17 maggio 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta (3): il programma di Vda Vive-Renouveau, Arcobaleno e Partito Democratico

Ultima puntata di presentazione dei programmi elettorali delle tre coalizioni.

SINTESI DEL PROGRAMMA ELETTORALE DELL’ALLEANZA
Usciamo da una legislatura in cui l’Union Valdôtaine ha esordito con la maggioranza assoluta dei seggi: questo non è bastato per realizzare le riforme istituzionali, per superare personalismo e clientelismo nella condotta politica, per risolvere la confusione di ruoli tra chi deve svolgere una funzione di indirizzo e di controllo e chi direttamente gestisce l’economia.L’elettorato ha espresso in proposito il suo giudizio donando all’Alleanza Autonomista Progressista la vittoria piena alle elezioni politiche del 2006 e un’affermazione significativa nelle politiche del 2008.
Ora questa stessa Alleanza si presenta proponendo agli elettori una Valle d’Aosta moralmente rigenerata, trasparente e onesta nell’assunzione e nella gestione delle responsabilità pubbliche, capace di amministrarsi in modo moderno, efficace e senza sprechi, vivace nelle sue autonomie sociali e culturali, aperta e solidale verso gli altri.
Occorre in primo luogo ridare credibilità alla classe dirigente valdostana, che si è smarrita nel clientelismo e in una gestione burocratica esasperata.
Vogliamo garantire il benessere economico acquisito dai cittadini valdostani e migliorare la qualità del sistema e dei suoi servizi.
Per farlo dobbiamo rinnovare profondamente la politica in Valle d'Aosta e rimettere in moto l'economia della nostra Regione sulla base di un progetto di sviluppo sostenibile per i prossimi decenni, che si fondi sulla valorizzazione costante dell’autenticità e originalità del nostro patrimonio umano, di pensiero e di professionalità oltre che economico e naturale.

TRENTA PUNTI PER CAMBIARE
1.Promuovere un modello di sviluppo sostenibile fondato su innovazione e ricerca per rilanciare l’economia regionale

2.La presenza pubblica regionale nelle aziende valdostane va ridotta entro i limiti strettamente necessari

3.Lotta alla precarietà, trasparenza negli appalti

4.Sviluppo delle energie rinnovabili

5.Turismo sempre più collegato con il territorio nello sviluppo di una cultura dell’accoglienza, del benessere e del buongusto

6.Negli impianti di risalita sostituire agli interventi tampone una programmazione di lungo periodo

7.In agricoltura promuovere le pratiche ecocompatibili e incentivare negli addetti la capacità di intraprendere, innovare e diversificare

8.Fare dell’artigianato la fucina del nuovo sostenendolo nelle fasi di avvio e nelle forme associate autogestite

9.Per il Casino de la Vallée scindere le funzioni di gestione operativa da quelle di indirizzo, controllo e verifica dei risultati

10.Sostenere le professionalità locali nel rispetto di trasparenza e concorrenza, rivedendo la legislazione regionale sull’affidamento degli incarichi

11.Mantenere l’equilibrio tra grande, media e piccola distribuzione, sostenendo gli esercizi commerciali nei piccoli centri e favorendo la creazione di Centri Commerciali Naturali

12.Far crescere presso i valdostani una cultura del consumo responsabile

13.Garantire il carattere prevalentemente pubblico della sanità, progettare un unico ospedale per acuti, riabilitazione e lungodegenze

14.Migliorare i servizi sociali verso famiglie, disabili, anziani e minori dimensionando gli interventi sulla base del reddito

15.Incrementare nella scuola la formazione professionale e nell’Università l’apertura internazionale

16.Sviluppare il plurilinguismo nella scuola, sperimentare insegnamento in lingua francese nelle superiori, validità reciproca dei diplomi europei

17.Estendere il servizio internet a banda larga su tutto il territorio

18.Libertà delle arti, che vanno sostenute senza condizionamenti nei contenuti

19.Sicurezza senza raddoppio nel tunnel del Monte Bianco e controllo rigoroso dei passaggi, tangenziale autostradale di Aosta, regionalizzazione ferrovia, collegamenti frequenti con gli aeroporti, treno zona Aosta come metropolitana leggera

20.Ristrutturare l’esistente piuttosto che costruire, no all’inceneritore, smaltimento dei rifiuti con sistemi ecocompatibili

21.Piano regionale di ottimizzazione delle acque, nuove procedure per la derivazione delle acque pubbliche

22.Adozione del Piano del Parco del gran Paradiso con sviluppo dell’accoglienza e snellimento pratiche edilizie per gli abitanti

23.Trasformazione dell’esenzione carburante in coupons-energia per riscaldamento o trasporto ecocompatibile

24.Riforma dello Statuto di autonomia con il massimo coinvolgimento dei cittadini

25.Riforma della legge elettorale con separazione tra assemblea legislativa e funzioni di governo, garanzia della segretezza e libertà del voto

26.Ridurre del 30% i costi della politica, intervenendo su privilegi e indennità dei consiglieri regionali, sui contributi ai gruppi politici, sul numero di consiglieri di amministrazione pubblici con trasparenza nomine e valutazione risultati

27.Coinvolgimento della popolazione nelle scelte più importanti, riduzione o eliminazione del quorum nei referendum

28.Riforma dell’amministrazione regionale, separazione della funzione d’indirizzo della Regione da quella di gestione degli Enti locali, formazione continua dei dirigenti e valutazione di risultato

29.Incrementare nel Corpo Forestale Valdostano le funzioni di formazione e prevenzione rispetto a quelle repressive

30.Realizzare soltanto opere adeguate per dimensioni e costi di gestione, no alla Porte de la Vallée e all’ampliamento dell’aeroporto (Pubblicato sul Corriere della Valle del 15 maggio 2008)

16 maggio 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta (2): il programma di Stella Alpina, Fédération Autonomiste e Union Valdôtaine

Prosegue la presentazione dei programmi delle coalizioni. Ricordo che le sintesi sono state curate dalle stesse coalizioni.

GOVERNARE I CAMBIAMENTI

Articolato su 24 pagine, il programma elettorale dell’Union Valdôtaine pone le sue basi, nelle premesse, su quattro punti fondamentali che sintetizzano il pensiero politico del movimento.

La solidità di un simbolo e la chiarezza
di una proposta per il futuro della Valle d’Aosta

La governabilità è un bene prezioso per affrontare con serenità e fiducia i cambiamenti che incombono su tutti noi. L'occasione è utile per ricordare che l'UV si presenta da oltre 60 anni sulla scena politica e a tutte le elezioni, dalla liberazione in poi, con lo stesso identico simbolo. Noi siamo rimasti gli stessi e cioè avvenuto in una politica valdostana ed italiana dove tutti hanno cambiato non solo il loro simbolo ma persino la loro identità, spesso attraverso aggregazioni e riaggregazioni.

La salvaguardia di un’identità
La Valdostanità - sintesi di tante idee e molti valori - cambia e si aggiorna con il mutare della nostra società. Nel naturale succedersi delle generazioni, ciascuna è interprete della temperie della propria epoca. La cultura, ricca del nostro particolarismo linguistico che ne resta il caposaldo, forgia i cittadini prima della politica e le tradizioni ci seguono nel tempo, si modificano e se ne aggiungono nel frattempo di nuove. La trasmissione di determinati valori del popolo valdostano - l'operosità, la sobrietà, la serietà - fa parte dei doveri di ciascuna generazione e questi vanno opportunamente insegnati ai giovani.

Lo sviluppo delle peculiarità per essere leader nella comunità globale
La Valle d’Aosta deve partecipare a complesse reti di rapporti politici. Nei rapporti con Roma, questo significa un confronto continuo con il Parlamento e con il Governo, d'intesa con i parlamentari della Valle. In questo contesto si inserisce la discussione sulla riforma dello Statuto, cui dare un’impronta autenticamente federalista. La Regione può e deve essere leader nei settori che le sono più congeniali, quali le politiche della montagna, poiché la sua sopravvivenza istituzionale in un quadro segnato da turbolenti e minacciosi cambiamenti è legata anche al prestigio che le viene riconosciuto, sia in ambito italiano che internazionale, ed alla sua capacità di essere virtuoso modello per gli altri.

Di fronte ai cambiamenti: governarli per trasformarli in opportunità
Il nostro federalismo personalista ha dimostrato di saper interpretare l’evoluzione della società al contrario e in risposta a tutti gli estremismi. Va consolidata la rete di protezione a vantaggio di tutti i cittadini in una logica inclusiva che preveda l’acquisizione dei diritti e, al contempo, il rispetto dei doveri che sono alla base di una civile convivenza, affinché il futuro e le sue incognite non creino preoccupazioni, ma comportino le azioni necessarie per reagire positivamente.

Il programma è poi suddiviso in 4 grossi blocchi tematici che riassumono in maniera completa ed esaustiva il progetto politico nel suo insieme.

Mettre la personne au centre de l’action politique
I cambiamenti demografici e le modificazioni della società ci devono impegnare al consolidamento ed allo sviluppo di equità e pari opportunità all'interno della nostra comunità: per questo motivo è necessario che il cittadino valdostano sia sempre al centro dell’azione pubblica. La pubblica amministrazione, regionale e comunale, va quindi ulteriormente riformata e semplificata al fine di conferire una sempre maggiore centralità al cittadino ed ai suoi diritti, alla sua sicurezza personale ed alla sua qualità della vita.

Faire progresser notre culture
Nella consapevolezza che è compito della Pubblica Amministrazione creare le condizioni affinché la cultura sia parte concreta nella vita di ogni singolo cittadino, costitutiva dell’identità individuale, quale fatto permanente e strutturale del vivere quotidiano e non solamente come un concetto astratto, le politiche culturali saranno indirizzate a consolidare ed accrescere il concetto di cultura e a promuovere conseguentemente il processo di democratizzazione della stessa. Siamo convinti infatti che fornire gli strumenti culturali affinché le generazioni future siano consapevoli del valore primario che la cultura, nel senso più ampio del termine, riveste per il futuro della nostra regione, sia oltre che un dovere istituzionale anche un obbligo etico.

Gouverner l’économie qui change
L’interdipendenza delle realtà economiche, che travalica i confini istituzionali tradizionali, impone una progettazione dello sviluppo economico con lo sguardo rivolto ad un ambito al fine di garantire la necessaria competitività del sistema Valle d’Aosta. Anche le nostre eccellenze, oggi riconosciute, se non esportate e non confrontate nello scenario globale rischiano di essere superate.
L’idea guida dei prossimi anni sarà quella dello stimolo alla nascita di un’identità economica montana, capace di suscitare lo sviluppo di filiere nei vari settori che già ci vedono protagonisti: la sicurezza del territorio, la salvaguardia ambientale e il ripristino di ecosistemi, le attrezzature per lo sport, la medicina di montagna, l’idro-elettrico e le energie rinnovabili, l’agro-alimentare di nicchia.

Insérer l’environnement dans la modernité
Il modellamento che rende pregevole il nostro paesaggio antropizzato deriva dall’integrazione tra l’opera dei valligiani e le caratteristiche del nostro territorio. Esserne rispettosi significa, con misura ed intelligenza, saper intervenire laddove necessario, coscienti che la difesa dell’ambiente non coincide con l’ambientalismo ideologico. Vivere la modernità vuol dire perseguire obiettivi di benessere e qualità della vita per tutti i cittadini e garantire equità nello sviluppo territoriale. Lo sviluppo locale, infatti, è basato sulla sostenibilità nell’uso intelligente delle risorse e delle tecnologie più accurate. I processi di apprendimento e di formazione mirano ad una maggior efficacia ed una qualità più accentuata della nostra società. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 15 maggio)

15 maggio 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta (1): il programma del Popolo della libertà

Sul Corriere della Valle che arriverà oggi nelle case degli abbonati e che troverete domani in edicola ci saranno due pagine dedicate ad una sintesi dei programmi elettorali predisposti dalle tre coalizioni in gara. Si tratta di sintesi fatte direttamente dalle segreterie delle tre coalizioni. Come ho già fatto spesso in passato offro queste sintesi anche on line. Saranno pubblicate una al giorno tra oggi, giovedì, e sabato seguendo l'ordine delle coalizioni sulla scheda elettorale. Penso che in quest'ultima settimana di campagna elettorale possa rivelarsi una lettura utile. Iniziamo dal Popolo della Libertà.


Autonomia e riforme
· aggiornare lo Statuto speciale, al fine di adeguarlo alle nuove architetture costituzionali italiane ed europee;
· applicare, in senso innovativo e con particolare riferimento alle imprese, l’articolo 14 sulla “zona franca”;
· separare le funzioni prefettizie dal ruolo di Presidente della Regione, evitando una pericolosa sovrapposizione di poteri che ha determinato evidenti storture istituzionali e amministrative;

Economia
agricoltura e zootecnia

• impostare le politiche di comparto ad una virtuosa filiera finalizzata alla valorizzazione alimentare dei settori turistici e commerciali;
• utilizzare la forza contrattuale dello Stato italiano, il cui Ministero delle Politiche Agricole è diretto interlocutore dell’Unione Europea, per ottenere in ambito europeo il riconoscimento delle particolarità e dei maggiori costi dovuti alla difficoltà di lavoro e di ambiente dell’agricoltura di montagna nelle sue componenti principali: latte e zootecnia, vite, frutta e mantenimento del paesaggio;
• ottenere un trattamento differenziato per la montagna per coprire la differenza dei costi di produzione dell’agricoltura valdostana, aumentando l’indennità compensativa e calcolando, di intesa con il Ministero delle Politiche Agricole, il premio medio massimale unitario non più a livello regionale - come è stato fatto finora - ma a livello nazionale;
• incentivare la diffusione di “giardinieri della natura”, sostenendo finanziariamente i conduttori di spazi verdi - terreni agricoli e non - in grado di conservare e migliorare le caratteristiche ambientali del territorio attraverso la coltivazione costante ed accurata di ogni spazio verde della Valle d’Aosta, prescindendo dagli attuali vincoli minimi di appezzamento;
• introdurre nel settore vitivinicolo un aiuto al mantenimento dei muri nelle zone terrazzate, come già realizzato nel Vallese;

Artigianato
• individuare maggiori superfici da destinare alle attività produttive per venire incontro alla endemica carenza di aree a disposizione delle aziende artigiane;
• modernizzare il sistema degli incentivi e dei contributi a favore delle imprese artigiane, ormai obsoleto e superato dai tempi e dalle nuove condizioni di un mercato sempre più europeo e competitivo;
• semplificare le procedure burocratiche esistenti nei rapporti tra imprenditori e Pubblica Amministrazione.

Energia
· individuare formule che permettano ai residenti di ottenere benefici tariffari immediati e permanenti ;
· sostituzione dei buoni carburante eliminati dalla UE con un buono-energia di 500 euro annui per ogni contatore elettrico di prima casa;
· facilitare la realizzazione di nuove centrali da parte dei privati, semplificando i meccanismi autorizzativi e gli adempimenti burocratici.

finaosta, industria e partecipazioni regionali
• procedere a una graduale dismissione delle partecipazioni societarie non strategiche oggi detenute da Finaosta;
• accorpamento in un’unica società di tutte le aziende funiviarie a capitale regionale, al fine di contenere i costi di gestione e degli organi societari;

Turismo
• definire un vero e proprio piano di marketing turistico, oggi anello mancante della politica di programmazione regionale;
• migliorare i servizi ai turisti, potenziando le infrastrutture di trasporto (aeroporto, ferrovia);
• attuare interventi fluviali compatibili con la pratica del rafting e degli altri sport acquatici.

Ambiente e territorio
• ridefinire le aree protette per la salvaguardia della flora e della fauna tipiche delle zone umide fluviali e di montagna;
• valorizzare gli specchi d’acqua, generando percorsi specifici di laghi e fiumi della Valle d’Aosta;
• attuare più appropriati controlli sugli scarichi in fiume al fine di difendere le specie ittiche;
• incentivare la pulizia dei boschi attraverso il recupero del materiale boschivo per combustione;

Trasporti e infrastrutture
• verifica della fattibilità di un collegamento internazionale ferroviario che alleggerisca il traffico pesante nel contesto dell’arco alpino e delle priorità di livello europeo;
• rettificazione, raddoppio ed elettrificazione della linea ferroviaria Torino-Aosta in modo da garantire un servizio migliore e più rapido sia al traffico turistico e pendolare che al traffico merci;
• incentivazione del traffico merci su rotaia attraverso un programma mirato in linea con la crescita infrastrutturale dei vettori;
• regolamentazione del traffico pesante strettamente in base ai requisiti di sicurezza ed agibilità accertati dalla gestione dei tunnel;
• acquisto da RAV e SAV del tratto autostradale Aosta-Est/Aosta-Ovest che assuma anche il ruolo di tangenziale libera da pedaggio con costruzione di nuovi svincoli;

Scuola e università
• elaborazione di un piano strategico tra i soggetti pubblici e privati interessati allo sviluppo del campus universitario per la creazione di un indotto virtuoso per la città di Aosta, dall’ospitalità di studenti e docenti all’integrazione con i servizi culturali, turistici e commerciali del capoluogo.

Sanità
• coerenza clinica nell’uso degli ospedali, evitando ricoveri non giustificati e riducendo la degenza inutile con contemporaneo rafforzamento delle strutture “low care” sul territorio;
• revisione del sistema dell’emergenza al fine di limitare il ricorso improprio al pronto soccorso e potenziamento del sistema di decentramento territoriale dei servizi sanitari, attraverso l’implementazione funzionale e professionale delle strutture di emergenza e specialistiche a garanzia della continuità assistenziale nell’ambito di ogni macrodistretto: deve essere il medico che va verso il paziente e non viceversa;
• potenziamento del ruolo del distretto quale strumento per il miglioramento del governo della domanda di prestazioni sanitarie;
• attività di riorganizzazione che consentano la riduzione delle troppo frequenti liste di attesa;
• valorizzazione delle risorse professionali presenti nell’azienda ASL e sviluppo della competenza e dell’eccellenza: nell’accesso ai ruoli professionali sanitari, eliminazione della prova di sbarramento di lingua francese e sua trasformazione in prova a punteggio;

Giovani e sport
- istituire il “buono sport” per ogni giovane dai 6 ai 14 anni, spendibile presso le società sportive. (Pubblicato sul Corriere della Valle del 15 maggio 2008)

14 maggio 2008

Attenzione: il Banco Alimentare non raccoglie fondi «porta a porta»

Avendo purtroppo per motivi tipografici già chiuso il numero del Corriere che domani arriverà nelle case dei tanti nostri abbonati, utilizzo il blog per un importante notizia di servizio. Non economica, ma di grande rilevanza sociale dato il ruolo davvero benemerito che ricopre il Banco Alimentare. Ecco il testo del comunicato inviatoci dai responsabili del Banco.

In seguito ad alcune segnalazioni pervenute in questi giorni da residenti della città di Aosta e di Saint-Vincent, il Banco Alimentare della Valle d’Aosta - ente senza scopo di lucro che organizza e gestisce la raccolta di generi alimentari poi destinati alle famiglie più indigenti della regione - informa tutti i cittadini che l’associazione non raccoglie fondi porta a porta e non invia i propri volontari a domicilio per riscuotere denaro o donazioni.

Il Banco alimentare, infatti, utilizza generalmente modalità di autofinanziamento differenti come, ad esempio, l’organizzazione o l’adesione ad iniziative sul territorio o la presentazione della propria attività attraverso stand informativi.

A questo proposito, pertanto, invita i cittadini a diffidare di chiunque si presenti a domicilio a nome dell’associazione chiedendo denaro e, in caso di dubbio o necessità di chiarimento, a rivolgersi alla sede dell’associazione (Fraz. La Cort 19 Gressan Tel. 0165 251555).

Assemblea Confidi Industriali: appuntamento irrinunciabile

Giovedì 15 maggio, alle 17, si terrà, presso la Pépinière d'Entreprises - Espace Aosta, in Via Lavoratori Vittime del Col du Mont n° 24, ad Aosta, l'Assemblea annuale del «Confidi Industriali Valle d'Aosta», presieduto da Federico Jacquin. L'Assemblea, nella parte privata riservata ai soli soci, prevede, come punti all'ordine del giorno, la relazione sull'attività svolta dal consorzio nel 2007, l'approvazione del bilancio al 31.12.2007, e il rinnovo delle cariche consortili per il triennio 2008-2009-2010. Sempre nella parte riservata ai soci saranno proposte alcune modifiche statutarie, tra le quali la possibilità per il Confidi Industriali Valle d'Aosta di operare in tutti i settori produttivi e in tutta Italia. Alle 17 l'Assemblea sarà aperta al pubblico. Il Presidente del Confidi relazionerà in merito alle novità legislative in materia di consorzi e cooperative di garanzia e sul processo di fusione con Fidindustria Biella. Seguiranno gli interventi delle Autorità regionali. «Tenuto conto che le prossime elezioni di rinnovo del Consiglio regionale si svolgeranno pochi giorni dopo la nostra seduta, - si legge nel comunicato diffuso dal Confidi attribuibile al suo Presidente - l'Assemblea in oggetto riveste particolare significato in considerazione dei discorsi che gli organi istituzionali faranno dopo la relazione pubblica del Presidente Confidi e che saranno sicuramente incentrati sulla situazione economica della Valle d’Aosta». Consiglio di essere presenti.

13 maggio 2008

Falsa partenza per il concorso

Purtroppo nell'elenco dei nominativi votabili non era stata inserita Marilena Péaquin della Maison Bertolin, che invece compariva nell'elenco delle motivazioni. Questo mi ha costretto a riazzerare il concorso in quanto non era possibile apportarvi correttivi in corso d'opera. Fatto che, se da un lato può far dispiacere, perchè inevitabilmente ha portato ad una perdita di voti già espressi, dall'altro, per lo meno, è una sicurezza in merito al fatto che il concorso non è «taroccabile» neppure da parte di chi l'ha creato. Sette i voti purtroppo persi: tre a favore di Piero Enrietti (Thermoplay) e uno per Paolo Conta (Laser), Luca Minini (Mdm), Paolo Musumeci (Pcl-Musumeci) e Mario Ronc (Fratelli Ronc). Mi dispiace per l'inconveniente, ma la durata del concorso permetterà a chi si era già espresso di recuperare.

Vota il miglior imprenditore valdostano del 2008

Voglio proporre ai visitatori del mio blog un sondaggio un po’ particolare che ci accompagnerà fino alla fine dell’anno. Provare insieme ad individuare l’imprenditore valdostano del 2008. Nello spirito del blog sono compresi tutti i settori di impresa: dal turismo all’industria, fino all’agricoltura. L’idea è dare vita ad un piccolo riconoscimento, assolutamente simbolico, a favore di chi secondo i visitatori di questo blog è un buon esempio di imprenditore. Non si tratta soltanto di valutare i risultati raggiunti, ma anche la capacità di saper illustrare, comunicare, trasmettere il proprio savoir faire imprenditoriale.
Ho individuato una serie di nominativi (il ventaglio è ampio) che vi propongo come se fossero le «nominations» della serata degli Oscar. Voi siete la giuria dell’Academy che deve emettere il suo insindacabile giudizio. C’è tempo per votare fino all’8 dicembre. Ecco i nominativi con la motivazione che mi ha spinto ad inserirli tra i votabili. Scrivetemi per farmi sapere che cosa ne pensate. I nomi individuati sono ovviamente scelte personali. E aggiungo che ho dovuto operare qualche taglio a malincuore, altrimenti la lista sarebbe sembrata più un elenco telefonico. Anche le eventuali contestazioni sono ben accette. Se l'iniziativa prendesse piede, magari il prossimo anno potremmo trovare insieme anche un modo più democratico per definire le «nominations». Ad ogni nome sono linkati gli articoli dedicati ai candidati, così potete esprimere il vostro voto con sufficiente cognizione di causa.


Pietro Capula (Gps)
Il G8 in Germania, l’area all’interno della famosa zona rossa di cui hanno parlato tutti i media internazionali, è stato protetto grazie a tecnologia valdostana. La stessa tecnologia di cui si serve da circa due anni anche il ministero della difesa cinese. Tanto che la “Gps standard” di Arnad ha recentemente aperto un proprio ufficio commerciale in Cina e nel 2008 punta ad aprirne altri due in Germania e Turchia.

Alberto Celesia (Gros Cidac)
L’ipermercato non frena la sua corsa in un periodo particolarmente difficile per i consumi. Tipicità e tecnologia per vendere qualità. E’ questo il segreto dell’ipermercato Gros Cidac. Alberto Celesia, 60 anni, amministratore delegato della società, con un azionariato completamente valdostano che da 35 anni guida la società , da tempo con i suoi soci mette in stretto legame questi due elementi. E così Gros Cidac e sempre più l’ipermercato dei valdostani.

Costantino Charrère (Les Crêtes)
Il suo Chardonnay Cuvée Bois era, per il Gambero Rosso, tra i primi 50 vini che hanno cambiato l’Italia, per la precisione al trentottesimo posto definito come «uno dei bianchi più affascinanti dell’intero panorama nazionale». L’elenco di premi e segnalazioni sarebbe interminabile, ma Charrère è anche la punta di diamante di un movimento, quello dei piccoli produttori di vino, che sta qualitativamente e quantitativamente crescendo. Inoltre Costantino ragiona già sul futuro e ritiene necessario che le aziende vitivinicole diventino sempre più sinergiche con il turismo favorendo la vendita diretta, l’offerta di degustazione e, in un futuro prossimo, la ricettività. Ma non solo. Saggiamente sta già curando il passaggio alla seconda generazione aiutato dall’impegno e dalla competenza delle figlie Eleonora e Elena, già da tempo protagoniste sulla plancia di comando.

Paolo Conta (Laser)
Con la sua Laser vanta un partner internazionale come Vodafone con il quale realizza spesso eventi di rilevanza nazionale. E’ fra i promotori del Consorzio VNTech essendo un convinto assertore del fatto che in Valle d’Aosta si debba fare di più nel settore della ricerca e sviluppo e siede al tavolo dell’Innovazione con i rappresentanti di Politecnico e Regione con la speranza che un simile consesso diventi in fretta un volàno importante del fare impresa della piccola regione autonoma.

Piero Enrietti (Thermoplay)
Quarta azienda a livello mondiale nei sistemi di iniezione a canale caldo per stampi di materie plastiche con una fetta di mercato che, per ora, vale il 6% di tutta la torta, dietro a due colossi canadesi (ma da loro la ricerca viene finanziata al 100%) e ad un’azienda coreana che – ci hanno spiegato - fa più quantità che qualità. Sono queste le dimensioni planetarie della Thermoplay di Pont- Saint-Martin che ora si prepara al grande balzo con l’ampliamento della superficie. Credo che a parte la simpatia umana del suo patron non ci sia proprio altro da aggiungere.

Pietro Giorgio (Sea)
Un vero globe-trotter dell’imprenditoria regionale. Per lui la Valle ha cominciato ad essere troppo stretta molto presto. Prima ha iniziato a muoversi sul mercato nazionale (vedi Picenambiente ma non solo) e ora affronta l’Europa con progetti in Albania e Romania. E’ un convinto sostenitore del fare sinergia nella certezza che i valdostani sanno lavorare bene e che, se c’è voglia di fare, ci possano essere occasioni di business per tutti.

Gioacchino Gobbi (Grivel)
Esporta il 92% dei suoi prodotti con un fatturato di 5 milioni di euro in 25 paesi, cioè il 60% del mercato mondiale nel suo comparto. E’ un’azienda valdostana con una storia plurisecolare (dal 1818) anche se il vero salto di qualità l’ha fatto soprattutto negli ultimi vent’anni. E’ la Grivel di Courmayeur leader mondiale nel settore dei prodotti per l’alpinismo (piccozze, ramponi, caschi, chiodi da ghiaccio e da roccia, ma anche zaini e guanti da alpinismo) anche se oggi, in Valle d’Aosta (nemo propheta in patria…) è più nota per l’operazione di salvataggio dello stabilimento di Verrayes della Rossignol.

Roberto Marzorati (Cogne)
E’ a capo dell’azienda più importante della nostra regione con fatturati e occupati importanti e in crescita grazie al buon momento del mercato dell’acciaio. Ma il suo impegno si sta segnalando anche per l’attaccamento al territorio regionale (gli investimenti nella sicurezza sul lavoro e sulla qualità ambientale) e per la vivacità sui mercati internazionali che molto probabilmente porteranno a nuovi acquisti. Il tutto mantenendo con impegno il cuore ad Aosta come dimostra la partecipazione al Telcha che si occuperà della costruzione della rete di teleriscaldamento del capoluogo regionale.

Luca Minini (Mdm)
Una fortissima attività di «ricerca & sviluppo» in modo da garantire sempre la miglior qualità e affidabilità è la ricetta del successo di questa azienda (25 anni nel 2007) che ogni anno investe in «R&S» fra il 15 e il 25% del suo fatturato in modo da mantenere inalterato il suo vantaggio tecnologico nei confronti della concorrenza e consolidare la sua posizione di da leader nazionale nella produzione di attrezzature speciali per la deformazione a freddo dei metalli, destinate allo stampaggio di viti e bulloni.

Paolo Musumeci (Musumeci)
L’entrata nell’holding svizzera Pcl ha consolidato il futuro dell’azienda di Quart che pur con trascorsi storici brillanti (tutti conosciamo Sergio Musumeci) necessitava di abbandonare il capitalismo di tipo famigliare per posizionarsi in maniera nuova sul mercato. Se poi si aggiunge la nomina di Musumeci ad amministratore delegato dell’intero gruppo è molto di più della classica ciliegina sulla torta.

Corrado Neyroz (Hermitage)
Titolare dell’Hotel Hermitage di Cervinia, ma soprattutto Presidente della associazione «Relais & Château», marchio che dovunque nel mondo garantisce un’offerta di qualità davvero esclusiva. Albergo e ristorante sono fra gli alfieri della ricettività e del savoir faire enogastronomico della Valle d’Aosta nel mondo. E’ sufficiente una rapida occhiata al suo sito internet per trovare citazioni entusiaste su riviste francesi, inglesi e tedesche. Da «Vogue France» per la quale l’hotel «décoré de meubles anciens, est une adresse privilégiée» a «Paris Match» che inserisce la struttura tra i suoi hotel mitici.

Pierre Noussan
Intraprendente ed entusiasta. Il business dell’auto oggi richiede una capacità di adattarsi al mercato continua sapendo con tempismo rispondere alle esigenze del cliente doti che per Pierre, figlio dello scomparso Efisio, fanno parte da tempo del Dna di famiglia.

Marilena Péaquin (Maison Bertolin)
Prosegue l’avventura di famiglia per un’azienda che sia sul territorio nazionale che su quello internazionale sta diventando il vero ambasciatore del prodotto tipico valdostano con il suo lardo dop. La Bertolin ha rivitalizzato il tessuto imprenditoriale di tutta Arnad e con il suo show room aziendale offre ai fortunati turisti la possibilità di una fooll immersion nell’enogastronomia valdostana a vantaggio di tutto il comparto agroalimentare.

Mario Ronc (Fratelli Ronc)
So che non apprezzerà il suo inserimento in quanto ama il low profile e, soprattutto, non gli piace il più famoso sport valdostano dopo tsan, fiolet e rebatta…la jalousie (traducasi l’invidia atavica che il valdostano in generale ha spesso per gli affari del suo vicino quando vanno troppo bene). In parte per questo motivo e in parte per la sua indole schiva non trovate, purtroppo, nel blog traccia evidente del buon lavoro svolto da questa impresa nel settore delle energie alternative, in particolare delle piccole centrali idroelettriche di montagna. Mi auguro prima o poi di riuscire nell’impresa di dedicargli il bell’articolo che davvero merita. A mal parata lo minaccerò di reinserirlo tra le nomination dell’anno prossimo.

Nicola Rosset (Saint-Roch)
Un’azienda storica (pensate ai Distillati Levi) che sa stare nella modernità senza rinunciare ai benefici di una lunga tradizione imprenditoriale. Rosset rappresenta una famiglia con una cultura del fare impresa che pochi hanno in Valle d’Aosta. Un background che lo ha portato a sviluppare l’intuizione che il fascino della valle d’Aosta dovrebbe essere proprio quello di proporre prodotti in piccoli numeri per un pubblico selezionato. Di qui la scelta di costitire una fitta rete commerciale sul territorio nazionale.

Piero Roullet (Hotel Bellevue)
Confesso di aver trovato sempre stimolante la sua idea di creare con il Bellevue di Cogne una sorta di villaggio turistico dove si trovano ben tre ristoranti, una cantina, una grotta per la stagionatura dei formaggi, una spa, perfino un negozio per lo shopping dove è possibile acquistare oggetti di antiquariato e prodotti che fanno bella mostra di sé in albergo. Ma Roullet va apprezzato anche per il suo sguardo di insieme sul turismo regionale, nazionale e internazionale e per la sua profonda convinzione che il fare rete non debba mai essere semplicemente uno slogan.

12 maggio 2008

I fratelli Lucchetti al servizio della ristorazione valdostana

Cosa hanno in comune il Rifugio Bonatti di Courmayeur, l’Hôtel Bellevue di Cogne, il Priorato di Saint-Pierre e il ristorante Café Quinson vieux bistrot di Morgex? La risposta è semplicissima. Dovendo garantire un numero di pasti sia numericamente che qualitativamente impegnativo hanno acquistato la loro cucina presso la Lucchetti attrezzature alberghiere. La famiglia Lucchetti dal 1965 è infatti agente esclusivista per la Valle d’Aosta di Electrolux professional (marchio Zanussi Professional) e propone alla sua clientela tutte le attrezzature che fanno parte del circuito DI.GR.IM. (Distribuzione Grandi Impianti) di cui l’azienda valdostana è fra i Soci fondatori. Ma i Lucchetti hanno alle spalle quasi mezzo secolo di vita imprenditoriale tanto che ormai con i fratelli Guido, 47 anni, e Paolo, 39, ha già consolidato il passaggio alla terza generazione. E già si sta affacciando la terza con Matteo, diciassettenne figlio di Guido.


Nel 1959, infatti, nasce a Châtillon, Elettrocasa, specializzata nella vendita di elettrodomestici per la casa a marchio Rex. Francesco e Wilma Lucchetti sono tra i primissimi a lanciarsi in questo settore in Valle d’Aosta. Loro non lo sanno ancora ma si tratta di un’intuizione felice visto che anticipano di pochissimo il boom economico degli anni ’60 che trasformerà gli elettrodomestici da oggetti di lusso per pochi a costosi, ma non impossibili, sogni per le famiglie italiane del tempo. «All’inizio degli anni ’60 – commenta Guido Lucchettipapà inizia ad occuparsi della commercializzazione degli elettrodomestici per le utenze alberghiere. Sino ad allora si doveva andare a Torino o Milano. Erano apparecchiature molto ingombranti, ma relativamente semplici con pochi contenuti tecnologici: cucine a gasolio, tavoli di lavoro in acciaio, lavastoviglie industriali. Come sempre il marchio è Zanussi».

I punti vendita diventano così due: accanto al negozio di Châtillon ad Aosta aprono un punto vendita per le attrezzature alberghiere. Il settore domestico chiuderà i battenti nel 1991 non potendo più competere con i punti vendita specializzati, mentre il settore alberghiero non sembra subire flessioni. «Oggi – confessa con una punta d’orgoglio Guido – ci ritroviamo a sostituire in alcuni alberghi impianti installati dal papà. Sono i figli dei titolari di allora, che hanno rilevato l’attività del padre, a chiamarci. Segno di un rapporto fiduciario che si perpetua da una generazione all’altra». Lucchetti così illustra l’attività dell’azienda che può contare su una decina di dipendenti e su fatturati significativi tenendo conto che un impianto può costare circa 100 mila euro. «L’assemblaggio, l’installazione ed il collaudo delle apparecchiature – spiega- è eseguito direttamente da nostri tecnici specializzati. Le richieste di intervento di assistenza tecnica sono evase dai tecnici dei due centri di assistenza, in grado di effettuare l’intervento stesso nell’arco di ventiquattrore, disponendo di due magazzini ricambi indipendenti. La progettazione funzionale della disposizione delle apparecchiature e lo schema impiantistico relativo agli allacciamenti elettrici ed idraulici, strettamente correlato alle caratteristiche tecniche delle varie apparecchiature è eseguito direttamente dal nostro. Studio Tecnico, che si occupa anche di seguire in cantiere le relative opere». Ma l’azienda dedica anche molte energie all’assistenza post-vendita che consiste nell’addestramento del personale all’utilizzo di macchine estremamente complesse e con contenuti tecnologici decisamente elevati. «Per utilizzarle al meglio occorre molto addestramento – conclude Lucchetti – per questo motivo organizziamo un ricco calendario di corsi ad hoc per gli utilizzatori e permettiamo anche al personale delle aziende di venire ad esercitarsi direttamente nella nostra sede». Il 6 ed il 7 maggio, ad esempio, si è svolta una due giorni di dimostrazioni pratiche, prove di cottura, approfondimenti teorici con l’impiego dei nuovi forni a convenzione vapore e degli abbattitori di temperatura con l’équipe della Zanussi Professional. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta dell'8 maggio 2008)

11 maggio 2008

Raddoppio del Traforo del Bianco? Di un soffio vincono i contrari

Settantanove votanti non sono un universo tale da sancire un sentenza definitiva. Tuttavia si può sostenere che per i lettori di questo blog, in base al mio sondaggio, l'argomento è particolarmente dibattuto. I contrari hanno vinto di un soffio (50%) contro i favorevoli (48%), 40 voti contro 38, e un non so (1%). L'argomento del raddoppio del traforo del Monte Bianco non è indicato in nessuno dei programmi elettorali, ma dopo le elezioni potrebbe tornare argomento di dibattito in Consiglio regionale? Come sempre sono interessato alle vostre opinioni.

10 maggio 2008

Spunti di riflessione - 23: Elezioni regionali 2008: a caccia di progetti per il futuro

Vi propongo per il consueto spazio settimanale «Spunti di riflessione» l'editoriale che ho pubblicato sul Corriere della Valle di questa settimana in merito alla prossima tornata elettorale.

Essere cristiani significa stare «con i piedi sulla terra, calpestando il suolo dell’indifferenza religiosa, dello sradicamento culturale, del sudore e dello sforzo quotidiano di ogni famiglia, il suolo di ogni foro in cui è in gioco la dignità umana, degli areopaghi del dibattito, del dialogo, della ricerca di una migliore convivenza affinché la promozione e il rispetto dei diritti umani siano una chiara realtà». Lo ha ricordato il card. Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, nella messa celebrata nella terza giornata del 23° Congresso nazionale delle Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, svoltosi a Roma dal 1° al 4 maggio, durante il quale Andrea Olivero è stato riconfermato alla guida dell’associazione. Alle Acli il Card. Martino ha rivolto il pressante invito a essere nel mondo «seminatori di speranza, toccando l’umanità e il mondo nelle sue miserie e nelle sue prove». E’ la logica del servizio, della vicinanza, del voler bene o, meglio del volere quel bene che riesce ad essere comune, di tutti. E’ la pietra angolare di chi vuole fare politica. Di chi vuole fare politica servendo davvero sia la città dell’uomo che quella di Dio. Si tratta di una sintesi che non deve apparire utopica anche in tempi in cui, non bisogna nasconderselo, il dialogo con il mondo laico appare difficile. «Le istituzioni hanno bisogno di cittadini che lavorino» per «una società più giusta e solidale», con una «particolare attenzione alla formazione» dei giovani «affinché la persona umana, con la sua dignità ed i suoi diritti rrinunciabili, sia al centro dell’impegno comune». Sono parole che potrebbero essere tratte da un documento dei Vescovi italiani ma, in realtà, sono state indirizzate ai 1400 delegati dell’Azione Cattolica, riuniti a Roma per approvare il documento programmatico per il triennio 2008-11 ed eleggere i nuovi responsabili nazionali, dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Questa affermazione dimostra che può esserci un sostrato comune su cui costruire insieme. Tutti constatiamo un’emergenza valoriale che nasce da un individualismo (che spesso attraversa tutto l’arco istituzionale) che non può più essere rinviata. E questo vale anche per la nostra Regione. Siamo tutti chiamati a fare di più. A dare l’esempio anche nei nostri comportamenti più banali. Tutte le forze politiche regionali, in particolare, per favorire il consenso sono chiamate a far leva sui loro progetti di futuro (leggasi programmi) piuttosto che sull’annientamento verbale dell’avversario, come purtroppo sta invece accadendo in troppi comizi in questi giorni. In particolare i credenti devono evitare questo atteggiamento se vogliono farsi davvero espressione di novità evangelica. Qualunque sia la maggioranza e qualunque sia l’opposizione non deve mai venire meno il rispetto per la dignità della persona. Se tutti sapremo essere persone migliori (eletti ed elettori) anche la qualità del fare politica ne trarrà sicuro giovamento. (Pubblicato sul Corriere della Valle dell'8 maggio 2008)

9 maggio 2008

Monzeglio (Cisl): «Necessaria una ridistribuzione delle risorse più equa»

Riccardo Monzeglio è il nuovo segretario della Cisl. Lo abbiamo intervistato allo scopo di meglio conoscere il suo pensiero sull’attuale scenario del’occupazione valdostana.

Anche la Valle non è esente dall’attuale scenario di criticità nazionale. Quale è la vostra opinione? Soprattutto ora che ci avviciniamo ad una importante tappa come le elezioni regionali
Per noi è importante inquadrare le problematiche più significative del mondo del lavoro. E’ chiaro che guardiamo con interesse ai futuri scenari politici regionali. Non siamo schierati, ma neppure apolitici. E’ importante gestire laicamente gli effetti delle scelte fatte dalla politica e esprimere le proprie considerazioni in merito.

Che cosa ha detto al Congresso che l’ha eletto?
Prima di tutto che per l’assetto socio-economico della Valle l’industria è fondamentale. Pur con tutti i distinguo del caso. E’ chiaro, ad esempio, che non siamo una realtà metropolitana, e il modello di industria valdostano è di piccole dimensioni. Nello stesso tempo constatiamo una proliferazione di aperture e chiusure. Le imprese non si fidelizzano pur essendo, a nostro avviso,
molti gli atout messi a disposizione dell’industria in Valle. La Cogne attualmente è l’industria che tiene meglio. E’ un aspetto da tenere in attenta considerazione. Inoltre non dobbiamo imenticarci che in molte industrie la Regione è presente con significative quote di capitale. Una politica di questo tipo ha senso? Abbiamo alcuni dubbi. Ci sembra che talvolta un simile scenario abbia finalità più politiche che economiche, per mantenere attivo un certo bosco o sottobosco politico.

Quali vertenze sono attualmente aperte?
Ne ricordo una su tutte. Deve essere ancora siglato un contratto di secondo livello nel turismo. E per una Regione come la Valle d’Aosta che basa la sua economia anche sul turismo non è un elemento da sottovalutare. Un settore che a nostro avviso è caratterizzato da uno scambio di risorse iniquo.

Non capisco. Che cosa intende?
L’amministrazione regionale interviene spessissimo in questo settore per ripianare le perdite e lo fa mettendo mano a risorse del bilancio regionale che sono di tutti, in quanto in massima parte il bilancio è composto dall’irpef dei residenti in Valle d’Aosta.

E quindi che cosa dovrebbe fare la Regione?
Noi chiediamo attenzione per tutti. Ad esempio da tempo a livello nazionale abbiamo aperto una vertenza nel settore del commercio in merito ai prezzi che sono cresciuti in maniera non proporzionale al potere d’acquisto e questo fa sì che le categorie maggiormente penalizzate siano i pensionati e i redditi fissi. Anche egli enti locali devono impegnarsi per capire che cosa è possibile fare per riequilibrare prezzi e tariffe.

Un esempio?
L’iniziativa della Regione in merito alle tariffe dell’energia elettrica va nella giusta direzione.

Ma voi non vedete di buon occhio la presenza della Regione nell’economia…
Il criterio discriminante è che la presenza della Regione in una società abbia ricadute immediate sulla popolazione. E’ sufficiente pensare alla situazione che si è creata con la società del Monte Bianco. La querelle sul numero di passaggi è incredibile. C’è qualcosa che non funziona.

Ma in generale non vi sembra che la ridistribuzione delle risorse sia garantita? Penso, ad esempio, al sistema di welfare…
Non è sempre così. Ad esempio trovo dannoso per il tessuto sociale valdostano l’applicazione dell’indicatore socio-economico regionale attraverso il quale vengono richiesti ai cittadini bisognosi di servizi un ticket per i servizi socio-assistenziali. Un risparmio di spesa per ’amministrazione e per la collettività che spesso non viene contabilizzato e recuperato per altrettante iniziative socio-sanitarie ma finisce nel bilancio regionale per spese anche di ordine
corrente. Come sindacato chiediamo che questi soldi rimangano nelle voci riguardanti il sociale in modo tale che vadano a favore delle classi più deboli. E’ chiaro che questo non intacca minimamente il nostro giudizio in merito al welfare offerto dall’Amministrazione regionale che è sicuramente di qualità. Ma non bisogna dimenticarci che l’invecchiamento della popolazione porterà queste spese inevitabilmente a crescere.

Sul pubblico impiego?
Constatiamo come sindacato che, anche se si tratta di un settore in cui come Regione abbiamo competenza primaria, raramente riusciamo ad anticipare la contrattazione nazionale. Sono convinto che noi dovremmo realizzare per primi i miglioramenti normativi del settore. Lo stesso ragionamento vale per il mondo della scuola. Spesso a fatica riusciamo ad adattare le varie riforme al nostro modello scolastico bilingue, applicato nelle scuole medie ed elementari, che, peraltro, ci tengo a sottolinearlo, riteniamo estremamente valido. Non dimentichiamoci che in questi anni siamo riusciti a far crescere gli organici, in controtendenza con il trend nazionale: 16 elementi in più nella scuola primaria e 12 in quella media. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 1° maggio)

8 maggio 2008

Elezioni regionali in Valle d'Aosta: programmi a confronto

Sette liste, 245 candidati, tre programmi: due comuni con da una parte le forze del centro autonomista, Union Valdôtaine, Stella alpina e Fédération Autonomiste, e dall’altra i partiti di centro sinistra, cioè Arcobaleno, Partito Democratico, Vallée d’Aoste Vive/Renouveau Valdôtain, e uno individuale, quello del Popolo della libertà. Sono questi i numeri ufficiali della prossima tornata elettorale per il rinnovo del Consiglio regionale della Valle d’Aosta che il 25 maggio vedrà rinnovati i suoi 35 consiglieri che daranno vita alla tredicesima legislatura. Per la terza puntata della nostra inchiesta dopo aver dato voce alle opinioni delle associazioni di categoria prendiamo in esame, sotto il profilo economico, i programmi presentati all’attenzione degli oltre 100.000 elettori della piccola regione autonoma.

Popolo della libertà
Il Pdl critica pesantemente l’operato di Finaosta e nel suo programma suggerisce una cura fondata su quattro punti: procedere a una graduale dismissione delle partecipazioni societarie non strategiche oggi detenute da Finaosta; accorpare in un’unica società di tutte le aziende funiviarie a capitale regionale, al fine di contenere i costi di gestione e degli organi societari; subordinare le nomine degli amministratori e dei sindaci nelle società partecipate a criteri di competenza e di managerialità, anziché di appartenenza partitica; e effettuare un costante monitoraggio delle realtà industriali che hanno ricevuto benefici economici dall’ente pubblico. In materia di autonomia e riforme il centrodestra propone di «applicare, in senso innovativo e con particolare riferimento alle imprese, l’articolo 14 sulla “zona franca”». In campo agricolo Il Pdl vuole incentivare la diffusione di «giardinieri della natura», «sostenendo finanziariamente i conduttori di spazi verdi - terreni agricoli e non - in grado di conservare e migliorare le caratteristiche ambientali del territorio attraverso la coltivazione costante ed accurata di ogni spazio verde della Valle d’Aosta, prescindendo dagli attuali vincoli minimi di appezzamento» e introdurre nel settore vitivinicolo «un aiuto al mantenimento dei muri nelle zone terrazzate, come già realizzato nel Vallese». Per il settore artigiano nel programma è indicata la necessità di semplificare le procedure burocratiche esistenti nei rapporti tra imprenditori e Pubblica Amministrazione.

Union Valdôtaine, Stella alpina e Fédération Autonomiste
Il programma pone come primaria l’attuazione del nuovo piano strategico sull'industria (Studio Ambrosetti) per una nuova reindustrializzazione della Valle e per un rilancio delle imprese esistenti «anche con l'uso dei vantaggi derivanti dall’inserimento di alcune aree della Valle nel quadro di riferimento comunitario che consente di applicare maggiorazioni agli incentivi per le imprese». In particolare le forze della coalizione sostengono la necessità «di semplificare l’accesso al mondo dell’imprenditoria e il sostegno nella fase di start-up». Il programma si impegna a dare il via alla tanto invocata riforma del settore turistico e pone come elemento primario l’istituzione di un unico Ente regionale preposto all’informazione e accoglienza turistica, in sostituzione delle attuali undici Aiat, garantendo tuttavia presidi territoriali. La coalizione si impegna anche a istituire e organizzare, in collaborazione con la Chambre e l’Università della Valle d’Aosta, un’ attività di Osservatorio e monitoraggio del mercato e dell’offerta riferita al settore turistico valdostano ed ai settori ad esso funzionalmente collegati. Per il settore degli impianti a fune si ipotizza la nascita di una holding che riunisca tutte le stazioni a prevalente capitale pubblico. In materia di viabilità nel programma è indicata la volontà di avviare le procedure di trasferimento dall'Anas alla Regione della tangenziale di Aosta per un uso non autostradale a vantaggio del comune di Aosta e dei Comuni dell’Envers.

Arcobaleno, Partito Democratico, Vallée d’Aoste Vive/Renouveau Valdôtain
La coalizione si propone di ridurre «entro i limiti strettamente necessari» la presenza pubblica regionale nelle aziende valdostane controllate finanziariamente dalla Regione e dalla Finaosta, «per lasciare spazio e slancio all’iniziativa privata, concentrando l’opera della Regione sulle funzioni di controllo della gestione e dell’efficacia degli interventi economici, eliminando perciò il condizionamento politico sul loro operato». In materia turistica le forze di centrosinistra intendono far gestire la programmazione e la promozione turistica «da un nuovo ed unico soggetto fondato sul ruolo preminente delle categorie coinvolte, autonomo dall’Assessorato regionale». Il nuovo soggetto dovrà redigere e attuare un Piano Turistico Regionale che garantisca equilibrio tra le grandi stazioni, la città di Aosta e la restante parte del territorio, in particolare la fascia di media montagna. La coalizione intende incentivare e promuovere la costituzione di consorzi tra imprese turistiche «per accrescerne la competitività in termini di costi (gruppi d’acquisto) e la capacità di autopromuoversi e di promuovere le località di media montagna con il coinvolgimento degli enti locali e delle associazioni operanti sul territorio nell’organizzazione di manifestazioni di promozione e di intrattenimento». Sul futuro della Casa da gioco di St-Vincent manifesta l’intenzione di scindere «le funzioni di gestione operativa da quelle di indirizzo, controllo e verifica dei risultati così da estromettere la politica dal momento decisionale».

7 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (2)

Le categorie economiche promuovono a pieni voti i Saveurs du Val d’Aoste ipotizzando positive ricadute sia per il settore del commercio che per quello del turismo. Sia Ascom che Confesercenti si esprimono positivamente sul contrassegno di qualità. «Da tempo – osserva il direttore di Confesercenti Paola Gottardiriteniamo che tutto ciò che può sviluppare il turismo nella nostra regione vada anche a tutela degli esercenti e da tempo sosteniamo la necessità di dare il via ad iniziative per valorizzare la produzione e la commercializzazione dei prodotti tipici locali ritenendo così di rafforzare l’appetibilità turistica della nostra regione».
Per Confesercenti tuttavia è però venuta a mancare in questa legislatura la volontà di mettere mano alla legge 6 del 2001 che riformava l’organizzazione turistica regionale. «Occorre una legge più innovativa e maggiormente concertata» ha precisato Gottardi.
Per Giuseppe Sagaria, vicepresidente di Ascom-Confcommercio, il settore invece attende una parola definitiva in merito alla normativa che disciplina i pubblici esercizi, in particolare bar e ristoranti. «E’ un vuoto che deve essere colmato». Giudizi complessivamente positivi arrivano dal mondo agricolo. Per Giuseppe Balicco, presidente di Coldiretti, la Giunta regionale ha operato bene. «Fra gli interventi di particolare utilità – sottolinea il presidente – ricordo l’intervento da parte dell’amministrazione regionale per sbloccare i ritardi nei pagamenti da parte dell’Agea attraverso la creazione dell’Agenzia regionale per le erogazioni in agricoltura. La Regione in quell’occasione anticipò una somma pari a sette milioni». Per Coldiretti è poi apprezzabile l’intera impalcatura del Piano di sviluppo rurale che ha, in massima parte, tenuto conto delle indicazioni dell’associazione. «In tutta sincerità – conclude Balicco – sono convinto che alla Regione non si possa chiedere di più. Anche potendo aprire completamente il libro dei sogni bisogna ricordare che molti interventi su cui la volontà politica potrebbe esprimersi positivamente sono vanificati dalle normative comunitarie».
Particolarmente variegata la posizione delle associazioni del settore artigiano. In particolare sulla legge 6/2003 che disciplina gli «Interventi regionali per lo sviluppo delle imprese industriali ed artigiane» si registrano alcuni distinguo. Per Aldo Zappaterra, direttore di Confartigianato, rimane il giudizio negativo in merito alle prime modifiche apportate dall’Assessorato alle Attività Produttive, che portarono a tagli particolarmente pesanti per il settore in materia di contributi. «Sembrava quasi una punizione. – sottolinea Zappaterra – Anche perché i tagli colpirono soltanto il nostro settore da un giorno all’altro». Più conciliante Cesare Grappein, presidente di Cna, che preferisce sottolineare la positivività del successivo parziale ritorno sui propri passi da parte dell’Assessore Leonardo La Torre. Più pragmatico Marino Vicentini, presidente dell’associazioni Artigiani Valle d’Aosta, che evitando di commentare gli sviluppi della vicenda, suggerisce la necessità di «riporre mano alla legge in maniera corposa». Soddisfatti sia Grappein che Vicentini in merito all’aumento, dal 50 al 75%, dell’abbattimento del tasso di interesse riservato ai confidi , indicato nell’ultima legge omnibus, licenziata dall’amministrazione regionale. Soddisfatto invece Zappaterra per l’aumento delle risorse riservate alla formazione professionale degli apprendisti. «Nell’ultimo biennio – precisa – sono cresciute in maniera significativa». Sul fronte dei «desiderata» Zappaterra invece chiede a gran voce «una maggior semplificazione degli adempimenti burocratici». Grappein invece auspica la concessione di contributi anche per le certificazioni obbligatorie come la Soa, particolarmente impegnative per le microaziende valdostane, e che, all’interno delle procedure di appalto, si tenga in maggior considerazione il criterio della sede legale regionale e il fatto di occupare personale residente in Valle d’Aosta. Vicentini ritiene infine necessario adeguare la legge 75/1990 «Adesione della Regione al Consorzio Garanzia Fidi tra esercenti le libere professioni in Valle d'Aosta. Interventi a favore dei Consorzi Garanzia Fidi» al nuovo scenario delineato da Basilea 2. (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 30 aprile 2008)

6 maggio 2008

Le associazioni di categoria giudicano i provvedimenti della Giunta Caveri (1)

Il giudizio di Confindustria Valle d’Aosta sull’operato della Giunta guidata da Luciano Caveri è legato al promesso taglio dell’Irap come previsto dal pacchetto di disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione Autonoma Valle d’Aosta, approvato lo scorso dicembre. Il provvedimento, indicato all’articolo 1 della «Legge finanziaria per gli anni 2008/2010», si poneva l’obiettivo di diminuire l’imposizione sul costo del lavoro, mediante la riduzione di un punto percentuale dell’aliquota IRAP (oggi pari al 4,25%). Un taglio per premiare le aziende considerate «virtuose», cioè quelle che nell’ultimo triennio hanno fatto registrare un incremento del 5% del valore della produzione netta e dei costi relativi al personale. «Il provvedimento del Governo Caveri maggiormente auspicato che abbiamo chiesto più volte e più utile per il settore industriale è sicuramente quello della riduzione dell’IRAP. – commenta il Presidente Giuseppe Bordon - Al tempo stesso però si è dimostrato il più inefficace perché è stato adottato a fine legislatura e ancora oggi, tenuto conto delle condizioni poste in termini di incremento del valore della produzione netta e dei costi del personale, non sappiamo quante imprese potranno avvantaggiarsene». Sul fronte dei «desiderata» Confindustria sottolinea come sarebbe stato auspicabile in quest’ultima parte di legislatura l’avvio di un «processo di privatizzazione delle partecipazioni regionali nelle società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi che avrebbe consentito una esternalizzazione di servizi e un minore peso della Regione nell’economia valdostana». Critico Roberto Montrosset, presidente di Assoedili. «L’attuale pianificazione delle opere pubbliche – spiega – non aiuta le aziende a programmare per tempo la propria attività. Se non c’è la certezza di un mercato è difficile che le aziende puntino ad aggregarsi per concorrere agli appalti regionali. Sono convinto che si dovrebbe valutare la predisposizione di interventi che favoriscano l’aggregazione». «Complessivamente – conclude Montrosset - riscontro però poco attenzione da parte della pubblica amministrazione nei confronti del settore delle costruzioni. Confrontarsi con soggetti imprenditoriali maggiormente consolidati a livello regionale sembra non interessare a nessuno». Federico Jacquin, presidente della sezione edili di Confindustria, segnala fra gli interventi positivi la modifica della legge sulla raccolta rifiuti (31/2007) che ha permesso di risolvere un grave vuoto normativo in materia di trasporto inerti che rischiava di mettere in difficoltà tutto il settore. «In quell’occasione – ha sottolineato Jacquin - è stato dimostrato che se c’è la volontà politica i problemi si possono risolvere. Purtroppo non è sempre così». Sul fronte del credito Martino Cossard, presidente della locale sezione Abi, osserva come l’attuale Giunta abbia maggiormente coinvolto gli istituti di credito. «Per alcuni finanziamenti – precisa - sono state sottoscritte convenzioni non soltanto con Finaosta. Ad esempio per un aiuto in materia di imprenditoria femminile è stata data la possibilità di rivolgersi alle banche convenzionate». Manca ancora per Cossard una convenzione fra Regione e Istituti di credito che permetta alle imprese appaltatrici di servizi alla pubblica amministrazione di ottenere l’anticipazione delle fatture da parte delle banche. Claudio Viale, segretario regionale della Cgil, evidenzia come positivo l’accordo siglato tra i sindacati confederali e la Giunta Caveri affinché il governo regionale faccia propria la proposta di legge «Misure di sostegno in favore delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti, delle collaboratrici e dei collaboratori». «Si tratta – commenta Viale – di misure integrative agli attuali ammortizzatori sociali. Sono interventi relativi al sostegno al reddito nei periodi di inattività involontaria e di sospensione dell'attività lavorativa a causa di motivi di salute». Viale giudica negativamente la decisione della giunta di costruire un termovalorizzatore e ritiene auspicabile che il prossimo governo regionale approvi una proposta di legge dei sindacati confederali in materia di «reddito di cittadinanza per le nuove povertà». (Pubblicato sul Sole 24 Ore Nord Ovest del 23 aprile 2008)

5 maggio 2008

C'è un Ansa per me...

Oggi il mio blog con il post sulla nomina di Paolo Musumeci nella Chambre Vaudoise ha avuto l'inaspettata sorpresa di essere citato dall'Ansa regionale. Con un pizzico di narcisismo, di cui, spero, mi perdonerete, vi invito a leggere il lancio in questione.

Paolo Musumeci eletto nella Chambre Vaudoise du commerce et de l'industrie

L’imprenditore valdostano Paolo Musumeci, dalla fine del 2007 Amministratore Delegato di PCL Holding SA e delle collegate, importante gruppo grafico della Svizzera Romanda di cui da circa tre anni fa parte la Musumeci spa di Quart, è stato eletto il 23 aprile nella «assemblée des délégués» (60 componenti) della Chambre vaudoise du commerce et de l’industrie (CVCI), praticamente l’equivalente della nostra camera di Commercio. Creata nel 1989 la Chambre raggruppa oltre 2500 imprese per un totale di 90.000 occupati. L’ente è totalmente privato, cioè non accede a nessun contributo pubblico. La Chambre finanzia la sua attività attraverso le quote dei soci, la vendita di servizi e svolgendo i diversi mandati che le vengono affidati. La CVCI ha un ruolo di interlocutrice e di portavoce delle imprese e aderisce a Economiesuisse e all’Union patronale suisse oltre naturalmente ad essere inserita nella vasta rete nazionale e internazionale delle Camere di commercio.

Professionisti valdostani - 11: Noi notai non siamo una «casta»

Identikit
Ricordo che, come sempre, le interviste della rubrica «Professionisti valdostani» sono fatte al Presidente dell'Ordine o Collegio o Associazione interpellate. In questo caso tocca al Presidente del collegio notarile Guido Marcoz.

Iscritti dell’ultimo triennio
I notai sono attualmente dieci. Le sedi sono 17 di cui due istituite recentissimamente con un decreto ministeriale che ha aggiunto 840 sedi a livello nazionale su un totale di 5200. Le sedi sono otto ad Aosta, 2 a Châtillon, 2 a Donnas, 1 a Morgex, 1 a Verres e 1 a Saint-Vincent. Le restanti due sedi saranno fissate in accordo con il Collegio notarile regionale (presumibilmente ad Aosta).

Suddivisione maschi e femmine
9 uomini e una donna

Composizione direttivo
Presidente: Guido Marcoz. Consiglieri: Antonio Marzani, Giovanni Favre, Enrico Sebastiani e Marco Princivalle

Il trend nei prossimi anni in termini di iscritti
Incremento previsto di un notaio. Un concorso è ancora in correzione. Inoltre in questi giorni è stato bandito dal Ministero un nuovo concorso per 350 posti su tutto il territorio nazionale. C’è da sperare che qualche valdostano superi l'esame. Talvolta si dimentica che la nostra è una professione mista: c’è sì la libera professione ma siamo anche Pubblici Ufficiali e dobbiamo garantire sul territorio la presenza in tutte le sedi notarili, anche quelle disagiate. Le critiche alla professione non sono sulla qualità del lavoro, ma sulla remunerazione e sul numero chiuso. Eppure proprio recentemente il Consiglio Nazionale del Notariato ha dato la sua disponibilità al Governo ad aprire nuove sedi fino ad un numero massimo di mille (talvolta ci si dimentica che l’aumento dei notai è fissato dal Governo). Per questo ogni sette anni esiste l’obbligo di revisione notarile.

Mail e sito internet
segreteria@studiomarcoz.it
http://www.consiglionotariletorino.it

Le domande

Quali sono le principali problematiche a livello regionale e nazionale?
Prima di tutto c’è un problema d’immagine: quando si parla di notai si pensa ad una casta. C’è molta disinformazione. A livello nazionale c’è una tendenza alla liberalizzazione spesso lasciata un po’ all’improvvisazione: si manifesta un vago amore per il sistema americano dove il notariato sostanzialmente non esiste: tutto è in mano ad avvocati, a coperture assicurative. Il notariato latino poggia invece su certezze documentali alle quali si accede soltanto attraverso atti di magistrato o di notaio. La litigiosità sulla contrattazione notarile è dello 0,0029%, nel mondo anglosassone si aggira intorno al 20-22%. La nostra funzione certificativa è indispensabile e non può essere vanificata da norme che stabiliscano la contrattazione immobiliare fatta da chiunque. Un altro problema riguarda la materia delle successioni: soltanto in Italia (non è così in Francia e nel resto d’Europa) la denuncia di successione può essere fatta da chiunque senza che nessuno controlli l’oggettiva veridicità della stessa. Da tempo portiamo avanti, come Consiglio Nazionale, un’istanza affinché sia istituzionalizzato un controllo. Ci sono poi dei settori in cui i notai potrebbero alleviare la magistratura: penso ad esempio alle separazioni consensuali; non si tratta di sostituirci agli avvocati, ma ai magistrati sì.
A livello strettamente regionale non ci sono problemi specifici da segnalare.

Esistono possibilità di lavoro in Valle d’Aosta oppure il settore è saturo?Il notariato valdostano - pur con pochi notai in esercizio - risponde alle esigenze del territorio: d’altra parte l’allargamento della domanda e dell’offerta, come ho già spiegato, non dipende da noi.

Può indicarci alcuni nuovi sbocchi professionali?
Il problema principale è costituito dal fatto che il concorso per l’accesso alla professione presenta alcuni difetti: prima di tutto è molto lungo: è indetto ogni due anni ed i tempi di correzione sono davvero eterni, per giunta con un rapporto partecipanti-posti disponibili pari al 10%. L’ultimo concorso metterà a disposizione 350 posti e i partecipanti sono circa 4000. Ne verranno ammessi soltanto il 10%. Chi di solito riesce a passare lo scritto ha buone possibilità di essere dichiarato idoneo alle prove orali. Vorrei però fare una precisazione in merito all’accusa rivolta spesso ai notai di essere una casta: che si trasmettano la professione di padre in figlio: in realtà oggi si diventa notai solo attraverso un selettivo concorso e si ottengono le sedi che si riescono a vincere: non c’è nessuna possibilità di successione o di vendita delle sedi notarili.

Quali iniziative di formazione avete realizzato nel 2007 e quali sono in programma nel 2008?
Torino ha la sua scuola di notariato. Le scuole più prestigiose sono Roma e Napoli. Esiste poi una Fondazione costituita dal Consiglio Nazionale che ha lo scopo di organizzare convegni, occasioni di studio e di formazione ai quali i praticanti e i notai in esercizio sono invitati a partecipare.
Quali consigli si possono dare a chi si vuole avvicinare alla professione?
Avere tanta pazienza e tanta voglia di studiare: la pratica è importante, ma la difficoltà dell’esame rende necessario uno studio intenso ed approfondito.

Qual è il rapporto con il mondo delle imprese?
Da noi direi che è molto buono. Non ci percepiscono (come invece accade a livello nazionale), come un appesantimento burocratico. Il mondo delle imprese ha fatto passi avanti enormi da quando le "omologhe", necessarie per costituire una nuova società o modificarne una esistente, sono state trasferite dal magistrato e affidate per il controllo di legittimità al notaio. I tempi si sono molto accelerati; positiva anche l’introduzione della firma digitale per la trasmissione dei documenti ai vari uffici pubblici competenti. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 1° maggio 2008)

4 maggio 2008

Aosta si propone come «villaggio globale» delle energie rinnovabili

Tutto è pronto per la seconda edizione di Rigenergia, la fiera/convegno sulle energie rinnovabili, il risparmio energetico e la riduzione delle emissioni nelle zone di montagna, organizzata dalla Chambre valdôtaine e dalla Regione Valle d’Aosta, in collaborazione con l’Istituto per il commercio estero-ICE.
Da giovedì prossimo, 8 maggio, la tensostruttura allestita in Piazza Plouves ospiterà espositori, convegni, aule didattiche e laboratori. Ricorrendo all’eloquenza dei numeri Rigenergia significa 3000 metri quadrati di esposizione, 80 espositori italiani e internazionali in rappresentanza di oltre 120 marchi di produttori di sistemi per il risparmio energetico, le energie rinnovabili e la riduzione delle emissioni, 10 eventi in quattro giorni (compresa la proiezione del film Biutiful Cauntri) oltre 20 tra convegni e conferenze e circa 20.000 visitatori attesi.
«Il villaggio sulle migliori esperienze internazionali nel campo delle energie rinnovabili, del risparmio energetico e della riduzione delle emissioni sta prendendo forma in Piazza Plouves ad Aosta e – spiega il presidente della Chambre Pier Antonio Genestrone tutto sarà pronto per l’8 maggio quando la manifestazione prenderà il via. So che l’occupazione della Piazza con una tensostruttura così imponente potrà creare qualche malumore, ma il grande afflusso di visitatori che ci attendiamo credo che potrà controbilanciare questa situazione di disagio». «Rispetto alla passata edizione – aggiunge Genestrone – quest’anno lo sforzo è stato enormemente superiore, come testimoniano i numeri che accompagneranno Rigenergia. Oltre alla fiera, che raccoglie i migliori marchi in materia di energie rinnovabili e risparmio energetico, è stata prevista una serie di eventi che accompagnerà la manifestazione nei quattro giorni di fiera».
In particolare, l’area espositiva è stata studiata per ospitare insieme agli 80 espositori, anche un tecnocamp, uno stand per la didattica energetica ed un laboratorio. Mentre il programma sarà completato dalla proiezione di un film e dalla consegna dei premi Rigenergia agli istituti superiori e ai laureandi.

Il Tecnocamp
Una sorta di sala conferenze che sarà operativa già giovedì mattina 8 maggio quando, a partire dalle 10, si svolgerà il seminario sui Programmi Europei e strumenti regionali a supporto delle imprese nel settore dell’Energia.Nel pomeriggio, alle 15, avrà luogo invece la cerimonia inaugurale di Rigenergia, nel corso della quale interverranno il presidente Genestrone, il presidente della Regione Luciano Caveri, gli assessori regionali Leonardo La Torre e Laurent Viérin e il direttore Scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini. A seguire, si alterneranno tutti i giorni ogni ora, dalle 9 alle 19, relazioni e approfondimenti sui temi del risparmio energetico e delle energie rinnovabili.
In questo calendario, l’unica eccezione è rappresentata dal Brockerage event che venerdì 9, dalle 9 alle 14, trasformerà il tecnocamp in una Borsa internazionale della cooperazione, strutturata per far incontrare tra loro le imprese, con l’obiettivo di favorire la nascita di collaborazioni scientifiche e commerciali.

La didattica energetica
Si tratta di un percorso didattico-espositivo interattivo, che vedrà circa mille bambini e ragazzi delle scuole valdostane impegnati nella scoperta dei temi riguardanti l'energia, le fonti energetiche rinnovabili e non rinnovabili, il risparmio energetico e i materiali da costruzione naturali.
Questi argomenti verranno trattati anche attraverso l'illustrazione di impianti mobili per la produzione di energia rinnovabile e strumenti didattici appositamente concepiti per lo scopo.
Lungo il percorso espositivo saranno sviluppate, soprattutto attraverso l'utilizzo di modelli ed esempi reali, le seguenti tematiche: l'energia solare: pannelli solari termici, pannelli fotovoltaici, serra solare, forno a concentrazione; l'energia eolica: ventola per la produzione di energia elettrica; l'energia idroelettrica: modellino di centrale idroelettrica; l'energia dall'atomo: cella a idrogeno; l'energia da biomasse: materiali combustibili e tecnologie; il risparmio energetico: materiali isolanti, esempi di applicazioni (sezioni di pareti, ..).

Il laboratorio
E’ uno spazio ludico-ricreativo per i più piccini, i quali saranno guidati nella realizzazione con cubetti di Ecomais dei protagonisti della «Fattoria dei rinnovabili», ossia i piccoli fantastici animaletti che aiuteranno i bambini ad avvicinarsi alle energie rinnovabili.

Il Film
Alle 21 di venerdì 10, il Théâtre de la ville di Aosta ospiterà la proiezione del film «Biutiful Cauntri», cui farà seguito un incontro-dibattito con la regista Esmeralda Calabria. La trama: allevatori che vedono morire le proprie pecore per la diossina. Un educatore ambientale che lotta contro i crimini ambientali. Contadini che coltivano le terre inquinate per la vicinanza di discariche. Storie di denuncia e testimonianza del massacro di un territorio. Siamo in Italia, nella regione Campania dove sono presenti 1200 discariche abusive di rifiuti tossici. Sullo sfondo una camorra imprenditrice che usa camion e pale meccaniche al posto delle pistole. Una camorra dai colletti bianchi, imprenditoria deviata ed istituzioni colluse, raccontata da un magistrato che svela i meccanismi di un'attività violenta che sta provocando più morti, lente nel tempo, di qualsiasi altro fenomeno criminale.

La premiazione
Il Premio Nazionale Rigenergia 2008 per Progetti di Tesi di Laurea specialistica sulle fonti rinnovabili e l'uso razionale dell'energia e il Concorso per gli Istituti Superiori della Valle d'Aosta finalizzato a promuovere una cultura del risparmio energetico già a partire dalle nuove generazioni saranno aggiudicati nel corso di una cerimonia in programma alle ore 10 di sabato 10 maggio al Théâtre de la ville di Aosta. Il premio assegnerà tre borse di studio da seimila euro, mentre il concorso premierà con assegni di vari importi i migliori Istituti i cui elaborati sono stati selezionati da una giuria di tecnici.

3 maggio 2008

L'Agenzia delle Entrate fa un regalo inaspettato agli uffici marketing

Sinceramente questa pubblicazione on line dei redditi del 2005 (oltre ad altri dati particolarmente sensibili) non mi è piaciuta molto e (a parte la posizione di Grillo che puzza un po' di conflitto di interesse visti i suoi recenti redditi, dovuti per giunta anche alla sua attività on line) credo che la contrarietà delle associazioni consumatori sia un buon indicatore del fatto che l'iniziativa presenti qualche lato oscuro, soprattutto visto che in questi anni si è tanto insistito sulla tutela della privacy. E non mi si venga a dire che già venivano resi noti i redditi. Perchè un conto è l'androne di un comune, dove qualche cronista ricopiava con pazienza le dichiarazioni per pubblicarle sul giornale locale, ponendo in evidenza i soliti maggiorenti, e un conto è quell'agorà telematica che si chiama Internet, dove non si sa chi entra in possesso di quei dati e per quali fini. Al di là degli aspetti legati alle attività criminali provate a pensare soltanto a cosa significhi per una società di marketing o per un'impresa avere una chiara idea delle disponibilità economiche degli italiani. Dati importantissimi per giunta forniti gratuitamente dall'Agenzia delle Entrate, cioè lo Stato. E immaginate poi la beffa di chi dichiara tutto, ma proprio tutto (e paga le tasse di conseguenza), e si ritrova offerto al pubblico ludibrio o meglio alla pubblica invidia. Tragico vizio italiano. Non mi straccio le vesti, però l'operazione, nella migliore delle ipotesi, presenta almeno alcune evidenti controindicazioni. Se concordate con me che la trovata «vischiana» non vada approvata collegatevi al sito dell'Adoc per vedere che cosa si può fare. Se non concordate scrivetemi una mail per propormi il vostro punto di vista. Lo leggerò con attenzione.

Spunti di riflessione - 22: Come votare il 25 maggio

Come spunto di riflessione vi propongo questa settimana l'editoriale che ho scritto sul Corriere della Valle d'Aosta. Mi piacerebbe che qualcuno mi scrivesse cosa ne pensa. Un confronto vero.
Non temete. Il vostro settimanale diocesano non si lancerà in nessun «endorsement» modello Corriere della Sera, sulla falsariga di quanto avveniva 50 anni fa (in merito leggetevi il nostro inserto speciale «Il y a 50 ans»). Non ho intenzione di dettare nessuna indicazione di voto ma semplicemente di offrirvi alcuni spunti di riflessione in un momento in cui il nostro operato di elettore ha perso un po’ di slancio o, peggio, rischia di rispondere a stimoli di piccolo cabotaggio.
Corre, almeno in parte, in nostro aiuto un documento della Presidenza ambrosiana dell’Azione Cattolica, Il testo, predisposto per le Politiche del 13 e 14 aprile, a mio avviso si presta anche ad una lettura regionale. «Alla luce dell’attuale campagna elettorale, nella quale i cattolici sembrano essere corteggiati da più parti, ma non propriamente valorizzati - come si evince dalle scelte dei candidatisi legge - come cattolici avvertiamo l’esigenza di affermare che ciò che attira il nostro interesse non è la citazione dell’etichetta “cattolico”, ma la capacità di pensare in grande, di guardare lontano, di esercitare la capacità di “voler bene al futuro del proprio Paese”, come ha recentemente affermato il cardinal Bagnasco, presidente della Cei». Di conseguenza se politica è “visione dell’interesse lontano” i cittadini debbono non soltanto votare, ma anche informarsi e cercare tra i vari partiti quelli più capaci di gettare le basi di un futuro prossimo e remoto, ben oltre la ricerca di un tornaconto immediato o limitato ad una prospettiva quinquennale. «Siamo chiamati, con un esercizio di profezia, - si legge ancora - a riconoscere e promuovere chi sa guardare lontano. Chiedere alla politica progetti lungimiranti è un esercizio di vigilanza a cui oggi siamo tenuti».
Ma c’è di più. Talvolta mi capita di intercettare commenti non positivi nei confronti di chi si candida, giudizi sferzanti sulla qualità delle liste. Io però credo che se non siamo
disposti noi per primi a metterci in gioco rimangano futili chiacchiere da bar.
Di qui l’altro punto fermo del documento che, in realtà, rilancia a dopo l’appuntamento elettorale. «Il nostro domani ha bisogno fin da ora di una rinnovata capacità di pensiero, che sia frutto di un lavoro condiviso, di una nuova sintesi culturale, dentro la quale, come cattolici, possiamo e dobbiamo esercitare con competenza un ruolo alto di riflessione e di dedizione riguardo al quel bene che è comune ad ogni uomo. Auspichiamo che nascano luoghi di riflessione prepolitica sia nell’ambito ecclesiale sia in quello civile, dove possa ripartire un laboratorio culturale di alto profilo, terreno fecondo per una politica a servizio del bene del paese».
E’ importante che luoghi simili nascano anche in Valle d’Aosta. Bisogna pensare però con quali strumenti e con che modalità. Penso all’esperienza della Scuola di politica per giovani, promossa da Azione Cattolica e Acli. Io sono stato tra gli organizzatori di quell’esperienza e ritengo che possa essere una significativa fonte di ispirazione. (Pubblicato sul Corriere della Valle d'Aosta del 1° maggio).

2 maggio 2008

50 Modi di Fare Impresa in Valle d'Aosta

Mi sono reso conto che con il blog e con il Corriere della Valle sono arrivato alla significativa soglia di 50 imprese. Il viaggio fra chi fa impresa in Valle d'Aosta ha toccato 50 tappe. 50 profili di aziende e imprenditori che si raccontano e raccontano cosa significhi fare impresa fra queste montagne. Sarebbe da farci un libro ma, per ora, mi accontento di offrire questa pubblicazione digitale ai miei visitatori. Qui sotto trovate tutti i link alle 50 aziende (talvolta trovate il nome dell'imprenditore) di cui ho scritto. Per chi ha voglia di ripercorrere questo viaggio tutto d'un fiato oppure spiluzzicare qua e là in base ai propri personali interessi, gusti e disgusti. Ovviamente si può anche assaporarle settimanalmente sul Corriere della Valle d'Aosta.


I 50 link: Albergo Bellevue ; Albergo Milleluci ; Alpicar ; Anselmet Giorgio ; Argol-Mussino ; Arnad le Vieux ; Auberge de la Maison ; B.G.F. ; Bordon Giuseppe ; Centrale laitiere ; Chenevier ; Cidac ; Cogne Acciai Speciali ; Compagnia Valdostana delle Acque ; Consorzio Trait d'Union ; Digival ; Eurotravel ; Fratelli Vicentini ; Gps Standard ; Grivel ; Grosjean ; Hotel Hermitage ; Jacquin Federico ; Lain Cave ; Laser ; Lavanderia Industriale Pollein ; Les Cretes ; Les Ecureuils ; Locanda La Clusaz ; Maison Bertolin ; Martin Marco ; Mdm ; Montrosset ; Musumeci ; Netbe ; Quendoz ; Rgb ; Ribes ricerche ; Saint-Roch ; Sanguinetti Enzio ; Savio ; Sea ; Sicav 2000 ; Silvana Perucca ; Thermoplay ; Tipografia Valdostana ; Valdostana Carni ; Valeco ; Valgrisa e Via delle Indie

1 maggio 2008

Savio: imprenditori da 50 anni

Primo maggio 1958. Paolino Savio sotto la guida del capo torrefazione dell'allora grande Co In Ca di Torino completa la prima tostata di caffè Savio. Un giorno festivo, dovuto alla disponibilità dell’illustre insegnante, che dà il via ad una storia aziendale che proprio oggi compie mezze secolo. Indubbiamente uno dei modi migliori per celebrare la festa del lavoro. Del resto lo stesso Marco Savio, figlio del fondatore, ricorda come in tutti questi anni l’azienda con i suoi venti dipendenti non abbia mai fatto ricorso alla cassaintegrazione e, soprattutto, come non si siano mai verificati infortuni sul lavoro.
La produzione di caffè e la commercializzazione dello zucchero lasciano però spazio al vero business aziendale: i liquori. Nel 1965 la Savio, che ha la sua sede a Châtillon, prende in affitto dalla Parrocchia di Valtournenche la parte alta dell'alpeggio di Cime Bianche per poter raccogliere il génépy la cui vendita inizia l'anno successivo. Anche se il business cresce non è però facile la permanenza valdostana. L’azienda ha fame di spazi. «Nel 1990 – ricorda Marco Savio - acquistiamo dei terreni edificabili a Saint-Vincent. A progetti fatti ed approvati la sovrintendenza ai beni culturali blocca i lavori in quanto la zona viene individuata come probabile passaggio della strada delle Gallie. Non potendo più costruire, decidiamo di trasferirci a Parma: posto ideale per la distribuzione dei prodotti. Siamo ad un passo dall’andarcene. Fortunatamente la Regione nel 1995 ci offre a prezzo di mercato il terreno su cui sorge l'attuale sede nell'area ex Montefibre». Del resto sarebbe stato assurdo dire addio ad una realtà imprenditoriale che annualmente fa registrare un fatturato da 20 milioni di euro e che, grazie al riparto fiscale, assicura alla Regione un’entrata considerevole. «Fatturato – precisa il giovane Savio – che contiamo di far crescere del 30%. Puntiamo a quota 30 milioni”. L’azienda in questi ultimi anni è riuscita ad assumere una dimensione importante sul mercato nazionale, ma ha anche fatto registrare alcuni importanti risultati sui mercati esteri. Nel 1998 acquisisce il contratto di distribuzione delle vodke russe Moskovskaya e Stolichnaya (dal 2005 passate alla «Fratelli Rinaldi Importatori» di Bologna).
Nel 1999 registra il marchio Malecon, nel 2003 Malteco, due rhum che si stanno facendo strada nel mondo. Sono questi ultimi due prodotti si basano le maggiori proiezioni di crescita.
Oggi il gruppo è composto da quattro aziende: due in Italia (Châtillon e Milano) e due all’estero, una in Lettonia per gestire la commercializzazione nel est europeo e una in Spagna, alle Isole Canarie, di tipo immobiliare.
«In Italia, tra i nostri clienti, possiamo contare i principali gruppi della distribuzione moderna. Proprio questi contatti hanno permesso al nostro génépy di essere presente su tutto il mercato nazionale. Inoltre Abbiamo partners commerciali in tutta Europa, negli Stati Uniti e in America Latina».
I festeggiamenti per il cinquantennale si presentano all’insegna anche di una eccezionale promozione commerciale che durerà fino al 4 maggio. «Presso i nostri tradizionali punti vendita con lo slogan “50 anni, 50 percento di sconto, ovvero promozione compri 2, paghi 1” vogliamo sia fare un "regalo" con uno sconto esagerato ai nostri clienti fedeli, sia offrire, a chi ancora non ci conosce, una occasione irripetibile per provare i nostri prodotti». L’intenzione è però anche quella di proporre una festa-evento, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Châtillon, presso il castello del Baron Gamba. Ma i festeggiamenti non fanno perdere di vista il core-business e nel corso del 2008 la Savio ha annunciato il lancio di due nuovi prodotti, attualmente in fase di sviluppo: da un lato la «Grappa cuor di vitigno» che va a completare la gamma di distillati dell’azienda e dall’altro il «Fior d’acqua alpina». «E’ il prodotto cui teniamo maggiormente. E’ un nuovo génépy – conclude Marco Savio - nella cui realizzazione abbiamo concentrato i risultati di 50 anni di ricerca e impegno, unendoli a tradizione e tecnologia. Abbiamo, infatti, scoperto che, se si riesce a mettere in infusione solo i fiori del genepì entro i primi minuti dopo la raccolta, riusciamo a conservare molti più profumi e sapori. Un’operazione non facile se fatta oltre 2000 metri quota». (Pubblicato sul Corriere della Valle del 1° maggio 2008).
 

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