblioteca Regionale, sono state consegnate le annuali otto borse di studio «Gianni Padovani» (ben 1000 euro), precedente presidente del Consorzio prematuramente scomparso, ad altrettanti studenti che hanno frequentato l’ultimo anno delle scuole medie superiori e che si sono distinti per meriti di studio conseguendo la maturità scolastica con successo di risultati. L’iniziativa, promossa da Valfidi e dal suo presidente Andrea Leonardi, giunta ormai alla sesta edizione, costituisce un’azione lodevole per avvicinare il mondo della scuola a quello delle piccole e medie imprese. Per una cronaca più approfondita dell'evento rinvio al Corriere della Valle di venerdì prossimo con tanto di foto di gruppo finale. Per ora mi limito a fornirvi i nominativi dei ragazzi premiati: Daniele Francesco Baratier (Istituzione scolastica di Istruzione Tecnica Commerciale e per Geometri di Aosta – Sezione Commerciale indirizzo per programmatori), Valeria Bertozzi (Istituto Magistrale Regina Maria Adelaide di Aosta – Sezione Liceo linguistico), Alessia Borettaz (Istituzione Scolastica di Istruzione Tecnica Commerciale, per geometri e Professionale di Chatillon – Indirizzo turistico), Mattia Chabod (Istituzione Scolastica di Istruzione Professionale di Aosta), Simone Fabiole Nicoletto ( Istituzione Scolastica di Istruzione Scientifica e Magistrale di Pont St. Martin – Indirizzo Scientifico), Jean Christophe Nigra (Istituto Professionale Regionale Alberghiero di Chatillon ), Bruno Sedja (Istituzione scolastica di Istruzione Classica ed Artistica di Aosta indirizzo artistico – sperimentazione Michelangelo) e Andrea Servalli (Istituzione Scolastica di Istruzione Tecnica Industriale e Professionale di Verres – Sezione Perito Industriale capotecnico specializzato in elettronica e telecomunicazioni). Vi propongo infine una slide show della premiazione.

16 ottobre 2008

Una mucca leghista alla Bataille des Reines: favorevoli o contrari?

Abbandoniamo per qualche ora la materia economica e dedichiamoci ad una notizia più amena (il titolo di questo post sembra ripescato da una prima pagina del settimanale satirico Cuore), ma non priva di spunti di riflessione. Domenica 19 ottobre all'arena della Croix Noire ritorna la Bataille des Reines edizione del cinquantenario. I valdostani sanno benissimo di cosa si tratta ma per i visitatori extra-regionali è giusto spendere qualche riga in più per inquadrare l'evento che, oltretutto, può diventare una curiosa attrazione turistica. Un fine settimana molto alternativo. La Bataille è uno scontro «non-violento» tra mucche che si fronteggiano in un’arena fino al ritiro di una delle due. Le Reines (regine) sono vacche selezionate appartenenti alla razza valdostana pezzata nera e castana, famose per la produzione di latte di alta qualità. L’idea delle «Bataille» risalirebbe al XVII sec., anche se gli storici fanno risalire il primo torneo organizzato su base Regionale al 1859, nella Conca di Vertosan. E’, però, soltanto dal 1958 che la bataille è sostenuta e valorizzata grazie all’Associazione Amis de Batailles de Reines . Il «campionato» prevede ogni anno un complesso programma costituito da 20 incontri eliminatori dislocati in diverse località della Valle d’Aosta fra primavera e autunno. Detto questo veniamo al fatto per cui chiedo la vostra opinione. La Lega Nord ha deciso di sponsorizzare una bovina di nome «Bordeaux» che scenderà in campo con un campanaccio con tanto di simbolo del Sole delle Alpi e un fiocco «di color verde padano». «Il nostro - ha detto l'eurodeputato Mario Borghezio - è un gesto d'affetto per una tradizione ancestrale del popolo padano. La bataille de reines non è solo uno spettacolo ma un modo per riaffermare la propria identità culturale». Il Pd ha chiesto che la politica resti fuori dall'arena. E voi che cosa ne pensate? Il sondaggio si conclude Domenica. Come sempre votate e fate votare. Sono ovviamente ben accetti anche i commenti.

Artigiani e liquoristi dite la vostra

L’Assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret nel giro di un mese ha presentato due iniziative in discontinuità con la giunta precedente. Temi di cui mi ero occupato anche su questo blog e che avevano destato forti polemiche. Mi piacerebbe conoscere l’opinione delle categorie economiche interessate: da un lato gli artigiani e dall’altro i liquoristi. Riassumo brevemente i provvedimenti. Se cliccate sui titoletti potete leggervi anche i post precedenti.

Artigianato tipico
La Giunta ha approvato la sospensione della deliberazione n. 2807/2007 sull’elenco aggiornato delle lavorazioni e degli oggetti artigianali ammissibili, ai sensi della legge regionale n. 2/2003 concernente ‹‹Tutela e valorizzazione dell’artigianato valdostano di tradizione››. L’obiettivo è di prevedere, in considerazione dell’importanza delle scelte da assumere, ulteriori opportune attività di ricerca e di confronto tra i soggetti coinvolti al fine di pervenire all’elaborazione di una proposta il più possibile coordinata e condivisa, utile a definire complessivamente le caratteristiche del prodotto artigianale della Valle d’Aosta da tutelare e da promuovere attraverso azioni che valorizzino sia i canoni della tradizione che le caratteristiche della qualità artistica.

Legge beni contingentati
Gli uffici regionali stanno lavorando ad un disegno di legge di modifica della legge regionale 4 agosto 2006, n. 16 (sulla ripartizione, assegnazione e immissione in consumo dei beni contingentati), al fine di riattivarne l’operatività entro la fine dell’anno. Di conseguenza, gli uffici regionali potranno ricevere le domande per il rilascio di buoni alcool ai proprietari di alambicchi privati che distillano vinacce ad uso familiare soltanto successivamente alla ripresa della piena operatività della relativa legge regionale. Si rammenta pertanto che, fino a quel momento, le operazioni di distillazione non beneficeranno dell’esenzione fiscale e saranno soggette al pagamento delle accise nonché all’assolvimento di tutti gli adempimenti previsti dalle vigenti disposizioni tributarie. Eventuali chiarimenti ed informazioni potranno essere richiesti al Servizio contingentamento ai numeri telefonici 0165 27.51.53 / 0165 27.51.01 oppure, per quanto concerne gli obblighi tributari (dichiarazioni di lavoro, versamenti etc.) alla competente Agenzia delle dogane di Aosta.

Messaggi in bottiglia - 16: Un master per formare le aziende alle tante opportunità offerte dal web

Apogeo e Ifaf presentano la prima edizione del «master in Digital Marketing & Communication»: quindici sabati in aula per imparare come si vive il Web nel 2008 e come la vita digitale può aiutare le imprese a comunicare meglio. Open Day il 27 ottobre. Per saperne di più cliccate qui. E poi non venite a dirmi che io non penso a voi.

15 ottobre 2008

Eurotravel dà voce alle agenzie di viaggio

Le copertine dell’edizione invernale di Eurotravel, il noto tour operator guidato dai fratelli Angelo e Cleto Benin (di cui mi sono già occupato), che ha la sua sede operativa a Quart , portano la firma delle agenzie di viaggi. Sono state proprio i responsabili delle agenzie a scegliere la nuova linea grafica che caratterizza la programmazione dell’operatore. Eurotravel ha indetto, nel periodo estivo, un referendum, conclusosi alla fine di settembre, via mail per dare voce ai gusti, all’esperienza e alla professionalità delle agenzie di viaggi al fine di scegliere la veste grafica dei nuovi cataloghi. La campagna via mail «Vota il look 2009» ha coinvolto tantissime agenzie di viaggi italiane nell’importante scelta della veste grafica della comunicazione e delle copertine dei nuovi cataloghi invernali.
La scelta era da effettuarsi tra due tipologie di copertine, la Classic, una linea tradizionale che evolve la grafica Eurotravel delle icone delle precedenti copertine, con risalto al colore istituzionale dell’operatore, l’arancione, oppure la Pop, una linea decisamente non convenzionale, molto impattante ispirata alla mano di un grande della Pop Art degli Anni Sessanta, Roy Lichtenstein.
Le agenzie hanno espresso il loro voto a favore di questa seconda soluzione: quindi, ecco le copertine con primi piani di volti femminili, che nella tradizione lanciata da Lichtenstein sono tratte dal mondo dei fumetti, e raffigurate nei colori acrilici tipici di questa espressione, contrastanti e intensi.
«Abbiamo proposto un referendum agli agenti affinché – spiega il direttore Commerciale Massimo Borelli - ci aiutassero a fare una scelta tra due linee grafiche che piacevano in egual misura alla direzione. La scelta è caduta sulla linea Pop: sono infatti in distribuzione da alcune settimane i cataloghi Neve e Valle d’Aosta, mentre a breve usciranno tutti gli altri. L’impatto è stato assolutamente convincente e alcune agenzie di viaggi ci hanno già chiamato per complimentarsi per la freschezza e la vivacità della linea».

Secondo Tecnocasa il mercato immobiliare aostano cresce del 2,1%

Come ogni anno l'Ufficio studi di Tecnocasa ci offre la sua istantanea sull'andamento del mercato immobiliare in Valle d'Aosta. La crescita è leggera (+2,1%), praticamente pari all'inflazione. Di questi tempi meglio accontentarsi.

Nei primi sei mesi dell’anno le quotazioni degli immobili sono salite del 2.1%.
In lieve aumento i prezzi nella zona di Arco d’Augusto-corso Ivrea dove sono in corso lavori per dotare le abitazioni di impianti per il risparmio energetico (sono infatti previsti dei contributi regionali per l’installazione di pannelli solari, doppi infissi e caldaie a condensazione) oltre che interventi di nuova costruzione. In sviluppo anche le abitazioni situate nella prima collina della città. Questo ha causato un rialzo dei prezzi sull’usato che avendo valori più bassi rispetto ad altri quartieri della città ha attirato una maggiore domanda.
Il risultato è che adesso le quotazioni sono allineate a quelle degli altri quartieri.
Nel Centro storico della città acquistano persone di età avanzata che apprezzano la presenza dei servizi oppure giovani coppie che cercano bilocali e trilocali. Le soluzioni più prestigiose si concentrano in piazza Chanoux (nella foto) dove ci sono abitazioni d’epoca romana e medioevale, sottoposte a ristrutturazione negli ultimi anni. Si possono toccare punte di 3500 € al mq per tipologie ristrutturate. Nelle strade limitrofe si scende a 2800 € al mq.
Nelle zone di Villa Chicco, Regione Bussayez e Regione Porossan sono disponibili ville singole, bifamiliari e trifamiliari (alcune ancora in costruzione) e questo determina una maggiore richiesta, soprattutto da parte di famiglie che ricercano la tranquillità e le abitazioni con uno spazio verde. Il Prg appena entrato in vigore ha previsto un incremento dei terreni edificabili nella zona.
In corso Ivrea dove prevalgono le soluzioni degli anni ’70 si prevede la ristrutturazione di vecchi stabili. Tra le zone che hanno subito un processo di miglioramento, legato alla nascita di nuove costruzioni e di nuove strade con miglioramenti della viabilità, c’è Regione Borgnalle.
Anche in via Torino faranno dei lavori di restyling sull’arredo urbano.
Ancora in lieve salita le quotazioni degli immobili intorno a piazza della Repubblica dove si sentono gli effetti legati alla riqualificazione di un’ex area commerciale e artigianale in corso Lancieri. Anche qui la presenza di prezzi più bassi rispetto alla media cittadina ha determinato una maggiore domanda di immobili. Le nuove costruzioni costano 2300-2400 € al mq. Ad acquistare in zona sono giovani coppie e famiglie attratte dalla vicinanza al centro della città. La restante offerta immobiliare riguarda condomini della seconda metà degli anni ’60 e ’70.
Una leggera contrazione delle compravendite, sebbene i prezzi siano rimasti stabili, si è registrata nella zona dell’Ospedale, nella parte collinare della città. Sul mercato immobiliare ci sono prevalentemente soluzioni indipendenti e semindipendenti, dalla villetta a schiera alle ville bifamiliari e trifamiliari. Ci sono anche appartamenti in palazzi costruiti tra il 1965 e la fine degli anni ’70. Al momento sono in corso lavori per la costruzione di trifamiliari, bifamiliari e monofamiliari. Gli immobili presenti attirano soprattutto professionisti e comunque potenziali acquirenti dalla disponibilità di spesa mediamente più alta. Sul mercato delle locazioni non si registrano importanti cambiamenti, sebbene la zona dell’Ospedale, proprio per la presenza della struttura, vede un certo dinamismo soprattutto da parte dei lavoratori fuori sede. Da segnalare che sono stati ultimati i lavori nell’ex Macello dove è stata costruita tra le altre la «Cittadella dei Giovani».

Manuela Zublena: sul tappeto Ptp, inceneritore e legge urbanistica (2)

Seconda parte dell'intervista all'assessore all'ambiente Manuela Zublena. La prima parte la potete trovare qui.

La situazione attuale?
Esiste una delibera adottata nel mese di marzo che definisce una linea di indirizzo dove vengono considerati congiuntamente la gestione del materiale non recuperabile dei nuovi rifiuti insieme a quello derivante dallo smaltimento della vecchia discarica, trattati entrambi attraverso un termovalorizzatore di cui deve essere prevista la realizzazione. Questo è lo scenario che è stato definito e che ha avuto l’avallo della maggioranza dei soggetti rappresentati nel Consorzio
degli enti locali. Sulla base di quanto previsto dalla delibera di marzo sono stati attivati una serie di approfondimenti sul corpo di discarica.

A che scopo?
Per individuare dei parametri di tipo geotecnico, geofisico. Si tratta di studi avviati la scorsa settimana. Sono approfondimenti che servono per valutare le modalità di smaltimento della discarica.

Ma questo significa che potrebbero essere anche valutate altre strade?
No. L’assessorato porta avanti l’indirizzo indicato dalla delibera. Questi approfondimenti servono per comprendere le caratteristiche merceologiche del rifiuto, per sapere quantificare la tipologia di rifiuto presente oggi a seguito di vent’anni di stoccaggio. In modo da definirne il potere calorifico.

Esistono tempistiche?
Parlerei di qualche mese. Parallelamente poi deve essere completato una caratterizzazione del cosiddetto fondo ambientale, partita un anno fa e che riguarda la matrice aria, acqua e suolo e che vuole descrivere lo stato di qualità di queste matrici. E’ una prassi comune, cioè definire la qualità dell’acqua, dell’aria e del suolo a livello di plaine.

Chi sta operando?
In parte Valeco che si avvale di collaborazioni esterne e in parte da Arpa, soprattutto in merito
alle nanopolveri. Quest’ultima indagine si chiude ad ottobre dopo un anno di rilevazioni.

In merito ai problemi ambientali legati al passaggio dei tir e al limite dei passaggi fissato dal Consiglio regionale qual è la situazione?
Siccome il valore stabilito è stato definito in tempi recenti ha una sua validità, ma deve comunque essere verificato. L’Arpa sta monitorando l’area in modo da verificare se sussiste il rispetto dei limiti e, soprattutto, quali effetti può avere avuto sulla qualità dell’aria l’evoluzione del parco-mezzi. Non va dimenticata l’esistenza di un Comitato Tir chiamato ad esprimersi sull’argomento. E in quella sede andranno fatte delle valutazioni.

Nel programma di legislatura sottoposto all’attenzione degli elettori è indicata l’intenzione di produrre una norma sulla Valutazione Ambientale Strategica. Può illustrarcela?
Da parte degli uffici è in corso la redazione di una prima bozza. Si tratta di una legge complessiva che definisce degli indirizzi per valutare le compatibilità dei vari interventi rispetto agli standard ambientali. Questa legge in qualche modo accorperà anche la valutazione di impatto ambientale. Si configura insomma come una norma quadro. Attraverso questa norma si vorrebbe semplificare i vari iter amministrativi esistenti.

Ci sono novità sull’Espace Mont Blanc?
Questa forma di collaborazione ha da tempo fatto richiedere agli enti che ne fanno parte la definizione di una figura giuridica specifica in modo da assicurarle uno status giuridico. Gli ambiti normativi in cui si muovono i tre stati sono diversi anche in ragione del fatto che la Svizzera è al di fuori dell’Ue e pone ovviamente alcune difficoltà di raccordo supplementari. Di per sé la volontà è di continuare nella collaborazione nell’ambito di Espace Mont Blanc che è stato il motore di una serie di progetti molto fruttuosi. Questa esperienza ha permesso uno scambio di pratiche ed una crescita professionale notevole di chi ha potuto fruire di queste collaborazione.Nella recente riunione si è poi portato avanti il discorso di un piano integrato che al suo interno prevede ben sei progetti.Per la valle sono coinvolte l’Arpa, la Fondazione Montagna sicura, i comuni del Valdigne.

Un esempio?
La gestione integrata e innovatrice di villaggi in una logica di sviluppo sostenibile. Si vorrebbe anche arrivare a dare vita a dei modelli di azioni pilota. E poi dare il via ad una azione divulgativa facendo informazione-formazione a partire da queste iniziative affinché diventino un patrimonio comune di tutta l’area. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre)

14 ottobre 2008

Manuela Zublena: sul tappeto Ptp, inceneritore e legge urbanistica (1)

Questa settimana incontriamo l’assessore all’Ambiente Manuela Zublena (Uv), nome già noto nel panorama politico regionale, anche se alla sua prima esperienza in Consiglio regionale. Come sempre l'intervista è divisa in due tranche. Oggi e domani.

Partiamo dal Ptp. Come pensate di agire? Prima l’adeguamento di tutti i piani regolatori e poi il suo adeguamento?
Il primo impegno, tenendo conto anche delle esigenze espresse dagli enti locali, è quello di completare l’iter di adeguamento dei piani regolatori al Ptp. Un iter molto lungo, travagliato, anche per via di eventi come l’alluvione del 2000 che hanno posto la necessità di nuove riflessioni e approfondimenti. Nel frattempo si è verificata la produzione di ulteriori strumenti di pianificazione territoriale per cui oggi come Giunta intendiamo completare l’adeguamento in tempi abbastanza contenuti, anche se ancora da definire.

Ma quanti ne mancano ancora?
Circa una cinquantina. Anche se quasi tutti sono in fase di completamento. Noi comunque stiamo facendo una nuova ricognizione per capire esattamente a che punto sono. In particolare vogliamo verificare se ci sono ritardi legati ai Comuni oppure ad approfondimenti di tipo geologico richiesti dall’amministrazione regionale. Finita questa ricognizione si cercherà con gli enti locali di concordare una tempistica il più possibile omogenea.

Già nel 2009?
L’iter di approvazione è molto lungo. Molto ottimisticamente parlerei di 2010. E’ difficile prevedere dei tempi anche perché nel 1998 erano stati dati cinque anni di tempo per realizzarlo. E poi c’è stata l’alluvione che,come ho detto, ha costretto a nuovi ripensamenti. Compatibilmente con le difficoltà dei singoli comuni comunque dovremmo portare a conclusione quell’iter. Soltanto a quel punto si potrà procedere ad un aggiornamento del Ptp. E porre quindi le basi per uno strumento la cui adozione andrà molto più avanti. Sulla previsione dei tempi è necessaria molta cautela.

Prevedete di revisionare la legge urbanistica?
Sicuramente sì. In una logica di semplificazione delle procedura. Ma dopo il completamento del Ptp. Oggi è importante non mutare il quadro normativo perché questo è un elemento di alterazione della pianificazione fatta dai comuni.

Inceneritore e incenerimento discarica attuale. Dato ormai per assodato che per voi è l’unica soluzione percorribile a che punto siamo? E che cosa rispondete alle preoccupazioni delle opposizioni, degli ambientalisti e di una parte della cittadinanza?
Vorrei precisare che in materia di gestione dei rifiuti l’orientamento di base è quello di sostenere tutta una serie di azioni e di scelte che vanno nella direzione di prevenire la produzione di rifiuti e di incentivare ulteriormente la raccolta differenziata, il riciclaggio e il riutilizzo, cioè avere dei livelli sempre più spinti di queste azioni. Questo è, tra l’altro, previsto nel programma elettorale ed è coerente con le varie direttive europee. In particolare ce ne è una recentissima che stabilisce un ordine di priorità nella modalità di gestione dei rifiuti. In prima battuta la prevenzione e poi il recupero, anche quello energetico, e come ultima opzione lo smaltimento in discarica. Mi sembra che le azioni messe in campo siano coerenti con questi indirizzi. C’è poi un fatto oggettivo da tenere in considerazione. Studi fatti evidenziano che c’è una situazione di prossimo esaurimento della discarica di Brissogne nel giro di massimo cinque-sei anni. Questo impone di definire certe scelte in tempi brevi. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre)

13 ottobre 2008

Messaggi in bottiglia - 15: Che cosa ha detto il Papa sul collasso della finanza mondiale?

Si è fatto un gran parlare (compresa molta ironia, spesso a buon mercato...) sul commento di Papa Benedetto XVI in merito al collasso della finanza mondiale. Come sempre, in questi casi, per farsi un'idea davvero chiara, occorre andare al testo originale, cioè alla meditazione che Papa Joseph Ratzinger ha tenuto lunedì 6 ottobre all’inizio della prima sessione del sinodo dei vescovi dedicato a «La parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa», durante la recita dell’Ora Terza dell’Ufficio Divino: tredici parole su un totale di 1500. In questo ci aiuta l'eccellente blog di Sandro Magister «Settimo cielo». Cliccate qui.

Buoni di benzina addio? In Vallée si studiano le zone franche montane

Per il 2009 i valdostani dovrebbero ancora godere dei quarantasei milioni di euro di cui 5,2 a vantaggio delle imprese, in particolare quelle artigiane, garantiti dai buoni carburante (vedi precedente post). Il condizionale è però d’obbligo. Una direttiva dell'Unione europea sin dal 1992 imporrebbe infatti alla Valle d'Aosta di «abolire i buoni per i carburanti in esenzione fiscale», attualmente pari a 0,6768 euro al litro per la benzina e a 0,5076 per il gasolio per autotrazione (legge 3 agosto 1949, n.623). A dare rassicurazioni per primo in merito è stato il Presidente della Giunta Augusto Rollandin (Union Valdôtaine) con una frase che però lascia aperti molti scenari. «Se non arrivano novità da Bruxelles i buoni benzina ci saranno anche nel 2009». Più cauto ancora l’assessore alle Attività Produttive Ennio Pastoret (Uv) che ha chiaramente detto, rispondendo ad una interrogazione in Consiglio regionale, come, pur auspicando il mantenimento dell’attuale sistema, l’Amministrazione regionale stia già lavorando alla predisposizione di alcune misure «analoghe e di compensazione». Nessuna indicazione però è stata data per ora. Il precedente assessore aveva ipotizzato la creazione di buoni energetici, ma per Pastoret è invece ancora prematuro sbilanciarsi. Va, in parte, in questa direzione, l’intenzione, già annunciata da tempo dal Presidente Rollandin, di chiedere all’Ue che la Valle d’Aosta sia riconosciuta come zona franca montana sulla falsariga delle zone franche urbane (Zfu). L’idea arriva dalla Francia e si sta diffondendo anche in Italia. Le Zfu sono state istituite, soprattutto nel Sud Italia (ma sono previste anche a Massa Carrara in Toscana e Ventimiglia in Liguria), allo scopo di riqualificare aree economicamente depresse e socialmente degradate. Le imprese che vi si insediano possono beneficiare, a determinate condizioni, di sgravi contributivi e di esenzioni fiscali. «Per la Valle d'Aosta vogliamo applicare pienamente l'articolo 14 del nostro Statuto, relativo alle zone franche. Oggi si parla molto di creare zone franche urbane in Italia, noi pensiamo invece ad aree montane, che, con il consenso dell'Unione Europea e del resto del paese, possono attrarre investimenti e consentire la crescita delle piccole e medie imprese». Un’idea che non dispiace al presidente di Confindustria Valle d’Aosta Giuseppe Bordon. «Premesso che non credo così semplice far rientrare la nostra regione in questi canoni credo, tuttavia, che la zona franca montana potrebbe trasformarsi finalmente nello strumento atteso da tempo per far riconoscere lo svantaggio produttivo di chi fa impresa sul nostro territorio. Penso ai contributi. Se in pianura posso dare 10, in montagna mi è concesso arrivare fino a 30. Si tratta di agevolazioni che compensano degli svantaggi oggettivi». Bordon apre anche una parentesi sui buoni benzina. «Credo che sarebbe bene – osserva – prevedere un’agevolazione che possa andare a vantaggio di tutta la popolazione valdostana e non soltanto dei possessori di auto. Faccio un esempio. Se non ci saranno più i buoni aumenterà il valore delle accise all’interno del bilancio regionale. Questa cifra potrebbe essere utilizzata per una iniziativa mirata e non dispersa in mille rivoli». Non si dice invece particolarmente entusiasta dell’idea Flavio Martino, presidente di Confesercenti. «Credo che la constatazione, reale, dei maggiori costi derivanti dallo svolgere la propria attività in montagna e l’individuazioni di particolari misure di sostegno andrebbero ricondotte all’interno della tanto attesa Legge sulla montagna. Il ragionamento non può riguardare soltanto la Valle d’Aosta, ma tutto l’arco alpino». Più possibilista Coldiretti. «Come rappresentanti del mondo agricolo –commenta il direttore Ezio Mossoni - possiamo però sottolineare come le grandi decisioni strategiche nazionali vengano prese sempre tenendo in considerazione primaria le esigenze dei grandi centri urbani ove vi sono pochi spazi presidiati da molti uomini, tenendo in minore considerazione i grandi spazi agricoli che sono però gestiti da pochi. Una politica di zona franca che tenga più conto del territorio è perciò certamente condivisibile». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest dell'8 ottobre 2008)

Concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008»: regna ancora l'incertezza

Inizia il conto alla rovescia per il concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008». Si potrà votare infatti fino all’8 dicembre. I suffragi raccolti sino ad ora sono 636. Vogliamo provare a raggiungere i 1000 voti? Chiedo perciò la collaborazione dei visitatori. Leggete le motivazioni del post e esprimete comunque una vostra opinione anche se non conoscete direttamente tutti i protagonisti del concorso. Inoltre segnalate l'iniziativa a dei vsotri amici. Ma ora veniamo alla classifica. Paolo Conta (Laser) mantiene di un soffio il suo primato con 108 suffragi contro i 106 di Piero Enrietti della Thermoplay di Pont-Saint-Martin che in quest’ultimo mese si è fatto decisamente più sotto, tanto che qualche giorno fa, per poche ore, era perfino riuscito nell’aggancio. Segue Paolo Musumeci (Musumeci-Pcl) che raggiunge quota 67, ma si vede per la prima volta minacciato seriamente da Costantino Charrère (Les Crêtes), che lo tallona a quota 63, primo non industriale della classifica. Continua a crescere inmaniera sostenuta Gioacchino Gobbi (Grivel) che con 53 preferenze sembra non avere concorrenti per il quinto posto e potrebbe nutrire perfino qualche aspirazione per le piazze d’onore. Guida il gruppo di centroclassifica, Piero Roullet (Albergo Bellevue) con 33 voti, tallonato da Marilena Péaquin (Maison Bertolin) a 30, Mario Ronc (Fratelli Ronc) a 28 che precede Pietro Giorgio (Sea) a quota 25. Segue. Entriamo così nella zona retrocessione, cioè nelle ultime sette posizioni che chi segue il mio concorso sa che segnano l’esclusione dalle nominations del prossimo anno. Pietro Capula (Gps) guida il plotone con 23 voti. Sulla sua scia Roberto Marzorati (Cogne) Luca Minini (Mdm), presidente dei giovani industriali, entrambi a 22 suffragi. Poi Nicola Rosset (Saint-Roch) a 17, Alberto Celesia (Cidac) a pari merito con Pierre Noussan (Sicav) a 14. E, infine, ancora fanalino di coda Corrado Neyroz (Albergo Hermitage) a quota 11. Come ribadisco, alla fine di ogni post, votate e fate votare.

12 ottobre 2008

La Centrale Laitière fa co-marketing con le Funivie Monte Bianco

La Centrale Laitière Vallée d'Aoste (già da tempo coinvolta nel mio viaggio come potete leggere qui), una produzione che spazia dal latte ai formaggi freschi, allo yogurt, offre il suo latte di montagna in un nuovo pack ideato proprio per valorizzare la provenienza del prodotto dalle zone di mungitura del territorio d’origine, cioè la Valle d’Aosta, come attestato anche dalla dicitura di certificazione prevista per legge riportata sulla confezione. Su un lato del pack uno spazio promuove l’ottava meraviglia del mondo con le Funivie Monte Bianco. Una interessante azione di co-marketing che potrebbe fare scuola.
Il latte delle mucche valdostane si proporrà nella nuova veste in 4 pratici formati:

- confezione in Tetrarex di latte intero da 1 litro
- confezione in Tetrarex di latte parzialmente scremato da 1 litro
- bottiglia PET di latte intero da 1 litro
- bottiglia PET di latte intero da 1/2 litro

Fino al 20 dicembre, la confezione da un litro in Tetrarex, Intero e Parzialmente Scremato, sarà venduta a € 1.20, un prezzo conveniente se rapportato al costo del latte fresco presente oggi sul mercato.

Un filo rosso

L'appuntamento domenicale ormai è fisso con i fondi che pubblico sul Corriere della Valle, il settimanale della diocesi che trovate in edicola ogni venerdì, e spesso si tratta di commenti non attinenti alla materia economica, ma in massima parte di materia religiosa. Piccole pillole di spiritualità che spero che ci ricordino il senso primo di questo giorno festivo e ci invitino ad interrogarci sulla fede sia che sia o non sia una dimensione del nostro quotidiano.

C’è un filo rosso che lega questi ultimi due numeri del Corriere: ed è l’attenzione alla famiglia. La scorsa settimana con lo speciale dedicato a Retrouvaille e questa in cui raccontiamo l’incontro del Vescovo con gli sposi dell’anno in vescovado e il convegno sull’«Humanae Vitae» di Paolo VI, che ha visto fra i relatori anche Mons. Giuseppe Anfossi. Ma è la famiglia al centro della nostra attenzione anche dove si parla di vocazioni e, in questo senso, è particolarmente apprezzabile la lettera di don Giuseppe Lévêque di risposta a Massimo Ratto. Uno scambio epistolare che mi ha suggerito come prima di tutto sia la parola vocazione (intesa non soltanto nel significato sacerdotale) ad essere in crisi. Leggevo, credo sul Sole 24 Ore, di come sia difficile indicare ai giovani un insieme di valori per i quali impegnarsi. Con i figli c’è il pericolo di infilarsi in una logica contrattualistica. «Se studi, ti faccio un regalo». Mi verrebbe quasi da dire, se non temessi di assumere atteggiamenti troppo pretenziosi, che oggi manca il senso del sacrificio, inteso nel senso più letterale del termine, cioè «sacrum facere», rendere sacro. Mettere a disposizione il proprio tempo per uno scopo, per una missione, per un ideale. Perfino le cosiddette tribù urbane oggi nascono intorno ad una moda, ad un modo di vestirsi e niente più. Forse è sbagliato pensare che sia soltanto il mondo ecclesiale in difficoltà.
Tutta la società è in un momento di transizione e deve ridefinirsi fino alla radice. Chi ha fede, però, sa qual è la propria identità, forse deve soltanto rileggerla nel nuovo contesto, individuando nuove forme per comunicarla. Anche se al di là delle forme, al di là delle strategie che possiamo inventare, rimane - e questo ci deve dare più fiducia - la ricchezza della Parola che siamo chiamati a diffondere, aiutati dalla sua stessa forza intrinseca che va al di là dei nostri poveri talenti. E poi c’è il respiro ampio del Concilio Vaticano II che il Vescovo ci ha invitato ad
approfondire, magari insieme, offrendo nuove occasioni di incontro, senza preoccuparsi dei piccoli numeri. Occorre, fare memoria delle prime comunità cristiane dove si pregava insieme, si ascoltava la Parola insieme e si riceveva l’eucarestia insieme.
Dobbiamo, infine, renderci conto dell’immensa fortuna del dono della messa domenicale che ci riunisce per un incontro e può aiutarci davvero a farci incontrare perché il futuro ha sempre «un cuore antico». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 9 ottobre)

11 ottobre 2008

Federalismo fiscale: le riflessioni di un docente di diritto tributario sulla bozza Calderoli

Brevi riflessioni sul disegno di legge delega attuativo dell’art. 119 della Costituzione (Bozza Calderoli) approvato dal Consiglio dei Ministri nel mese di settembre 2008 da parte del docente di diritto tributario Roberto Franzé della facoltà di Economia di Aosta. Torniamo ad interrogarcisul tema del federalismo fiscale grazie all'aiuto di un docente universitario.

Il disegno di legge delega, recentemente approvato dal Consiglio dei Ministri, contiene i principi ed i criteri direttivi di carattere generale lungo i quali si snoderà l’autonomia tributaria delle regioni e degli enti locali. Esso, pur non essendo immune da incongruenze, lacune e contraddizioni, contribuirà non poco ad indirizzare l’articolato dibattito che, prima, ha accompagnato l’entrata in vigore del nuovo Titolo V della nostra Costituzione e, poi, ha fatto seguito ai restrittivi orientamenti della Corte Costituzionale in materia (sentenze 296, 297 e 311 del 2003; 37 e 241 del 2004). Esaminando i principi e i criteri direttivi generali (elencati all’art. 2 del disegno di legge) subito risalta la centralità del criterio della continenza che assume, al contempo, la funzione di guida e di limite per i futuri tributi regionali giacché, da un lato, preclude ingerenze statali negli imponibili regionali e, dall’altro, obbliga a selezionare l’oggetto del tributo regionale tra le materie e gli interessi la cui cura è demandata alle regioni. Altro principio cardine sul quale si dovrà articolare l’autonomia tributaria delle regioni è il divieto di doppia imposizione salvo le addizionali (art. 2 del disegno di legge), che è, in qualche modo, speculare al principio di continenza. A tal proposito merita evidenziare che la scelta del disegno di legge di riferire il divieto di doppia imposizione alla sola base imponibile e non anche al medesimo presupposto lascia trasparire possibili duplicazioni (a livello statale e regionale) di prelievi impositivi a fronte di uno stesso fatto od atto. Questi principi generali dovranno poi convivere con molti altri che, sebbene non enunciati dal disegno di legge delega, pur sempre rappresentano dei limiti al libero esplicarsi di una potestà normativa tributaria regionale. Tali principi sono, innanzitutto, quelli attinenti alla finanza pubblica desumibili dall’ordinamento comunitario e dall’ordinamento internazionale (art. 117, comma 1, della Costituzione) quali la tutela delle fondamentali libertà economiche nel mercato unico, il principio di non discriminazione (tra soggetti residenti in Stati diversi dell’Unione Europea), il principio “chi inquina paghi”, il principio di proporzionalità. E non devono neanche essere sottaciuti altri principi contenuti nella nostra Costituzione, i quali, sia pure non menzionati dal disegno di legge delega, pur limiteranno l’agire dei legislatori regionali e cioè l’inviolabilità del domicilio ai fini fiscali (art. 14), il divieto di specifici gravami fiscali sugli enti religiosi (art. 20), la riserva di legge (art. 23), il principio di capacità contributiva (art. 53, paragrafo 1) ed il principio di progressività (art. 53, paragrafo 2). Il testo del disegno di legge delega non è solo lacunoso ma contiene anche alcune contraddizioni di non poco conto.
Mi preme, in particolare, evidenziare quella che si determina con riferimento alla potestà legislativa in materia tributaria delle Regioni a statuto speciale come la Valle d’Aosta. E’ ben noto, infatti, che gli statuti speciali hanno rango costituzionale (perchè approvati con legge costituzionale) e che – giusta il disposto dell’art. 116 della Costituzione – possono introdurre tributi propri purché in armonia con quelli statali. Ciò posto, non è ben chiaro come un tale spazio di autonomia (garantito da legge avente rango costituzionale) possa subire condizionamenti (e in che limiti) dai principi generali stabiliti dal disegno di legge delega e dai futuri decreti delegati (che, com’è ben noto, hanno un rango – nella gerarchia delle fonti – inferiore a quello della Costituzione e delle leggi costituzionali). In breve, il disegno di legge delega certamente solleva numerosi interrogativi ma indubbiamente ha il merito di indirizzare ogni sforzo verso la realizzazione di un assetto normativo coerente con gli obiettivi che il legislatore intende perseguire. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 2 ottobre)

10 ottobre 2008

E L'Espresso dà «5 bottiglie» alle Caves Coopératives di Donnas e all'azienda La Vrille di Verrayes

Dopo aver dato la notizia della quaterna del «Tre bicchieri» di Slow Food non posso non dare, con la stessa solerzia, la news che la guida «I vini d’Italia 2009» de l’ESPRESSO ha riconosciuto al «Vieilles Vignes 2004 VALLE D’AOSTA DOC Donnas Superieur» delle Caves Coopératives de Donnas e al «VALLE D’AOSTA DOC Chambave Muscat Flétrì 2006» dell’azienda La Vrille di Verrayes le «5 bottiglie» simbolo di Vino d’eccellenza. La consegna degli attestati è avvenuta a Firenze mercoledì 8 ottobre presso i suggestivi locali dell’ex stazione Leopolda. La guida 2009, diretta da Enzo Vizzari con i collaboratori Ernesto Gentili e Fabio Rizzari (leggetevi il loro blog), recensisce 10.000 vini dei 20.000 assaggiati, segnala 2300 aziende e attribuisce l’eccellenza a 185 vini. «Il riconoscimento 2009 - si legge in una nota - è particolarmente significativo in quanto premia la cantina cooperativa più “antica” della Valle e la giovanissima azienda (primo imbottigliamento 2005 ndr) del viticoltore Hervé Deguillame». La guida segnala inoltre le migliori aziende e i migliori acquisti della Regione per il rapporto qualità/prezzo, classifica guidata dal Valle d’Aosta Donnas Napoléon 2003 sempre delle Caves Coopératives de Donnas che ottiene anche positivi giudizi sugli altri vini. Aggiungo per il Napoleon anche il mio personalissimo apprezzamento, anche se io non faccio guide...
 

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