23 luglio 2008

Impresavda ancora sul sito dell'Associazione Italiana Sommelier

Ancora una volta Franco Ziliani, apprezzato autore del blog «Vino al vino», ha ospitato un mio post nella rassegna stampa che settimanalmente cura per il sito dell'Associazione italiana sommelier. L'articolo segnalato è quello dedicato alla Caves Coopératives La Kiuva dal titolo «Arnad: un'immagine a base di vino e lardo». Ovviamente nell'articolo è anche citata la Maison Bertolin.

Grivel si aggiudica il «Silver Award» a Friedrichshafen, la più importante fiera mondiale per l'outdoor e l'alpinismo

Durante l’Outdoor messe di Friedrichshafen (Germania) la più importante fiera mondiale per l’outdoor e l’alpinismo che conta visitatori ed espositori provenienti da tutti i continenti, la Grivel di Courmayeur si è aggiudicata il «Silver Award». Quest’anno la gara per il premio Industry Award si è tenuta in occasione della Fiera Internazionale di Friedrichshafen durante la fiera Outdoor 2008 (17 – 20 luglio 2008). Un totale di 280 prodotti provenienti da 25 paesi diversi hanno concorso al premio dedicato all’innovazione organizzato e sviluppato dall’International Forum Design IF.
Una giuria di esperti internazionali ha assegnato a 27 prodotti il riconoscimento per le eccezionali performances nel campo del design e dell’innovazione. Tutti i prodotti vincitori sono stati in mostra durante tutto il periodo della fiera. L’Outdoor INDUSTRY AWARD è particolarmente importante in quanto dà un orientamento dei consumatori nel mercato dello sport e del tempo libero. E’ un’opportunità per vedere ciò che è innovativo, funzionale ed allo stesso tempo eco-sostenibile. Una giuria di esperti composta da Boris Gnielka (Outdoor-Magazin, Motor Presse Stuttgart, Stuttgart/D), Mark Held (European Outdoor Group, Zug/CH), Alan Hinkes (Abenteurer, North Yorkshire/GB), Stephan Dietrich (Adidas AG, Herzogenaurach/D), David Durkan (Sno og Ski magazine, Sandivka/ NO) e Lars Kirchner (Basislager Sportartikel GmbH, Erfurt/D), ha considerato ciascun prodotto secondo i criteri di valutazione previsti dalla gara.
Le categorie dei prodotti erano: Abbigliamento, Calzature, Zaini/Valigie, Equipaggiamenti di Montagna, Equipaggiamenti da campeggio, Sacchi a pelo, Attrezzi per sport acquatici e Accessori
I criteri di valutazione della giuria comprendevano: grado di innovazione, qualità del design, Tecnologia di produzione, Scelta dei materiali, Eco-sostenibilità, funzionalità, utilità, sicurezza, caratteristiche di tendenza , valore del marchio A Grivel, unica azienda italiana in gara, è andato il «Silver Award» per la pala da neve «Steel Blade». La pala è superleggera (406 grms), non richiede alcun tipo di assemblaggio, multifunzionale al punto che può essere usata anche in spazi ridotti, può essere facilmente allungata con l’aiuto di una piccozza. La sua lama d’acciaio inossidabile consente di tagliare anche la neve molto ghiacciata. La motivazione della giuria del premio è stata : questo è un prodotto realmente innovativo: semplice, leggero e multifunzione. Equipaggiamento indispensabile per gli sci alpinisti ed i frequentatori di ghiacciai. In caso di smarrimento il suo brillante colore di sicurezza la rende facile da individuare. Gioachino Gobbi proprietario della Grivel Mont Blanc ha così commentato: «Siamo particolarmente orgogliosi di aver ricevuto questo premio: primo perché è un riconoscimento internazionale ed eravamo in lotta con tutti i fabbricanti mondiali, e secondo perché riconosce il nostro sforzo di apportare sempre, in tutti i nostri prodotti, un contenuto di innovazione che possa rendere più comoda e più sicura l’esperienza dell’utilizzatore. robabilmente il Monte Bianco che vediamo dalle nostre finestre, ci ha ispirato ancora una volta».

Ribes Ricerche progetta un biosensore hi-tech per vino, latte e acqua

Aumenta la presenza di Ribes ricerche in Valle d’Aosta. La società nell’arco di poco più di un biennio è passata da una superficie di 100 a 300 metri quadri all’interno dell’incubatore di impresa di Aosta. Crescono anche i fatturati che nel corso del 2008 raggiungeranno quota 1,3 milioni con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente. La società, appartenente al gruppo Ribes di Ivrea - che ha come mission l’affiancamento di enti locali e società private per lo sviluppo di servizi e tecnologie avanzate in grado di supportarli nel processo di innovazione - sta portando avanti tre progetti di ricerca, in parte finanziati dall’amministrazione regionale, di particolare interesse per il settore agroalimentare e ambientale. «Il primo riguarda la messa a punto di un sensore ottico, a base di silicio poroso, per il monitoraggio della CO2 - osserva l’amministratore delegato della società Umberto Bena -. Il progetto si trova attualmente nella fase di betatest sull'esterno e in quella di ingegnerizzazione». Il secondo, che si concluderà nel dicembre 2009, ha come obiettivo la messa a punto di un microrelay con un’architettura «Mems» (Micro Electro-Mechanical Systems) la cui innovatività è proprio rappresentata dalle dimensioni particolarmente ridotte che dovrebbero assicurare soluzioni più performanti per, ad esempio, le macchine di test delle industrie di stampaggio per l’automotive, garantendo uno risparmio di spazio, consumi più bassi e con una velocità di switch più elevate. «Siamo convinti – aggiunge Bena - che il microrelay possa essere utilizzato anche nel settore delle telecomunicazioni per le centraline di prossimità di telefonia fissa». Il progetto più recente, con un impegno di spesa di 2,5 milioni di cui 1,2 di contributo regionale nel biennio, deriva dai progressi fatti dalla ricerca Ribes nel settore del monitoraggio ambientale. «Stiamo concentrando la nostra attenzione sulla realizzazione di un biosensore affidabile nei processi di fermentazione per il rilevamento della presenza di sostanze anomale da utilizzare per il vino, il latte e, con alcuni distinguo, anche per l’acqua». Partner valdostani del progetto la Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle, la Centrale laitière di Gressan e il servizio acquedotto di Aosta e il Bim, oltre ad Attiva, la società in house della Chambre che ha permesso di costruire el partnership locali. «Per noi – conclude Bena – è particolarmente importante coinvolgere partner locali in quanto da un lato permette di meglio testare il prodotto e dall’altro garantisce un vantaggio competitivo al territorio. Questo dispositivo, soprattutto per il vino e il latte, dà la possibilità di avere un maggior controllo di processo rispetto a quello che c’è oggi. E’ chiaro che non è assolutamente sostitutivo delle analisi di laboratorio nei centri certificati, tuttavia permette di rilevare subito l’insorgere di un’anomali garantendo la miglior qualità del prodotto lungo tutto il procedimento». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 16 luglio 2008)

22 luglio 2008

Turismo: la Valle d'Aosta ha bisogno di una regia unica

Il progetto è chiaro la Valle d’Aosta nel campo del turismo ha bisogno di una regia unica che riesca a canalizzare nel migliore dei modi le risorse che la Regione mette a disposizione del settore. Soltanto le Aiat, nell’ultimo anno, hanno avuto a disposizione 3,7 milioni per le loro attività. Del resto l’obiettivo di procedere ad una riforma complessiva dell’attuale modello di organizzazione turistica regionale, con l’istituzione di un unico Ente regionale preposto all’informazione e accoglienza turistica, in sostituzione delle attuali undici Aiat, è scritto nero su bianco nel programma della nuova maggioranza guidata da Augusto Rollandin. Una scelta già maturata al termine della scorsa legislatura con il precedente assessore al Turismo, Ennio Pastoret (Uv), tanto da produrre una prima bozza con alcune linee di indirizzo presentate a Aiat e Consorzi, e su cui si è già messo al lavoro il neo-eletto assessore Aurelio Marguerettaz (Uv). Per l’assessore non si tratta di cancellare il passato, ma occorre una razionalizzazione delle risorse e delle scelte strategiche. «Serve un'unica azienda di promozione turistica che sappia far tesoro delle professionalità, delle conoscenze e delle esperienze maturate da quelle oggi in attivita». Si tratta di un patrimonio di saperi, quello delle Aiat, che Marguerettaz intende «valorizzare facendo sistema e metterlo in rete per poter così organizzare con razionalità tutte le iniziative nel rispetto degli indirizzi indicati dalla legge». Assolutamente favorevole all’Aiat unica la Presidente degli albergatori valdostani Silvana Perucca di Saint-Vincent. «Gli uffici territoriali – osserva - potranno così concentrarsi sull’attività di informazione che inevitabilmente migliorerà in qualità. Bisogna però fare in fretta. Non possiamo più permetterci di perdere altre stagioni. Se sull’inverno la situazione è meno critica in quanto l’immagine regionale appare maggiormente consolidata, in estate la Valle è in grave ritardo e spesso i guadagni di una stagione sono azzerati in quella successiva». «Serve un unico organismo di riferimento – conclude Perucca - per concentrare le risorse finanziarie e, soprattutto, evitare i doppioni. Non è possibile che ogni Aiat abbia un sito diverso dall’altra. Inoltre è necessario un progetto di marketing e promozione che possa penetrare i mercati. Come Adava auspichiamo di essere coinvolti in questo processo di riforma». D’accordo con il nuovo modello organizzativo anche Cristina Galassi, presidente dell’Aiat di Aosta. «E’ una garanzia di maggior efficienza sia dal punto di vista amministrativo che burocratico. Inoltre se si fa promozione nel piccolo i risultati sono inevitabilmente mediocri, invece noi abbiamo bisogno di un ente in grado di individuare indirizzi comuni, predisporre una programmazione regionale, fare ricerca, monitorare i risultati e dare vita ad un osservatorio che ci aiuti ad elaborare una pianificazione delle strategie. E’ chiaro che il cammino non sarà semplice». Franco Maquignaz, alla guida dell’Aiat Monte Cervino concorda sulla scelta dell’Aiat unica, ma a fianco del Cda dell’ente che sostituirà gli attuali undici ritiene auspicabile la presenza di un consiglio che garantisca la rappresentanza di tutte le realtà. «Il pericolo – osserva Maquignaz – è che un’eccessiva centralizzazione – rischi di far smarrire il buon lavoro svolto sino ad ora dalle Aiat sul territorio. Penso a qualcosa di simile al rapporto che ci può essere tra la Giunta regionale e il Consiglio». Sulla stessa lunghezza d’onda Cesare Charruaz, dell’Aiat Cogne Gran Paradiso «non va sminuito quanto è stato fatto fino ad ora. E ci sono Aiat che hanno lavorato moltissimo». Senza il minimo dubbio Leo Garin, presidente della Monte Bianco che, da tempi non sospetti, su queste stesse colonne ha espresso il suo placet all’Aiat regionale «in modo da impostare un’azione promozionale perfettamente coordinata sotto un unico cappello a livello regionale che però per avere effetto deve basarsi sulla creazione di eventi di forte appeal». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 16 luglio 2008)

21 luglio 2008

Dalla parte del cittadino-contribuente

Ho proposto nelle scorse settimane ai lettori del Corriere della Valle un supplemento di otto pagine dal titolo «Dalla parte del cittadino», realizzato in collaborazione con i responsabili del Tavolo permanente tributario i quali attraverso queste otto pagine intendevano promuovere i primi mesi della loro attività. Sottopongo all'attenzione dei lettori del mio blog l'introduzione scritta dal professor Orlando Formica, uno degli ideatori del Tavolo. Chi fosse interessato agli articoli può richiedermeli via mail. Provvederò ad inviarveli in formato Pdf.

Il 14 luglio 2007 con il Forum tematico «La Giustizia Tributaria incontra il Paese reale: il Cittadino contribuente», che si è svolto ad Aosta, abbiamo gettato le fondamenta per la costruzione di un progetto volto ad «ascoltare» la Società Valdostana, nelle componenti economiche e sociali, attorno ad un tema fondamentale quale il rapporto con il sistema delle imposte. I tributi devono essere pagati dai cittadini «contribuenti» a fronte della ricchezza posseduta o prodotta e, questo, in relazione ai “servizi” che gli enti pubblici devono apprestare alla collettività stessa. L’incidenza, però, delle imposte non sempre può essere «sopportata»
dai soggetti passivi, a fronte del sistema impositivo vigente, non facilmente interpretabile e macchinoso, nonché da un peso sulle famiglie e sulle imprese, che talvolta può diventare veramente oneroso. Un peso tale da incidere negativamente sull’attività dell’imprese stesse, per le quali, di fatto, le imposte sono un costo da sopportare. Il Forum si è avvalso di autorevoli
interpreti della cultura fiscale regionale e nazionale. Da qui i contributi della dottoressa Marilinda Mineccia (vicepresidente della Sezione regionale dell’AMT), del dottor Giacomo Caliendo (allora presidente nazionale dell’AMT ed oggi autorevole senatore, sottosegretario al Ministero della Giustizia), del dottor Ennio Sepe (componente del Consiglio di presidenza della
Giustizia Tributaria). I loro contributi, uniti a quelli delle categorie economiche valdostane presenti, ci hanno fatto riflettere sulla necessità di dare vita in Valle d’Aosta ad una sede di «ascolto» delle categorie economiche e sociali e dello stesso cittadino. Ha preso corpo, da qui, l’iniziativa del «Tavolo Permanente Tributario» per il contribuente valdostano. A fronte di queste premesse, come giudici tributari, e, quindi, soggetti terzi tra ente impositore e cittadino contribuente, abbiamo voluto, con un’«esperienza pilota» in Europa, mettere attorno ad un «Tavolo» gli attori di questo meccanismo operativo. Abbiamo, infatti, avvertito non solo l’incomunicabilità e talvolta la contrapposizione tra le parti, ma la necessità di un «Ascolto» di «Persone ed Enti» che, nella sostanza, operativamente concorrono alla creazione della ricchezza del Paese, senza la quale verrebbero a mancare quelle risorse finanziarie che sono il substrato dell’operatività degli stessi enti pubblici (dallo Stato agli Enti locali).
Sulla carta poteva sembrare un progetto solo teorico e, quindi, senza risultati pratici, Abbiamo articolato l’iniziativa con un calendario di «audizioni» che si ricollegano alle categorie economiche e sociali, presenti sul territorio. Fino ad oggi abbiamo «ascoltato» le osservazioni dei contribuenti sui seguenti settori economici: Turismo, il 28 gennaio 2008; Edilizia privata, pubblica e casa, il 26 febbraio 2008; Agricoltura, zootecnia e viticoltura, il 27 marzo 2008;
Famiglia come soggetto economico e il Consumatore, il 30 aprile 2008. Immediatamente abbiamo percepito di aver fatto centro, perché la risposta, l’interesse e la partecipazione sono state consistenti ed al disopra delle nostre aspettative. Ne abbiamo tratto la convinzione che la Valle d’Aosta, con la sua autonomia, la sua cultura regionale e le sue profonde tradizioni,
ha saputo «costruire», negli anni, un tessuto economico sociale, vivo e vitale, capace, come nel nostro caso, di misurarsi su temi, apparentemente difficili, ma che nella sostanza si sono rivelati argomenti fondamentali che legano la questione fiscale all’operatività quotidiana dei nostri cittadini valdostani. Un secondo aspetto riguarda il contributo sostanziale che abbiamo raccolto dalle audizioni, che può trasformarsi in una raccolta di proposizioni preziose per lo stesso legislatore fiscale sia a livello di Parlamento nazionale, che degli Enti locali regionali.
Da un’incomunicabilità palese, spesso denunciata dal cittadino contribuente, raccolta dal Tavolo Permanente Tributario, riteniamo di aver individuato la formula per far dialogare le parti. Ecco che la funzione del Giudice Tributario, quale terzo nel contenzioso fiscale, assume una nuova dimensione attraverso un’Associazione (AMT), che accanto ad un ruolo corporativo e sindacale,
manifesta una dimensione di interlocutore sociale in una materia che è politica: nel senso che il cittadino va ascoltato nei suoi «bisogni», nelle sue «attese» e che nel nostro caso riguarda la salvaguardia dei propri beni, la difesa dei propri interessi, del lavoro, della produzione, del risparmio e degli investimenti. Un «Tavolo di confronto con i Cittadini», novità assoluta in campo nazionale (e forse in campo europeo), che potrà «essere clonato presto nelle altre regioni d’Italia», come previsto da Marco Bellinazzo, inviato speciale de Il Sole 24 Ore, in un articolo
il cui titolo è più che una premonizione «Aosta apripista sulla chiarezza delle leggi (in fatto di tributi ndr)», apparso sul numero del quotidiano di domenica 15 luglio 2007, e nel quel si annunciava di «… un laboratorio forum aperto ai professionisti e alle categorie economiche che in autunno si trasformerà in un tavolo permanente in grado di tenere vivi i contatti tra le istituzioni e il tessuto socio economico del territorio, con la mediazione “offerta dall’apparato giudiziario fiscale". Il format, – aveva concluso, allora, Bellinazzo – ideato da Formica, potrebbe essere esportato a livello nazionale…».

Sondaggio «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008»: Conta (Laser) torna in testa

Visto che in questi giorni c’è il tour de France potremmo dire che ci sono due corridori in fuga, anche se, forse, sono partiti un po’ troppo presto nella speranza di sfiancare gli inseguitori. Comunque, a onor di cronaca, e con il rischio di essere nuovamente smentito nel giro di poche ore, come è già accaduto in occasione del mio ultimo post sull’argomento, ancora una volta Paolo Conta della aostana Laser ha portato via il primato a Piero Enrietti della Thermoplay di Pont-Saint-Martin: 84 voti il primo e 81 il secondo. Più staccato con 51 suffragi Costantino Charrère (Les Crêtes), che continua d essere il primo imprenditore non industriale di questa speciale classifica. Quarta piazza invece, a quota 43, per Paolo Musumeci (Musumeci-Pcl). I voti complessivamente raccolti dal sondaggio «Vota il miglior imprenditore valdostano», al momento in cui vi sto scrivendo, sono così diventati 416. Il resto della classifica ha subito alcuni mutamenti significativi. Quinta piazza a pari merito per Mario Ronc (Fratelli Ronc) e Piero Roullet (Albergo Bellevue) con le loro 19 preferenze. Seguiti a 16 da Marilena Péaquin (Maison Bertolin) e a 15 da Pietro Capula (Gps) e Pietro Giorgio (Sea). E così entriamo nelle ultime sette piazze, quelle che chi segue il nostro sondaggio sa che sono a rischio «retrocessione». A 13 voti troviamo così Gioacchino Gobbi (Grivel) e Roberto Marzorati (Cogne), seguiti a 12 preferenze da Luca Minini (Mdm), a 11 da Nicola Rosset (Saint-Roch) a 9 da Alberto Celesia (Cidac), a 8 da Pierre Noussan (Sicav), e, in coda, da Corrado Neyroz (Albergo Hermitage) a quota 7. Continuate a votare (potete farlo fino all'8 dicembre) e, se avete già votato, fate votare. Anche se vi sembra di non essere molto competenti in materia leggete il post delle motivazioni, che si trova nello spazio dedicato alle «Iniziative speciali», e esprimete la vostra opinione.

20 luglio 2008

Cari giovani trovate riposo nel Signore

La Gmg 2008 di Sydney si concluderà questa notte con la messa celebrata da Benedetto XVI. Vi propongo perciò, anche se non attinente alla materia economica, il mio consueto editoriale pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta di giovedì 17 luglio.

Come si muoverà nelle giornate di Sydney il «grande sconosciuto», che Benedetto XVI richiama nel messaggio ai giovani per la «Gmg 2008»? Il Papa ha infatti posto al centro del suo messaggio proprio lo Spirito Santo e invita i giovani a riflettere su questa presenza invisibile. Chi è dunque il «grande sconosciuto» che proprio oggi all’inizio ufficiale della Gmg é l’ospite d’onore e cosa ha da dirci? Benedetto XVI ha indicato dei possibili testimoni dell’avventura della fede, richiamando alla mente gli apostoli nel Cenacolo, ricordando il nome di San Paolo - instancabile comunicatore della fede, disposto a confrontarsi con ogni cultura, convinto dell’universalità di quel messaggio - e, infine, mostrando coloro che quotidianamente hanno seguito e seguono le orme di Gesù di Nazareth. Uomini e donne che nella storia hanno incontrato e incontrano il «grande sconosciuto», una presenza che ha inquietato e inquieta le coscienze, che si sente a suo agio con coloro che non smettono di farsi e di fare domande. Il Santo Padre non appena arrivato all’aeroporto australiano non ha perso tempo per ribadirlo, per fare riecheggiare quella domanda. «Dove possiamo cercare risposte? - ha detto - Lo Spirito ci orienta verso la via che conduce alla vita, all’amore e alla verità. Lo Spirito ci orienta verso Gesù Cristo. In lui troviamo le risposte che cerchiamo, troviamo le mete per le quali vale veramente la pena di vivere, troviamo la forza per continuare il cammino con cui far nascere un mondo migliore. La mia preghiera è che i cuori dei giovani che si riuniscono a Sydney per la celebrazione della Giornata Mondiale della Gioventù trovino veramente riposo nel Signore e possano essere colmati di gioia e di fervore per diffondere la uona Novella fra i loro amici, le loro famiglie e tutti coloro che incontrano». Alla messa di apertura sono attese oltre 500 mila persone. Per noi saranno presenti cinque giovani pellegrini (Micaela Sucquet, Pierresimon Dalbard, Stefania Vaccari, Paolo Cavagnaro e Eleonora Preti) guidati da Mons. Giuseppe Anfossi che terrà una delle catechesi ai giovani italiani. Al loro ritorno ci testimonieranno la forza di un’esperienza davvero unica dall’altra parte del mondo.

19 luglio 2008

Arnad: un'immagine a base di vino e lardo

«Dobbiamo fare sinergia con il territorio. E’ per noi una strada obbligatoria». Ivo Joly, presidente della Cooperativa “La Kiuva” di Arnad, settanta soci, 70mila bottiglie nell’ultima annata prodotte su una superficie di 14 ettari, crede fortemente nelle sinergie che possono derivare da comuni strategie nel settore enogastronomico. «Per noi è importante – spiega Joly, che è anche assessore comunale all’Agricoltura - legare la nostra immagine alla realtà enogastronomica di Arnad, cioè al suo Lardo Dop. Il salumificio Bertolin da solo porta in paese 20mila turisti soltanto per visitare lo stabilimento. Noi dobbiamo essere così bravi da fare in modo che questi turisti in vece di fermarsi una mezza mattinata rimangano ad Arnad tutto il giorno». Joly tuttavia è molto cauto. Ha appena terminato di spiegare il ruolo della Cooperativa ad un gruppo di turisti. Un’abbondante offerta di vini e ovviamente di salumi ha invogliato gli animi all’acquisto e il favorire la vendita diretta, visti anche i prezzi medio-bassi della Cantina, è uno degli obiettivi principali. Joly in particolare ha pubblicizzato la Festa del lardo che ormai festeggia i suoi quarant’anni di vita ed è sicuramente l’icona migliore di quello che può diventare Arnad se tutti si lavora nella stessa direzione. «La festa è passata da 25mila visitatori a 50mila e praticamente tutto il paese è coinvolto e tutti – osserva Joly, 37 anni, alla guida della cantina da quindici - danno il loro contributo gratuitamente». Qui si produce l’Arnad-Montjovet DOC, vino rosso ricavato per il 70% da uve nebbiolo dal sapore asciutto ed armonico. Accanto a questo vino vengono inoltre prodotti: il Pinot Noir, il Müller Thurgau, lo Chardonnay, la Petite Arvine e con il disciplinare recepito nel 2002 la vendemmia tardiva di Chardonnay, vino affinato in barriques e prodotto con uve selezionate vendemmiate tardivamente. Da giugno 2005 è entrato in commercio anche il VDA DOC Merlot. Recentemente la Kiuva ha anche lanciato il 'Seigneurs de Vallaise', vino spumante brut che porta il nome dei Signori che nel seicento avevano un peso determinante nelle assemblee generali del Ducato di Aosta. Lo chardonnay è stato prodotto in 1600 bottiglie con uve autoctone dalla cooperativa e spumantizzato in via sperimentale dall'Institut Agricole Régional. «Stiamo rivedendo le strategie di produzione - aggiunge Joly – abbandoneremo il Müller Thurgau che non ci soddisfa come vorremmo. La vendemmia tardiva sarà fatta sostituita da un passito fatto con uve Pinot Gris e Traminer in modo da concentrare lo Chardonnay su una sola tipologia». Ma le novità non finiscono qui. Allo studio c’è la produzione di uno spumante rosè con uve nebbiolo, realizzato grazie ad un consulente esterno dell’area del Roero. «Il vino – precisa Joly – richiede tre anni di invecchiamento. Sarà pronto per il 2010». Joly è particolarmente ottimista sul futuro della cantina. «Sono due gli aspetti positivi: da dieci anni stiamo spingendo i nostri osci a reimpiantare e molti ci hanno dato retta e così è stata ampliata l’area di produzione e inoltre ci sono tantissimi giovani. Il ricambio generazionale – che rimane uno dei nodi cruciali del futuro della viticoltura in Valle d’Aosta – è un problema risolto». La cooperativa sta invogliando i soci a sostituire gradualmente le pergole piantate nelle zone più basse con nuovi vigneti in zona collinare. Inoltre, dove possibile, si abbandona la coltivazione a pergolato, la tipica «topia» della bassa Valle (sistema promiscuo che permette altre coltivazioni sul terreno sottostante), impiantando filari, che consentono una lavorazione più razionale e tecnicamente più valida. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 10 luglio 2008)

18 luglio 2008

Rcauto in Valle d'Aosta? Le più basse d'Italia

Cresce più della media nazionale, ma rimane comunque la più bassa d’Italia. In Valle d’Aosta la tariffa della RC Auto del 18enne neoassicurato, il profilo meno appetibile per un agente di assicurazione, nell’ultimo anno è cresciuta del 5,1% (rispetto ad una media nazionale del 4,8%), ma rimane comunque la tariffa più economica su tutto il territorio nazionale: 1.324,5 euro rispetto ai 2.325,5 della media italiana. Un primato condiviso con il quarantenne, possibilmente sposato e con figli, al quale si applica il massimo sconto ritenendolo, supportati da statistiche, il profilo cliente migliore in materia di sinistri. Anche qui le tariffe della piccola regione autonoma nell’ultimo anno (il periodo preso in considerazione va dal 1° aprile 2007 al 1° aprile 2008) fanno registrare un aumento più contenuto dell’1,8% (media nazionale 1,9%), ma si mantengono in vetta alla classifica con 289,9 euro contro i 497,9 italiani. Unica nota stonata la contemporanea constatazione che nelle province e regioni autonome il trend, pur in presenza di tariffe mediamente più alte, si è finalmente invertito con un Bolzano che fa registrare addirittura un –3,1%. Meno brillanti, pur non scendendo oltre la quarta piazza, i risultati della RC Auto per i giovani motociclisti valdostani: sia il 18enne con ciclomotore che quello con motociclo si vedono superare dai coetanei di Bolzano, Perugia e Trento. Gli aumenti rispetto all’anno precedente rimangono però quasi in linea con la media italiana: 7,6% contro un 7,4% per i ciclomotori e 16,5% contro 17,7% per i motocicli. Davide Omezzolli, presidente della sezione valdostana del Sindacato nazionale Agenti di assicurazione (85 gli iscritti e 65 le agenzie principali presenti sul territorio regionale con 90 punti vendita) individua alcune possibili cause della maggior economicità delle tariffe applicate nella regione autonoma. «Prima di tutto – commenta – la bassa incidenza di sinistri e, soprattutto, di sinistri falsi. Nell’ultimo triennio la media è stata di soltanto 20 all’anno. Poi il fatto che i piccoli numeri della popolazione facilitino il rapporto con la clientela e, quindi, l’applicazione di tariffe personalizzate». Non va poi dimenticato come il basso numero di sinistri sia anche il risultato di un parco macchine che, dato il noto fenomeno delle società di noleggio che immatricolano in Valle, più virtuale che reale. Giampiero Marovino, 65 anni, presidente di Codacons Valle d’Aosta dal 2004, è convinto che si possa fare di più. «Da tempo – dichiara - sosteniamo che le tariffe potrebbero diminuire subito del 10%, ma questo più che dagli agenti presenti sul territorio dipende dalle assicurazioni. Riscontriamo però che per la prima si sta avvicinando alle due cifre la percentuale dei clienti che sceglie di assicurarsi via internet. E’ un fenomeno nuovo in un mercato valdostano che non è molto concorrenziale». Spostando lo sguardo sull’area del Nord Ovest la situazione si fa inevitabilmente più critica. Torino e, soprattutto, Genova non fanno registrare score particolarmente esaltanti. In tutti e quattro i profili il capoluogo piemontese riesce comunque a mantenersi ben al di sotto della media nazionale. Addirittura il 40enne torinese vede scendere la propria tariffa dello 0,4% rispetto all’anno precedente: 432,6 euro contro i 434,5 dell’anno precedente. Meno fortunato il 18enne piemontese che vede crescere la tariffa assicurativa del suo ciclomotore dell’11,9%, ritrovandosi a dover pagare 269,2 euro rispetto ai 240,5 di un anno prima. Soltanto Venezia con il suo 12,9% è riuscita a fare peggio. Ma, forse, lì il mezzo appare meno necessario. Genova, invece, quasi sempre si colloca nelle ultime sette piazze e se per quanto riguarda i suoi automobilisti almeno limita al minimo l’aumento percentuale, si deve però arrendere alla forte crescita delle assicurazioni per i giovani centauri: +9,6% per il ciclomotore (529,4 euro) e addirittura +19,9% per il motociclo (618,9). Mediamente a Genova un diciottenne automobilista neopatentato si confronta con una tariffa RCAuto di 2.238,7 euro e un quarantenne di 490. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 9 luglio 2008)

17 luglio 2008

Scrivono di Impresavda...

Sono particolarmente contento che alcuni miei post siano stati ripresi da altri siti. E' un piccolo segno della qualità del lavoro offerto. Questa settimana trovate la news sul superconsorzio delle cantine sociali segnalata nel sito dell'Associazione italiana sommelier, grazie all'attenzione di Franco Ziliani che mi ha inserito nella sua rassegna stampa, e un passaggio dell'intervista al Presidente Augusto Rollandin in 01netBlog, il blog di Luigi Ferro. Grazie a tutti.

Iromec il robot: futuro compagno di giochi artificiale per bambini disabili

Si chiamerà «Iromec», acrostico che significa «Interactive Robotic Social Mediators as Companions». Il budget per la fase di start up è di tre milioni di euro di cui due finanziati dall’Unione europea. Sarà il primo sistema robotico interattivo per permettere ai bambini con gravi difficoltà motorie o cognitive, ad esempio autistici, di giocare in completa autonomia. Un vero e proprio compagno di giochi artificiale. L’Iromec sarà realizzato da un consorzio di ricerca, che coinvolge numerosi atenei europei, fra i quali anche le Università della Valle d’Aosta e di Siena, vincitore di uno dei bandi del sesto programma quadro europeo per la ricerca. Il progetto è coordinato dall’Austria e vede la partecipazione anche di Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda. Un prototipo dell’Iromec verrà testato per la prima volta a settembre, in Italia e In Inghilterra, per essere poi brevettato nella sua versione definitiva nel gennaio del 2009. Il modello, che, data la delicatezza del suo compito, dovrà avere caratteristiche di sicurezza, robustezza, affidabilità e accessibilità, sarà realizzato dalla francese Robosoft, già nel settore. In particolare la facoltà di Scienze della Formazione dell’ateneo valdostano - con un gruppo composto da psicologo, ingegnere e pedagogista - si occupa dello sviluppo della cornice metodologica e degli scenari d’uso. «Abbiamo curato un volume sui fattori critici nell’uso della robotica con bambini disabili - spiega la docente di Pedagogia dell’integrazione Serenella Besio dell’Università della Valle d’Aosta -, mentre adesso siamo al lavoro con medici, fisioterapisti, insegnanti e genitori per capire i requisiti del nuovo robot; inoltre sperimentiamo modelli esistenti per valutarne limiti e potenzialità». «La particolarità di questo robot – osserva Besio che è appena tornata da Alicante (Spagna) dove si è concluso un gruppo di lavoro – è che il bambino può comandarlo a distanza oppure è lo stesso robot ad interagire con il corpo del bambino. Un’interazione che muta a seconda della disabilità e che vorrebbe arrivare addirittura a modificarsi a seconda delle specifiche esigenze del bambino». L’obiettivo dei ricercatori è quello di creare scenari di gioco non solo elementari. «Ad esempio il gioco simbolico. – conclude – con il robot che finge una situazione su richiesta del bambino». L’Iromec sarà inoltre corredato da Linee Guida per la sua introduzione e il suo utilizzo in diversi contesti d’uso, sia a scopo strettamente ludico (casa, vacanze, tempo libero), sia in chiave ludiforme (scuola, riabilitazione). (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 9 luglio 2008).

16 luglio 2008

«Caro assessore...»: - fate una domanda e io vi procuro la risposta

Venerdì sul Corriere della Valle troverete l'intervista all'assessore alle Attività Produttive, Ennio Pastoret. Per l'on line dovrete aspettare un po' quindi consiglio la lettura del cartaceo. Del resto il Corriere deve campare. Tuttavia voglio mettere ancora una volta in relazione settimanale e blog. Domani intervistero l'assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, Aurelio Marguerettaz, e la prossima settimana l'assessore alle Opere Pubbliche, protezione del suolo ed edilizia pubblica, Marco Viérin. Chi vuole, attraverso la sezione commenti di questo post, può farmi pervenire una sua domanda da girare all'assessore in questione. Forse per Marguerettaz è un po' tardi, ma per Viérin questa formula sperimentale potrebbe diventare operativa. Vi annuncerò poi le future interviste che ripartiranno a settembre dopo la meritata pausa estiva del Corriere. Alcuni avvertimenti. Trattasi di domande. Devono essere brevi, chiare e non filippiche in cui la domanda è un'appendice del vostro illuminato pensiero. Ovviamente non vi prometto di farle tutte, ma qualche spunto lo prenderò sicuramente. Sul Corriere scoprirete di chi avrò esaudito il quesito.

Il Documento finale del Comitato esecutivo Cisl Valle d'Aosta: d'accordo sulla revisione della Legge regionale 45

Qualcosa inizia a muoversi nello stagno del dibattito politico (inteso non soltanto in senso partititico) valdostano. E il documento presentato dal Comitato esecutivo della Cisl della Valle d’Aosta, riunitosi ad Aosta il 15 luglio, ci offre alcuni interessanti spunti di riflessione. Li propongo come sempre ai miei visitatori. E chissà che il tutto non arrivi sulle colonne del Corriere della Valle. Ecco il testo che approva la relazione del Segretario generale con i contributi emersi dal dibattito. Ve lo propongo nella versione integrale, così come è giunto nelle redazioni.

Il Comitato esecutivo esprime tutta la sua preoccupazione per la situazione venutasi a creare a livello nazionale nella trattativa aperta con Confindustria e con il Governo.
Ritiene indispensabile trattare con tutta l’energia possibile e sino allo stremo delle forze per giungere ad un accordo che permetta di:
-rafforzare il secondo livello di contrattazione per distribuire risorse ai lavoratori;
-restituire le detrazioni fiscali a lavoratori e pensionati;
-controllare gli aumenti di prezzi e tariffe;
-rivedere l’indice di inflazione programmata fissata al 1,7%, che è la metà di quella ufficiale e un terzo di quella reale.

La Cisl valdostana esprime dissenso nei confronti del Governo centrale:
sulle misure previste per il pubblico impiego e la pubblica amministrazione, in quanto queste intervengono unilateralmente su norme contrattuali.
Ritiene particolarmente gravi le scelte fatte su Scuola, Ricerca e Sanità, settori tra l’altro da tutti indicati come prioritari, ma soggetti per contro a pesanti tagli da parte del Governo.

La Cisl della Valle d’Aosta apprezza le scelte fatte dal Governo:
contenute nelle disposizioni fiscali del settore energia, degli istituti di credito, delle società assicurative, delle cooperative e approva il superamento del divieto di cumulo tra pensione e redditi di lavoro.

Conclude infine ribadendo l’importanza giungere alla conclusione delle trattative aperte in modo unitario.

Il Comitato esecutivo ha poi affrontato la situazione regionale.
L’insediamento del Consiglio regionale e della Giunta regionale è avvenuto da pochi giorni e quindi la Cisl si riserva di esprimere un giudizio di merito sui contenuti in seguito agli atti e agli effetti prodotti. Augura quindi buon lavoro a Consiglio, Giunta, maggioranza e minoranza.
Il Comitato esecutivo ha discusso poi di alcuni temi ritenuti prioritari per la Valle.
In ambito pubblico ritiene indispensabile una rivisitazione della legge regionale 45 che favorisca una razionalizzazione delle strutture regionali e una redistribuzione del personale, tenendo conto dei parametri dell’efficacia e dell’efficienza. Mentre per i restanti comparti del pubblico impiego si rende necessario rafforzare e potenziare la contrattazione di secondo livello, in modo di rispondere meglio alle attese della popolazione.

Nel settore industriale è importante mantenere l’occupazione con un settore manifatturiero che garantisca un tessuto sociale con occupazione stabile.

Nel settore turistico ritiene opportuno attivare una strategia globale di vendita del prodotto Valle d’Aosta, cercando di instaurare in ogni settore un nuovo e più equo principio di rapporto tra investimenti pubblici e rischio aziendale, riposizionando il guadagno collettivo e il guadagno di impresa. Ritiene poi indispensabile arrivare alla firma dei contratti di II livello del turismo e commercio.

Particolare attenzione deve poi essere dedicata alla sicurezza sul lavoro, alle politiche sociali e del welfare, allo sviluppo dei piani di zona, alla non autosufficienza, sostenendo il sociale in modo adeguato.

Augusto Rollandin: «questa sarà la mia presidenza» (3)

Terza parte dell'intervista a Rollandin. Cliccate qui per il post completo. In merito alla mia intervista pubblicata sul Corriere della Valle d'Aosta e ora on line vi segnalo anche una interessante discussione che si è sviluppata all'interno del blog di Vincenzo Calì. L'intervista è oggetto di un'analisi stimolante, anche nelle parti critiche.

Sembra esserci poca simpatia in Italia per le regioni a Statuto speciale. Quali risposte si possono dare?
I rapporti con lo Stato li devo ancora personalmente verificare. Nell’ultima finanziaria sono stati annunciati tagli alle regioni. Io posso anche accettarli purché me ne sia spiegato l’utilizzo e siano proporzionali, cioè si tenga conto delle spese di cui si fa carico direttamente la Valle d’Aosta e delle particolari condizioni geografiche della nostra regione.

Lei ha manifestato chiaramente l’intenzione di rendere meno pesante la macchina burocratica. Come pensa di agire? Che cosa cambierà per le imprese?
Un primo esempio lo abbiamo dato in Presidenza della Giunta dove abbiamo snellito sia l’Ufficio di Gabinetto che i servizi ad esso collegati, come l’Ufficio stampa. E un’operazione simile avverrà un po’ in tutti gli assessorati. Dobbiamo razionalizzare l’organizzazione interna dell’amministrazione. Per fare questo intendiamo aprire da subito un confronto con i capiservizi per riuscire a capire perché in alcuni settori è così difficile attivare determinate pratiche e verificare i carichi di servizio. Senza dimenticare che alcune competenze sono passate ai comuni, ma a questi ultimi non è stato trasferito personale. E’ un processo che va completato anche perché noi vogliamo avvicinare sempre di più i servizi sul territorio al cittadino. Il cittadino non deve essere obbligato a venire ad Aosta e questo è un obiettivo che può essere raggiunto con l’utilizzo delle reti informatiche.

Lei ha ribadito con forza l’affermazione che la politica deve tornare a decidere. E’ un principio importante, ma di mezzo c’è anche una legge 45 del 1995 in materia di organizzazione degli enti locali che, se non sbaglio, ha modificato i rapporti tra guida politica e dirigenti…
La legge va rivista in moltissimi punti dalla riorganizzazione dei servizi al collegamento con i comuni fino alla ripartizione delle competenze tra responsabili. E’ un confronto che vogliamo avviare, ovviamente, con i sindacati. Gli obiettivi sono quelli di ottimizzare l’organizzazione amministrativa, di valorizzare le competenze dei dirigenti e dei dipendenti, di introdurre strumenti più idonei e snelli per la rilevazione delle presenze e la gestione del personale, di valorizzare adeguatamente i dipendenti meritevoli, di offrire strumenti contrattuali e servizi per venire incontro alle esigenze dei lavoratori pubblici. Dobbiamo far crescere l’efficienza. Oggi la domanda di contributo di un agricoltore o di attivazione di un’impresa transita in troppi uffici.

Le spese correnti continuano a crescere: come pensate di ridurle?
Gli esempi sono tantissimi. Ne faccio uno semplicissimo. Introdurre i badge per segnare le presenze al posto dei cartellini. Pensate che oggi ci sono 21 persone deputate alla lettura successiva e alla trasposizione dei cartellini. Ogni capitolo di spesa verrà letto con attenzione.

La Regione ha in mano una leva da quasi 2 miliardi: si può utilizzare meglio? Concentrandosi su quali versanti?
Vanno fatti degli sforzi per sfruttarla meglio non dimenticando però che non si può paragonare una realtà montana ad una di pianura. Ci sono studi, ad esempio, che dimostrano che mediamente la sanità ci costa dal 30 al 35% in più rispetto ad altre aree. Fatta questa premessa stiamo stimolando i comuni a utilizzare le risorse che annualmente loro trasferiamo per la creazione, dove possibile, di servizi inter-comunali. Va dato vita ad un sistema che responsabilizzi di più le comunità locali.

L’ipotesi di Aiat unica?
E’ nel programma. Prima la facciamo e meglio è. Inoltre vorremmo che l’Aiat si occupasse della gestione dell’affitto delle seconde case. Quello che viene denominato l’albergo diffuso. Una volta si affittava per un’intera stagione oggi al massimo per quindici giorni e molti privati non sono preparati a gestire questi cambi.

Quale sarà la prima misura di tipo sociale della vostra amministrazione?
Particolare attenzione sarà dedicata alla realizzazione di asili nido aziendali in strutture adeguate. A tal scopo sarà esplorata la possibilità di concertare con il Comune di Aosta una sede appropriata. A supporto delle mamme lavoratrici preferiamo procedere privilegiando la logica del “servizio offerto” rispetto a quella del “contributo finanziario”.

Per quale motivo vorrebbe che questa sua Presidenza fosse ricordata?
Per aver ridato al cittadino la certezza di quelli che sono i suoi diritti.

15 luglio 2008

Augusto Rollandin: «questa sarà la mia presidenza» (2)

Seconda parte dell'intervista a Rollandin. Cliccate qui per il post completo.

A questo si ricollega l’intenzione della sua giunta di rivedere l’impostazione dell’Università. Ho l’impressione che lei voglia una università meno generalista e più di nicchia. E’ corretto?
Io sono convinto che l’Università valdostana ha un senso se è a livello europeo. Ma oltre a questo ci sono anche situazioni paradossali. Nella nostra regione le lauree sono triennali e tutti i nostri concorsi pubblici prevedono lauree quinquennali. Qui c’è uno sfasamento incomprensibile. Dobbiamo avviare una riflessione con l’università sul suo scopo, su cosa può fare per questa regione.

Ma lei la vede più tecnica?
Faccio un esempio: il fatto che l’università oggi sforni 120 psicologi risponde davvero ad una necessità della nostra regione? Dobbiamo confrontarci sulle linee di indirizzo. Su quale futuro vogliamo dare ai nostri giovani. Del resto proprio all’assemblea di Confindustria abbiamo sentito che gli imprenditori non trovano il personale adatto. E allora confrontiamoci su queste necessità.

La presenza a Verrès del Politecnico può quindi essere potenziata?
E’ un’esperienza positiva ma va meglio messa a fuoco.

Uno dei temi che ha posto tra le priorità del suo programma è l’ambiente. In particolare l’aggiornamento del Piano territoriale paesistico.
Il Ptp è figlio di un periodo in cui c’era una corsa esasperata all’edilizia con il rischio di una urbanizzazione incontrollata. Di conseguenza è stato pensato in una logica di vincoli dati al territorio. Oggi, tenendo comunque anche conto della normativa europea che sulla materia si è particolarmente evoluta, deve diventare la base su cui lavorare per la redazione dei piani regolatori comunali. Questi devono essere analizzati da un punto di vista tecnico e con scelte politiche dando delle risposte possibilmente motivate e celeri dopo una consultazione con i comuni. Occorre perciò puntare al massimo recupero dei centri abitativi esistenti, a ridurre il più possibile le zone di nuova costruzione e a razionalizzare le aree artigianali-industriali in una logica di zona e non semplicemente comunale. Se sapremo lavorare bene sicuramente cresceranno gli spazi per le attività produttive di cui la nostra regione ha molto bisogno.

L’inceneritore rimane una necessità per la Valle?
Sulla base delle nostre valutazioni sì, almeno per quanto riguarda lo smaltimento della discarica. Portato a termine quel compito la tecnologia potrebbe aver fatto dei passi tali da farci prendere in considerazione altre soluzioni. (Continua)

14 luglio 2008

Augusto Rollandin: «questa sarà la mia presidenza» (1)

Ho pubblicato un'intervista al neo-eletto Presidente della Giunta regionale Augusto Rollandin sia sul Corriere della Valle d'Aosta che sul Sole 24 Ore Nord Ovest (insieme al collega di Torino Marco Ferrando). Qui propongo in tre puntate una versione praticamente integrale della chiacchierata. Nelle prossime settimane, questa volta soltanto sul Corriere, troverete l'intervista agli altri componenti della Giunta. La versione on line si farà, in questo caso, attendere un po' di più. Insomma se volete leggervela con una tempistica adeguata andate in edicola (1,20 euro) oppure abbonatevi (35 euro).

«Il primo provvedimento legislativo che intendo realizzare sarà la modifica della composizione dell’attuale Consiglio di amministrazione della casa da gioco che passerà da cinque a tre consiglieri per poi arrivare all’amministratore unico». Augusto Rollandin, 59 anni, veterinario, già senatore della Repubblica, neo-eletto Presidente della Giunta regionale per l’Union Valdôtaine, torna a Place Deffeyes per la terza volta e riparte da uno dei temi più incandescenti della passata legislatura: la Casa da gioco.

Ma la gestione pubblica rimane l’unica soluzione?
Dobbiamo essere molto concreti. La gestione del Casino va razionalizzata. E questo passa prima di tutto attraverso una riorganizzazione verticale delle competenze e delle responsabilità in sede aziendale. Ci vuole una chiara individuazione delle posizioni, dei ruoli e delle responsabilità dei dirigenti. A noi spetta di dare le linee politiche e poi tocca al Cda gestire in piena autonomia, senza ingerenze. In questo momento non è pensabile cedere a terzi la Casa da Gioco. Occorre prima risollevarne le sorti e poi si potrà valutare se affidarne la gestione a dei privati, ma abbiamo bisogno di trovare delle regole che ci permettano di scegliere il partner.

Non pensa comunque che sia necessario un ripensamento della presenza dell’amministrazione regionale nell’economia attraverso le sue società partecipate?
Il giudizio non può essere globale. Ci sono società come la Compagnia Valdostana delle Acque che hanno dimostrato di sapersi confrontare con il mercato e ottenere risultati importanti e altre più in difficoltà per le quali si potrebbe attivare un sistema misto oppure lasciare direttamente il solo privato ad occuparsene.

Significa che venderete qualche partecipata?
Laddove c’è un soggetto che chiede di subentrare, il che non è così semplice. Sono convinto che in determinati casi la presenza della Regione possa limitarsi soltanto alla fase dello start up.

Cva è in gioco nella grande partita delle utilities del Nord?
E’ un discorso che ci interessa. Ci sono stati dei primi contatti. Poi la situazione si è un po’ arenata più per difficoltà loro che nostre.

La scorsa settimana il presidente di Confindustria Valle d’Aosta Giuseppe Bordon in un’intervista rilasciata al Sole 24 Ore Nord Ovest ha detto che la Valle ha perso capacità attrattiva. Quali sono secondo lei le potenzialità da valorizzare?
La Valle d’Aosta può ancora essere un’area di interesse per le aziende per la ricchezza di energia pulita, per la sua acqua, per l’ambiente oltre ad una serie di disponibilità di infrastrutture tecnologiche. Nel nostro programma è indicato, ad esempio, il progetto di collegamento delle vallate laterali con la fibra ottica. Oggi poi con la normativa europea non è più possibile come un tempo offrire contributi a fondo perso per l’insediamento. Stiamo però studiando la procedura per attuare una formula sperimentale di «zona franca montana». Vogliamo capire se possiamo creare delle piccole aree, magari nella media montagna, dove insediare attività ad alta tecnologia con un numero significativo di ricercatori. Del resto stiamo anche ristrutturando l’aeroporto e l’idea di creare un hub non va scartata.

Qualche idea su possibili incentivi per le aziende valdostane?
Oggi più che dare incentivi dobbiamo ridurre il gap infrastrutturale che hanno con le altre aziende a partire da una ferrovia che non funziona. E poi intendiamo consolidare le agevolazioni in materia di tariffe energetiche. Ma non solo. Siamo convinti che si debba favorire un’attenta formazione e riqualificazione del personale e un collegamento stretto con il mondo della scuola. Lavoro e formazione sono state infatti riunite in un unico dipartimento. (continua)

13 luglio 2008

Un messaggio ai leader mondiali

Come sempre ospito nel mio blog i fondi che propongo sul Corriere della Valle d'Aosta anche se non sono di argomento economico.

Le speculazioni e le turbolenze finanziarie e i loro effetti perversi sui prezzi degli alimenti e dell’energia sono entrate nel vocabolario e nell’agenda papale per la prima volta, pubblicamente, domenica scorsa, in occasione dell’Angelus estivo da Castel Gandolfo. Un appello chiaro rivolto ai leader mondiali riuniti in Giappone per il G8 affinché «generosità e lungimiranza aiutino a prendere decisioni atte a rilanciare un equo processo di sviluppo integrale, a salvaguardia della dignità umana». Un appello ancora più chiaro alla responsabilità dei paesi ricchi che perseguono spesso interessi che poco hanno a che vedere con lo sviluppo e la crescita di quelli meno fortunati. Questi primi inviti ci danno anche un’idea di quello che sarà il tono e i contenuti del messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della 42a Giornata Mondiale della Pace, che si celebrerà il 1° gennaio 2009, e avrà, appunto, come titolo: «Combattere la povertà, costruire la pace». Il tema scelto intende sottolineare la necessità di una risposta urgente della famiglia umana alla grave questione della povertà, intesa come problema materiale, ma prima di tutto morale e spirituale. Del resto, anche di recente, Benedetto XVI, il 2 giugno alla Fao, ha denunciato lo scandalo della povertà nel mondo: «... come si può rimanere insensibili agli appelli di coloro che, nei diversi continenti, non riescono a nutrirsi a sufficienza per vivere? Povertà e malnutrizione non sono una mera fatalità, provocata da situazioni ambientali avverse o da disastrose calamità naturali… le considerazioni di carattere esclusivamente tecnico o economico non debbono prevalere sui doveri di giustizia verso quanti soffrono la fame».
È un nesso, quello tra pace e lotta alla povertà, che unisce gli ultimi pontificati. Già due volte è infatti esplicitamente emerso: la Giornata del 1987 aveva come tema «Sviluppo e solidarietà: due chiavi per la pace» e qualche anno dopo, nel 1993, Giovanni Paolo II aveva invitato a riflettere ed operare sul tema: «Se cerchi la pace va incontro ai poveri».
Tutto ciò, come scrive ancora Benedetto XVI nell’’enciclica «Deus Caritas est», rende necessaria una riflessione sulle radici profonde della povertà materiale, quindi anche sulla miseria spirituale che rende l’uomo indifferente alle sofferenze del prossimo. La risposta va allora cercata prima di tutto nella conversione del cuore dell’uomo al Dio della carità. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 10 luglio)

12 luglio 2008

Donnas: quando un vino può promuovere un territorio

Un territorio promosso da un vino o meglio dall’ampia gamma di una cantina sociale che quotidianamente dà la possibilità ai suoi novanta soci, anche con un appezzamento microscopico, di far vinificare le proprie uve nebbiolo e trasformarle nel pregiato Donnas. «Il territorio – spiega il presidente della Caves de Coopératives della cittadina della Bassa Valle Mario Dalbard è estremamente frammentato. Alcuni pezzi non superano i 500 metri. Ci sono ben tre ettari di vigneto che sarebbero abbandonati se non venissero seguiti dai dipendenti della Cantina. Al di là degli aspetti economici la Cave ha una funzione sociale importantissima: evita l’incolto mantenendo gli agricoltori sul territorio anche se per molti si tratta di una attività hobbistica». Ma si tratta di un lavoro reso complesso dall’attuale stato dei terrazzamenti, tipici della viticoltura di Donnas. «E’ chiaro che vanno mantenuti perché sono una particolarità del nostro paesaggio – osserva Dalbard – ma ciò non toglie che sia ormai da tempo necessario prevedere un attento riordino fondiario di tutta l’area in modo da raggruppare le varie proprietà. Attualmente i terrazzamenti non sono regolari, ci sono molte pietre e questo fa sì che sia impossibile ipotizzare un meccanizzazione della raccolta dell’uva. I mezzi non riuscirebbero a transitare in maniera efficiente sotto i pergolati. Non dobbiamo stravolgere il paesaggio, ma è necessario permettere questo tipo di lavorazione così da riuscire a rendere l’attività vitivinicola appetibile ai giovani». Sul fronte della promozione del territorio, come accennavamo nell’incipit dell’articolo, Donnas ha aderito ad una iniziativa estremamente interessante (condivisa anche dai privati Les Crêtes e Grosjean) denominata «vinoparlante» . La nuova annata presenterà una retro etichetta dove potranno essere lette come in un vero dépliant le informazioni complete sulle caratteristiche del vino in questione, sui migliori abbinamenti al cibo, sulle uve da cui è ricavato, sul territorio da cui proviene, sulla vinificazione e sull’azienda, un progetto di «Autoctono – Vino ed eventi», presentato in occasione dell’ultimo Vinitaly e cui hanno aderito diverse etichette su tutto il territorio nazionale. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 3 luglio 2008)

11 luglio 2008

Dìdisì: La Valle d'Aosta deve fare più promozione per il periodo estivo

Centosessantamila cataloghi stampati e distribuiti su tutto il territorio nazionale e un fatturato di 3,5 milioni nel corso del 2007 (erano 2,5 nel 2003). Sono questi i numeri della Didisi di Mary Rollandin, tour operator nato in Valle d’Aosta, specializzato su tutto ciò che significa fare turismo ai piedi del monte Bianco. Ma non solo. Didisì da tempo ha affiancato al prodotto Valle d’Aosta una ricca offerta per i filoni «Isole» (Corsica, Sicilia, Sardegna e isola d’Elba) e «Coccole di benessere», concentrato sulle località termali, e recentemente ha proposto un catalogo ad uso esclusivo delle agenzie turistiche per i gruppi, un modo, quest’ultimo, per venire incontro ad una clientela italiana che non vuole rinunciare alla vacanza ma che deve fare qualche economia in più nel budget rispetto al passato. Un osservatorio utile, quello dell’agenzia di via Clavalitè ad Aosta, per farsi un’idea di cosa significhi fare turismo in Valle d’Aosta. «Il mercato estivo non è in crescita – commenta Rollandin -. E sulla nuova stagione siamo in difficoltà a fare previsioni. Diversa è invece la situazione dell’inverno, soprattutto grazie ai mercati stranieri. In particolare stiamo lavorando molto bene con la clientela russa che nell’ultimo anno ha fatto registrare un incremento del 30%. I russi amano molto la montagna, in particolare quella italiana. E sono clienti con un potenziale di spesa tutt’altro che indifferente. Quando arrivano le attività commerciali se ne accorgono. I russi amano lo sci, l’enogastronomia e lo shopping». Rollandin sull’argomento ne approfitta per analizzare le strategie della Regione in materia di campagne pubblicitarie. «Le iniziative di promozione lanciate dall’assessorato al Turismo – prosegue Rollandin – sul mercato russo hanno garantito riscontri positivi. Purtroppo non è sempre così. Ad esempio gli italiani sono sempre più assenti durante l’inverno. Sono convinta che si dovrebbe rafforzare le campagna di promozione sul mercato nazionale, magari consolidando il binomio turismo-agricoltura». Uno degli aspetti più particolari è la cura nei cataloghi. «Dedichiamo molto spazio alla presentazione delle strutture ricettive – conclude Rollandin- in modo che il cliente trovi esattamente quello che cerca. Il materiale fotografico e particolarmente ricco e l’offerta attentamente diversificata.
Purtroppo non sempre riusciamo a far comprendere all’albergatore quanto sia importante questo lavoro di immagine». Un’azione che si è rafforzata con il restyling del nuovo sito (http://www.didisionline.it/) che propone tutta l’offerta del tour operator anche in francese e in inglese. «Soprattutto per il catalogo Isole – le prenotazioni on line ci stanno assicurando buoni risultati, in particolare dai clienti stranieri che sempre più scelgono la via del “fai da te”. Sono arrivate richieste dal Nord Europa, dalla Svizzera e dalla Francia. Merito anche del fatto che il nostro sito è molto ben posizionato nei motori di ricerca». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 26 giugno 2008)

10 luglio 2008

Tre brevi considerazioni su Cva

Oggi la Compagnia valdostana delle acque ha presentato i dati del suo ultimo bilancio di cui ho già parlato diffusamente in un precedente post. Per chi vuole saperne di più sul sito della Cva trovate le stesse slides che sono state presentate ai giornalisti, cioè l'intervento del Presidente Riccardo Trisoldi e quello del direttore commerciale Paolo Giachino.
Io voglio limitarmi ad alcune brevi considerazioni.

1°) La nomina a Presidente di Trisoldi, fino ad ora vicepresidente, è un fatto importante che pone fine ad elucubrazioni varie, fondate o meno, sul fatto che quel posto potesse essere appannaggio di un politico. In questa maniera invece è stata giustamente premiata professionalità e competenza. Spero che questa sia la linea che verrà seguita per tutte le partecipate. Sarebbe un buon inizio. Un inizio di cui sente particolarmente bisogno.

2°) Volete sapere come va Cva? Più che dei volumi o degli utili tenete conto del fatto che sono state rinegoziate con le banche le condizioni del debito scadente nel 2020. Lo spread applicato è sceso dagli iniziali 90 pb a 45 bp ed ora a 35 pb con decorrenza Aprile 2008. In parole molto povere significa che gli istituti di credito si fidano parecchio e se si fidano loro...

3°) La mentalità: Cva è perfettamente consapevole che il mercato valdostano non basta, che si deve crescere, che la concorrenza è sempre più agguerrita e così potenzia la propria offerta diversificando, non precludendosi nessun business sul territorio italiano e anche all'estero. Sa di muoversi in mezzo a colossi, che il mercato libero è sempre più un oligopolio. Ma le parole di Trisoldi sono state molto chiare: nessuna paura è una partita che si può giocare...

Business made in Japan per la Honestamp di Pont-Saint-Martin

Supercommessa estera per la Honestamp di P o n t - S a i n t - M a r t i n . L’azienda meccanica valdostana che da 40 anni progetta e costruisce stampi per la lavorazione di lamiere sottili sta definendo gli ultimi dettagli dell’accordo con un importante società giapponese per la
produzione di stampi per radiatori di motociclette da commercializzare sul mercato europeo. L’azienda della Bassa Valle è stata fondata nel 1968 da Antonio Lingeri e attualmente è già in mano alla terza generazione, Mirko e Simone, figli di Alfredo Lingeri che, pur continuando a seguire l’attività dell’azienda, non ricopre più ruoli operativi, un’azienda fortemente radicata sul territorio, decisa a continuare a fare industria in questa Valle. Concretamente la supercommessa asiatica significa nuova occupazione (5-6 unità rispetto agli attuali 41) e un fatturato che entro il 2009 dovrebbe passare dai 3 milioni del 2007 a quota 4,2. «La società giapponese il cui
nome non possiamo ancora rivelare per motivi di riservatezza
– spiega il manager Alfredo Lingeri - era alla ricerca di un’azienda europea per costruire parti di radiatore per il mercato continentale. In questa logica recentemente ha acquisito un’azienda piemontese, nell’area di Moncalieri, di cui eravamo fornitori. Si è creato così il primo contatto che ci ha portato a consolidare il rapporto di collaborazione». Il management dell’azienda valdostana si è così recato tra ottobre e novembre 2007 in Thailandia e Cina per visitare gli stabilimenti dove si produce per il mercato asiatico. La ricerca di nuovi mercati è da tempo fra le priorità aziendali. «Abbandonato da tempo il settore dei personal computer – prosegue Lingeri – ci siamo rivolti al settore dell’“automotive” dove lavoriamo principalmente per la Marelli producendo contenitori per parti elettroniche come autoradio o satellitari. Il business delle motociclette si è rivelato particolarmente interessante in quanto presenta meno criticità di quello dell’auto. Inoltre l’azienda per cui lavoreremo serve già le marche giapponesi più prestigiose, come Suzuky e Yamaha, e, sul territorio italiano, punta a concludere accordi con Ducati e Piaggio». «Il nostro punto di forza – commenta Lingeri – è di essere un’azienda piccola dove si opera su tutta la filiera: dalla progettazione degli stampi alla realizzazione del prodotto finale. E’ una nicchia dove possiamo però offrire un servizio di qualità e particolarmente attento alle esigenze del cliente». Sulla carta rimane però un problema tutt’altro che secondario. Il 2008 sarà un anno dedicato alla messa a punto della produzione che salirà lentamente a regime nel corso del 2009. «Per quella data – conclude Lingeri – dobbiamo assolutamente ampliare la nostra superficie produttiva. Quella attuale non è sufficiente. Il capannone a fianco del nostro stabilimento, ormai vuoto da un anno, non è utilizzabile in quanto impegnato per la futura “Porta della Valle". Eravamo interessati ad altre aree nella zona di Donnas, ma gli affitti che ci vengono proposti da "Vallée d’Aoste Structure" hanno, secondo noi, un costo sproporzionato ed in più ci ritroveremmo a carico nostro la messa in sicurezza dello stabile. Confesso che non vorrei dovermi trovare nella spiacevole condizione di dovermi espandere nell’area canavesana dove aree disponibili ce ne sono parecchie e le amministrazioni comunali sono molto sensibili». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 19 giugno 2008)

9 luglio 2008

Prezzi: ma chi fermerà il cane che si morde la coda?

Ospito con piacere sul blog e sul Corriere della Valle d'Aosta di questa settimana un intervento del Direttore di Coldiretti Valle d'Aosta Ezio Mossoni.

Secondo elaborazioni su dati Ismea - Ac Nielsen, nel primo trimestre 2008, l'aumento dei prezzi ha favorito il calo dei consumi a tavola con riduzioni record per il pane (- 5,5 per cento), per la pasta (- 2,5 per cento) e in generale una grave stagnazione delle quantità di prodotti alimentari acquistate dalle famiglie (- 0,4 per cento). E' quanto emerge da una analisi della Coldiretti, in occasione della diffusione dei dati Istat sull'inflazione a giugno, nel sottolineare tuttavia che la difficile congiuntura economica sta cambiando la priorità delle spese dei cittadini che, secondo una indagine Axis, se potessero disporre di 100 euro, nel 20 per cento dei casi li destinerebbero al cibo, nel 17 per cento all'acquisto di vestiti, al 14,5 per cento per cene, al 13,5 per libri, dischi e riviste. Sull’incremento dei prezzi le quotazioni del grano sono le stesse di inizio anno e non possono aver influito su ulteriori aumenti del prezzo del pane. Secondo il servizio Servizio Sms Consumatori dell'Ismea il pane ha raggiunto il valore medio nazionale di 2,85 euro al chilo il grano si attesta su 0,24 euro al chilo, appena l'otto per cento. Gli aumenti sono invece da ricercare, oltre che nelle diseconomie della filiera, soprattutto nel crollo dei mercati finanziari dovuto al record del costo del petrolio (che sembra in aumento senza fine) e che ha spinto al massimo storico i costi dei trasporti e dell’energia. Trasporti ed energia che sono tra i principali indicatori anche dei costi di produzione delle materie prime agricole. Di conseguenza sono volati verso l’alto anche le quotazioni della soia che rappresenta una importante fonte per l'alimentazione degli animali negli allevamenti e fanno dunque schizzare alle stelle i costi di produzione di carne e latte nelle stalle. Come se non bastasse i costi di produzione agricoli paiono destinati a salire ulteriormente per effetto dell'aumento del mais utilizzato per l'alimentazione animale dopo che l'Usda, il dipartimento governativo statunitense dell'Agricoltura, ha annunciato una riduzione del 9 per cento nei terreni coltivati a granoturco negli Usa anche per effetto dell'alluvione del Mid west.. Dagli Stati Uniti partono il 60 per cento del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale e gli andamenti delle produzioni sono destinati ad influenzare le quotazioni a livello internazionale dove ad incidere è anche il bilancio del terremoto in Cina con la perdita in agricoltura di 6 miliardi di dollari: 350.000 tonnellate di grano, serre distrutte, campi da riso danneggiati fino al 70 per cento e oltre 3 milioni di maiali uccisi. La maggiore vulnerabilità delle coltivazioni ai cambiamenti climatici, l'aumento del benessere in economie emergenti come la Cina e l'India e la crescita della popolazione si traduce in una maggiore richiesta di sicurezza alimentare dal punto di vista quantitativo e qualitativo. Una situazione che richiede un cambiamento delle gerarchie all'interno dell'economia e un ruolo più centrale da svolgere per l'agricoltura che ha bisogno di politiche forti per garantire la disponibilità di cibo ad una crescente popolazione mondiale. Occorre investire nella produzione agricola per dare stabilità ai mercati e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti nelle diverse realtà del pianeta, dove le politiche di mercato devono valorizzare prima di tutto le produzioni locali per essere meno dipendenti dalle esportazioni; la sensazione è che, o accurate scelte di consumo locale e stagionale diventino una abitudine immediata, sia alimentare che di spesa, o il nostro portafoglio provvederà , da solo, tra poco tempo.

8 luglio 2008

Coldiretti: da luglio scatta lo stop alla falsa carne di vitello - Consumatori valdostani già tutelati dall'etichettatura Arev

Dal mese di luglio la carne in vendita nei banchi dei supermercati potrà riportare l'indicazione «vitello» o «carne di vitello» solo se ottenuta da animali macellati sotto gli 8 mesi mentre si dovrà chiamare di «vitellone» o «carne di vitellone» se proviene da bovini di età compresa tra gli 8 ed i 12 mesi. Lo rende noto la Coldiretti in una nota nel sottolineare che l'importante novità mette fine all'inganno della vendita di carni di bovini di età diversa importate e vendute con la stessa denominazione ed è prevista dal regolamento CE N.566/2008 in vigore dal primo luglio.
Se le carni provengono da animali di peso superiore ai 300 chili dovranno essere commercializzati come bovino adulto e come tali dovranno essere etichettati. Per quanto riguarda la carne di bovini di razza valdostana etichettata in conformità al disciplinare dell’AREV, in etichetta è già prevista l’indicazione della categoria di soggetto macellato. Il consumatore, acquistando carne valdostana etichettata, è inoltre garantito che i soggetti macellati sono nati ed allevati in aziende iscritte all’anagrafe regionale del bestiame della regione autonoma Valle d’Aosta e che sono figli di soggetti iscritti al libro genealogico della razza bovina valdostana.
Si tratta di una misura che garantisce trasparenza di mercato per gli allevatori e i consumatori italiani per i quali gli acquisti di carne di vitello rappresentano una componente consistente della spesa. Il regolamento - continua la Coldiretti in una nota- consente una netta distinzione tra la carne di vitello e le altri carni e valorizza i sistemi di allevamento nazionali rispetto alle importazioni dall'estero. Un passo in avanti importante sulla strada per la trasparenza dell'informazione ai consumatori che nel settore delle carni bovine si è iniziata a percorrere dopo l'emergenza BSE «mucca pazza» che ha portato - conclude la Coldiretti - all'introduzione dell'obbligo di indicare in etichetta l'origine degli animali allevati.

I vini da Oscar della famiglia Charrère prendono la via dell'Oriente

Un bancale di 760 bottiglie è già arrivato, via nave, a Sidney in Australia e presto - il contratto è stato firmato la scorsa settimana con un noto importatore - altre 280 faranno rotta per l’India. Il marchio Les Crêtes di Aymavilles, fondato da Costantino Charrère, e oggi nelle solide e competenti mani delle figlie Eleonora e Elena, ormai sta facendo il giro del mondo. Proprio la scorsa settimana il suo Chardonnay Cuvée Bois ha vinto l’Oscar del vino 2008 come miglior bianco avendo raccolto i maggiori consensi tra i lettori di «Duemilavini», la celebra guida-cult della cultura enologica italiana, e della patinata rivista «Bibenda». La cerimonia di premiazione è avvenuta il 1° giugno nell’ambito di «Squisito», l’annuale rassegna gastronomica che si tiene nella Comunità di San Patrignano. Un appuntamento con un parterre tra mondo dei sapori e dello spettacolo (da Massimo Giletti a Gianfranco Vissani passando per Pamela Prati) che si è trasformato in uno show televisivo trasmesso la settimana scorsa da Rai Uno. «La commessa indiana – spiega Costantino Charrère – è arrivata quattro giorni dopo la premiazione -. Un riscontro immediato dovuto ad una visibilità aziendale crescente e che oggi ci impone di far aumentare la nostra massa critica. Attualmente produciamo infatti 230mila bottiglie, ma l’obiettivo nel breve periodo è di arrivare a 300 mila». Del resto il trend di crescita di Les Crêtes in questi anni non ha conosciuto rallentamenti, passando dagli 800mila euro di fatturato del 2002 al milione e mezzo del 2007. E il 2008 non sembra accusare cedimenti. «Con le mie figlie – prosegue Charrère - intendo investire sull’ampliamento della cantina. Da un lato per poter far fronte all’aumento di produzione, dall’altro per migliorare l’accoglienza all’interno della struttura. Allestiremo una barriquerie da esibire come immagine aziendale. Inoltre ristruttureremo la vecchia casa di famiglia dove realizzeremo alcune chambres d’hotes». Il turismo del vino è un fenomeno cui l’azienda valdostana guarda con interesse. «Una coppia particolarmente facoltosa di Baltimora - racconta –, cliente di una enoteca dove importiamo i nostri vini, verrà in vacanza una settimana in Valle d’Aosta per visitare l’azienda e soggiorneranno a Courmayeur su nostro suggerimento. E’ un fenomeno interessantissimo in quanto si tratta di un turismo mirato, di altissima qualità e con grande capacità di spesa. E sono convinto che se manteniamo alta la qualità e facciamo crescere la massa critica delle nostre produzioni o, comunque della nostra offerta, si tratti di un fenomeno che può interessare tutta la regione. Del resto tutte le volte in cui ho l’occasione di promuovere i miei vini all’estero cerco, prima di tutto, di far conoscere il terroir valdostano e le sue particolarità». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 25 giugno 2008). La foto di Costantino Charrère è presa dal sito specializzato Oenotropie.

7 luglio 2008

L'Anag dà la medaglia di bronzo alla «Grappa Levi» - I miei complimenti a Rosset della Saint-Roch

Ma non c’è soltanto il vino a far parlare di sé in Valle d’Aosta. Anche le nostre grappe non sono da meno. Devo infatti fare i miei più sinceri complimenti a Nicola Rosset, ad della Distilleria Saint-Roch, che con la sua «Grappa Levi» ha ottenuto la medaglia di bronzo nella terza edizione del Concorso Internazionale «Acquaviti d’Oro», organizzato dall’ANAG, associazione degli assaggiatori di grappa e acquaviti, e tenutosi a Termeno il 12 e 13 aprile 2008.
«Nel congratularci per il traguardo raggiunto – si legge nella lettera scritta dal vicepresidente dell’Anag Luca Sighel - che denota l’elevata qualità del Suo prodotto, ricordiamo che in questo concorso, nel rispetto dei regolamenti dell’O.I.V., sono state premiate, per ogni categoria di appartenenza, solamente il 30% delle grappe e acquaviti di origine vinica».
La cerimonia di assegnazione del premio si terrà a Bolzano nel mese di settembre. Chissà che questo successo non faccia guadagnare qualche altro suffragio a Rosset nel mio concorso...

6 luglio 2008

Il ruolo delle cantine sociali in Valle d'Aosta: in arrivo il super-consorzio

Le cantine sociali studiano nuove strategie per sfruttare al meglio il buon momento del vino valdostano e far crescere la redditività dei propri produttori. Con 11.300 quintali di uve lavorate, 1,24 milioni di bottiglie prodotte, e 4,2 milioni di fatturato le sei «Caves Coopératives» (vedi tabella) della piccola regione autonoma rappresentano il 60-70% del mondo vitivinicolo valdostano e, nel corso del 2007, hanno trasformato in vino il lavoro di quasi 700 soci distribuiti su 162 ettari. Un peso economico rilevante che però, rispetto al passato, richiede di focalizzare maggiormente l’attenzione sulla qualità in vigna e durante la vinificazione nonché su tutto ciò che oggi significa commercializzazione: dallo studio del packaging fino alle campagne di comunicazione al di fuori dei confini regionali. In questa logica c’è particolare attesa per l’annuncio, previsto per la prima quindicina di luglio, dell’ufficializzazione del Consorzio unico «Quatremillemètres» che porterà sotto una regia unica l’attività di tre cantine sociali: la «Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle», la «Cave de l’Enfer d’Arvier» e la «Crotta di Vegneron» di Chambave. Regista dell’operazione Gianluca Telloli, attuale enologo e responsabile commerciale di Morgex e Arvier. «Nascerà un soggetto che con le sue 540mila bottiglie sarà il primo produttore valdostano (primato fino ad ora detenuto dalla «Cave des Onze Communes»di Dino Darensod con le sue 450 mila bottiglie ndr) – sottolinea Telloli –. Un’alleanza fondamentale sia sul mercato regionale che su quello nazionale che ha già alle spalle la positiva esperienza degli spumanti Fripon Dry, Refrain Dry e Ancestrale Dry realizzata proprio grazie all’azione comune delle tre cantine. Ora però arriva la parte più complessa. Tra luglio e agosto dovremo impegnarci per razionalizzare e amalgamare le scelte produttive di ogni realtà».
Mario Dalbard, presidente della Cave di Donnas e della Associazione Route des vins, ritiene necessario creare occasioni di promozione comuni dei vini valdostani. «La commercializzazione sul territorio regionale – osserva – avviene grazie alla Comproval, una cooperativa di secondo grado di cui fanno parte tutte le cooperative, non soltanto quelle viticole. Uno strumento utile cui però si deve dare maggiore autonomia di gestione. La struttura di vendita deve essere più flessibile, soprattutto per quanto riguarda la scontistica, e non doversi attenere rigidamente a quanto fissato dalle singole Cave. Solo così possiamo competere con i privati».
Interrogato sulla recente questione del Brunello «allungato» Dalbard spiega come in Valle i controlli siano sicuramente superiori ad altre regioni. «Da un lato ci sono i tecnici regionali e poi i responsabili delle cantine sociali. I controlli avvengono già in vigna. Inoltre il conferimento non è fatto tramite trattori, ma in cassette e c’è sempre un componente della Cave a vigilare. Se la qualità dell’uva non è considerata sufficiente il viticultore se la riporta a casa».
Ivo Joly, presidente de «La Kiuva» di Arnad, è invece maggiormente interessato a fare sinergia con il territorio. «Al di là delle alleanze con le altre cantine – spiega Joly che è anche assessore comunale all’agricoltura – per noi è più importante legare la nostra immagine alla realtà enogastronomica di Arnad, cioè al suo Lardo Dop. Il salumificio Bertolin da solo porta in paese 20mila turisti soltanto per visitare lo stabilimento». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 25 giugno 2008)

Sì al merito ma senza retorica

Unito al fondo che ho proposto sul Corriere della Valle e che ritrovate oggi nel blog consiglio anche la lettura di uno stimolante articolo, pubblicato dal Sole 24 Ore, a firma di Pier Luigi Celli, dal titolo «Sì al merito ma senza retorica». La teoria di fondo è che non si può ottenere dei risultati reali se non si cambia la cultura complessiva di un milieu e in questo la Valle d'Aosta ha un bel cammino da fare. Buona lettura.

Spunti di riflessione - 28: Premiare il merito

Il mio ultimo fondo pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta. Si accettano commenti.

Sono tempi difficili per fare il consigliere di opposizione. E non mi riferisco alla sproporzione
di forze tra maggioranza e minoranza, ma al fatto che nei prossimi cinque anni c’è un tale numero di sfide sul tappeto che se l’attuale maggioranza non saprà centrarne la maggior parte saranno guai per tutti i valdostani, anche per quel 25% che non è andato a votare. Comprendo Robert Louvin che stigmatizza la ricostituzione dell’assessorato all’Ambiente, mentre si dice di voler intervenire sui costi della politica, ma allo stesso tempo va per lo meno apprezzato che l’assessorato sia stato affidato ad una persona di cui non si può mettere in discussione la competenza. Inoltre l’apertura alle opposizioni per le presidenze delle commissioni consiliari
Istituzioni e autonomia e Servizi sociali mi è sembrata interessante. E’ come dire: sul futuro statutario del nostra regione e sul suo welfare occorre un patto comune che ci porti ad un dialogo con Roma al di là delle singole appartenenze politiche. Sul discorso di Augusto Rollandin è difficile esprimersi anche perché il neoeletto Presidente è uomo da valutare sui fatti concreti. Tuttavia il suo esprimere chiaramente la necessità che si deve «premiare il merito», oltre che essere un’implicita ammissione del fatto che poco si è fatto sino ad ora, vuol dire aver fissato un paletto molto chiaro alla sua futura condotta di governo, verificabile già a partire dalle prossime nomine all’interno delle varie partecipate regionali, dove la politica, per il bene di questa regione,
dovrebbe ridurre i propri spazi di manovra. Un merito applicabile sia nell’ambito privato, dove si dovrà premiare gli imprenditori che più sanno mettersi in gioco con progetti; sia in quello pubblico dove - e questo il Presidente l’ha detto chiaramente - si dovrà far crescere l’efficacia e l’efficienza della macchina amministrativa riducendo apparati burocratici talvolta eccessivi per una realtà che è sì regione, ma che, geograficamente parlando, ha comunque dimensioni più limitate di altre realtà. In tutto questo scenario credo perciò che il ruolo del consigliere di opposizione sia sì di vigilanza, ma anche di stimolo per lo sviluppo della nostra regione.
In questo deve rafforzarsi l’impegno dell’attività legislativa, nel passato, in massima parte, sempre esercitata dalla Giunta. Questo dovrebbe essere anche uno dei primi impegni del neo-eletto Presidente del Consiglio Alberto Cerise. Favorire, appunto, l’attività legislativa dei singoli consiglieri. Sullo sfondo c’è però anche la sfida delle sfide. Siccome a livello regionale tutte le forze politiche concordano sull’importanza della specialità statutaria occorre dimostrare, di fronte ad un certo scetticismo nazionale, che il modello Valle d’Aosta è in grado di moltiplicare il talento statutario e non di limitarsi a perpetuarlo stancamente.

5 luglio 2008

Messaggi in bottiglia - 1: Ma l'Austria è in Europa?

La domanda è ovviamente retorica ma a leggere un articolo apparso il 26 giugno su Nova, il supplemento del Sole 24 Ore su ricerca, innovazione e creatività, in qualche maniera verrebbe da chiederselo visto che con l'Ue i sostegni alle aziende sembravano off limits. L'Austria si è resa super-attrattiva con un mix di qualità della vita e di riduzione delle imposte fino a circa il 30% per le aziende che investono in ricerca e sviluppo. I risultati sono strabilianti. Qualche ispirazione per la petite patrie? Leggetevi l'articolo e ditemi la vostra opinione. Il link non è diretto ma dovete andare a cercare la pagina 5. L'articolo si intitola «L'innovazione al di là delle Alpi» ed è a firma di Federico Ferrazza. E così ho lanciato il mio primo messaggio in bottiglia...
 

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