18 agosto 2008

L'Agicos promuove Luca Frigerio

Sul sito dell'Agicos (Agenzia Giornalistica Giochi e Scommesse) viene salutata con notevole ottimismo la nomina di Luca Frigerio a amministratore unico della Casa da Gioco di Saint-Vincent. Il parere degli addetti ai lavori è il seguente: «Proveniente dal casinò di Campione, Frigerio è stato uno dei fautori degli ottimi risultati ottenuti dalla casa da gioco soprattutto a seguito del passaggio dal vecchio al nuovo casinò, portandola a livelli ineccepibili come noto agli esperti e come diffuso dagli stessi a seguito dell'approvazione dell'ottimo bilancio di esercizio e dei risultati soddisfacenti del primo semestre 2008. Uno sprint in più ed un augurio a fare meglio nella nota casa da gioco valdostana, potrebbero essere le motivazioni principali che hanno portato i membri dell'Assemblea a pensare alla sua nomina». E' chiaro che l'autonomia garantita dal Presidente Rollandin dovrà essere reale. Qual è la vostra opinione in merito?

Interessante dibattito sul turismo

Sul blog di Eddy Ottoz ho invitato i visitatori a dibattere sull'intervista rilasciatami dall'Assessore al Turismo Aurelio Marguerettaz dove l'assessore afferma che per lui un albergo a cinque stelle è come una grande opera e, perciò, vista la sua funzione di volano economico deve poter disporre di un percorso speciale. Alcune risposte (ad esempio il caso di La Thuiile) mi sono apparse particolarmente interessanti e perciò vi invito ad andarvele a leggere direttamente sul suo blog. Spero che prima o poi anche gli inviti lanciati da Impresavda ottengano la stessa attenzione.

17 agosto 2008

La Caves des Onze Communes regina del Torrette

«La Cave des Onze Communes» di Aymavilles con le sue oltre 350 mila bottiglie (primo produttore regionale in attesa del super-consorzio di cui abbiamo parlato sul Corriere della Valle della scorsa settimana e che comunque non unificherà le etichette) coinvolge 220 soci su un territorio vitato di 51 ettari. Sono interessati dalla sua azione i comuni di Aymavilles, Aosta,Charvensod, Gressan, Introd, Jovençan, Quart, Saint-Christophe, Saint-Pierre, Sarre e Villeneuve. Un territorio dove la viticoltura è rinata grazie al suo stimolo e che può contare su un buon numero di produttori privati. «Uno degli aspetti più positivi – precisa Dino Darensod, 70 anni, dal 1993 Presidente della Cave – è anche il ricambio generazionale dei soci. I figli portano avanti l’attività dei papà. Magari non lo fanno a tempo pieno però non abbandonano, segno che, comunque riusciamo a garantire una redditività accettabile 0187. Darensod è stato fra i fondatori della Cave. «La Cantina – racconta - è stata costituita nel 1984 e la prima vendemmia è stata fatta nel 1990. Abbiamo iniziato con 800 quintali di produzione di uva e oggi iniziamo a vedere il traguardo dei 5000». Del resto non va dimenticato che questa parte della regione vanta un nome storico e riconosciuto universalmente nel mondo enologico: il Torrette. E’ intorno a questo nome che nasce appunto la scelta di dare il via all’attività cooperativistica. Un impegno che ha portato, primi in Valle d’Aosta, alla presentazione sul mercato di un Torrette da viticoltura biologica. Fra le altre novità dell’ultimo biennio il mayolet e il cornalin, autoctoni che stanno recuperando terreno, e il «Saveurs du Gran Paradis», un fumin aromatizzato, ideato per completare una gamma che può comunque globalmente contare su un’ampia scelta di vini rossi e bianchi, per la maggior parte Doc. Diciassette tipologie di vino cui si aggiunge una piccola distilleria che propone agli appassionati cinque qualità di grappa monovitigno: 4500 litri per un totale di 8000 bottiglie che fanno bella mostra nel punto vendita presso la Cave, situato in località Urbains 14, ad Aymavilles, meta durante tutto l’anno, soprattutto in primavera, di comitive di turisti. «Il mercato interno – commenta Darensod – per ora regge bene. E’ chiaro che anche noi guardiamo insieme alle altre Caves al di fuori dei confini regionali. Ad esempio stiamo predisponendo una fornitura per il Giappone per la quale ci è stato richiesto di predisporre una etichetta ad hoc però è chiaro che per presentarsi su eterminati mercati ci vuole il prodotto». Il trend però dei reimpianti è positivo. «Quest’anno – conclude il Presidente – entreranno in lavorazione tre ettari. Ogni anno qualcuno fa crescere l’area vitata. Il nostro obiettivo sono le 400 mila bottiglie e siamo convinti di potercela fare nell’arco di pochi anni». (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 24 luglio 2008)

15 agosto 2008

Buona festa dell'Assunzione della Beata Vergine Maria a tutti!

Per una proficua riflessione leggete qui. Ancora auguri a tutti.

14 agosto 2008

Professionisti valdostani - 14: i giornalisti


Iscritti dell’ultimo triennio:
Anno 2005
Pubblicisti/praticanti n. 4
Praticanti n. 4
Professionisti n. 74
Pubblicisti n. 232
Elenco Speciale n. 31
Totale n. 345
Di cui maschi 238 e femmine 107

Anno 2006
Pubblicisti/praticanti n. 3
Praticanti n. 3
Professionisti n. 75
Pubblicisti n. 234
Elenco Speciale n. 29
Totale n. 344
Di cui maschi 234 e femmine 110

Anno 2007
Pubblicisti/praticanti n. 4
Professionisti n. 77
Pubblicisti n. 236
Elenco Speciale n. 27
Totale n. 344
Di cui maschi 232 e femmine 112

Composizione direttivo:
Presidente: Claudio Laugeri (professionista), Vice Presidente: Piercarlo Lunardi (pubblicista), Segretario: Pier Paolo Civelli (pubblicista), Tesoriere: Enrico Romagnoli (professionista), Consiglieri professionisti: Domenico Albiero, Fulvia Ferrero, Daniele Mammoliti, Renato Willien. Consiglieri pubblicisti: Danila Chenal. Revisori dei conti professionisti: Renato Godio, Gaetano Assanti. Revisori dei conti pubblicisti: Alessandro Camera. Rappresentanti al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti: Pier Luigi Bertello (professionista), Ezio Vincenzo Bérard (professionista), Renato Patacchini (pubblicista).

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti:
non è stimabile

Mail e sito internet:
mail: odg@giornalistivaldostani.it
sito: www.giornalistivaldostani.it

Le nostre domande

Principali problematiche a livello regionale.. e nazionale?
Direi privacy, intercettazione e diritto cronaca, e minori.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?
Possibilità limitate.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Sicuramente il web.

Iniziative di formazione realizzate nel 2007 e in programma 2008?
Nel 2007 il Seminario «Emergenze e Informazione», Giornalisti per il volontariato, Reati e iter
giudiziario, Europ Direct Vallée d’Aoste, Incarichi e creazione uffici comunicazione e stampa e Informazione e mondo della scuola. Nel 2008 «Come leggere un bilancio (seconda parte) degli enti pubblici» e «Il giornalista e i reati legati alla professione».

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
E’ fondamentale la preparazione deontologica.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese?
In generale, poco approfondito e poco attento.

12 agosto 2008

Commercio: la preoccupazione degli operatori

L’ultima iniziativa pubblica nel settore del commercio è del comune di Aosta. Nel triennio 2008-2010 l'Amministrazione comunale investirà nel Consorzio di commercianti «Aosta Insieme»oltre 281 mila euro per finanziare le attività del Consorzio stesso. La bozza di convenzione prevede un programma di iniziative tese a promuovere l'albo degli esercizi storici e tradizionali, organizzare eventi enogastronomici, promuovere attività in altre località turistiche per richiamare turisti nel capoluogo regionale, avviare studi e progettazioni per dare nuovo impulso all'attività economico-turistica del capoluogo valdostano. «La situazione del piccolo commercio – spiega Flavio Martino, presidente di Confesercentiè critica. I saldi non stanno andando per niente bene. Inoltre in questi ultimi anni con il diminuire dei margini di redditività dei singoli esercizi si è aggravata la problematica degli affitti, onere sempre più pesante nei bilanci delle piccole aziende commerciali». «In merito poi alla presenza degli esercizi commerciali nei centri storici – sottolinea Martino - si deve fare una seria riflessione. Occorre intervenire, ad esempio, sulle tasse comunali. In questo momento gli affitti sono troppo alti». E cresce così il fenomeno del franchising. «Per molti piccoli commercianti – prosegue Martino- si tratta di una vera e propria ancora di salvezza, soprattutto ora che esiste una legge che ha ben definito diritto e doveri di entrambe le parti. L’unico aspetto negativo è il rischio che nel centro storico di Padova e di Aosta finiscano per esserci gli stessi negozi. Bisognerebbe individuare strumenti adatti a favorire gli esercizi che promuovono la tipicità». Preoccupato anche Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio. «Inutile girarci intorno – osserva – i saldi non stanno andando secondo le aspettative degli esercenti. La gente non si fa vedere in negozio. Chi un tempo aspettava i saldi per spendere ora preferisce risparmiare per coprire altre spese. I magazzini così restano pieni». Sagaria, da poco eletto nel direttivo della Chambre, confida nell’impegno dell’ente a favore del progetto del «Centro commerciale naturale» su cui però deve ancor aessere definita una tempistica precisa. «Anche il nuovo regolamento sui Dehors – prosegue - approvato dal Consiglio comunale del capoluogo regionale ci trova concordi». I numeri messi a disposizione da Unioncamere non sembrano ancora evidenziare un’emorragia significativa. Il saldo tra imprese registrate e cessate è pari a –1,55%, quasi perfettamente in linea con la media italiana del –1,50%. «E’ chiaro però – conclude Sagaria – che chi decide di aprire un’attività in questa particolare congiuntura deve davvero fare molto bene i suoi conti. Io sarei molto cauto».

10 agosto 2008

Crotta Vegneron di Chambave: obbligatorio crescere sui mercati esteri

Consorzio unico «Quatremillemètres» che porterà sotto una regia unica l’attività di tre cantine sociali: la «Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle», la «Cave de l’Enfer d’Arvier» e la «Crotta di Vegneron» di Chambave. Andrea Costa, dal 1996 enologo della Crotta, Cooperativa nata nel 1980, con la finalità di valorizzare la viticoltura delle zone di Chambave e Nus, crede profondamente nel progetto.
«I tre marchi storici – spiega – rimarranno anche perché ovviamente ogni cantina mantiene
i suoi asset produttivi, ma nasce un coordinamento per le attività su cui si può fare sinergia come gli acquisti, le vendite, le azioni di marketing. Del resto con il marchio «Quatremillemètres» abbiamo già prodotto 60mila spumanti
». La Crotta (Presidente Elio Giuseppe Cornaz) oggi conta su 120 soci e su una produzione di 350mila bottiglie su di un territorio di 35 ettari. La zona è privilegiata da un microclima particolarissimo con scarse precipitazioni per cui gli attacchi dei parassiti della vite sono estremamente limitati e temperature medie elevate nel periodo estivo. La politica aziendale è marcatamente votata alla valorizzazione dei vitigni autoctoni come Petit Rouge,Fumin, Vien de Nus oltre a quelli tradizionali come Muscat de Chambave e Nus Malvoisie. Sono in particolare i passiti ad essere da sempre il biglietto da visita di questa Cooperativa anche se ormai anche la produzione dei rossi sta incontrando il favore di alcune guide di settore, soprattutto per il loro buon rapporto qualità- prezzo. «La qualità c’è – prosegue Costa – bisogna però lavorare di più sulla commercializzazione anche se devo dire che in questi ultimi anni il mercato sta rispondendo bene». La Crotta sta facendo crescere la sua quota di mercato al di
fuori dei confini regionali. «Dal 2005 – puntualizza l’enologo – lavoriamo sul territorio nazionale con la cuneese Vinifera che propone i nostri vini in hôtel, ristoranti e bar con risultati ottimi nel Lazio e buoni in Piemonte e Toscana. Ma dal 2008 si è aperto anche il mercato estero. Giappone a parte, dove abbiamo sempre potuto contare su un importatore che ha sempre creduto in noi, siamo entrati sul mercato statunitense con l’agenzia «Villa Italia» di San Francisco». Uno sbarco in grande stile che ha avuto recentemente il suo evento clou con una quattro giorni di manifestazioni itinerante sul suolo americano organizzata dall’importatore. «Il nostro moscato ha avuto un successo eccezionale per i suoi profumi fascinosi – sottolinea Costa – per il suo gusto secco che lascia la bocca pulita e fresca e che ben si presta al gusto americano con la sua predilezione per la cucina giapponese e il pesce crudo. Ma è stato apprezzato, devo dire in maniera anche inaspettata, il rosso Fumin. E’ un vino meno facile che è piaciuto soprattutto a San Francisco e Chicago». Piazze buone per i vini della Crotta sono anche il Belgio, l’Inghilterra, la Germania e recentemente grazie alla nuova linea di spumanti anche la Svezia e, presto, l’Ucraina. Attualmente il mercato italiano assorbe il 15% della produzione e il 5% l’estero, ma l’obiettivo dell’azienda è nel giro di alcuni anni di arrivare a commercializzare al di fuori dei confini valdostani il 40% delle bottiglie prodotte. «Puntiamo anche ad aumentare la produzione – conclude Costa – già nel corso del 2008 entreranno in produzione altri due ettari e nel prossimo triennio altri 3-4. Complessivamente significa altre 50-60 mila bottiglie». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 17 luglio 2008)

8 agosto 2008

Ad Aosta un centro di addestramento equipaggi di elisoccorso dell'AgustaWestland (Finmeccanica)

AgustaWestland, azienda leader nella costruzione di elicotteri ad uso civile e militare del Gruppo Finmeccanica, intende sviluppare con la Regione Autonoma Valle d’Aosta un progetto di eccellenza che prevede la creazione di un centro di addestramento per equipaggi impegnati in attività di elisoccorso in ambiente montano. L’idea di sviluppare quella che potrebbe essere una «Scuola di elisoccorso» di valore mondiale prende corpo nel primo semestre del 2005, come iniziativa volta alla valorizzazione per la Regione Valle d’Aosta della professionalità ed esperienza maturata dagli addetti al servizio di elisoccorso e come opportunità per AgustaWestland di arricchimento dell’offerta formativa destinata alla propria clientela, grazie all’operato della Training Academy di Sesto Calende. «La Scuola di elisoccorso – per i responsabili della società di elicotteristica - rappresenta per la Valle d’Aosta il riconoscimento degli sforzi organizzativi e delle risorse investite in molti anni di attività operativa che hanno favorito il continuo miglioramento del proprio servizio di elisoccorso e che, grazie alla realizzazione del congiunto progetto con AgustaWestland, vede proiettata la propria immagine in un contesto di dimensione internazionale». Una prima manifestazione della volontà politica di sviluppare questo progetto si è concretizzata negli ultimi mesi della giunta Caveri con un incarico a Finaosta per valutare come dare corpo all’iniziativa e una prima presentazione dei possibili sviluppi dell’attività. Un dossier che ora dovrà essere ripreso in mano dalla Giunta Rollandin per rinnovare il mandato alla finanziaria regionale e definire i dettagli operativi e societari. Una prima ipotesi dovrebbe portare alla nascita di una società di capitali, controllata da AgustaWestland (51%) e partecipata da Finaosta Spa (49%). Dall’analisi delle esigenze di mercato l’offerta formativa dovrebbe articolarsi su tre tipologie di corso: un «Master di Specializzazione» della durata di una settimana per coloro che già operano nel settore e vogliono acquisire competenza per operare in ambiente montano/ostile; un «Extended Basic Training» di due settimane per coloro che non operano ancora, ma che intendono inserirsi nel settore e un «Recurrent Training» di due giorni che ha lo scopo di mantenere sempre elevato il livello di capacità dei membri di equipaggio nello svolgere le attività di elisoccorso in montagna rimanendo aggiornati su argomenti tecnici, operativi e normativi. «La Scuola – si legge in una brochure di presentazione - ambisce a diventare interlocutore privilegiato di ENAC e delle altre Autorità aeronautiche per la definizione di nuovi standard formativi che accrescano i livelli di competenza degli equipaggi di missione, migliorino gli standard di sicurezza operativa e contribuiscano al miglioramento della vigente normativa che disciplina le attività». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 luglio 2008)

6 agosto 2008

Airvallée si riparte da Europam

La Fiat ha venduto il pacchetto azionario di maggioranza (99,7 per cento) della compagnia aerea valdostana Air Vallée alla Europam. La società, che la sede legale a Milano e quella amministrativa a Genova, opera nel settore energia e ha come azionisti di riferimento la Black Oils SpA (Holding famiglia Costantino) e la Erg petroli S.p.A.. Il gruppo può contare su un fatturato annuo di oltre 500 milioni ed un organico medio di circa 500 persone tra dipendenti, agenti, collaboratori e gestori. L’operazione, già annunciata da tempo, si è concretizzata nei giorni scorsi con la riunione ad Aosta del nuovo Consiglio di amministrazione che ha nominato amministratore delegato Federico Wendler, classe 1960. Si tratta di un tassello fondamentale nel quadro dei progetti per sviluppare le potenzialità del trasporto aereo nella piccola regione autonoma anche perché Airvallée, oltre ad essere l’unico operatore dell’aerostazione, detiene il 51 per cento dell'Avda spa, società che gestisce l'aeroporto valdostano Corrado Gex (il restante 49% è della Regione autonoma Valle d'Aosta). Un impegno comune che ha fatto sì che la nuova proprietà rendesse subito visita ai vertici dell’amministrazione regionale. Il presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta, Augusto Rollandin e l'industriale genovese Mario Costantino, presidente e amministratore delegato di Europam, si sono infatti incontrati concordando un «coordinamento tra il piano di sviluppo regionale dell'aeroporto Corrado Gex di Saint-Christophe e le politiche che saranno attuate dal nuovo proprietario dell'Air Vallée». Nel corso del colloquio, durante il quale è stato fissato un prossimo incontro al quale parteciperà anche l'assessore regionale ai trasporti, Aurelio Marguerettaz, il presidente Rollandin - ha ribadito l’impegno dell’amministrazione «nell'adeguamento delle infrastrutture aeroportuali». Air Vallée (85 dipendenti e un fatturato 2007 pari a circa 9 milioni), società costituita nel 1987 e a lungo considerata la «compagnia di bandiera valdostana», era stata rilevata nel 2006 dalla Fiat nell'ambito dell'acquisizione del gruppo Ergom Holding di Francesco Cimminelli. Il passaggio di consegne era però da tempo annunciato in quanto il commercialista torinese, che aveva sostituito alla guida della società valdostana Francesco Cimminelli aveva ricevuto l’incarico di gestire la fase di individuazione di un nuovo acquirente per la società aerea. La vendita di Air Vallée era infatti stata già decisa dal gruppo Ergom nel corso della gestione Cimminelli ed è stata confermata dalla Fiat.

4 agosto 2008

Aeroporto ad Agosto si Parte

«Entro agosto faremo partire i lavori». Piergiorgio Brunod, amministratore delegato di Aeroporto Valle d’Aosta (Avda), società che esercita la propria attività di gestore dell’aeroporto «Corrado Gex» di Saint-Christophe, in virtù di un affidamento trentennale concessole dalla Regione, socia con una quota del 49% di Avda e proprietaria dello stesso Gex, è ormai certo di contenere il ritardo nella tabella di marcia. I lavori di potenziamento delle infrastrutture di volo, cioè il prolungamento della pista, erano infatti stati sospesi a causa di un ricorso al Tar di un’impresa che riteneva di essere stata esclusa ingiustamente dalla gara. «Siamo confortati dalla pronuncia del Tar – prosegue Brunod – che ha respinto la richiesta di sospensione cautelare dei lavori». Un’azione che ha tuttavia fatto slittare l’iniziale scadenza di giugno «L’obiettivo – precisa Brunod – è di completare i lavori di allungamento della pista dai 1.240 metri attuali a circa 1.600 metri, di potenziare gli impianti visivo-luminosi sul tratto finale del sentiero di avvicinamento, installare e mettere in esercizio gli apparati per superare le attuali limitazioni operative dello scalo regionale e accrescere i livelli di sicurezza per l'attività degli aeromobili, rendendo così l'aeroporto accessibile anche da aerei da 70 a 90 posti, per l’estate del 2009 in tempo per il cinquantennale della struttura». Un’operazione stimata in dieci milioni che prevede oltre al già citato allungamento anche interventi di riordino della viabilità connessi ai lavori di allungamento della pista. AVDA poi, in qualità di stazione appaltante, ha pubblicato nel mese di agosto 2007 un bando di gara a rilevanza comunitaria per l’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura finalizzati alla realizzazione del nuovo terminal passeggeri. L’importo previsto per i lavori di costruzione della nuova aerostazione passeggeri e delle sue pertinenze air side (parcheggio aeromobili) e land –side (parcheggio automobili), è stimato in circa 8,5 milioni di euro. L’aggiudicazione definitiva dei servizi di ingegneria ed architettura previsti dal bando è andata al raggruppamento di imprese costituito da Tecno Engineering 2C, Gae Aulenti Architetti Associati, e Tecno Services Vallée d’Aoste. Un importo complessivo che sale a 30 milioni se si tiene conto della già realizzata installazione di apparati radioelettrici e visivi di ausilio alla navigazione aerea. Il nuovo terminal sarà invece realizzato entro il 2011. «Per allora – prosegue Brunod - vogliamo regalare alla città una aerostazione che possa essere percepita e vissuta come patrimonio della collettività dove trovi uno spazio più adeguato l’aviazione commerciale, ma allo stesso tempo sia assicurata la continuità dell’attività dell’aeroclub. Non nascondo che per noi è stata fonte di particolare ispirazione la vicina Sion». E a dimostrazione di quanto fosse forte l’idea di dare vita ad una infrastruttura in grado di qualificare ulteriormente il vicino capoluogo regionale, la progettazione architettonica del nuovo terminal è stata curata personalmente da Gae Aulenti, noto architetto di fama internazionale, che nel suo curriculum annovera opere architettoniche dello spessore del Museo d'Orsay di Parigi. In questa logica il nuovo Corrado Gex, recentemente presentato dalla stessa Aulenti, ospiterà anche uno spazio espositivo di 100 mq, dove allestire mostre temporanee di grande qualità, la nuova aerostazione Corrado Gex di Aosta. «Il centro espositivo - si legge nella relazione architettonica del progetto preliminare - può costituire un ulteriore motivo di sosta per chi deve partire o per chi è appena arrivato, ma anche la frequentazione della nuova aerostazione in occasioni diverse dal viaggio». Un progetto ispirato dalla convinzione che «l'aeroporto – si legge ancora - è un elemento architettonico molto importante nella città contemporanea. Un luogo, di passaggio di grandi quantità di persone, che costituisce per chi viaggia per vacanza o per lavoro, la prima immagine o l'ultimo ricordo che si ha della città dove si è sostato».

3 agosto 2008

La Madonna delle nevi: i miei auguri di buone vacanze

L'ultimo mio fondo pubblicato sul Corriere della Valle (che uscirà ancora in edicola il 7 agosto con uno Speciale Estate con gli auguri ai turisti del Vescovo) è il mio personale congedo estivo da lettori e visitatori. Il blog infatti sarà aggiornato con meno solerzia. Almeno in agosto se si sta un po' lontani dal proprio Pc è sicuramente salutare.

La montagna «non solo costituisce uno magnifico scenario da contemplare, ma quasi una scuola di vita». Questa indicazione di stile sull’andare in montagna proviene da un montanaro illustre che per ben dieci volte ha avuto modo di percorrere i tanti sentieri che attraversano le vette più alte d’Europa, perfino quando l’età e la malattia hanno reso il suo passo più faticoso: Giovanni Paolo II. Un camminare pregando che, soprattutto, nel periodo estivo, come osserva il Vescovo di Aosta, Mons. Giuseppe Anfossi, fa sì che le montagne valdostane siano animate da celebrazioni, ora semplici ora solenni, all’aperto, presso laghi e sorgenti, accanto a croci e santuari «che la pietà e la laboriosità dei padri hanno eretto lungo i secoli». Il silenzio di quei luoghi, la bellezza di una natura che si coglie più pienamente nella sua condizione di dono fatto da Dio all’uomo fanno sì che l’escursione in montagna, anche quando non avviene all’interno di una comunità in processione, trasformi la fatica in sacrificio di ringraziamento a chi guida il nostro passo verso le alte vette della fede. Del resto lo sguardo quando si sale è fisso al cielo e se si incontra qualcuno in montagna, anche se non lo si conosce, il saluto è un gesto di fraternità condivisa che contagia tutti, mentre nelle nostre giornate quotidiane nelle metropoli rumorose
è spesso rivolto verso il basso, quasi nel timore di incrociare quello degli altri. Le mete sono le più varie ed hanno storie che raccontano una devozione antica che riesce ad attraversare le generazioni. Il 5 agosto in particolare, in occasione della Madonna delle nevi, il «pregare camminando» si diffonde in tutte le vette valdostane. Gruppi di fedeli, ad esempio, si mettono in cammino sia da Cogne che da Champorcher, comune della Bassa valle d’Aosta, verso il Miserin (a 2582 metri). Un appuntamento che coinvolge anche i vicini piemontesi della Val Soana e che si svolge da tempo immemorabile. Nel 1974 poi in occasione dell’anno santo, su iniziativa del parroco di Cogne, don Corrado Bagnod, la processione ha il preso il nome di “Marcia della fede”, proprio per riunire le popolazioni delle tre vallate. Nella stessa data gli abitanti di Nus e Saint-Barthélemy, località a pochi chilometri da Aosta, si mettono in cammino verso il santuario di Cuney, costruito nel 1661. I pellegrini fanno tappa ad una sorgente vicino all’edificio sacro per pregare nei periodi di siccità. Qui il parroco celebra l’eucarestia e successivamente immerge per tre volte la croce processionale, chiedendo al Signore l’abbondanza dei frutti della terra fecondata dall’acqua. A tutti, residenti e turisti, l’augurio della redazione di un’estate che sia davvero di riposo per il corpo e per lo spirito. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 31 luglio 2008)

2 agosto 2008

Sondaggio Usa 2008: e tu stai con Mc Cain o Obama?

Sono per ora 78 i suffragi raccolti dal mio giochino estivo sulle elezioni americane. Il quesito è semplice ma può dire molto del nostro attuale sentire politico: voi state con John McCain o con Barack Obama? Il 55% dei votanti per ora si è espresso a favore di Obama e, del resto, l'ultimo viaggio in Europa ha dimostrato quanto interesse ci sia intorno alla sua candidatura. Comunque ci sono ancora 30 giorni per esprimere la propria preferenza e mi piacerebbe veder crescere in maniera significativa i suffragi del mio sondaggino. Come ho già scritto proviamo a sognare per un minuto di essere tutti americani. E tu stai con McCain o Obama?

1 agosto 2008

Aurelio Marguerettaz: «Dico di sì al piano di sviluppo turistico» (2)

Completo il testo dell'intervista all'Assessore Aurelio Marguerettaz. La prima parte è stata pubblicata ieri.

Alcuni comuni stanno proponendo il vincolo di destinazione alberghiera. Può essere un’iniziativa interessante, ma non è sufficiente se non si suscitano imprenditori alberghieri. I muri non bastano a fare un albergo ci vuole l’albergatore…
Senza voler cannibalizzare o invadere sfere di competenza che non mi appartengono posso dire che gli albergatori hanno la necessità di poter esercitare correttamente il loro lavoro proponendo delle strutture ricettive adeguate. Per arrivare a questo dobbiamo avere attenzione agli strumenti urbanistici, alle capacità edificatorie, ai vincoli urbanistici che ci sono. Allora molto probabilmente ci sono delle strutture collocate in centro storico piuttosto che all’interno di reti urbane che non sono più adeguate agli attuali standard. Avere alberghi di questo tipo è una pessima pubblicità per tutti e, quindi, bisogna fare un’analisi con l’associazione albergatori e, singolarmente, comune per comune, per valutare se esistono delle possibilità per riadattare simili strutture. Se la possibilità c’è bisogna trovare la coerenza con i piani regolatori per farlo. Se non c’è molto probabilmente va assunta la decisione, molto difficile, di riconvertire gli alberghi.

Concretamente?
Sono due le soluzioni. Da un lato quella dell’adeguamento, portando all’estremo tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per arrivare addirittura ad un accordo quadro che lo consenta, con una logica anche di deroga pesante al piano regolatore. Questa opzione è chiaro che però comporterà dei vincoli severi. Vogliamo avere infatti la certezza di trovarci di fronte ad una operazione di lungo respiro. Quindi bisogna studiare il vincolo e l’aspetto finanziario. Dall’altro se non si fa l’adeguamento ma la riconversione si dovrà fare un ragionamento in materia di vincoli…
Piero Roullet aveva lanciato l’idea della rottamazione alberghiera. Il concetto mi sembra simile…
Il termine mi piace poco, ma dal punto di vista del ragionamento è simile. E’ necessario guardare il problema con una certa lucidità, dopodiché dobbiamo adottare tutti gli strumenti per evitare delle speculazioni. Ma delle strutture che non funzionano non vanno bene né per l’imprenditore né per la comunità. Ma non basta.

In che senso?
Occorre iniziare a ragionare su un settore di eccellenza. Se noi abbiamo la possibilità di avere imprenditori che vogliono affrontare delle sfide di massimo livello e dovessimo andare costruire un cinque stelle io, un albergo di questo tipo, lo paragono ad una grande opera che merita di avere un trattamento non dico privilegiato, ma speciale. In un simile scenario io devo potere anche qui valutare con particolare attenzione i vincoli urbanistici del piano regolatore…

Un esempio?
Si tratta di fare un’opera che dal punto di vista volumetrico è importante. Non si può fare un cinque stelle senza pensare di avere 100 camere…

Una bella spa…
Esatto feetness, spazi, confort. E’ una questione di economie di scala. Rendiamoci conto che un simile progetto imprenditoriale merita una valutazione ad hoc. E quindi si deve creare un percorso e una attenzione che meritano le grandi opere in modo tale da semplificare il quadro autorizzativo, le coerenze con i piani regolatori e creare a degli investitori del genere tutte le condizioni per fare degli investimenti così impegnativi. Oggi ci sono già delle deroghe ma si deve fare di più.

Sul programma si parla di un campo da golf internazionale…
E’ un dossier importante. Stiamo soltanto attenti a creare delle strutture capaci di qualificare nel migliore dei modi la nostra offerta turistica. Non si tratta di guardare alle volontà dei giocatori del settore, ma anche la componente turistica…

Insomma stiamo attenti a non avere un campo da golf in ogni comune…
Ecco. Conoscendo la Valle d’Aosta avrei la necessità di riunire. Deve poter servire più realtà anche perché dopo la costruzione c’è la gestione. Nell’ambito delle infrastrutture sportive, ad esempio, va definita con chiarezza una strategia di quelli che sono gli impianti di interesse regionale. Non dimentichiamoci che una volta che si taglia il nastro, dal giorno dopo, partono i costi. Anche questi impianti devono assicurare, in qualche maniera, una produzione. Oppure bisogna anche chiedere alla comunità se è disponibile a mantenere certi costi.

Dal turismo ai trasporti. Sull’aeroporto cosa c'è da dire?
Le ultime novità sono note a tutti. Abbiamo salutato con molto favore il fatto che vi sia un imprenditore che ha dimostrato interesse per l’Airvallèe ed automaticamente è diventato partner nella società di costruzione dell’aeroporto, cioè l’Avda. I contatti sono stati soltanto di conoscenza e prossimamente ci incontreremo per capire le valutazioni di tipo industriale del nuovo socio.

E sull’andamento dei lavori…
Come molti sanno ci sono stati alcuni ricorsi al Tar in merito all’appalto e ora stiamo aspettando di comprendere come si risolvono.

Nota dolente: la ferrovia. Vi proponente di interloquire con efficacia con Trenitalia. Una bella impresa.
Trenitalia ha un approccio molto commerciale. Oggi propone dei carnet, dei servizi a pagamento. E’ chiaro che una tratta come la nostra per loro non ha una grande appetibilità, fermo restando che il problema delle ferrovie non può essere scaricato dallo Stato soltanto sulle regioni.

In questa logica l’acquisizione dell’Aosta-Pré-saint-Didier di cui parlate nel programma con cui siete stati eletti non è un rischio?
E’ un’opportunità da valutare. Anche perché se immaginiamo di non acquisirne la proprietà e di affidarci alla gestione di Trenitalia che però per farlo chiede i soldi a noi qual è la differenza.

Per gli impianti a fune nel programma da un lato si ipotizza la nascita di una holding e dall’altra un accorpamento di alcune società a maggioranza pubblica. Le due ipotesi non sono in contraddizione?
Sono dei ragionamenti fatti anche in virtù del dibattito che si è sviluppato nella precedente legislatura. In merito c’è un impegno del Consiglio regionale dove sono presi in considerazione entrambi gli scenari. Al di là della soluzione che sceglieremo serve una razionalizzazione che permetta dei trattamenti retributivi definiti con dei criteri comuni, acquisti fatti insieme, logiche manutentive e promozionali comuni.

A che punto sono le competenze per la motorizzazione civile?
Dobbiamo dare corpo alla norma di attuazione. Nelle macrostrutture che andremo a definire introdurremo la casella dove radicheremo tutta l’organizzazione.

31 luglio 2008

Aurelio Marguerettaz: «Dico di sì al piano di sviluppo turistico» (1)


A distanza di una settimana propongo anche ai lettori dell'on-line l'intervista all'Assessore Aurelio Marguerettaz che ho pubblicato giovedì scorso sulle colonne del Corriere della Valle. Il testo, come sempre, è leggermente più lungo della versione cartacea e perciò lo propongo in due puntate. Prosegue così il ciclo d'interviste agli assessori della Giunta Rollandin. Come sempre sono ben accetti i commenti (il link lo trovate alla fine del post). Soprattutto da parte dei rappresentanti dei settori interessati.

Aurelio Marguerettaz, neoeletto Assessore al Turismo, Sport, Commercio e Trasporti, è chiaro. I progetti sono importanti, «ma più di tutto è importante il metodo di lavoro». Un metodo che ha due pilastri fondamentali nella parole «razionalizzazione» e «sinergia». Lo incontriamo nel suo nuovo ufficio. Si sta informando dal suo segretario particolare Jean Barocco sugli eventi del fine settimana.

Nel programma si parla di Aiat unica significa anche piano di sviluppo turistico? L’idea di creare una regia unica farebbe pensare a questo.
Una breve premessa. L’occasione del cambio di legislatura con la costituzione di un nuovo governo regionale permette di fare il punto della situazione e di ripartire con slanci ed entusiasmi rinnovati. Questo significa che si deve fare il punto su quanto fatto fino ad ora - e tante sono state le iniziative proposte a favore del turismo - e trovare gli strumenti per valorizzarlo e possibilmente razionalizzarlo mettendo a punto strumenti e metodi di lavoro che consentano di raggiungere questi obiettivi. La strategia turistica di una regione così piccola come la Valle d’Aosta non può permettersi il lusso di strutturarsi in centomila rivoli, centomila attori che tra di loro non parlano e non condividono. Al di là poi della denominazione, Aiat unica oppure Bureau du Tourisme, che è importante ma mi affascina poco, personalmente sono molto più interessato al processo. Un processo che deve far sì che tutte le energie delle forze in campo siano indirizzate verso un progetto condiviso. Noi dobbiamo definire la cornice e al suo interno far lavorare tutti.

Questa cornice è il piano dunque?
Assolutamente. Ma non dimentichiamoci che per arrivare a questo abbiamo la necessità di fare delle riflessioni a valle e a monte.

Cioè?
A Valle è l’argomento di cui si parla. Perché di turismo se ne occupa la Regione, i comuni, le Aiat, le Pro loco, i Consorzi. Ora a me va bene che se ne occupino tutti ma muovendosi secondo una determinata logica. Rispetto a questo credo che molte volte il cittadino, e ancor di più il turista, sia rimasto per lo meno disorientato dalla nostra organizzazione. Così come può rimanere disorientato il visitatore di una fiera con una presenza diffusa, o sarebbe meglio dire spezzettata, della Valle d’Aosta che si muove in modi diversissimi senza un coordinamento. Noi in realtà non vogliamo sottrarre nessuna competenza ai vari soggetti, ma creare delle sinergie tra un soggetto e l’altro. La Valle d’Aosta è una sola. E’ chiaro che questo comporta degli sforzi, una condivisione che mette a nudo i pensieri di ognuno…

Nella bozza di linee guida sull’Aiat unica non è citata la figura dell’albergatore...
Non bisogna preoccuparsi. Tutti dovranno trovare un ruolo. Bisognerà però individuare dei metodi e dei processi per arrivare alla decisione. Qui tutti vogliono decidere, ma un conto è mettere a disposizione delle conoscenze e dare degli elementi, però ciò non toglie che alla fine ci deve essere qualcuno che decide, che si prende una responsabilità e dà una regia al tutto.

Sulle linee guida ci si può ancora lavorare?
Io credo proprio di sì. Partiamo già da una serie di riflessioni delineate. Se ci sono le condizioni le confermiamo, diversamente no. Il tutto deve però essere fatto in tempi brevi. Le valutazioni andranno fatte sul campo.

E a monte?
La Valle d’Aosta è promossa e si fa comunicazione in tutti i settori. Qualsiasi ragionamento ha delle logiche turistiche. Penso all’enogastronomia, che è la base di una proposta turistica autentica. Ogni bottiglia, ogni forma di formaggio, ogni prodotto tipico riconducibile alla Valle diventa un nostro ambasciatore. Una banalità. La proposta culturale. Ma voi vi immaginate una proposta culturale che non abbia riflessi turistici? Anche lì bisogna creare una regia…

Quindi una regia fra gli stessi assessorati…
E’ quello che intendo per rivisitazione a monte per evitare di ritrovarci con un numero eccessivo di offerte sotto diversi cappelli. Il turista che viene qui ha bisogno di un’offerta chiara, stando attenti ad evitare sovrapposizioni. Serve una programmazione e per fare questo non è sufficiente soltanto comunicare in modo armonico, ma programmare in modo armonico. Dopodiché vanno individuati quattro-cinque indirizzi che sono i punti di forza dell’offerta valdostana in cui ci riconosciamo tutti. La semplificazione del quadro delle Aiat forse è l’aspetto che affascina e turba di più perché è legato a cariche, contratti di lavoro – e nessuno sottostima il problema – ma il ragionamento è decisamente più ampio. Non vogliamo ridurci a dire facciamo un aiat unica, ma facciamo una regia unica.

Qualche operatore ha segnalato che dal punto di vista promozionale in questo ultimo quinquennio è venuta un po’ meno l’azione sui mercati di prossimità, cioè area del Nord Ovest, Vallese e Savoia. Cosa ne pensa?
La suggestione è interessante ed è nella nostra agenda dove vogliamo dare una certa scientificità, o migliorare la scientificità, delle varie promozioni. Esistono prodotti che sicuramente sono interessanti per un mercato internazionale, altri, probabilmente, devono essere proposti nei comprensori limitrofi perché perdono di significato in luoghi così lontani. Mi spiego. Vendere le emozioni delle funivie del Monte Bianco è possibile su scala internazionale. E’ un emozione unica che può giustificare dei lunghi viaggi. Altre attività non giustificano un volo transoceanico e, quindi, sono inutilmente sottoposte a mercati internazionali. Il ragionamento è corretto ma va tradotto in metodo. Io voglio investire delle energie sulla determinazione del metodo perché a priori non ci sono delle iniziative sbagliate. Tutte hanno una loro giustificazione ma bisogna passare da una valutazione intuitiva ad una scientifica dandoci dei tempi.

La stagione invernale è alle porte…
Capisco. Ma prima di partire io non voglio farmi prendere dalla fretta di comunicare a tutti i costi. Voglio capire esattamente cosa comunicare. Partire con le idee chiare è fondamentale. Una comunicazione generica finisce per non lasciare nessun segno. (continua)

Concorso «Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008»: Paolo Conta (Laser) mantiene la prima posizione

Paolo Conta (Laser) mantiene, anche se di una manciata di lunghezze (90 voti contro 87), il primato. Piero Enrietti della Thermoplay di Pont-Saint-Martin insegue e i suoi elettori non sembrano intenzionati a mollare. Decisamente più staccati anche se, comunque, a caccia di una piazza d’onore Paolo Musumeci (Musumeci-Pcl) con 56 preferenze, tallonato da Costantino Charrère (Les Crêtes), primo non industriale di questa speciale classifica, a quota 53. In rimonta Gioacchino Gobbi (Grivel) che con 22 preferenze guida il gruppo di centroclassifica, seguito da Piero Roullet (Albergo Bellevue) a 21, Mario Ronc (Fratelli Ronc) a 20. Sono in tre invece a quota 17: Pietro Capula (Gps), Pietro Giorgio (Sea) e Marilena Péaquin (Maison Bertolin). Posizione scomodissima in quanto uno di loro (ignoro in questo momento il dato anagrafico di conseguenza non posso ancora dire con certezza chi) si trova attualmente nelle ultime sette posizioni, quelle che chi segue il nostro sondaggio sa che sono a rischio «retrocessione». E ora passiamo agli ultimi sei posti: Luca Minini (Mdm) è a quota 14, Roberto Marzorati (Cogne) a 13, Nicola Rosset (Saint-Roch) 12, Alberto Celesia (Cidac) e Pierre Noussan (Sicav) 9 e, infine, non sembra avere nessuna intenzione di abbandonare l’ultima piazza Corrado Neyroz (Albergo Hermitage) a quota 7. 465 i suffragi complessivi raccolti fino ad ora. Come ribadisco da tempo votate e fate votare. Mi piacerebbe arrivare ad un migliaio di suffragi e sto già lavorando alla realizzazione di un premio, simbolico ma concreto, da consegnare al primo classificato. Vi chiedo anche di scrivermi per segnalarmi future candidature per il prossimo anno.

Confindustria Valle d'Aosta: eletti i delegati di categoria - Lingeri nuovo Presidente Metalmeccanici e Componentistica

Si è riunita il 28 luglio la Giunta di Confindustria Valle d’Aosta nella sua nuova composizione, a seguito delle elezioni dei Delegati di categoria che si sono svolte nel mese di luglio. La novità principale è la nomina di Alfredo Lingeri (Honestamp S.r.l) a Presidente della Categoria Metalmeccanici e Componentistica che subentra a Monica Pirovano (Cogne Acciai Speciali).

La Giunta per il triennio 2008-2011 è così composta: Giuseppe Bordon (Savda S.p.A.), presidente, Monica Pirovano (Cogne Acciai Speciali), vicepresidente e delegato Categoria Metalmeccanici e Componentistica, Francesco Emiliani (Core Informatica S.r.l.) e Giovanni Sorce (Heineken S.p.A.), entrambi su nomina del Presidente, Nicola Rosset (Saint-Roch) per gli alimentaristi, Marcello Christillin (S.A.V. S.p.A.), Concessionari Autostrade e Trafori, Federico Jacquin (Jacquin Costruzioni S.r.l.), Presidente Sezione Edile, Paolo Giachino (C.V.A. S.p.A.), Energia, Alfredo Lingeri (Honestamp S.r.l.), Presidente Categoria Metalmeccanici e Componentistica, Pietro Giorgio (S.E.A. S.r.l.), Prodotti e Servizi per le Costruzioni, Paolo Conta (Laser), Terziario Innovativo, Roberto Mussino (Argol Global Moving S.r.l.), Trasporti, Paolo Musumeci (Musumeci S.p.A.), Presidente Comitato Piccola Industria - Delegato Categoria Varie, Luca Minini (M.D.M. S.r.l.), Presidente Gruppo Giovani. Ricoprono il ruolo di revisori contabili Antonella Cestonaro (Ser.Val. S.r.l.), Lorenzo Louvin (Le Brasier S.r.l.) e Pierre Noussan (Sicav 2000 S.r.l.). Il direttivo si chiude con Renzo Vuillermoz (Tecnomec) in quanto past president, seguito dai proboviri-past president Cesare Bordon (Savda), Cesare Cometto (Cometto e Tercinod S.a.s.) e Michele Pignataro (Impresa Virando e Pignataro S.r.l.). Chiudono l’elenco i proboviri Marco Brancolini (Laser S.r.l.) e Emiliano Gianotti (Impresa Costruzioni Gianotti di Gianotti & C. S.a.s.).

30 luglio 2008

Messaggi in bottiglia - 2: I numeri non mentono, parola di Banca d'Italia

Si intitola «L'economia delle regioni italiane nell'anno 2007» ed è il documento attraverso il quale la Banca d’Italia avvia la nuova collana «Economie regionali», che include i documenti istituzionali a carattere territoriale, prodotti sia dal Servizio Studi di struttura economica e finanziaria, sia dai Nuclei regionali per la ricerca economica. Il testo, già disponibile sul sito della Banca d'Italia, si apre con l'analisi della recente evoluzione, nelle quattro grandi ripartizioni territoriali del paese, dell'attività produttiva, del mercato del lavoro, degli aggregati creditizi e della finanza pubblica decentrata. Approfondimenti monografici si concentrano sulle trasformazioni strutturali del sistema produttivo; l'evoluzione dei rapporti tra università e imprese; le caratteristiche dei mercati ortofrutticoli all’ingrosso e il loro impatto sui prezzi; la competitività del sistema portuale; le migrazioni interne e l’immigrazione dall’estero; la dispersione scolastica e le competenze degli studenti. Altri due approfondimenti riguardano l’indebitamento delle famiglie e l’offerta dei mutui; l’attività di prestito alle piccole imprese, con l’utilizzo di tecniche di credit scoring. Il documento si conclude con tre approfondimenti sulla finanza pubblica locale, relativi alla spesa pubblica per infrastrutture; all’efficienza della regolamentazione dei servizi idrici e dei rifiuti urbani; alla spesa pubblica farmaceutica. Un'occasione da non perdere per mettere a confronto in maniera sufficientemente omogenea la Valle d'Aosta con le altre realtà territoriali nazionali. Da leggere con attenzione. Lo consiglio soprattutto ai consiglieri regionali, vecchi e nuovi.

Costantino Charrère (Les Crêtes) presidente dei «Vignaioli Indipendenti»

Confesso di essere particolarmente contento del fatto che Costantino Charrère, viticultore valdostano titolare dell’etichetta Les Crêtes ,di cui spesso ho scritto in questo blog, sia stato eletto ieri, presidente della neonata Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti (FIVI), associazione che vuole difendere e valorizzare la figura del vigneron, cioè il proprietario che segue in prima persona tutta la filiera produttiva, dalla vigna alla bottiglia. Charrère oltre che un ottimo produttore di vini eccezionali è, soprattutto, un validissimo imprenditore (non per niente l'ho inserito tra i sedici nominativi del mio concorso) in quanto ha sempre una «vision» chiara di dove va la sua azienda ed è, soprattutto, pronto ad innovare, a percorrere nuove strade. La nomina del viticultore valdostano è avvenuta la scorsa settimana nella Reggia di Colorno (PR) dove si sono ritrovati gli oltre 400 soci fondatori titolari di altrettante aziende agricole. «Sono molto onorato di aver ricevuto questo importante incarico, - ha dichiarato Charrère - ma voglio far notare che non sono solo nel mio compito. Ho la fortuna di poter contare su un grandissimo numero di soci e su un consiglio direttivo molto attivo, che ha al suo interno personalità di grande carisma e capacità. Ci batteremo a fondo affinché parole come terroir e vigneron non siano usate a sproposito anche da coloro che si fanno belli con simili concetti, senza averli mai praticati». Per saperne di più vi invito a leggere un post particolarmente dettagliato sul blog di viaggio nel vino «Aristide».

29 luglio 2008

Taglio dell'Irap: ma siete davvero un'azienda virtuosa?

Volete sapere se siete un'azienda virtuosa e vi meritate il taglio dell'Irap? Anche se con un po' di ritardo potete scoprirlo leggendo il Bollettino ufficiale regionale pubblicato oggi a pagina 3938 dove troverete la Deliberazione 23 maggio 2008, n.1516, riguardante «l'approvazione dei criteri e delle modalità per l ’applicazione della riduzione dell ’aliquota IRAP, in attuazione dell ’art.1, della legge regionale 12 dicembre 2007, n.32». Sono particolarmente interessato ai commenti delle aziende sull'applicazione di questa legge e di questa delibera. Se qualche imprenditore o anche associazione di categoria volesse rendermi partecipe delle sue impressioni sui testi in questione gliene sarei davvero molto grato.

Il mercato della sicurezza segna il passo ma Gps investe in attesa della ripresa

Segna il passo il mercato della sicurezza, ultima vittima della crisi del settore industriale, ma la «Gps Standard» di Arnad pianifica per la fine del 2009 il salto di qualità che le permetta di cogliere nel migliore dei modi la ripresa del settore. L’azienda (80 dipendenti, un fatturato 2007 di 15 milioni confermato per il 2008) ha il suo core business nei sistemi di protezione perimetrale integrati con le più avanzate applicazioni di controllo e supervisione e prende il nome proprio dal suo prodotto principale, cioè il Ground perimeter system, brevetto grazie al quale, trent’anni fa’, a Montalto, la famiglia Capula di Ivrea, proprietari al 100% della Spa, ha fatto decollare l’azienda negli anni ’90 si è trasferita in Valle d’Aosta. La Gps da tempo lamentava la necessità di nuovi spazi e nel mese di giugno è riuscita a concretizzare con l’amministrazione regionale l’acquisto di nuove aree adiacenti all’attuale stabilimento, posizionato su un’area in affitto di 1700 metri quadri, una sorte condivisa, dopo una lunga attesa, con la Thermoplay di Pont-Saint-Martin e la Mdm di Châtillon. «Si tratta - spiega il responsabile marketing Gaetano Capula di un’area di 4000 metri quadri, 2500 di spazio coperto, dove sorgono tre palazzine, e 1500 di terreno. I lavori termineranno a metà del 2009 e porteranno al raddoppio dell’area occupata. Un’operazione del valore di circa due milioni che noi riteniamo estremamente strategica per lo sviluppo dell’azienda. E’ uno sguardo positivo verso il futuro».
L’azienda del resto da tempo opera su un mercato internazionale. Sono protetti dalla tecnologia Gps centrali elettriche in Tunisia ed Egitto, prigioni e centrali nucleari in Germania, perfino un campo da golf, «con clientela particolarmente facoltosa» ci spiegano con un certo orgoglio i responsabili della società, in Argentina. E sono annunciate altre commesse importanti alcune anche sui mercati «emergenti», o come qualcuno inizia a dire, «emersi»: aeroporti in Cina e India, centrali elettriche in Turchia, siti strategici in Russia, centrali nucleari in Norvegia, oleodotti e gasdotti nella Repubblica Ceca e, ancora, in Turchia. La gamma di prodotti dell’azienda in questi ultimi mesi si è poi allargata ai sistemi di centralizzazione allarmi, di videosorveglianza e ai dispositivi di allarme e di alimentazione. Da cinque anni, ad esempio, la Gps, nel comparto della videosorveglianza è distributore esclusivo Samsung Electronics. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 23 luglio 2008)

28 luglio 2008

La Cogne Acciai Speciali esplora il settore energetico e aeronautico

Il settore energetico e quello aeronautico e aerospaziale sono le nuove frontiere della Cogne Acciai speciali di Aosta. «Nel primo settore – spiega Roberto Marzorati, vicepresidente dell’azienda siderurgica che per occupati (1450 dipendenti di cui 1150 ad Aosta) e fatturati (795 milioni nel 2007) è la realtà industriale più importante della piccola regione autonoma – stiamo mettendo in campo investimenti per circa quindici milioni, mentre nel secondo è allo studio un progetto di ricerca». Scelte che maturano alla conclusione di un primo semestre stabile in termini di produzione (97.300 tonnellate nel 2008 contro le 98.100 dell’anno precedente) e in forte calo sul fronte dei fatturati: 356 milioni contro i 450 del 2007. I dati non devono però preoccupare. «E’ la dimostrazione concreta che i fatturati legati al nichel – spiega sorridendo Marzorati – non sono mai indicativi dell’andamento aziendale». «Nel 2007 – prosegue l’imprenditore - il costo di questo materiale al London metal Exchange era di 42.000 dollari alla tonnellate. Nel 2008 è sceso a 22.000. Non bisogna dimenticare che il nichel è un metallo speculativo per eccellenza, un po’ come l’oro, e ha anticipato il ciclo di rialzi che stanno coinvolgendo le materie prime. Va però detto che il secondo semestre in termini di produzione dovrebbe essere migliore di quello dell’anno scorso segnato da una battuta d’arresto proprio in virtù delle quotazioni eccessivamente alte che avevano suggerito a più di un cliente di esaurire le scorte in magazzino». Molti analisti ipotizzano che la globalizzazione del mercato farà ancora crescere il comparto siderurgico. Marzorati è però cauto. «Il crescere dei consumi di Cina e India – osserva - sembrerebbero indurci ad un certo ottimimismo, tuttavia è difficile dire con certezza come reagirà il comparto alle crisi che si profilano all’orizzonte a partire dal settore dell’automotive. Di nuovo in difficoltà. Si ipotizza un calo di circa il 15%. Fortunatamente come Cogne è un mercato che non ci vede molto presenti». Marzorati appare comunque fiducioso. «La nostra ricetta – sottolinea riprendendo il filo del ragionamento - è la diversificazione. Essere presenti in più segmenti significa poter far meglio fronte ai cali di consumi settoriali».
E in questa strategia un primo tassello è costituito dalla nuova fucina, un investimento complessivo di circa 10 milioni, che permetterà di produrre blocchi di acciaio di dimensioni maggiori rispetto a quelli attuali. «Si tratta di pezzi fucinati in acciaio inossidabile – commenta il vicepresidente – utilizzati nella costruzioni di centrali idroelettriche, nucleari e a vapore. Una produzione per la quale abbiamo attivato un progetto di ricerca per migliorarne la tecnologia. Un investimento di 1,6 milioni per il 50% finanziato dall’Amministrazione regionale attraverso la legge sulla ricerca e sviluppo». Il secondo tassello consiste nell’ampliamento di uno dei capannoni del reparto finiture a freddo dove inserire tre nuovi torni speciali per aumentare la capacità produttiva delle «barre di perforazione», utilizzate per la produzione di oleodotti. «L’investimento – precisa Marzorati – è di circa cinque milioni e ci consentirà di raddoppiare la nostra attuale capacità produttiva. Una scelta necessaria. Pensate che a tutt’oggi, a potenziamento acquisito, risulta già venduta tutta la produzione del 2009».
Cresce anche l’occupazione: nello stabilimento aostano i dipendenti in un anno sono passati da 1050 a 1100. Infine il terzo ed ultimo tassello, ed anche quello più futuribile, risponde ad un progetto di ricerca, per ora ancora interno alla Cogne, che ha come obiettivo definire le possibilità dell’acciaio inossidabile nel campo areonautico. «Stiamo valutando – aggiunge il vicepresidente - possibili ipotesi di lavoro. Puntiamo ad una collaborazione con il Politecnico di Verrès e stiamo sviluppando alcuni primi contatti con Fiat Avio e con la sezione aeronautica della Rolls-Roice per comprendere quali sono le richieste del mercato». Ma oltre all’attenzione ai livelli produttivi l’imprenditore ritiene di grande importanza garantire i migliori standard di sicurezza all’interno dell’azienda, dove una quindicina di giorni fa’ un dipendente ha riportato una frattura alla gamba. «La risorsa umana è fondamentale per un’azienda e va tutelata. Proprio per questo – conclude Marzorati – abbiamo predisposto un piano pluriennale in materia di sicurezza e proprio recentemente abbiamo chiesto un audit ad un centro esterno affinché ci suggerisca come migliorarla ulteriormente, anche oltre i normali limiti previsti dalla legislazione. Sono poi pure convinto che il garantire standard elevati di sicurezza possa costituire uno spunto per una azione della Regione non solo nel settore industriale, ma anche, ad esempio, in quello turistico». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 23 luglio 2008)

27 luglio 2008

The Wall Street Journal loda il lavoro dell'Institut agricole régional

La segnalazione è d'obbligo. Ieri leggo sul Sole 24 Ore un articolo a firma di Nicola Dante Basile sull'Institut agricole régional dal titolo «Lo Iar di Aosta salva i vitigni rari», fatto indubbiamente di grande prestigio per lo Iar, ma leggendo mi rendo conto che c'è molto di più. Basile in realtà fa riferimento ad un articolo pubblicato sul «The Wall Street Journal» del 5 luglio dal giornalista freelance Aaron Maines dal titolo «Italy's Ancient Vines». L'articolo, a parte un'indicazione di località «Arlier» invece di «Arvier», costituisce un'eccezionale elogio dell'attività dell'Institut e della viticoltura di montagna e, in termini di promozione del territorio (Maines è anche un esperto di comunicazione), vale davvero oro. In più offre una perfetta collocazione geografica dell'area e un servizio fotografico (vedi foto) impeccabile.

C'è una GMG che si vive ogni giorno

Come ogni settimana propongo ai miei visitatori il fondo che ho pubblicato sul Corriere della Valle di questa settimana anche se non tratta argomenti economici.

Chiamati a costruire un futuro di speranza. Chiamati a non lasciarsi inghiottire dalla deriva relativista. Questi i grandi appelli di Benedetto XVI rivolti, con accorata insistenza, ai giovani in occasione della GMG di Sydney. Un evento concluso dandosi l’appuntamento a Madrid 2011, ma c’è un appuntamento che è già in agenda da oggi con le nostre parrocchie, con le nostre diocesi. Un appuntamento che può passare attraverso l’attività in oratorio, nelle associazioni, nei movimenti. Il Papa ha chiesto a tutti di diventare testimoni con l’aiuto dello Spirito Santo che per la sua intima natura può aiutare i nostri ragazzi a far sì «che l’amore unificante sia la vostra
misura, l’amore durevole sia la vostra sfida, l’amore che si dona la vostra missione
». Ma non basta. E più volte Mons. Giuseppe Anfossi lo ha ribadito anche dalle colonne di questo settimanale. Anche noi adulti siamo chiamati a fare la nostra parte. A riprendere in mano il nostro ruolo di educatori da cui questa società ci spinge a fuggire come degli eterni Peter Pan (l’esempio va letto anche al femminile). I giovani pongono domande fondamentali sul senso della propria presenza nel mondo e chiedono un confronto con adulti che siano testimoni, con comunità vive ed accoglienti, con quel patrimonio spirituale e culturale che la tradizione del nostro popolo, radicata nella fede cristiana, ci ha consegnato. Parole che riprendo dal documento del Tavolo Interassociativo, di cui fanno parte ventitré associazioni, movimenti e aggregazioni ecclesiali e di ispirazione cristiana impegnati, che alcuni mesi fa sull’argomento ha proposto un documento il cui titolo trovo particolarmente felice «L’educazione oggi: un cammino comunitario d’amore». Ed è proprio l’amore la cifra di tutto, la base di quella che deve diventare la nostra GMG quotidiana. Da un lato i ragazzi che devono imparare di più a volersi bene, ad abbandonare le scelte di autodistruzione e di svilimento della propria dignità che non portano da nessuna parte, alla rincorsa di modelli che si traducono in piccoli kit dell’infelicità; dall’altro noi adulti che dobbiamo far comprendere ai ragazzi che vogliamo davvero il loro bene, che ci stanno a cuore e, soprattutto, che i loro sogni, i loro desideri, le loro aspirazioni sin dalla creazione del mondo sono ospitati in un Cuore più grande. Fili mirabili di un tappeto di cui per ora vediamo ancora il rovescio confuso, ma di cui la fede può aiutarci ad intuirne la bellezza in superficie.

26 luglio 2008

Professionisti valdostani - 13: Tutto quello che c'è da sapere per diventare guida alpina


Identikit

Totale iscritti all'Albo: 198 in attività (e 69 emeriti)

Iscritti dell'ultimo triennio: 23

Suddivisione maschi e femmine: 195 m , 3 F

Composizione direttivo: Guido Azzalea (Presidente), Carlo Cugnetto (Vicepresidente). I restanti consiglieri sono 23 in rappresentanza di tutte le undici scuole. Ogni scuola può esprimere un proprio consigliere ogni 15 iscritti.

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti: 30



Le domande

Quali sono le Principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Non dimentichiamoci che il nostro è un lavoro che dipende dal clima. Questo inverno anche se è nevicato non si è lavorato moltissimo. Inoltre la clientela è cambiata. Le vacanze si sono accorciate e così le uscite inevitabilmente diminuiscono. Il cliente che arrivava a Courmayeur e ci stava un mese non esiste più. E così le società Guide organizzano corsi in modo da garantire un minimo di attività comunque. D’estate ad esempio si portano in giro i bambini. Un altro problema è la mancanza di nuove guide provenienti dalle vallate laterali. Quest’anno per la prima volta abbiamo tre ragazzi di Courmayeur. Negli ultimi era tutto accentrato intorno ad Aosta.

Esistono possibilità di lavoro in Vallee d'Aosta oppure il settore è saturo?
Già diventare aspirante guida alpina è più difficile rispetto a vent’anni fa’. Questo fa sì che possibilità di lavoro ci siano. Oggi occorrono ben 120 giorni di corso con moduli pratici e approfondimenti teorici, esame di francese compreso. Se si tiene conto anche dell’attrezzatura i costi sono particolarmente onerosi. Un paio di sci per lo scialpinismo oggi non costano meno di 500 euro. Siamo però fortunati che la Regione copre una buona parte delle spese del corso e, attualmente, l’allievo, paga soltanto il 35% dell’importo complessivo del costo dell’aspirantato. Del resto si tratta di trasformare in lavoro un grande passione e chi è disposto a superare le difficoltà di un simile corso è perché vuole trasformarlo nella sua attività principale. Per poter lavorare tutto l’anno è però consigliabile diventare anche maestro di sci. Lo si può fare prima oppure contemporaneamente. Ciò non toglie che mediamente abbiamo una trentina di iscritti all’anno al corso e che di questi superino ne siano promossi un po’ meno della metà. Si tratta di un trend da tempo consolidato. Oltre all’alpinismo e alle escursioni e al trekking la guida alpina può dedicarsi all’arrampicata sportiva, al torrentismo, allo sci fuori pista, alle cascate di ghiaccio e all’eli-skiing.

Esistono nuovi sbocchi professionali?
Io da tempo mi chiedo perché la guida alpina non possa entrare nelle scuole e fare l’ora di montagna? Molti dei nostri ragazzi arrivano a vent’anni che non hanno mai dormito in un rifugio. Sul diffondere la passione per la montagna credo che facciamo abbastanza poco. Eppure l’interesse potrebbe esserci. Con il Fondo sociale europeo abbiamo organizzato un corso di avvicinamento alla montagna per giovani alpinisti valdostani e abbiamo ricevuto 160 domande a fronte di venti posti disponibili. Il vero problema è che molti giovani si dedicano quasi subito all’attività agonistica e arrivano ad una certa età che sono stufi della competizione. Lo constatato personalmente e credo che bisognerebbe rifletterci con attenzione su questo disagio.

Quali sono le iniziative di formazione realizzate nel 2007 e in programma nel 2008?
Chi supera l’aspirantato raggiunge già un livello tecnico particolarmente elevato.

Consigli per chi si vuole avvicinare alla professione?
Il consiglio migliore è, come ho già detto, fare la guida alpina e il maestro di sci.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese?
La nostra ovviamente è un’attività legata al settore turistico.

25 luglio 2008

Unione Europea: superfici vitate di montagna o in forte pendenza escluse dalla estirpazione

Una buona notizia per la viticoltura di montagna. Il Presidente del Cervim, François Stévenin, ha ricevuto nei giorni scorsi una lettera da Mariann Fischer Boel, della Commissione Europea- Direzione Generale dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale, con la quale si ufficializza che gli Stati dell’Unione possono dichiarare che i vigneti in montagna o in forte pendenza sono esclusi dalla politica di estirpazione, come adottato dall’Italia.
Grande soddisfazione è stata ovviamente espressa dal Presidente del Cervim, non solo per le recentissime disposizioni, ma anche perché la Commissione Europea ha stabilito che nelle suddette superfici vi è la possibilità di avere aiuti economici per la ristrutturazione e riconversione dei vigneti di montagna o in forte pendenza. Le nuove norme sono contenute nei paragrafi 4 e 9 dell’art. 104 del regolamento europeo n. 479/2008.
«E’ un grosso successo per la battaglia portata avanti da anni dal Cervim, il Centro di ricerca e di valorizzazione della viticoltura di montagna o in forte pendenza, organismo internazionale che ha sede in Valle d’Aosta, che si è battuto con tenacia e determinazione - come ha precisato il Presidente - per salvaguardare la tipicità e la qualità delle produzioni vinicole delle Regioni associate al Cervim, in una logica anche di protezione e salvaguardia ambientale e di valorizzazione del turismo eno-gastronomico».

Università della Valle d'Aosta: nuovo ordinamento per economia - più formazione economica, più stage in azienda e più esperienze all'estero

«Abbiamo riprogettato il triennio ed è allo studio un biennio specialistico interfacoltà». Così Federico Visconti, preside di Scienze dell’Economia e della Gestione aziendale dell'Università della Valle d'Aosta sintetizza le novità della sua facoltà pochi minuti prima di dare il via al 101° laureato del corso triennale. La nuova riprogettazione è stata presentata martedì mattina, con l’aiuto della docente Maria Debora Braga, e ha i suoi pilastri fondamentali in una solida formazione economica (sono state introdotte materie come matematica finanziaria e analisi dei dati) accompagnate dal costante forte interesse per le tematiche legate al territorio regionale come il management delle imprese industriali, delle aziende operanti nel settore turistico, delle aziende pubbliche e delle organizzazioni non profit, incentivando anche esperienze di stage presso organizzazioni locali e internazionali (leggasi Erasmus). «A tal proposito – precisa Visconti – il secondo semestre del terzo anno potrà essere dedicato ad esperienze come stage o scambi di studenti con università estere. I giovani valdostani sono un po’ refrattari a cogliere queste iniziative ma contiamo di riuscire a svilupparle il più possibile. Secondo noi sono molto importanti e qualificano il prodotto che offriamo. Un’offerta formativa che ha permesso alla gran parte dei nostri laureati di proseguire gli studi anche in atenei prestigiosi come, ad esempio, la Bocconi». Se il nuovo corso esordirà già con l’anno accademico 2008-2009 per il biennio si dovrà attendere l’autunno 2009. «Per la laurea specialistica – ha proseguito Visconti – è al lavoro una commissione mista composta da tre colleghi: uno di economia, uno di scienze politiche e uno di lingue. E’ chiaro che vogliamo elaborare un percorso rispettoso delle esigenze del territorio, ma allo stesso tempo appetibile anche al di fuori dei confini regionali». Indubbiamente si tratta di una risorsa importante. La stessa politica dovrebbe confrontarsi di più con questo vitale nucleo di professori che può offrire uno sguardo diverso e competente della realtà economica valdostana. Per saperne di più sul nuovo ordinamento basta un clic.

Ennio Pastoret: «Sarò molto attento al dialogo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali» (2)

Completo il testo dell'intervista all'Assessore Ennio Pastoret. La prima parte è stata pubblicata ieri.

Lei si è detto preoccupato per l’occupazione. Il prossimo autunno potrebbe diventare particolarmente critico…
Non posso non pensare che certe turbolenze non toccheranno la nostra regione. So che ci sono alcune aziende che sono state sagge e hanno diversificato le loro forniture. Certo è che un impatto forte dal punto di vista economico su aziende importanti come Fiat in qualche modo qualche ricaduta la provocherà. Ho apprezzato il cauto ottimismo di Marchionne, in parte dovuto alla consapevolezza della dirigenza Fiat di avere un’organizzazione industriale più robusta rispetto al passato, in parte anche al tentativo di difendere il titolo che sottoposto a turbolenze borsistiche ne uscirebbe troppo deprezzato ed è una circostanza che loro non si possono permettere nei confronti degli azionisti. Credo e spero che una combinazione di queste due situazioni possa rendere l’autunno meno critico.

C’è già qualche azione in vista a partire dall’Ambrosetti?
No. Per ora riprendiamo in mano il dossier.

Spostiamo l’attenzione sull’artigianato, anzi sull’artigianato tipico. Lei ha parlato di applicazione di buon senso delle nuove regole per la tutela dell’artigianato tipico valdostano. Cioè?
Non c’è molto da spiegare di più. Non c’è niente di immutabile a questo mondo. Oggi c’è un quadro regolamentale sul quale tenere aperti i canali della riflessione e del confronto. Dobbiamo difendere l’artigianato tradizionale senza penalizzare troppo questo tipo di attività. Però dobbiamo stare attenti che non appena perdiamo il contenuto del brand che l’artigianato tradizionale porta con sé ci apriamo alla possibilità di avere Taiwan che produce oggetti di artigianato tradizionale. E così il non avere previsto delle regole per quanto condivise con dei limiti precisi ci metterebbe in una condizione di cui pagherebbero le conseguenze gli stessi artigiani.

Beni contingentati: legge per il settore dei liquori e buoni benzina. Ci può fare il punto della situazione.
Sul settore liquori ci confronteremo con le ragioni di insoddisfazione del settore e valuteremo. Per i buoni benzina invece la situazione è nota e nulla è cambiato. Dobbiamo porci noi nella condizione di sapere come ci muoveremo e cosa vorremo fare. Di idee ce ne sono molte si tratta di scegliere quella giusta. Confesso che a fianco delle idee ci sono anche molte leggende metropolitane. E’ un po’ come la composizione delle squadre di calcio tutti hanno una teoria in proposito. Evidentemente dobbiamo garantire delle ricadute che coinvolgano la maggior parte della popolazione che siano compensative se si dovrà porre fine all’esperienza dei buoni benzina.

Quella dei buoni energetici è una strada percorribile?
E’ fra quelle prese in considerazione ma al momento non ho elementi tecnici sufficienti per dire se è fattibile.

Le aziende faticano a trovare manodopera specializzata e un po’ si lamentano che il mondo della scuola è poco permeabile alle loro esigenze. Cosa si può fare?
L’organizzazione del sistema scolastico occidentale è da tempo in crisi, soprattutto in Italia. La scuola è stata ed è un soggetto autoreferenziale che si rigenera per conto suo. Ad esempio la proliferazione delle facoltà universitarie negli ultimi dieci anni è stata spaventosa. E tutto questo è andato avanti senza nessun controllo. Ad un certo punto il ministero è intervenuto dicendo che bisognava avere un certo numero di docenti e così in Valle ci siamo trovati in questo tipo di contraddizione perché avendo il Corso di Scienza della Formazione abbiamo dovuto immettere in ruolo tutto un certo numero di professori. In Italia queste situazioni sono state sempre regolate dopo che tutti i fatti erano accaduti senza mai mettere mano prima ad un progetto serio di riforma che ponesse dei vincoli. L’autonomia scolastica, grande invenzione della riforma Berlinguer, ha reso il governo della scuola autoreferenziale rendendolo ancora più sfuggente rispetto alle esigenze della società, della comunità. Noi siamo preda di un sistema così congegnato che non possiamo modificare neanche noi perché fa parte di un quadro generale più ampio. Del resto tutte le discussioni sul titolo terzo della Costituzione era che la centralità del governo della scuola doveva rimanere saldamente nelle mani dello Stato e non avere delle scuole differenziate sul territorio per delle ragioni anche in parte condivisibili. Però quell’elefantiasi fa in modo che la scuola non risponda alle esigenze della comunità o vi risponde nella misura in cui in micro-situazioni ci siano organizzazioni di istituto più attente che mettano insieme relazioni, capacità di confronto. Noi possiamo favorire l’incontro ma questo va fatto da scuola e imprese.

Il mondo delle imprese nel passato ha avvertito da parte della pubblica amministrazione un atteggiamento di sospetto. Anche l’eccesso burocratico è stato avvertito come una sfiducia nei confronti del settore. Cosa vi sentite di dire oggi alle imprese…
Ma questo è stato uno degli elementi programmatici che il Presidente della Regione ha enunciato pubblicamente e trova tutti concordi. Negli incontri che faremo verificheremo i tempi di risposta che ci siamo dati codificandoli in delibere e leggi applicative e poi detto questo faremo un’analisi dei tempi effettivi se sono rispondenti o meno e definiremo un quadro che ci possa consentire di avere un quadro chiaro e eventualmente porre dei correttivi laddove si registrassero delle anomalie. Dove, probabilmente, si dovrà sicuramente intervenire sarà sulla mole di documentazione che deve essere presentata, caratterizzata da molti doppioni.

24 luglio 2008

Ennio Pastoret: «Sarò molto attento al dialogo con le associazioni di categoria e le organizzazioni sindacali» (1)

A distanza di una settimana propongo anche ai lettori dell'on-line l'intervista all'Assessore Ennio Pastoret che ho pubblicato giovedì scorso sulle colonne del Corriere della Valle. Il testo, come sempre, è leggermente più lungo della versione cartacea e perciò lo pubblico in due puntate. Prosegue così il ciclo d'interviste agli assessori della Giunta Rollandin. Come sempre sono ben accetti i commenti (il link lo trovate alla fine del post). Soprattutto da parte dei rappresentanti dei settori interessati.

Il primo nodo critico per l’Assessore Ennio Pastoret, nuovo responsabile delle Attività Produttive, sarà la scelta del coordinatore. Luciano Moussanet, per diversi anni alla guida del Dipartimento Industria, Artigianato ed Energia, è andato in pensione e ora si deve provvedere alla non facile scelta di sostituirlo e così Pastoret si trova ancora privo di uno dei tasselli principali del suo dicastero. Comunque i dossier (in primis l’Ambrosetti) già occupano la scrivania dell’assessore che ci fa capire di essere ancora in una fase di studio. Diciamo di presa di possesso.

Al di là delle iniziative concrete credo che un elemento fondamentale sarà il confronto con le categorie sociali. La Giunta ha già espresso la sua intenzione di incontrare le parti sociali…
Sì. Questi incontri non sono ancora stati calendarizzati e, in una prima fase esplorativa, avverranno appunto da parte della Giunta nella sua collegialità. Successivamente però io ho intenzione di farne di più specifici con le categorie imprenditoriali e i sindacati, senza dimenticare il mondo della cooperazione.

Non sempre nel passato è stato così…
Per quanto mi riguarda è una questione di metodo. Nessun provvedimento nelle mie esperienze precedenti è mai giunto sul tavolo della decisione politica senza un confronto con i soggetti interessati.

Industriali e artigiani sostengono da tempo la necessità di rimettere mano alla Legge 6? Voi cosa ne pensate?
Non mi pare che io oggi debba dire che ciò si farà. Evidentemente dagli incontri che faremo con questi soggetti emergeranno delle richieste, delle aspettative, delle considerazioni che se andranno in questa direzione verranno tenute nel debito conto. Non ci sono delle resistenze pregiudiziali. Quello che è stato detto dal Presidente della Regione, dalla mia parte politica, dall’intera maggioranza, è di procedere ad un confronto con gli attori coinvolti.

Si stava lavorando a fine legislatura ad una legge sul precariato proposta dai sindacati…
C’è un testo pronto. Ma io voglio incontrare i soggetti promotori. Non do per scontato che possa essere in questa fase politica successiva alle elezioni, necessariamente condiviso tutto quanto era stato condiviso precedentemente.

C’è la necessità di un tagliando?
Esatto.

Stesso ragionamento per la legge sull’imprenditoria giovanile?
Stesso ragionamento.

Il Presidente degli industriali Giuseppe Bordon parla di una Valle con poco appeal per chi fa industria. Una Valle dove è più difficile fare industria. Condividete questa analisi? E se sì che cosa pensate di fare?
Rispetto a qualche anno fa sono cambiate molte condizioni. Uno degli elementi forti rispetto alla possibilità di finanziamento che la Regione aveva in passato è venuta meno o per lo meno è stata incanalato all’interno di un quadro di regole comunitarie per quanto riguarda gli aiuti di Stato e la libera concorrenza e a queste ci si deve attenere. La Valle d’Aosta ha la necessità di non violare le regole, ma nello stesso tempo di darsi delle dotazioni tali per cui possa diventare di nuovo vantaggioso o meno svantaggioso per le imprese operare in Valle d’Aosta. Penso, ad esempio, che si debba lavorare sull’efficacia dei servizi alle imprese. Individuare delle opportunità che possano fare la differenza per il futuro.

Le imprese chiedono un ulteriore taglio dell’Irap. Premesso che la materia tributaria non è di sua competenza tuttavia pensate che sia necessario lavorare in questa direzione?
Ma certamente. Non è un tema nuovo. Negli scorsi anni c’è stato un dibattito particolarmente intenso a livello nazionale anche se di fatto non si è mosso molto. Nel bilancio di alcuni fa’ la volontà politica era già stata espresso con un primo provvedimento che andava in questa direzione.

Le risorse per l’Industria sono stabili da parecchio tempo. Con il piano Ambrosetti sono destinate ad aumentare?
E’ chiaro che io vorrei avere a disposizione il maggior numero di risorse finanziarie possibili però è chiaro che dobbiamo avere i piedi per terra. Il bilancio è uno strumento che riguarda l’insieme di questa regione. E all’interno di questo quadro generale ci sono alcune priorità che sono obbligatorie. Pensiamo alla sanità, all’assistenza sociale, all’assistenza alle famiglie. Tutto deve trovare una sua coerenza all’interno di un disegno generale. Oggi credo che ci siano le premesse politiche per fare una valutazione di questo genere. Ragionare solo sulle cifre mi sembrerebbe limitativo rispetto al fatto che si deve avere un occhio attento rispetto a quelle che sono le realtà d’insieme di questa regione. Certamente sono necessarie delle accelerazioni rispetto a quelle che potranno essere le iniziative che la Regione prenderà per sostenere le attività produttive sul suo territorio. Come queste debbano essere declinate. Oggi è ancora prematuro dirlo. (continua)

Valle d'Aosta: vendemmia 2008 «tutt'altro che abbondante»

Martedì come già annunciato sia sul Corriere della Valle che su questo blog (oltre che naturalmente sul Sole 24 Ore Nord Ovest) c'è stata la firma per la costituzione del Consorzio unico «Quatremillemètres» che porterà sotto una regia unica l’attività di tre cantine sociali: la «Cave du vin Blanc de Morgex et de La Salle», la «Cave de l’Enfer d’Arvier» e la «Crotta di Vegneron» di Chambave. E' sempre di martedì anche la notizia che la vendemmia 2008 sarà «tutt'altro che abbondante». A dirlo è l'Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che presentando le proprie previsioni per il 2008 a fronte di un'Italia che fa registrare un + 10% rispetto al 2008 descrive una Valle d'Aosta «dove la vegetazione è in ritardo di 10 giorni rispetto a un'annata normale e di 20 giorni sul 2007». «Le diverse fasi fenologiche, dalla cacciata all'allegagione, - scrive ancora l'Ismea - sono da considerarsi tra il buono e il mediocre, con attacchi di patogeni, peronospora e botrite in particolare, superiori alla media». Situazione che ovviamente la Valle d'Aosta condivide con l'intero Nord Ovest.
 

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